SAN PAOLO VI – UN APPUNTAMENTO DECISIVO

UN APPUNTAMENTO DECISIVO CON CRISTO

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 26 marzo 1972

 

Siamo venuti, Signore, ancora una volta,

a questo appuntamento decisivo delle Palme

per riconoscere e proclamare che Tu sei il Cristo,

il Salvatore, Colui che solo dà senso, valore, speranza,

gioia alla vita degli uomini, alla nostra vita.

Sei Tu, Gesù, che libera gli uomini dalle catene del peccato

e da quelle altre catene interne ed esterne di ogni schiavitù.

Sei Tu, Gesù, che ci dai le ragioni per cui vale la pena

di vivere, di amare, di lavorare, di soffrire e di sperare.

Sei Tu, Gesù, che ci insegna le supreme verità,

che ci obbliga a considerarci fratelli.

Sei Tu, Gesù, che ci soffia nei cuori il Tuo Spirito

di sapienza, di fortezza, di gioia e di pace.

Sei Tu, Gesù, che fai di tutti noi una unità mistica e visibile,

un corpo sociale animato dalla Tua Parola e dalla Tua Grazia.

Sei Tu, Gesù, che ci fa Chiesa.

Noi abbiamo bisogno di Te.

Noi vogliamo rivelarTi al mondo

e mostrare, per quali ragioni e con quali modi,

Tu, oggi più che mai, sei il Polo attraente del mondo

in cerca sempre di capire se stesso

nella giustizia, nella libertà, nella Fratellanza, nella pace.

Tu sei la nostra segreta Aspirazione

a fare della vita una cosa seria,

un momento di pienezza, un’ora di sapienza,

un dono d’amore, un inno a Dio.

Questa è l’ora messianica.

Se dietro ai Tuoi passi, Tu ci farai domani

incontrare nella Tua Croce, non abbiamo paura.

Là è l’amore che si dona,

là è l’amore che sa il valore del sacrificio,

là è l’amore che salva,

là è l’amore che ha in se stesso

l’infallibile promessa della risurrezione

e della vita eterna.

Amen.

SAN PAOLO VI – SCEGLIERE E SEGUIRE CRISTO

SCEGLIERE E SEGUIRE CRISTO

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 4 aprile 1971

 

Noi Ti abbiamo già scelto, Signore,

perché siamo cristiani, siamo battezzati.

Ma essere cristiani non è cosa da poco;

vuol dire essere già inseriti nel dramma della salvezza;

vuol dire avere già una concezione del mondo

e della nostra esistenza, della storia passata

e dei destini futuri;

vuol dire avere già un programma impegnativo di vita,

cioè credere, operare, sperare, amare.

Si impone, davanti a Te, un esame dei nostro comportamento.

Noi non vogliamo appartenere alla categoria dei cristiani

che sceglie il comportamento “zero”: un comportamento che non dà alcun peso

al fatto d’essere cristiano.

Un comportamento nel quale il carattere

cristiano non significa nulla.

Il cristiano è un uomo logico, coerente, responsabile,

libero e nello stesso tempo fedele.

Non un uomo “zero”, indifferente, insignificante,

incosciente, con la testa nel sacco.

Noi non vogliamo appartenere alla categoria

che il Vangelo chiama degli uomini “canna”,

delle canne agitate dal vento: uomini privi

di personalità propria, di dirittura cristiana.

Uomini disponibili alle idee altrui,

pronti a curvarsi al dominio dell’opinione pubblica,

della moda, dell’interesse.

Uomini della paura, uomini del rispetto umano,

uomini-pecore.

Noi vogliamo essere “persone”, cioè uomini che

vivono secondo dati principi. Secondo idee-cardine.

Secondo idee-luce. Secondo idee-forza.

Uomini che hanno fatto la loro scelta,

e secondo questa scelta, camminano e vivono.

questa la categoria degna della gioventù

intelligente e cristiana.

Ma per essere così, occorre una luce. Una luce per la vita.

La Luce vera, che sei Tu, Signore Messia.

In Te riconosciamo la vera Guida spirituale della nostra vita.

Tu sei il “leader’ morale del nostro tempo.

Leviamo dunque in alto le nostre palme

i nostri rami di pacifico olivo verso di Te

inneggiamo a Te: Osanna! Evviva!

La nostra scelta è per Te, Cristo Gesù.

Amen.

