LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Dt 30, 10-14
Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica». 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 18
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. 

Seconda Lettura  Col 1, 15-20
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Canto al Vangelo  Gv 6,63.68
Alleluia, alleluia.

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

  
Vangelo
   Lc 10, 25-37
Chi è il mio prossimo?

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». 

Catechesi dei riti pre-battesimali

Inizio del trattato «Sui misteri» di sant’Ambrogio, vescovo
(Nn. 1-7; SC 25 bis, 156-158)

Catechesi dei riti pre-battesimali

Ogni giorno abbiamo tenuto un discorso su temi morali mentre si leggevano o le gesta dei patriarchi o gli insegnamenti dei Proverbi, perché, modellati e ammaestrati da essi, vi abituaste a entrare nelle vie degli antichi, a percorrere la loro strada e a obbedire agli oracoli divini, cosicché rinnovati dal battesimo teneste quella condotta che si addice ai battezzati.
Ora è venuto il tempo di parlare dei misteri e di spiegare la natura dei sacramenti. Se lo avessi fatto prima del battesimo ai non iniziati, avrei piuttosto tradito che spiegato questa dottrina. C’è anche da aggiungere che la luce dei misteri riesce più penetrante se colpisce di sorpresa, anziché arrivare dopo le prime avvisaglie di qualche sommaria trattazione previa.
Aprite dunque gli orecchi e gustate le armonie della vita eterna infuse in voi dal dono dei sacramenti. Ve lo abbiamo significato, quando celebrando il mistero dell’apertura degli orecchi vi dicevamo: «Effatà, cioè: Apriti!» (Mc 7, 34), perché ciascuno di voi, che stava per accostarsi alla grazia, capisse su che cosa sarebbe stato interrogato e si ricordasse che cosa dovesse rispondere. Cristo, nel vangelo, come leggiamo, ha celebrato questo mistero quando ha curato il sordomuto.
Successivamente ti è stato spalancato il Santo dei Santi, sei entrato nel sacrario della rigenerazione. Ricorda ciò che ti è stato domandato, rifletti su ciò che hai riposto. Hai rinunziato al diavolo e alle sue opere, al mondo, alla sua dissolutezza e ai suoi piaceri. La tua parola è custodita non in una tomba di morti, bensì nel libro dei viventi. Presso il fonte tu hai visto il levita, hai visto il sacerdote, hai visto il sommo sacerdote. Non badare all’esterno della persona, ma al carisma del ministero sacro. E` alla presenza di angeli che tu hai parlato, com’è scritto: Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è l’angelo del Signore degli eserciti (cfr. Ml 2, 7). Non si può sbagliare, non si può negare. E’ un angelo colui che annunzia il regno di Cristo, colui che annunzia la vita eterna. Devi giudicarlo non dall’apparenza, ma dalla funzione. Rifletti a ciò che ti ha dato, pondera l’importanza del suo compito, riconosci che cosa egli fa.
Entrato dunque per vedere il tuo avversario, al quale si suppone che tu abbia rinunziato con la bocca, ti volgi verso l’oriente: perché chi rinunzia al diavolo si rivolge verso Cristo, lo guarda diritto in faccia.

“The genealogy of Jesus Christ, the son of David”

Scripture: Matthew 1:1-17

1 The book of the genealogy of Jesus Christ, the son of David, the son of Abraham. 2 Abraham was the father of Isaac, and Isaac the father of Jacob, and Jacob the father of Judah and his brothers, 3 and Judah the father of Perez and Zerah by Tamar, and Perez the father of Hezron, and Hezron the father of Ram, 4 and Ram the father of Ammin’adab, and Ammin’adab the father of Nahshon, and Nahshon the father of Salmon, 5 and Salmon the father of Bo’az by Rahab, and Bo’az the father of Obed by Ruth, and Obed the father of Jesse, 6 and Jesse the father of David the king. And David was the father of Solomon by the wife of Uri’ah, 7 and Solomon the father of Rehobo’am, and Rehobo’am the father of Abi’jah, and Abi’jah the father of Asa, 8 and Asa the father of Jehosh’aphat, and Jehosh’aphat the father of Joram, and Joram the father of Uzzi’ah, 9 and Uzzi’ah the father of Jotham, and Jotham the father of Ahaz, and Ahaz the father of Hezeki’ah, 10 and Hezeki’ah the father of Manas’seh, and Manas’seh the father of Amos, and Amos the father of Josi’ah, 11 and Josi’ah the father of Jechoniah and his brothers, at the time of the deportation to Babylon. 12 And after the deportation to Babylon: Jechoni’ah was the father of She-al’ti-el, and She-al’ti-el the father of Zerub’babel, 13 and Zerub’babel the father of Abi’ud, and Abi’ud the father of Eli’akim, and Eli’akim the father of Azor, 14 and Azor the father of Zadok, and Zadok the father of Achim, and Achim the father of Eli’ud, 15 and Eli’ud the father of Elea’zar, and Elea’zar the father of Matthan, and Matthan the father of Jacob, 16 and Jacob the father of Joseph the husband of Mary, of whom Jesus was born, who is called Christ. 17 So all the generations from Abraham to David were fourteen generations, and from David to the deportation to Babylon fourteen generations, and from the deportation to Babylon to the Christ fourteen generations.

Meditation:  How well do you know your spiritual heritage?  Genealogies are very important. They give us our roots and help us to understand our heritage. Matthew’s genealogy of Jesus traces his lineage from Abraham, the father of God’s chosen people, through the line of David, King of Israel. Jesus the Messiah is the direct descent of Abraham and David, and the rightful heir to David’s throne. God in his mercy fulfilled his promises to Abraham and to David that he would send a Savior and a King to rule over the house of Israel and to deliver them from their enemies. When Jacob blessed his sons he foretold that Judah would receive the promise of royalty which we see fulfilled in David (Gen. 49:10).  We can also see in this blessing a foreshadowing of God’s fulfillment in raising up his annointed King, Jesus the Messiah. Jesus is the fulfillment of all God’s promises. He is the hope not only for the people of the Old Covenant but for all nations as well. He is the Savior of the world. In him we receive adoption into a royal priesthood and holy nation as sons and daughters of the living God (see 1 Peter 1:9). Do you recognize your spiritual genealogy and do you accept God as your Father and Jesus as the sovereign King and Lord of your life?

“Lord Jesus Christ, you are the Messiah and Savior of the world, the hope of Israel and the hope of the nations. Be the ruler of my heart and the king of my home. May there be nothing in my life that is not under your kingship.”

“Go and do likewise”

Daily Reading & Meditation

Sunday (July 14): “Go and do likewise”
Scripture: Luke 10:25-37

25 And behold, a lawyer stood up to put him to the test, saying, “Teacher, what shall I do to inherit eternal life?” 26 He said to him, “What is written in the law? How do you read?” 27 And he answered, “You shall love the Lord your God with all your heart, and with all your soul, and with all your strength, and with all your mind; and your neighbor as yourself.” 28 And he said to him, “You have answered right; do this, and you will live.” 29 But he, desiring to justify himself, said to Jesus, “And who is my neighbor?” 30 Jesus replied, “A man was going down from Jerusalem to Jericho, and he fell among robbers, who stripped him and beat him, and departed, leaving him half dead. 31 Now by chance a priest was going down that road; and when he saw him he passed by on the other side. 32 So likewise a Levite, when he came to the place and saw him, passed by on the other side. 33 But a Samaritan, as he journeyed, came to where he was; and when he saw him, he had compassion, 34 and went to him and bound up his wounds, pouring on oil and wine; then he set him on his own beast and brought him to an inn, and took care of him. 35 And the next day he took out two denarii and gave them to the innkeeper, saying, `Take care of him; and whatever more you spend, I will repay you when I come back.’ 36 Which of these three, do you think, proved neighbor to the man who fell among the robbers?” 37 He said, “The one who showed mercy on him.” And Jesus said to him, “Go and do likewise.”

Meditation: If God is all-loving and compassionate, then why is there so much suffering and evil in this world?Many agnostics refuse to believe in God because of this seemingly imponderable problem. If God is love then evil and suffering must be eliminated in all its forms. What is God’s answer to this human dilemma? Jesus’ parable about a highway robbery gives us a helpful hint. Jesus told this dramatic story in response to a devout Jew who wanted to understand how to apply God’s great commandment of love to his everyday life circumstances. In so many words this religious-minded Jew said: “I want to love God as best as I can and I want to love my neighbor as well. But how do I know that I am fulfilling my duty to love my neighbor as myself?”

Jesus must have smiled when he heard this man challenge him to explain one’s duty towards their neighbor. For the Jewish believer the law of love was plain and simple: “treat your neighbor as you would treat yourself.” The real issue for this believer was the correct definition of who is “my neighbor”.  He understood “neighbor” to mean one’s fellow Jew who belonged to the same covenant which God made with the people of Israel. Up to a certain point, Jesus agreed with this sincere expert but, at the same time, he challenged him to see that God’s view of neighbor went far beyond his narrow definition.

God’s love and mercy extends to all
Jesus told a parable to show how wide God’s love and mercy is towards every fellow human being. Jesus’ story of a brutal highway robbery was all too familiar to his audience. The road from Jerusalem to Jericho went through a narrow winding valley surrounded by steep rocky cliffs. Many wealthy Jews from Jerusalem had winter homes in Jerico. This narrow highway was dangerous and notorious for its robbers who could easily ambush their victim and escape into the hills. No one in his right mind would think of traveling through this dangerous highway alone. It was far safer to travel with others for protection and defense.

Our prejudice gets in the way of mercy
So why did the religious leaders refuse to give any help when they saw a half-dead victim lying by the roadside? Didn’t they recognize that this victim was their neighbor? And why did a Samaritan, an outsider who was despised by the Jews, treat this victim with special care at his own expense as he would care for his own family? Who was the real neighbor who showed brotherly compassion and mercy? Jesus makes the supposed villain, the despised Samaritan, the merciful one as an example for the status conscious Jews. Why didn’t the priest and Levite stop to help? The priest probably didn’t want to risk the possibility of ritual impurity. His piety got in the way of charity. The Levite approached close to the victim, but stopped short of actually helping him. Perhaps he feared that bandits were using a decoy to ambush him. The Levite put personal safety ahead of saving his neighbor.

God expects us to be merciful as he is merciful
What does Jesus’ story tell us about true love for one’s neighbor? First, we must be willing to help even if others brought trouble on themselves through their own fault or negligence. Second, our love and concern to help others in need must be practical. Good intentions and showing pity, or emphathizing with others, are not enough. And lastly, our love for others must be as wide and as inclusive as God’s love. God excludes no one from his care and concern. God’s love is unconditional. So we must be ready to do good to others for their sake, just as God is good to us.

Jesus not only taught God’s way of love, but he showed how far God was willing to go to share in our suffering and to restore us to wholeness of life and happiness. Jesus overcame sin, suffering, and death through his victory on the cross. His death brought us freedom from slavery to sin and the promise of everlasting life with God. He willingly shared in our suffering to bring us to the source of true healing and freedom from sin and oppression. True compassion not only identifies and emphathizes with the one who is in pain, but takes that pain on oneself in order to bring freedom and restoration.

The cross shows us God’s perfect love and forgiveness
Jesus truly identified with our plight, and he took the burden of our sinful condition upon himself. He showed us the depths of God’s love and compassion, by sharing in our suffering and by offering his life as an atoning sacrifice for our sins upon the cross. His suffering is redemptive because it brings us healing and restoration and the fulness of eternal life. God offers us true freedom from every form of oppression, sin, and suffering. And that way is through the cross of Jesus Christ. Are you ready to embrace the cross of Christ, to suffer for his sake, and to lay down your life out of love for your neighbor?

“Lord Jesus, may your love always be the foundation of my life. Free me from every fear and selfish-concern that I may freely give myself in loving service to others, even to the point of laying my life down for their sake.”

Psalm 69:13-16, 29-30,32-36

13 But as for me, my prayer is to you, O LORD. At an acceptable time, O God, in the abundance of your steadfast love answer me. With your faithful help
14 rescue me from sinking in the mire;  let me be delivered from my enemies and from the deep waters.
16 Answer me, O LORD, for your steadfast love is good; according to your abundant mercy, turn to me.
29 But I am afflicted and in pain; let your salvation, O God, set me on high!
30 I will praise the name of God with a song; I will magnify him with thanksgiving.
32 Let the oppressed see it and be glad; you who seek God, let your hearts revive.
33 For the LORD hears the needy, and does not despise his own that are in bonds.
34 Let heaven and earth praise him, the seas and everything that moves therein.
35 For God will save Zion and rebuild the cities of Judah;  and his servants shall dwell there and possess it;
36 the children of his servants shall inherit it, and those who love his name shall dwell in it.

Daily Quote from the early church fathersGod desires to be our neighbor, by Augustine of Hippo, 354-430 A.D.

“God our Lord wished to be called our neighbor. The Lord Jesus Christ meant that he was the one who gave help to the man lying half-dead on the road, beaten and left by the robbers. The prophet said in prayer, ‘As a neighbor and as one’s own brother, so did I please’ (Psalm 34:14 ). Since the divine nature is far superior and above our human nature, the command by which we are to love God is distinct from our love of our neighbor. He shows mercy to us because of his own goodness, while we show mercy to one another because of God’s goodness. He has compassion on us so that we may enjoy him completely, while we have compassion on another that we may completely enjoy him. (excerpt from CHRISTIAN INSTRUCTION 33)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite: copyright (c) 2019 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

GIOVANNI PAOLO II UDIENZA GENERALE Mercoledì, 25 ottobre 1978

Quando mercoledì 27 settembre il Santo Padre Giovanni Paolo I ha parlato ai partecipanti all’udienza generale, nessuno poteva immaginare che fosse per l’ultima volta. La sua morte – dopo 33 giorni di pontificato – ha sorpreso e ha riempito tutto il mondo di profondo lutto. Egli che suscitò nella Chiesa così grande gioia e inspirò nei cuori degli uomini tanta speranza ha, in così breve tempo, consumato e portato alla fine la sua missione. Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: “…state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà” (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l’ha sorpreso. Egli l’ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l’elezione al soglio di San Pietro.

Oggi si presenta a voi, per la prima volta, Giovanni Paolo II. A distanza di quattro settimane da quella udienza generale, desidera salutarvi e parlare con voi. Desidera dar seguito ai temi già iniziati da Giovanni Paolo I. Ricordiamo che ha parlato delle tre virtù teologali: fede, speranza e carità. Ha finito con la carità. Essa – che ha costituito il suo ultimo insegnamento – è qui sulla terra la virtù più grande come insegna San Paolo (1Cor 13,13); è quella che attraversa la soglia della vita e della morte. Poiché quando termina il tempo della fede e della speranza, continua l’Amore. Giovanni Paolo I è già passato per il tempo della fede, della speranza e della carità, che si è espressa così magnificamente su questa terra e la cui pienezza si rivela solo nell’eternità.

Oggi dobbiamo parlare di un’altra virtù, poiché dagli appunti del defunto Pontefice ho appreso che era sua intenzione parlare non solo delle tre virtù teologali: fede, speranza e carità, ma anche delle quattro virtù cosiddette cardinali. Giovanni Paolo I voleva parlare delle “sette lampade” della vita cristiana, così le chiamava il Papa Giovanni XXIII.

Ebbene, oggi io voglio continuare questo schema, che il Papa scomparso si era preparato, e parlare brevemente della virtù della prudenza. Di questa virtù non poco hanno già parlato gli antichi. Dobbiamo loro, per questo, profonda riconoscenza e gratitudine. In una certa dimensione ci hanno insegnato che il valore dell’uomo deve essere misurato con il metro del bene morale, che egli realizza nella sua vita. Proprio questo assicura al primo posto la virtù della prudenza. L’uomo prudente, che si adopera per tutto ciò che è veramente buono, si sforza di misurare ogni cosa, ogni situazione e tutto il suo operare secondo il metro del bene morale. Prudente non è dunque colui che – come spesso si intende – sa arrangiarsi nella vita e sa trarne il maggior profitto; ma colui che sa costruire tutta la sua vita secondo la voce della retta coscienza e secondo le esigenze della giusta morale.

Così la prudenza costituisce la chiave per la realizzazione del fondamentale compito che ognuno di noi ha ricevuto da Dio. Questo compito è la perfezione dell’uomo stesso. Dio ha dato ad ognuno di noi la sua umanità. È necessario che noi rispondiamo a questo compito programmandolo conseguentemente.

Ma il cristiano ha il diritto ed il dovere di guardare la virtù della prudenza anche in un’altra visuale. Essa è come immagine e somiglianza della Provvidenza di Dio stesso nelle dimensioni dell’uomo concreto. Perché l’uomo – lo sappiamo dal libro della Genesi – è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. E Dio realizza il suo piano nella storia del creato e soprattutto nella storia dell’umanità. Lo scopo di questo disegno è – come insegna San Tommaso – l’ultimo bene dell’universo. Lo stesso disegno nella storia dell’umanità diventa semplicemente il disegno della salvezza, il disegno che abbraccia noi tutti. Nel punto centrale della sua realizzazione si trova Gesù Cristo, nel quale si è espresso l’eterno amore e la sollecitudine di Dio stesso, Padre, per la salvezza dell’uomo. Questa è nello stesso tempo la piena espressione della divina Provvidenza.

Ebbene, l’uomo che è l’immagine di Dio, deve essere – come di nuovo insegna San Tommaso – in qualche modo la provvidenza. Ma nella misura della sua vita. Egli può partecipare a questo grande cammino di tutte le creature verso lo scopo che è il bene del creato. Deve – esprimendoci ancora di più nel linguaggio della fede – partecipare al divino disegno della salvezza. Deve camminare verso la salvezza, e aiutare gli altri affinché si salvino. Aiutando gli altri, salva se stesso.

Prego affinché, in questa luce, chi mi ascolta pensi adesso alla propria vita. Sono prudente? Vivo conseguentemente e responsabilmente? Il programma che realizzo serve al vero bene? Serve alla salvezza che vogliono per noi Cristo e la Chiesa? Se oggi mi ascolta uno studente o una studentessa, un figlio o una figlia, guardi in questa luce i propri compiti di scuola, le letture, gli interessi, i passatempi, l’ambiente degli amici e delle amiche. Se mi ascolta un padre o una madre di famiglia, pensi un po’ ai suoi impegni coniugali e di genitore. Se mi ascolta un ministro o un uomo di Stato, guardi il raggio dei suoi doveri e delle sue responsabilità. Cerca egli il vero bene della società, della nazione, dell’umanità? O solo particolari e parziali interessi? Se mi ascolta un giornalista, un pubblicista, un uomo che esercita influenza sull’opinione pubblica, rifletta sul valore e sul fine di questa sua influenza.

Anche io che parlo a voi, io il Papa, che cosa devo fare per agire prudentemente? Mi vengono alla mente le lettere di Albino Luciani, allora Patriarca di Venezia, a San Bernardo. Nella sua risposta al Cardinal Luciani, l’Abate di Chiaravalle – Dottore della Chiesa – ricorda con forte accento che chi governa deve essere “prudente”. Che cosa deve fare allora il nuovo Papa affinché operi prudentemente? Certamente deve fare molto in questo senso. Deve sempre imparare e sempre meditare su tali problemi. Ma oltre questo, che cosa può egli fare? Deve pregare e adoperarsi per avere quel dono dello Spirito Santo che si chiama dono del consiglio. E quanti desiderano che il nuovo Papa faccia il Pastore prudente della Chiesa, implorino per lui il dono del consiglio. E per se stessi, chiedano pure questo dono per la particolare intercessione della Madre del Buon Consiglio. Poiché si deve desiderare tanto che tutti gli uomini si comportino prudentemente e che con vera prudenza agiscano quelli che detengono il potere. Affinché la Chiesa – prudentemente, fortificandosi con i doni dello Spirito Santo e, in particolare, col dono del consiglio – partecipi efficacemente a questo grande cammino verso il bene di tutti, e affinché mostri a tutti la strada dell’eterna salvezza.

Catechesi sugli Atti degli Apostoli: 1. «Si mostrò ad essi vivo… e ordinò loro… di attendere l’adempimento della promessa del Padre» (At 1,3.4).

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Iniziamo oggi un percorso di catechesi attraverso il Libro degli Atti degli Apostoli. Questo libro biblico, scritto da San Luca evangelista, ci parla del viaggio – di un viaggio: ma di quale viaggio? Del viaggio del Vangelo nel mondo e ci mostra il meraviglioso connubio tra la Parola di Dio e lo Spirito Santo che inaugura il tempo dell’evangelizzazione. I protagonisti degli Atti sono proprio una “coppia” vivace ed efficace: la Parola e lo Spirito.