SAN PAOLO VI – A GESU’ CHE SI RIVELA

A GESÙ CHE SI RIVELA LA NOSTRA ADESIONE DI FEDE

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 22 marzo 1970

 

Tu, o Gesù hai dato di Te tante definizioni

che formano l’oggetto e la delizia della nostra fede.

È bello qui ricordarle:

Io sono il Pane della vita.

Io sono il buon Pastore.

Io sono la Luce del mondo.

Io sono la Vite e voi i tralci.

Io sono la Via, la Verità e la Vita…

Entrando in Gerusalemme il giorno delle Palme,

non con le parole, ma con un gesto umile e significativo,

definisci Te stesso come Messia.

Sei Tu l’atteso da secoli,

l’atteso dalla nostra generazione.

Tu la chiave di tutta la storia passata e futura.

La curiosità, il dubbio, l’esitazione, il fascino,

l’ammirazione, che Ti avevano circondato fino allora,

scoppiano ormai nella sicurezza delle entusiastiche

acclamazioni: Sei Tu, sei Tu il Figlio di Davide,

il Cristo, il Signore.

Anche noi abbiamo oggi l’intuito felice, la freschezza,

il gaudio, l’audacia di proclamare ancora oggi

che Tu sei la nostra scelta, Tu il nostro Redentore,

necessario, sufficiente.

Tu venuto per tutti, venuto per ciascuno di noi.

Tu il Maestro, l’Amico, la Risurrezione e la Vita.

Sì, Tu sei la Via, la Verità, la Vita delle nostre

singole esistenze e di tutta la comunità

di quanti in Te credono, di Te si fidano,

da Te si sentono amati e a Te offrono

il loro povero e grande amore.

Tu incroci ancora oggi, sempre e dappertutto,

i sentieri dell’umanità, e poni Te stesso

come la grande questione, come la scelta somma e decisiva,

che ogni uomo, che ogni popolo è chiamato a fare.

Tu sei la grande responsabilità nella storia

di ogni umana esistenza.

Tu sei al grado supremo di tensione

della libertà della vita cosciente.

Tu sei al nodo ultimo e primo,

dove le sorti si definiscono.

Tu sei l’invito più intimo e personale

rivolto alla nostra coscienza lucida e operante.

A Te dunque, Parola che sei Persona,

Persona che si chiama Luce,

a Te che sei il Nostro Salvatore,

la testa del nostro Corpo immenso

che si chiama Chiesa,

a Te la nostra acclamazione gioiosa,

la risposta inneggiante della nostra fede e

del nostro ideale.

Amen.

SAN PAOLO VI – I GIOVANI ANNUNCIANO CRISTO

I GIOVANI ANNUNCIANO CRISTO

Dall’Omelia della Domenica delle Palme, 30 marzo 1969

 

A noi giovani, soprattutto, Tu, o Signore, affidi una missione:

annunciare Te, vero, sempre vivente nella Chiesa,

che Ti predica, Ti personifica, Ti comunica,

come il Salvatore del mondo.

A noi, figli dei nostro tempo,

sensibilissimi al suo linguaggio,

al suo genio, al suo spirito, ma, noi speriamo,

puri dalle sue contaminazioni;

a noi adolescenti, a noi giovani maturi,

prodigiosamente belli, deliziosamente intatti,

volutamente semplici, logici, diritti,

fisicamente e moralmente forti,

giocondi e vivaci, liberi e docili.

A noi, cresciuti per tua grazia, nella fede e nella preghiera,

a noi, tuoi alunni, è affidata la missione

di annunciare al mondo di oggi

che Tu sei il Messia vero, il Cristo autentico,

il Salvatore insostituibile.

Noi dobbiamo mostrare agli uomini del nostro tempo

il Tuo volto luminoso, o Gesù:

è il volto dei Figlio di Dio,

è il volto del Figlio dell’uomo.

Tu, il Prototipo dell’umanità;

Tu, il Maestro, il Fratello, il Condottiero;

Tu, il Profeta di cui ancora tutti possiamo fidarci;

Tu, l’Uomo del dolore, la Vittima d’ogni nequizia umana; Tu, il Redentore;

Tu, l’Amore che si è sacrificato innocente;

Tu, la Vita in sé stessa;

Tu, la Morte per noi;

Tu, il Risorto per la nostra salvezza.

E questo annuncio, è un atto personale:

parte dal fondo libero e cosciente del nostro cuore.

Ma è insieme un fatto collettivo.

Non siamo soli. Siamo uniti. Siamo molti.

E di più, siamo amici, siamo concordi.

E con noi è la Chiesa.

E insieme gridiamo: Cristo è il Signore!

Amen.