Dio «manda sulla terra il suo messaggio» e «la sua parola corre veloce» – dice il Salmo (147,4). La Parola di Dio corre, è dinamica, irriga ogni terreno su cui cade. E qual è la sua forza? San Luca ci dice che la parola umana diventa efficace non grazie alla retorica, che è l’arte del bel parlare, ma grazie allo Spirito Santo, che è la dýnamis di Dio, la dinamica di Dio, la sua forza, che ha il potere di purificare la parola, di renderla apportatrice di vita. Per esempio, nella Bibbia ci sono storie, parole umane; ma qual è la differenza tra la Bibbia e un libro di storia? Che le parole della Bibbia sono prese dallo Spirito Santo il quale dà una forza molto grande, una forza diversa e ci aiuta affinché quella parola sia seme di santità, seme di vita, sia efficace. Quando lo Spirito visita la parola umana essa diventa dinamica, come “dinamite”, capace cioè di accendere i cuori e di far saltare schemi, resistenze e muri di divisione, aprendo vie nuove e dilatando i confini del popolo di Dio. E questo lo vedremo nel percorso di queste catechesi, nel libro degli Atti degli Apostoli.

Colui che dà sonorità vibrante e incisività alla nostra parola umana così fragile, capace persino di mentire e di sottrarsi alle proprie responsabilità, è solo lo Spirito Santo, per mezzo del quale il Figlio di Dio è stato generato; lo Spirito che lo ha unto e sostenuto nella missione; lo Spirito grazie al quale ha scelto i suoi apostoli e che ha garantito al loro annuncio la perseveranza e la fecondità, come le garantisce oggi anche al nostro annuncio.

Il Vangelo si conclude con la risurrezione e l’ascensione di Gesù, e la trama narrativa degli Atti degli Apostoli parte proprio da qui, dalla sovrabbondanza della vita del Risorto trasfusa nella sua Chiesa. San Luca ci dice che Gesù «si mostrò … vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo … e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio» (At 1,3). Il Risorto, Gesù Risorto compie gesti umanissimi, come il condividere il pasto con i suoi, e li invita a vivere fiduciosi l’attesa del compimento della promessa del Padre: «sarete battezzati in Spirito Santo» (At 1,5).

Il battesimo nello Spirito Santo, infatti, è l’esperienza che ci permette di entrare in una comunione personale con Dio e di partecipare alla sua volontà salvifica universale, acquistando la dote della parresia, il coraggio, cioè la capacità di pronunciare una parola “da figli di Dio”, non solo da uomini, ma da figli di Dio: una parola limpida, libera, efficace, piena d’amore per Cristo e per i fratelli.

Non c’è dunque da lottare per guadagnarsi o meritare il dono di Dio. Tutto è dato gratuitamente e a suo tempo. Il Signore dà tutto gratuitamente. La salvezza non si compra, non si paga: è un dono gratuito. Dinanzi all’ansia di conoscere anticipatamente il tempo in cui accadranno gli eventi da Lui annunciati, Gesù risponde ai suoi: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,7-8).

Il Risorto invita i suoi a non vivere con ansia il presente, ma a fare alleanza con il tempo, a saper attendere il dipanarsi di una storia sacra che non si è interrotta ma che avanza, va sempre avanti; a saper attendere i “passi” di Dio, Signore del tempo e dello spazio. Il Risorto invita i suoi a non “fabbricare” da sé la missione, ma ad attendere che sia il Padre a dinamizzare i loro cuori con il suo Spirito, per potersi coinvolgere in una testimonianza missionaria capace di irradiarsi da Gerusalemme alla Samaria e di travalicare i confini di Israele per raggiungere le periferie del mondo.

Questa attesa, gli Apostoli la vivono insieme, la vivono come famiglia del Signore, nella sala superiore o cenacolo, le cui pareti sono ancora testimoni del dono con cui Gesù si è consegnato ai suoi nell’Eucaristia. E come attendono la forza, la dýnamis di Dio? Pregando con perseveranza, come se non fossero in tanti ma uno solo. Pregando in unità e con perseveranza. È con la preghiera, infatti, che si vince la solitudine, la tentazione, il sospetto e si apre il cuore alla comunione. La presenza delle donne e di Maria, la madre di Gesù, intensifica questa esperienza: esse hanno imparato per prime dal Maestro a testimoniare la fedeltà dell’amore e la forza della comunione che vince ogni timore.

Chiediamo anche noi al Signore la pazienza di attendere i suoi passi, di non voler “fabbricare” noi la sua opera e di rimanere docili pregando, invocando lo Spirito e coltivando l’arte della comunione ecclesiale.

Daily Reflection

In the context of today’s Gospel reading it is instructional to try to understand the perspective of Jews in the time of Jesus. The conversation that Jesus has with a “scholar of the law” is suggestive of a lawyer well versed in the details of the law and Jewish tradition. To a first century Jewish audience, particularly to a scholar of the law, Samaritans were despised and considered “others” to be avoided.

When the lawyer asks “what must I do to inherit eternal life” Jesus confirmed that loving the Lord wholeheartedly and loving your neighbors (the law) was the path to salvation. But in answering the lawyer’s question “who is my neighbor” Jesus adjusts our perspective not just to see the perspective of the victim of robbers but also to the “other”– the Samaritan.  Seeing the Samaritan in this light was an admonition to the lawyer to be open to recognize even those we have stark and difficult conflicts with as our neighbors—in addition to those who are more obviously in distress.

It is also informative that when asked among the Levite, priest and Samaritan who was a neighbor to the man who was robbed the lawyer does not say the “Samaritan” but instead “the one who showed him mercy”. Perhaps it is because the Jews considered the Samaritans the unclean ones for the north that he would not name the Samaritan as such—but the lawyer cannot deny that Jesus named the “other” as the Good One in the parable.

The answer “the one who showed mercy” was well accepted by Jesus for His response was “Go and do likewise”. There is a symmetry to the original question “what must I do to inherit eternal life” and the admonition to “Go and do likewise”. In the final analysis the answer is about mercy.

Mercy is about more than forgiving a debt or a slight. It is about kindness, strength, generosity and pardon. Mercy is a word at the heart of many of our prayers and petitions and it is our intercession before God when call upon His steadfast love and support.

Still many times  we struggle with the question of who is our neighbor. The answer lies very close to us if we only center ourselves to listen. In Deuteronomy, Moses encourages us not to look too far for God’s commands to us for it is not mysterious, in the sky or across the sea but something already in our mouths and hearts—it we only listen and carry it out.

Daily Light on the Daily Path

Matthew 12:34  “You brood of vipers, how can you, being evil, speak what is good? For the mouth speaks out of that which fills the heart.

Colossians 3:16  Let the word of Christ richly dwell within you, with all wisdom teaching and admonishing one another with psalms and hymns and spiritual songs, singing with thankfulness in your hearts to God.

Proverbs 4:23  Watch over your heart with all diligence, For from it flow the springs of life.

Proverbs 18:21  Death and life are in the power of the tongue, And those who love it will eat its fruit.

Psalm 37:30,31  The mouth of the righteous utters wisdom, And his tongue speaks justice. • The law of his God is in his heart; His steps do not slip.

Ephesians 4:29  Let no unwholesome word proceed from your mouth, but only such a word as is good for edification according to the need of the moment, so that it will give grace to those who hear.

Acts 4:20  for we cannot stop speaking about what we have seen and heard.”

Psalm 116:10  I believed when I said, “I am greatly afflicted.”

Mark 10:32  They were on the road going up to Jerusalem, and Jesus was walking on ahead of them; and they were amazed, and those who followed were fearful. And again He took the twelve aside and began to tell them what was going to happen to Him,

Romans 10:10  for with the heart a person believes, resulting in righteousness, and with the mouth he confesses, resulting in salvation.

 

Intervista di Padre Livio dai microfoni di Radio Maria del 27 Febbraio 1998 – Parte 1 di 3

PADRE LIVIO Il tempo è un grande giudice; il tempo è una straordinaria medicina; il tempo divide il buon grano dalla zizzania. Dopo sedici anni e otto mesi, una giovinezza intera, la parte più bella della vita, durante la quale sei ragazzi danno ogni giorno la loro serata alla Madonna, tenendosi disponibili per lei, possiamo affermare che basterebbe questo per convincerci che siamo di fronte a qualcosa di estremamente serio e impegnativo anche solo sotto un profilo puramente umano. Questa sera siamo qui per ascoltare dalla viva voce di Marija Pavlovic, uno dei sei veggenti di Medjugorje, la sua testimonianza personale. A questo riguardo la prima cosa che ci interessa, attraverso i microfoni di una radio come la nostra dove si parla tanto della Madonna e dove si tengono dotti corsi di mariologia, è di sapere se la Madonna c’è oppure non c’é.

MARIJA: La Madonna c’è!

Padre Livio: Io credo che la gente voglia sapere se Maria di Nazareth è una persona che è viva oggi.

Marija:Maria di Nazareth è viva oggi perché questa esperienza che io vivo con lei in modo concreto ha cambiato la mia vita. Io ho imparato molto da lei e ho visto come attraverso la semplicità della vita quotidiana la Madonna ci ha portato verso la profondità della vita spirituale.

Padre Livio: Tanto per restare nella concretezza, quando hai visto la Madonna l’ultima volta?

Marija:Questa sera alle sei meno un quarto.

Padre Livio: Descrivici esattamente prima durante e dopo l’apparizione, come avviene tutto questo.

Marija:La prima volta la Madonna ci è apparsa all’improvviso e noi siamo fuggiti.

Padre Livio: Questo è accaduto quando?

Marija:Era il 24 Giugno del 1981. Ora ci siamo abituati e non abbiamo più paura di lei. I primi giorni abbiamo pregato, perché pensavamo che se non pregavamo non sarebbe venuta e non sarebbe rimasta con noi. Così ci siamo sforzati di pregare. Invece adesso è una cosa normale, un ritmo abituale della nostra vita. Ora ci raccogliamo in preghiera e dopo che abbiamo incominciato a recitare il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre la Madonna appare. Un momento prima noi vediamo sempre una luce per tre volte. All’inizio grazie a questa luce noi vedevamo da quale parte la Madonna arrivava.

Padre Livio: Si preannuncia con dei lampi luminosi?

Marija:Si, tipo un flash di una macchina fotografica. Poi è il momento dell’apparizione. In quel momento (hanno fatto degli esperimenti su di noi) rimaniamo insensibili, nonostante che siamo sensibilissimi e coscienti di tutte le persone che sono presenti con noi.

Padre Livio: Per esempio, se uno scatta una fotografia tu lo vedi?

Marija:Quando sono stata operata ho detto al medico: metti una bella dose di anestesia! (nota: Marija spiegherà più avanti che ha avuto lo stesso l’apparizione sotto anestesia). Quando la Madonna arriva io mi inginocchio, perché ormai è diventata una cosa normale e noi siamo coscienti nella nostra mente che c’è gente presente, ma in quel momento non la vediamo. Non vediamo nessuno. Vediamo una grande luce.

Padre Livio: Ah, non vedete neanche l’ambiente circostante?

Marija:No, no, per noi i muri spariscono e diventa come un grande prato.

Padre Livio: Descrivici la Madonna: immagino che sia una creatura celeste.

Marija:Non esattamente, perché io dico sempre che la Madonna è si nel cielo, ma è madre; è una persona che è in mezzo a noi. A tanti che domandano perché la Madonna appare così a lungo, io rispondo sempre: la Madonna è madre. E’ una presenza fisica, perché noi la possiamo toccare, possiamo parlare con lei e sentire la sua voce. Per me è come la mia mamma. Io dico sempre che la Madonna è molto più dolce della mia mamma.  La Madonna ha tutte le cose più belle.

Padre Livio: Cioè si vede che è mamma. M. Si vede che è mamma, ma anche quando ci parla ha un’espressione che non si può descrivere. Ad esempio se abbiamo sbagliato qualcosa lei non ha bisogno di dirlo, perché già lo sentiamo dal suo sguardo che è così profondo, tanto che una volta Jakov ha detto: “Quando la Madonna mi guarda non vede solo quello che vi é nel mio cuore, ma anche quello che c ‘è dentro il dito del mio piede”. Per dire come è lo sguardo della Madonna, così profondo!

Padre Livio: Quindi, dallo sguardo fa comprendere che cosa pensa?

Marija:Sì.

Padre Livio: Allora dal suo sguardo comprendete quanto vi vuole bene?

Marija:Sì. Anche se siamo cattivi, anche se siamo brutti, sappiamo che la Madonna ci ama. Adesso siamo nel tempo di Quaresima e dobbiamo scoprire tutti i nostri altarini, i nostri difetti. Ma noi sappiamo, siamo coscienti che la Madonna vede questi nostri difetti, ma ci ama!

Padre Livio: E li compatisce.

Marija:Li compatisce e dice: “Potete cambiarli!”

Padre Livio: Volendo si può cambiare. Invitandoci a cambiare, dimostra di amarci.

Marija:Io vedo che la Madonna vuole da noi una vita perfetta, non però una vita fanatica o strana, ma essere sempre più perfetti nell’ambiente dove siamo. La Madonna stessa ha detto: “Desidero che ognuno di voi scelga la via della santità”. Ecco, vivere la santità nell’ambiente, nella vita dove ci troviamo. Io come mamma, come sposa, posso esprimere in mille modi questa santità. Questo ho imparato dalla Madonna.

Padre Livio: Senti, di queste tematiche parleremo più avanti, perché vorrei prima concentrarmi sulla figura della Madonna, perché se non ci informi tu chi ci informa, dal momento che la vedi da sedici anni e otto mesi tutti i giorni? E’ qualcosa di impressionante, che non è mai successo nella storia dell’umanità. Io non sono fra quelli che sono fanatici di Medjugorje, ma ho una ragione che Dio mi ha dato e anche una buona conoscenza in questo campo. Non è mai successo in duemila anni di cristianesimo che ci fosse un’apparizione pubblica e universale che durasse così a lungo. Certo, dei santi hanno avuto delle apparizioni personali per lunghi periodi della loro vita, ma qui si tratta di un’apparizione pubblica e universale che coinvolge tutto il mondo. E’ un avvenimento del tutto eccezionale.

Marija:Se leggiamo la vita dei santi ci sono tanti che hanno avuto apparizioni!

Padre Livio: Sì, ma nego la parità, perché un conto è l’apparizione personale privata e un conto è l’apparizione per tutta la Chiesa. Questa è un’apparizione per la Chiesa e quindi un fatto assolutamente straordinario. Allora ritorniamo sulla figura della Madonna: voi dite che è mamma, ma, a quanto sento dire, è giovanissima. Sembra che abbia meno di vent’anni.

Marija:Quando sono incominciate le apparizioni la Madonna era più vecchia di noi… adesso noi siamo più vecchi della Madonna!

Padre Livio: Questa è bella! Quanti anni dimostra secondo te?

Marija:Noi pensiamo dai vent’anni fino a ventitré, ventiquattro.

Padre Livio: Giovanissima.

Marija:Giovane, sì, molto giovane.

Padre Livio:.Forse ha l’età del momento dell’Annunciazione?

Marija:Non lo so… forse del Natale, quando la Madonna viene sempre con Gesù Bambino.

Padre Livio: Toglimi una curiosità: sembra ebrea o croata?

Marija:Non lo so. Tanti, ad esempio dei pittori, mi hanno chiesto: “La Madonna a chi somiglia?” Io di tutte le immagini dico sempre che sono belle ma non sono come la Madonna, perché la Madonna ha un’armonia fra il naso, gli occhi, la bocca, le orecchie, tutto l’insieme del viso della Madonna è così armonioso che io non ho mai trovato una ragazza croata o altra che possa esserle paragonata.

Padre Livio: E’ una bellezza celeste.

Marija:E’ una bellezza celeste che è impossibile descrivere.

Padre Livio: Però ha un vero corpo.

Marija:Sì. Mi ricordo di una volta, quando ho fatto un’offerta per tutta la vita, che la Madonna è apparsa, ha pregato su di noi e ci ha abbracciato quando le abbiamo offerto una novena per le sue intenzioni e questa rinuncia per tutta la vita. Mi ricordo che in quell’occasione un ragazzo, che non era uno di noi veggenti e che apparteneva al gruppo di preghiera, nel momento in cui la Madonna ha pregato su di lui, ha sentito due mani sulla testa, ma non ha visto la Madonna.

Padre Livio: E quindi ha un corpo vero.

Marija:Sì, ha un corpo vero. Noi, quando ad esempio abbiamo abbracciato la Madonna, abbiamo sentito un corpo come uno di noi.

Padre Livio: Ho sentito dire, non da te ma da Vicka, che nel giorno del compleanno o dell’onomastico addirittura vi scambiate un bacio.

Marija:Sì. Ci sono diverse occasioni.

Padre Livio: Sentiamole.

Marija:E’ meglio di no, se no diventate gelosi.

Padre Livio: No, però quando saremo in paradiso presenteremo la lista delle richieste e diremo che tocca a noi.

Marija:Noi in quel momento saremo, chissà, in qualche angolo del paradiso, mentre voi allora sarete diventati tutti veggenti.

Padre Livio: Dunque, eravamo arrivati al bacio. In quale occasione la Madonna vi abbraccia e vi bacia?

Marija:In occasione dei compleanni, degli onomastici…

Padre Livio: Vostri?

Marija:Si, o anche, ad esempio, quando hai un momento un po’ difficile. Mi ricordo che i primi giorni delle apparizioni la Madonna rimaneva più a lungo, fino a due ore. Una volta ci hanno portato dalla polizia e volevano metterci in prigione, ma siccome eravamo minorenni hanno fatto un po’ di scenate per spaventarci. Erano i tempi del comunismo; mi ricordo che quando andavo a scuola io ero seguita sempre da qualche poliziotto in civile. Eravamo continuamente controllati e siccome eravamo ancora dei bambini la Madonna è diventata anche la nostra amica e così raccontavamo alla Madonna tutto quello che ci era successo.

Padre Livio: E lei ascoltava?

Marija: Lei ascoltava.

Padre Livio: Lei però sapeva già tutto.

Marija:Lei sapeva già tutto e chissà quanto si stancava!

Padre Livio: E ascoltava tutto? Vi ascoltava come una mamma?

Marija:Sì. Noi ci sfogavamo e la Madonna ci ascoltava come un confessore.

Padre Livio: E in quei casi vi incoraggiava e vi baciava?

Marija:Ci diceva di offrire queste sofferenze. Una volta ad esempio siamo fuggiti e ci siamo nascosti perché era arrivata una macchina del pronto soccorso per prenderci. Noi ci siamo nascosti sotto il letto nella casa di Jakov tutti e sei. E’ arrivato il capo dell’ospedale, che ora è diventato un nostro amico.

Padre Livio: Vi volevano far passare per matti,

Marija:Poi ci hanno portato a Mostar. Noi eravamo sulla macchina del pronto soccorso di questo ospedale per malati psichici, mentre dietro di noi ci seguivano i nostri genitori con i taxi, senza che avessero avuto il tempo di cambiarsi. Io dico sempre che il nostro calvario l’abbiamo passato.

Padre Livio: E la Madonna vi aiutava, vi confortava, vi consolava?

Marija:Sì, sempre abbiamo avuto una parola, un abbraccio, un bacio, ma soprattutto abbiamo sempre scoperto e sempre chiarito il senso della sofferenza attraverso la Madonna.

Padre Livio: Cioè la Madonna non vi toglieva queste difficoltà, ma vi consolava e vi aiutava a sopportarle, facendovi capire che dovevate sostenere tutto per amore di Dio?

Marija:Sì.

Padre Livio: Senti, nella tua vita personale hai mai avuto qualche momento particolare in cui la Madonna ti ha consolato in modo speciale?

Marija:Si, soprattutto nel tempo dell’adolescenza, quando dovevamo fare le nostre scelte. Abbiamo chiesto alla Madonna consiglio, ma quando era il momento della decisione dovevamo prenderla noi. 
Padre Livio
 Ah si?

Marija:Perché la Madonna ha detto sempre che Dio ci ha dato la libertà e nella libertà che Dio ci dà noi dobbiamo scegliere. Tutti dicevano che eravamo fortunati perché avevamo la Madonna. Ma  quando arriva il momento della decisione, che per noi era importante perché riguardava la vita, la Madonna diceva sempre: “siete liberi”.

Padre Livio. Dovevate pregare e decidere secondo il vostro cuore.

Marija:Si, sempre dovevamo decidere secondo il nostro cuore e la nostra mente e così abbiamo fatto i nostri sbagli, sbattendo la testa contro il muro. Io ad esempio mi ricordo quando ho incominciato per un periodo di tempo a fare digiuno. Allora la Madonna chiedeva il digiuno al venerdì, ma io volevo la perfezione e così ho incominciato a digiunare il martedì in onore di S. Antonio, per il quale vi è una grande devozione e lì vicino vi è un santuario. Poi anche il mercoledì, anche se la Madonna allora non l’aveva ancora richiesto. Così al giovedì non sentivo più voglia di mangiare e sono arrivata al momento che….

Padre Livio: Anoressia?

Marija:Non era anoressia. Mi accontentavo di poco perché veniva moltissima gente. Io ero diventata la cuoca ufficiale della famiglia, preparavo da mangiare, parlavo con la gente per dare testimonianza e nel frattempo facevo tutte le faccende di casa.

Padre Livio: Anch’io ho potuto apprezzare la tua pastasciutta.

Marija:E’ per questo che sei così corpulento!

Padre Livio: Voi non lo sapete, ma si veniva giù dalla montagna dopo l’apparizione verso le undici e mezzo di sera, si metteva su la pentola dell’acqua poi a mezzanotte meno un quarto si buttavano gli spaghetti…

Marija:No, si metteva su l’acqua alle dodici meno un quarto.

Padre Livio: Insomma alle dodici e mezzo gli spaghetti erano pronti.

Marija:Una volta ho avuto un problema… Era rimasto un sacerdote che mi aveva promesso di aiutarmi a preparare una spaghettata per una trentina di giovani con aglio, olio e peperoncino. Ma siccome era stanco del viaggio si è addormentato sul sofà in cucina e ha incominciato a russare. Io mi vergognavo e non osavo svegliare un sacerdote! Così ho dovuto preparare tutto io. Poi, nel momento in cui ho messo la pasta, lui si è vegliato.

Padre Livio. Allora, senti un po’ Marija, digiunavi quasi ogni giorno e la Madonna che cosa ha fatto? Ti ha richiamato?

Marija:No, non mi ha richiamato, ma ho incominciato ad avere un po’ di problemi con la salute e così ho fatto la mia esperienza, che poi per me era molto importante.

Padre Livio: Lei vedeva che sbagliavate e vi lasciava fare i vostri errori.

Marija:Sì, sì. Abbiamo fatto i nostri errori ma poi, grazie a Dio, attraverso questi errori abbiamo imparato le esagerazioni nel digiuno.

Padre Livio: Andiamo avanti e continuiamo a descrivere la Madonna. Dopo i tre lampi di luce lei appare come una persona viva, giovanissima, di una bellezza straordinaria. Dimmi un po’, com’è la voce?

Marija:E’ una voce che è dolce, molto giovanile, ma nello stesso momento molto seria. A volte però ride con noi.

Padre Livio: Ride o sorride?

Marija:Sorride, ma anche ride.

Padre Livio: A volte ride?

Marija:Sì, e sorride spesso ad esempio quando è contenta.

Padre Livio: Qualche volta ha un volto serio?

Marija:Sì, come quando deve dirci qualcosa e noi vorremmo cercare un buco per nasconderci. Ma d’altra parte sentiamo questa voce così profonda, così dolce! La sua voce, come lo sguardo, è così profonda che non possiamo descriverne la bellezza. Possiamo dire nel medesimo tempo che è come una musica perché, se stai male dentro, sentendo la Madonna guarisci.

Padre Livio: E’ una cosa straordinaria. E com’è che ha gli occhi?

Marija:Gli occhi sono azzurri.

Padre Livio: Sì d’accordo che sono azzurri, ma come sono?

Marija:Profondi.

Padre Livio: Sai perché te lo chiedo? Avendo avuto la possibilità di assistere a tante apparizioni, ho osservato in tutti voi sei veggenti che dopo l’apparizione avete gli occhi che brillano come stelle.

Marija:. Probabilmente è il riflesso degli occhi della Madonna. Per noi quello dell’apparizione è un momento particolare. Non possiamo dire che la Madonna ci è apparsa per cinque minuti, perché si perde il senso del tempo.

Padre Livio: Allora lo sapete soltanto dopo quanto è durata l’apparizione?

Marija:Lo sappiamo se dopo guardiamo l’orologio. Anche se l’apparizione dura pochissimo e la Madonna si limita a pregare con noi o a darci la sua benedizione, per noi è come se fosse rimasta un’ora o un giorno.

Padre Livio: Alcuni si chiedono perché mai la Madonna sia venuta per un tempo così lungo. Non hanno capito che la Madonna è venuta per sedici anni e otto mesi per richiamarci alla preghiera e mi pare di aver capito che lei stessa, con tutto il suo essere, è una preghiera viva.

Marija:. Sì. Noi abbiamo imparato attraverso la Madonna non solo ad avvicinarci alla Chiesa. Io ero abbastanza religiosa perché provengo, come noi tutti, da una famiglia cattolica che aveva dei valori cristiani. Ma con la Madonna abbiamo imparato a vivere la religione tradizionale in un – modo nuovo e profondo… mancano le parole quando si parla della Madonna! Abbiamo imparato a vivere la santità. Per noi la santità era solo per le suore di clausura o per alcune categorie di sacerdoti, non per esempio per il nostro parroco. Poi con la Madonna abbiamo imparato che la santità è in realtà per ognuno di noi.

Padre Livio: In questo è perfettamente in linea con il Concilio, che ha ribadito la chiamata universale di tutti i fedeli alla santità.

Marija:Noi poi siamo cresciuti spiritualmente insieme alla Madonna… ci siamo in un certo senso innamorati di lei. Specialmente all’inizio non dico che eravamo dipendenti, tuttavia la bellezza del suo viso e la sua voce quando parlava ci attiravano… Poi, pian piano ci ha portato verso Gesù, verso la Chiesa, verso l’Eucaristia e ci ha fatto scopre un mondo così grande, così immenso. Noi siamo soliti dire che abbiamo conosciuto con la Madonna soltanto una piccola parte….

Padre Livio: Tu Marija vuoi dire che la Madonna non vi ha fermati su di sé, ma vi ha portato verso Gesù Cristo e la Chiesa. Noi però non abbiamo ancora esaurito la nostra curiosità riguardo alla Madonna e vorremmo conoscere ancora dei particolari. Com’è vestita la Madonna?

Marija:Non è vestita come noi oggi, perché arriva con un vestito grigio, lungo, con un velo bianco sulla testa.

Padre Livio: Ha dunque una tunica?

Marija:Diciamo come una tunica, ma non si può dire che è come una tunica romana.

Padre Livio: Va giù fino in fondo?

Marija:Sì, come un vestito che si vede.

Padre Livio: Ha la cintura?

Marija:No, ma il vestito ha le pieghe lungo il corpo.

Padre Livio: Un vestito che tocca fino giù per terra?

Marija:Sparisce nella nuvola.

Padre Livio: Il vestito è grigio?

Marija:Sì.

Padre Livio: E si vede il collo? E’ scollata?

Marija:No.

Padre Livio: No, non è scollata. Il collo è un girocollo?

Marija:Sì.

Padre Livio: Te lo chiedo, perché io ritengo che la Madonna arrivi vestita in un modo castissimo e purissimo, che deve insegnare qualcosa anche a noi.

Marija:Io penso che se uno, non solo se vede la Madonna, ma se incomincia a pregare e a vivere la fede in un modo concreto, allora per lui tutto diventa importante, anche il modo di vestirsi. Io credo che una persona che prega ventiquattro ore su ventiquattro e ha scelto la via della santità non arriva con una gonna corta o con una scollatura. Questo è quanto ho imparato dalla Madonna. Sono cose che non stanno insieme.

Padre Livio: Anch’io tengo molto a questo, perché anche esternamente dobbiamo essere figli di Maria. Il velo dunque: ha un velo bianco sui capelli. Si vedono i capelli?

Marija:Si

Padre Livio: Come sono?

Marija:Neri, lunghi.

Padre Livio: Lunghi? Non sono ricciuti?

Marija:No, non sono ricciuti.

Padre Livio: Sono lisci?

Marija:Sì. Diciamo un po’ mossi, ma non completamente lisci.

Padre Livio: E’ di statura alta, piccola o media? E’ piuttosto alta.

Padre Livio: Più di te?

Marija:Penso di sì. Più di me sempre, perché quando la Madonna appare si posa su una nuvola. Noi non abbiamo mai visto i suoi piedi e così una volta Jakov che esce sempre con delle novità, ha detto: “una volta prendo il vestito della Madonna é vedo se ha le scarpe”. La gente infatti spesso ci chiede se la Madonna è con i sandali o con i piedi nudi.

Padre Livio: Dunque i piedi non si vedono e la Madonna posa su una nuvola. Stai attenta! Nelle varie apparizioni i vestiti della Madonna sono molto importanti, perché attraverso il vestito lei ci dà un messaggio, come pure attraverso altri segni visivi. A questo riguardo ci sono due segni, a mio parere molto importanti, da interpretare. Il primo è la corona di dodici stelle. La Madonna ha intorno al capo una corona di dodici stelle?

Marija:Sì.

Padre Livio: Descrivici allora questa corona di dodici stelle.

Marija:. Sono dodici stelle che non sono legate e sembrano stelle naturali, come quando noi le vediamo nel cielo.

Padre Livio: Non è una corona diciamo così, d’oro. Sono stelle vive.

Marija:Si, sembrano stelle vive e non hanno nessun legame.

Padre Livio: Le hai contate?

Marija:Sì, tante volte.

Padre Livio: Sono dodici?

Marija:Sì, sono dodici e con la loro luce danno alla Madonna una bellezza soprannaturale. Insieme alla Madonna c’è una luce che l’accompagna sempre, perché lei arriva nella luce che dà risalto alla sua persona.

Padre Livio: La luce è come un alone intorno?

Marija:No

Padre Livio: Com’è allora?

Marija:E’ una luce….

Padre Livio: Che emana da lei o che la investe?

Marija:L’una e l’altra cosa.

Padre Livio: La Madonna è dunque avvolta dalla luce?

Marija:Sì.

Padre Livio: IL secondo segno visivo è la nuvola sotto i suoi piedi. Guarda che, a mio parere, la nuvola è un segno ha una corona di dodici stelle. E’ una creatura celeste che in un certo senso ci ricorda il grande segno apparso nel cielo di cui parla il capitolo XII dell’Apocalisse. In un modo semplice qui sono racchiusi profondi insegnamenti sulla Madonna.

Marija:Una volta parlando con un teologo ci ha detto che noi, anche se eravamo ancora dei bambini, dicevamo in cinque minuti ciò che lui diceva in un’ora e mezzo di teologia. Noi non ne sappiamo nulla di teologia, ma con la Madonna abbiamo imparato nella semplicità una vita di preghiera, di offerta e a mettere Gesù al centro della nostra vita. Ecco, con la Madonna abbiamo imparato una vita nuova dove Gesù non è su da qualche parte in mezzo alle nuvole, nel cielo, ma è qui in mezzo a noi.

Padre Livio: E’ importante. Infatti Gesù, nella sua seconda venuta, verrà sulle nuvole del cielo. La nuvola è un segno biblico di regalità celeste. La corona di dodici stelle, poi, fa riferimento alla donna vestita di sole di cui parla l’Apocalisse. La Madonna appare con questi due segni biblici che hanno certamente un significato.

Marija:. Per me è più semplice dire così: la Madonna posa su una nuvola e non tocca la terra.

Padre Livio: Poi parleremo anche dei messaggi, ma prima vorrei vedere come si svolge l’apparizione. Quando la Madonna viene, chi parla per primo?

Marija:La Madonna, sempre.

Padre Livio: Che cosa dice appena arriva?

Marija: “Sia lodato Gesù Cristo”. 
Padre Livio
: E voi che cosa rispondete?

Marija: “Sempre siano lodati Gesù e Maria”.

Padre Livio: E dopo?

Marija:Dopo, se la Madonna rimane in silenzio…

Padre Livio: Dove ha le mani quando arriva?

Marija:Dipende: qualche volte ha le mani giunte e qualche volta aperte. Poi cambia. Ad esempio quando prega sulle persone presenti le distende.

Padre Livio: Bene, prega sulle persone presenti con le mani distese. Ma procediamo con ordine: dunque la Madonna arriva dicendo “Sia lodato Gesù Cristo” e voi rispondete “Sempre siano lodati Gesù e Maria”. Dopo che cosa succede normalmente?

Marija:Se la Madonna rimane in silenzio noi incominciamo a bombardarla con le persone che abbiamo sentito e che si sono raccomandate. Se invece la Madonna incomincia a dire qualcosa, un messaggio o qualche altra parola, a quel punto noi ascoltiamo. Quando siamo noi a parlare la Madonna ci dice “basta” mettendosi a pregare. Lei non dice “basta”, ma incomincia la preghiera.

Padre Livio: Cioè, quando voi avete finito di presentare le vostre intenzioni lei si raccoglie in preghiera?

Marija:Noi scherzando diciamo che è Vicka la specialista nel raccomandare….

Padre Livio: Ho notato che Vicka parla più di tutti durante l’apparizione.

Marija:Noi di solito diciamo: “Vicka, dà un po’ di spazio anche a noi”. Ognuno di noi ha qualche malato da raccomandare e così, quando eravamo tutti insieme per l’apparizione, qualche volta con Vicka dovevamo quasi fare a gomiti….

Padre Livio: Voi presentavate comunque le intenzioni di preghiera?

Marija:Sì.

Padre Livio: Poi la Madonna si raccoglie in preghiera. Rimane in silenzio o prega ad alta voce?

Marija:Qualche volta ad alta voce. A volte la Madonna fa delle preghiere spontanee.

Padre Livio: E a chi le rivolge?

Marija:A Dio, sempre.

Padre Livio: Sempre a Dio? Non dice mai a Gesù Cristo, al Padre o allo Spirito Santo?

Marija:Sì, le rivolge a Gesù Cristo e alla SS. Trinità. In qualche occasione la Madonna prega in una lingua che all’inizio noi non avevamo capito qual’ era, poi lo abbiamo chiesto e lei ci ha risposto che era la sua lingua materna.

Padre Livio: Cioè l’aramaico?

Marija:Sì. A volte invece prega in silenzio con le mani distese.

Padre Livio: Ho notato che durante l’apparizione quasi sempre dite un Padre nostro e un Gloria al Padre e in quel momento si ode la vostra voce che prima non si sentiva.

Marija:Si. Qualche volta la Madonna ci chiede anche di pregare con lei per altre intenzioni.

Padre Livio: Non è che la Madonna in qualche occasione si è sbagliata e ha recitato un’Ave Maria? Sapete, è in questi piccoli particolari che si può cogliere qualcosa che non va nel caso che ci fosse. Non è mai successo che durante l’apparizione i veggenti, quando si ode la loro voce che recita il Padre Nostro e il Gloria al Padre insieme con la Madonna, abbiano recitato l’Ave Maria. Pregando con la Madonna è chiaro che lei non fa recitare  l’Ave Maria, ma insieme con loro prega Dio.

Marija:Sono state fatte tante analisi e studi su di noi e hanno trovato che siamo normali. Così quando vengono da qualche parte del mondo dei veggenti, noi diciamo che prima devono passare, per la nostra stessa strada. Io ringrazio Dio che non sono stata sola come veggente e non so come ha fatto la povera Bernadette alla quale potevano dire che era pazza. Lei era sola, mentre per me dico che ho alle spalle una bella difesa perché siamo in sei.

Padre Livio: Ho potuto verificare che non vi siete mai contraddetti, neppure nei minimi particolari, pur essendo in sei. Avete sempre descritto la Madonna nel medesimo modo, anche quando, in determinate festività, viene con un vestito sfavillante d’oro. Cadete sempre in ginocchio nel medesimo momento quando siete insieme per l’apparizione e riferite sempre i medesimi insegnamenti. Nessuno ha mai potuto cogliervi in contraddizione, eppure non è che vi parliate e vi vediate molto fra di voi, anzi siete spesso dispersi nel mondo.

Marija:Ognuno di noi ha una sua propria vita, anche se a volte ci vediamo e ci sentiamo. Io ad esempio ero molto legata alla sorella di Vicka, Anna, ma non con Vicka con la quale, anche prima dell’apparizione, non avevo contatti. La stessa cosa potrei dire di qualche altro veggente. Quando c’è bisogno di incontrarsi lo facciamo, ma poi ognuno, nella sua vita personale, è per conto suo.

Padre Livio: Proseguiamo nella descrizione dell’apparizione. Dopo che avete presentato alla Madonna le richieste di preghiera e avete pregato con lei, come termina l’apparizione?

Marija:La Madonna prega ancora. Infine noi chiediamo la benedizione e lei benedice le persone e tutti gli oggetti. Fa il segno della croce come il sacerdote. Poi la Madonna dice: ‘Andate in pace”, ci dà la benedizione col segno della croce e va via.

Padre Livio: Ho sentito dire da Ivan che quando la Madonna va via si vede una croce luminosa.

Marija: Si vedono la croce, il cuore e il sole.

Padre Livio: Che significato hanno questi segni? La croce sappiamo che cosa vuoi dire, ma gli altri due?

Marija:Non lo sappiamo.

Padre Livio: Quando la Madonna va via questi segni si allontanano con lei?

Marija:Lei va e rimangono queste tre cose.

Padre Livio: Il cuore sappiamo che cosa significhi. Forse il sole è il simbolo dell’Eucaristia. Chissà? Non lo possiamo sapere con esattezza. Restiamo ancora sulla figura della Madonna, anche se a te, Marija, forse ora piacerebbe parlare dei suoi messaggi. Sai, il primo e più importante messaggio di Medjugorje è che la Madonna c’è, è viva ed è in mezzo a noi. La mia esperienza è stata proprio questa quando sono venuto a Medjugorje per la prima volta. Era una sera invernale del Marzo 1985 e si celebrava la S. Messa delle ore 18. Eravamo ancora in pieno regime comunista. Prima della S. Messa ecco aprirsi la porta della stanzetta di fronte alla sacrestia dove voi avevate l’apparizione, dalla quale ho visto spuntare fiori il tuo bel visino sorridente che mi ha salutato. Durante quella S. Messa ho avuto la grazia di essere certo che la Madonna appariva davvero ed era presente. E questo è il ragionamento che ho fatto, come in una luce interiore piena di certezza: “Qui c ‘è la Madonna, dunque il cristianesimo è l’unica religione vera”. Infatti se c’è la Madonna, allora è tutto vero ciò che riguarda Gesù Cristo e la religione cristiana. Questo è quanto ho capito in un lampo di luce e che per me è stato molto importante.

Marija:Meno male che eri un sacerdote.

Padre Livio:  Capisci bene Marija che per me è stata una grande grazia….

Marija:. Io quando ho aperto la porta mi sono detta: ‘Ah, Ah, l’abbiamo cuccato…”

Padre Livio: Ecco perché a noi interessa molto la persona viva della Madonna, perché se lei c’è, allora è facile capire che il cristianesimo è l’unica religione vera e accettare tutte le verità della religione cristiana. Allora anche l’Eucaristia è vera, il Papa è il Vicario di Cristo in terra… Ma ora vediamo un’altra cosa molto concreta. Ogni 25 del mese tu ricevi un messaggio. Come avviene tutto questo?

Marija:La Madonna all’inizio ha incominciato a dare un messaggio alla parrocchia attraverso di me ogni giovedì. Io mi sono detta tante volte di non esserne degna e che ciò non era possibile. Poi ho visto che la Madonna dava a ciascuno di noi un compito e ho pensato che questo poteva essere il mio compito specifico. Poi un giorno la Madonna ha incominciato a dare il messaggio ogni 25 del mese. Io subito dopo l’apparizione prendo carta e penna che già preparo prima e scrivo il messaggio che ho ricevuto. La prima volta che ho scritto il messaggio ho incominciato a piangere, perché ero sicura che il messaggio era scritto esattamente, ma….

Padre Livio: Aspetta, la Madonna dà dei messaggi a tutti voi veggenti, ma com’è che è successo che i tuoi messaggi sono, per così dire, ufficiali, cioè dati alla parrocchia e diffusi nel mondo?

Marija:All’inizio erano tutti ufficiali, ma…

Padre Livio: Adesso però i tuoi sono diventati, direi, quelli regolari, a partire dal 1984 ogni giovedì e poi dal 1987 ogni 25 del mese. Questa è la caratteristica.

Marija:Sì, ma domani o il prossimo 25 la Madonna potrebbe dire che non dà più messaggi. Ciò che vorrei dire è che per me è un dono che non posso spiegarmi. Vorrei anche dire che quando scrivo il messaggio sulla carta dopo l’apparizione e lo rileggo mi sembra che il testo non corrisponda e che ci sia qualcosa che non va e allora vado in crisi. Io ho avuto sempre qualche problema con la grammatica e pensavo che forse non avevo scritto bene…

Padre Livio: La Madonna parla in croato?

Marija:Sì, la Madonna ci parla in croato. Poi però ricordo parola per parola quello che la Madonna mi ha detto, perché per un po’ di tempo rimane nella mia memoria e così verifico quello che ho scritto.

Padre Livio: Certi messaggi sono abbastanza lunghi: come fai a ricordarli?

Marija:Io ricordo soprattutto l’immagine della Madonna e le sue parole che sembrano come il suono armonioso di una campana… non saprei come dire.

Padre Livio: Ti rimane nella mente come la musica delle parole.

Marija:Sì, qualcosa del genere. Comunque sono sempre in dubbio non tanto per l’esattezza della scrittura, ma perché quando è scritto diventa così povero, come un fiore senza petali. Non ha più quella forza, quella pienezza…

Fonte: Radio Maria

MESSAGGI DA MEDJUGORJE

Messaggio del 3 gennaio 1985

Cari figli, in questi giorni il Signore vi ha concesso grandi grazie. Questa settimana sia per voi tempo di ringraziamento per tutte le grazie che Dio vi haconcesso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 10 gennaio 1985

Cari figli, anche oggi desidero ringraziarvi per tutti i sacrifici; grazie in particolare a quelli che sono diventati cari al mio cuore e che vengono qui volentieri. Cisono molti parrocchiani che non ascoltano i messaggi; tuttavia, per merito di coloro che sono particolarmente vicini al mio cuore, continuo a dare messaggialla parrocchia. E li darò anche in seguito poiché vi amo e desidero che diffondiate di cuore i miei messaggi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 14 gennaio 1985

Messaggio della Madonna tramite Vicka:“Miei cari figli! Satana è molto forte, e con tutte le sue energie vuole distruggere i miei piani che ho cominciato arealizzare con voi. Voi pregate, soltanto pregate, e non cessate neppure un istante. Anch’io pregherò per il mio Figlio, perché si realizzino tutti i miei piani cheho intrapreso. Siate pazienti e perseveranti nelle preghiere! E non permettete che satana vi indebolisca. Egli opera molto nel mondo. Siate attenti! 

 

Messaggio del 17 gennaio 1985

Cari figli, in questi giorni satana si accanisce perfidamente contro questa parrocchia, mentre voi, cari figli, vi siete impigriti nella preghiera e non partecipatenumerosi alla Messa. Siate forti nei giorni della prova! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 24 gennaio 1985

Cari figli, in questi giorni avete assaporato la dolcezza di Dio attraverso le giornate di ‘rinnovamento spirituale’ che si sono tenute in questa parrocchia. Satanavuole operare ancora più intensamente per togliere ad alcuni di voi la gioia. Con la preghiera lo potrete disarmare completamente ed assicurare a voi stessi lafelicità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 31 gennaio 1985

Cari figli, oggi desidero esortarvi ad aprire il vostro cuore a Dio, come si aprono i fiori in primavera alla ricerca del sole. Io sono la vostra Mamma, e sempredesidero che siate più vicini al Padre; che egli conceda sempre ricchi doni ai vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 7 febbraio 1985

Cari figli, in questi giorni satana si manifesta intensamente in questa parrocchia. Pregate, cari figli, perché si adempia il progetto di Dio e che ogni opera disatana finisca a gloria di Dio. Io sono rimasta così a lungo tra voi per aiutarvi nelle prove. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 14 febbraio 1985

Cari figli, oggi è il giorno in cui sono solita darvi un Messaggio per la parrocchia, ma non tutta la parrocchia accoglie i messaggi,  li vive. Io ne sonoaddolorata e desidero, cari figli, che mi ascoltiate e che viviate i miei messaggi. Ogni famiglia deve pregare unita e leggere la Bibbia. Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 21 febbraio 1985

Cari figli, di giorno in giorno vi sto pregando di rinnovare la preghiera nella parrocchia, ma non rispondete. Oggi vi invito per l’ultima volta. Adesso èQuaresima, e voi  come parrocchia  potete aderire ora per amore verso la mia chiamata. Se non lo farete non desidero darvi altri messaggi. Ciò mi èconsentito da Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 28 febbraio 1985

Cari figli, oggi vi invito a vivere, nel corso di questa settimana, le seguenti parole: IO AMO DIO! Cari figli, con l’amore voi conseguirete tutto, anche ciò cheritenete impossibile. Dio desidera da questa parrocchia che gli apparteniate completamente, e così desidero anch’io. Grazie per aver risposto alla miachiamata!

 

Messaggio del 7 marzo 1985

Cari figli, oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, spronate anche i più piccoli alla preghiera e che i bambini si rechino alla S.Messa. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”.

 

Messaggio del 14 marzo 1985

Cari figli, nella vostra vita tutti avete sperimentato la luce e le tenebre. Dio concede a ogni uomo di conoscere il bene e il male. Io vi invito alla luce, che voidovete portare agli uomini che vivono nelle tenebre. Ogni giorno nelle vostre case giungono persone che sono nelle tenebre. Cari figli, donate loro la luce.Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 21 marzo 1985

Cari figli, desidero continuare a darvi i miei messaggi, e perciò oggi vi invito a vivere e ad accogliere i miei messaggi. Figli, vi amo ed ho scelto in modospeciale questa parrocchia che mi è prediletta in modo particolare, dove sono rimasta volentieri quando l’Altissimo mi ha invitato ad essa. Pertanto vi invito:Accoglietemi, cari figli, perché anche voi siate felici. Ascoltate i miei messaggi! Ascoltatemi! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 24 marzo 1985

Vigilia dell’Annunciazione della Madonna: “Oggi voglio invitare tutti alla Confessione, anche se vi siete confessati solo qualche giorno fa. Desidero che viviatela festa nel vostro cuore. Ma non la potrete vivere, se non vi abbandonate completamente a Dio. Perciò vi invito tutti a riconciliarvi con Dio!”

 

Messaggio del 28 marzo 1985

Cari figli, oggi voglio rivolgervi questo invito: PREGATE, PREGATE, PREGATE! Nella preghiera sperimenterete una gioia grandissima e troverete la soluzione perogni situazione difficile. Grazie per i progressi che fate nella preghiera! Ognuno di voi è caro al mio cuore, e ringrazio tutti quelli che hanno incrementato lapreghiera nelle loro famiglie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del Giovedì santo 4 aprile 1985

Cari figli, vi ringrazio che nei vostri cuori avete cominciato a pensare di più alla gloria di Dio. Oggi è il giorno in cui volevo cessare di darvi dei messaggi, perchéalcuni non mi hanno accolto. La parrocchia comunque ha fatto progressi, e desidero darvi dei messaggi come mai è avvenuto in nessun luogo nella storiadall’inizio del mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del venerdì santo 5 aprile 1985

Messaggio è dato tramite Ivanka: “Voi parrocchiani avete una croce grande e pesante, ma non abbiate paura di portarla. E’ con voi il mio Figlio, che viaiuterà.”

 

Messaggio del 11 aprile 1985

Cari figli, oggi voglio dire a tutti i parrocchiani di pregare lo Spirito Santo in particolare per essere da Lui illuminati. Da oggi Dio vuole provare in modoparticolare questa parrocchia, per fortificarla nella fede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 18 aprile 1985

Cari figli, oggi vi ringrazio per ogni apertura del vostro cuore. Sono pervasa di gioia per ogni cuore che si apre a Dio, particolarmente se è di questa parrocchia.Gioite con me! Tutte le preghiere che fate, offritele per l’apertura dei cuori che sono in peccato. Lo desidero io, e lo desidera Dio attraverso di me. Grazie peraver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 25 aprile 1985

Cari figli, oggi vi voglio dire di cominciare a lavorare nei vostri cuori come lavorate sui vostri campi. Lavorate e trasformate i vostri cuori, perché nei vostri cuoriprenda possesso un nuovo spirito che proviene da Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 2 maggio 1985

Cari figli, oggi vi invito alla preghiera fatta col cuore, e non per abitudine. Alcuni vengono, ma non desiderano progredire nella preghiera. Perciò voglioammonirvi quale Mamma: pregate affinché in ogni istante la preghiera prenda il sopravvento nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 9 maggio 1985

Cari figli, no, voi non sapete quante grazie vi  Dio. Voi non desiderate progredire in questi giorni, in cui lo Spirito Santo opera in modo particolare. I vostricuori sono rivolti alle cose terrene, e queste vi trattengono. Volgete i vostri cuori alla preghiera e chiedete che lo Spirito Santo si effonda su di voi! Grazie peraver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 16 maggio 1985

Cari figli, vi invito ad una preghiera più attiva e all’ascolto della Messa. Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio. Voglio dire in particolare aigiovani: ‘siate aperti allo Spirito Santo, poiché Dio vi vuole attirare a  in questi giorni in cu satana è all’opera’. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 23 maggio 1985

Cari figli, in questi giorni vi invito in particolare ad aprire il vostro cuore allo Spirito Santo (si era nella Novena di Pentecoste). Lo Spirito Santo, particolarmentein questi giorni, opera per mezzo di voi. Aprite il cuore e abbandonate la vostra vita a Gesù, affinché egli operi per mezzo dei vostri cuori e vi fortifichi nellafede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 30 maggio 1985

Cari figli, vi invito nuovamente alla preghiera del cuore. Che la preghiera, o cari figli, sia nutrimento quotidiano per voi, soprattutto in questi giorni, in cui illavoro dei campi vi affatica a tal punto da non poter pregare col cuore. Pregate, e così potrete superare ogni stanchezza. La preghiera sarà per voi gioia eriposo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 6 giugno 1985

Cari figli, nei prossimi giorni (per il  anniversario dell’inizio delle apparizioni) verranno in questa parrocchia persone di tutte le nazionalità. Ed ora vi invitoall’amore: amate prima di tutto i vostri familiari, e così potrete accogliere ed amare tutti coloro che arrivano. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 13 giugno 1985

Cari figli, un invito in preparazione all’anniversario (delle apparizioni): voi, parrocchiani, pregate di più, e la vostra preghiera sia segno del vostro abbandono aDio. Cari figli, so che siete tutti stanchi: no, non sapete abbandonarvi a me! In questi giorni abbandonatevi completamente a me. Grazie per aver risposto allamia chiamata!

 

Messaggio del 20 giugno 1985

Cari figli, per questa solennità (4° anniversario dell’inizio delle apparizioni), desidero dirvi di aprire il cuore al Signore di tutti i cuori. Datemi tutti i vostrisentimenti e tutti i vostri problemi. Io voglio consolarvi nelle vostre prove. Desidero colmarvi di pace, di gioia e di amore di Dio. Grazie per aver risposto allamia chiamata!

 

Messaggio del 25 giugno 1985

 anniversario delle apparizioni. Alla domanda di Marija Pavlovic: “Che cosa vuoi dire ai sacerdoti?”, la Madonna ha risposto così:“Cari figli, vi esorto adinvitare tutti alla preghiera del Rosario. Col Rosario vincerete tutti gli ostacoli che satana in questo momento vuole procurare alla Chiesa cattolica. Voi tuttisacerdoti, recitate il Rosario, date spazio al Rosario. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”.

 

Messaggio del 28 giugno 1985

Cari figli, oggi vi affido un Messaggio con cui desidero invitarvi all’umiltà. In questi giorni avete sperimentato una grande gioia per tutte le persone che sonogiunte, e con amore avete raccontato le vostre esperienze. Ora vi invito a continuare nell’umiltà, e a parlare con cuore aperto a tutti coloro che arrivano.Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 4 luglio 1985

Cari figli, vi ringrazio per ogni sacrificio che avete offerto. Ora vi esorto ad offrire ogni vostro sacrificio con amore. Desidero che voi, pur sprovvisti di mezzi,cominciate ad aiutare con fiducia, e il Signore vi darà della fiducia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 11 luglio 1985

Cari figli, io amo questa parrocchia e con il mio manto la proteggo da ogni attività di satana. Pregate perché satana si allontani dalla parrocchia e da ognipersona che giunge in questa parrocchia. Così sarete in grado di percepire ogni chiamata di Dio e di rispondervi con la vostra vita. Grazie per aver risposto allamia chiamata!

 

Messaggio del 18 luglio 1985

Cari figli, oggi vi invito a collocare nelle vostre case numerosi oggetti sacri, e ogni persona porti addosso qualche oggetto benedetto. Benedite tutti gli oggetti;così satana vi tenterà di meno, perché avrete la necessaria armatura contro satana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 25 luglio 1985

Festa di S. Giacomo, titolare della chiesa parrocchiale: “Cari figli, io desidero guidarvi, ma voi non volete ascoltare i miei messaggi. Oggi vi invito ad ascoltare imessaggi, e così potrete vivere tutto quello che Dio mi dice di trasmettervi. Apritevi a Dio, e Dio opererà per mezzo di voi e vi concederà tutto ciò che vinecessita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”

 

Messaggio del 1 agosto 1985

Cari figli, desidero dirvi che ho scelto questa parrocchia e che la tengo nelle mie mani come un piccolo fiore che non vuole morire. Io vi invito ad abbandonarvia me, perché io possa donarvi a Dio freschi e senza peccato. Satana ha preso una parte del mio piano e vuole farlo proprio. Pregate perché ciò non avvenga,poiché io vi voglio per me, per potervi donare a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 8 agosto 1985

Cari figli, oggi vi invito ad entrare in lotta contro satana per mezzo della preghiera, particolarmente in questo periodo (Novena dell’Assunta). Adesso satanavuole agire di più, dato che voi siete a conoscenza della sua attività. Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro satana e vincetelo con il Rosario in mano. Grazieper aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 15 agosto 1985

Cari figli, oggi vi benedico e voglio dirvi che vi amo e che vi esorto a vivere i miei messaggi. Oggi vi benedico tutti con la benedizione solenne che mi haconcesso l’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 22 agosto 1985

Cari figli, oggi vi voglio avvertire che Dio desidera inviarvi delle prove: le potrete superare con la preghiera. Dio vi prova nelle vostre occupazioni quotidiane.Perciò pregate, per poter superare in pace ogni prova. Da tutte le situazioni mediante le quali Dio vi prova, uscite più aperti a Dio con amore! Grazie per averrisposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 29 agosto 1985

Cari figli, vi invito a pregare, particolarmente in questo tempo, in cui satana vuole servirsi dei frutti delle vostre vigne. Pregate perché satana non abbiasuccesso nel suo disegno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!. La Madonna desidera tener lontani i fedeli della parrocchia dalla tentazione di servirsidei loro prodotti agricoli a scopo di esagerato lucro.

 

Messaggio del 5 settembre 1985

Cari figli, oggi vi ringrazio per tutte le preghiere che avete fatto. Pregate ancora e sempre di più, in modo che satana stia lontano da questo luogo. Cari figli, ilpiano di satana è fallito! Pregate che si realizzi tutto ciò che Dio si propone di compiere in questa parrocchia. Ringrazio particolarmente i giovani per i sacrificiche hanno offerto! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 12 settembre 1985

Cari figli, in questi giorni (Novena per la festa dell’Esaltazione della Croce) voglio invitarvi a porre al centro di tutto la Croce. Pregate in particolare davanti allaCroce, da cui derivano grandi grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Crocee di non arrecargli ingiurie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 20 settembre 1985

Cari figli, oggi vi invito a vivere nell’umiltà tutti i messaggi che vi sto dando. Cari figli, non vi insuperbite per il fatto di vivere i messaggi. Non andate in giro,dicendo: noi li viviamo! Se porterete nei vostri cuori i messaggi e li vivrete, tutti se ne accorgeranno e non ci sarà bisogno di parole, le quali servono soltanto acoloro che non ascoltano. Per voi non c’è bisogno di dirlo con le parole. Voi, cari figli, dovrete soltanto vivere e con la vita testimoniare! Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 26 settembre 1985

Cari figli, vi ringrazio di tutte le preghiere, grazie di tutti i sacrifici. Desidero invitarvi, cari figli, a rinnovare i messaggi che vi sto dando. Soprattutto praticate ildigiuno, perché col digiuno conseguirete e mi darete la gioia di vedere realizzato interamente il progetto che Dio ha su Medjugorje. Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 3 ottobre 1985

Cari figli, desidero invitarvi a ringraziare Iddio per tutte le grazie che Egli vi ha dato. Rendete grazie a Dio per tutti i frutti, e dategli gloria. Cari figli, imparatead essere riconoscenti nelle cose piccole, e così saprete rendere grazie anche per le cose grandi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 10 ottobre 1985

Cari figli, anche oggi desidero invitarvi a vivere i messaggi in parrocchia. Voglio invitare particolarmente i giovani della parrocchia, che mi è cara. Cari figli, sevivrete i messaggi, voi vivrete il seme della santità. Come Mamma, desidero chiamarvi tutti alla santità, perché la possiate comunicare agli altri. Voi siete unospecchio per gli altri. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 17 ottobre 1985

Cari figli, ogni cosa ha il suo tempo. Oggi vi esorto ad iniziare a lavorare nei vostri cuori. Ormai tutti i lavori dei campi sono terminati. Voi trovate il tempo perripulire anche i locali più nascosti, ma il cuore lo lasciate da parte. Lavorate di più, e con amore ripulite ogni angolino del vostro cuore. Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 24 ottobre 1985

Cari figli, di giorno in giorno desidero rivestirvi di santità, di bontà, di docilità e di amor di Dio, in modo che di giorno in giorno siate più belli e più disponibili peril vostro Signore. Cari figli, ascoltate e vivete i miei messaggi. Io desidero essere la vostra guida. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 31 ottobre 1985

Cari figli, oggi vi invito a lavorare nella Chiesa. Io vi amo tutti in modo uguale, e desidero che tutti lavoriate, ciascuno secondo le sue capacità. Io so, cari figli,che potete ma non lo fate, perché non ve la sentite. Dovete essere coraggiosi e offrire piccoli sacrifici per la Chiesa e per Gesù, affinché entrambi sianocontenti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 7 novembre 1985

Cari figli, vi esorto all’amore verso il prossimo, e soprattutto all’amore verso chi vi procura del male. Così, con l’amore, potrete apprezzare le intenzioni delcuore. Pregate ed amate, cari figli: con l’amore potrete fare anche ciò che vi sembrava impossibile. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 14 novembre 1985

Cari figli, io, vostra Madre, vi amo e desidero spronarvi alla preghiera. Io, cari figli, sono instancabile e vi chiamo anche quando siete lontani dal mio cuore.Sono madre, e pur provando dolore per chiunque si allontana dalla strada giusta, perdono volentieri e sono contenta per ogni figlio che ritorna a me. Grazieper aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 21 novembre 1985

Cari figli! Desidero ricordarvi che questo è un tempo privilegiato per voi della parrocchia. D’estate dite che siete molto occupati. Adesso non avete particolarilavori nei campi; perciò lavorate su di voi personalmente! Venite a Messa, perché questo è un tempo che vi è dato in dono. Cari figli, sono in molti a venireregolarmente (a Messa), anche se fa cattivo tempo, perché mi vogliono bene e desiderano manifestare in modo speciale il loro amore. Vi chiedo di dimostrareil vostro amore col venire a Messa; il Signore vi ricompenserà largamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 28 novembre 1985

Cari figli, desidero ringraziare tutti, particolarmente i giovani, per ciò che avete fatto per me. Vi prego, cari figli, di accostarvi sempre con coscientepartecipazione alla preghiera. In essa scoprirete la grandezza di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 5 dicembre 1985

Cari figli, vi invito a prepararvi al Natale con la penitenza, la preghiera e le opere di carità. Non guardate, cari figli, alle cose materiali, perché allora nonpotrete gustare il Natale. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 12 dicembre 1985

Cari figli, il mio invito per Natale è questo: glorifichiamo insieme Gesù. Io quel giorno ve lo dono in modo particolare: vi invito a glorificare quel giorno, Gesù ela sua nascita! Cari figli, quel giorno pregate di più e pensate di più a Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 19 dicembre 1985

Cari figli, oggi desidero invitarvi all’amore verso il prossimo. Se amerete il vostro prossimo, sentirete di più Gesù. Specialmente a Natale, Dio vi concederàgrandi doni, se vi abbandonerete a Lui. Desidero per Natale dare in modo particolare alle mamme la mia speciale benedizione materna. Gesù benedirà gli altricon la sua benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 26 dicembre 1985

Cari figli, desidero ringraziare tutti coloro che hanno ascoltato i miei messaggi e che nel giorno di Natale hanno vissuto ciò che vi ho detto. Adesso, purificatidai vostri peccati, voglio guidarvi avanti nell’amore. Abbandonate i vostri cuori a me. Grazie per