LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura   Gn 49,29-33; 50,15-26
Dio verrà a visitarvi e vi farà uscire da questa terra.

Dal libro della Gènesi
In quei giorni, Giacobbe diede quest’ordine ai suoi figli: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l’Ittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l’Ittita come proprietà sepolcrale. Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie e là seppellii Lia. La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti». Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati.
Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?». Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: “Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così.
E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore.
Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa».
Giuseppe morì all’età di centodieci anni.


Salmo Responsoriale
    Dal Salmo 104 
Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.

Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.

Canto al Vangelo   
1Pt 4,14
Alleluia, alleluia.

Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito di Dio riposa su di voi.

Alleluia.

Vangelo   Mt 10, 24-33
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Il vero Salomone è il Signore Gesù Cristo

Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo
(Sal 126, 2; CCL 40. 1857-1858)

Il vero Salomone è il Signore Gesù Cristo

Salomone aveva innalzato un tempio al Signore, sicuramente come tipo e figura della Chiesa futura e del corpo del Signore. Per questo Gesù afferma nel vangelo: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (Gv 2, 19). Come dunque egli aveva edificato quel tempio, così il vero Salomone, il Signore nostro Gesù Cristo, il vero pacificatore, si costruì anche lui un tempio. Il nome di Salomone infatti significa «Pacificatore». Ora il vero operatore della pace è quello di cui parla l’Apostolo: «Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo» (Ef 2, 14). Egli è il vero pacificatore che ha unito i sé le due pareti provenienti da opposte direzioni, di cui egli è la pietra angolare, sia del popolo dei credenti che proveniva dalla circoncisione, sia del popolo, anch’esso di credenti, che proveniva dai pagani non circoncisi. Di due popoli fece una sola Chiesa, divenne per essi pietra d`angolo e perciò fu veramente pacificatore.
Il vero Salomone, cioè Salomone, figlio di Davide e della moglie Betsabea, re d’Israele, era la figura di questo pacificatore. Perché tu non creda che sia quel Salomone che edificò la casa a Dio, quando costruì il tempio, la Scrittura, indicandoti un altro Salomone, così comincia il salmo: «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Sal 126, 1). Il Signore dunque edifica la casa, il Signore Gesù Cristo edifica la sua casa. Molti sono impegnati nella costruzione. Ma se non è lui che edifica, «invano vi faticano i costruttori».
Chi sono coloro che lavorano per costruire? Tutti coloro che nella Chiesa predicano la parola di Dio, i ministri dei sacramenti di Dio. Tutti corriamo, tutti ci affatichiamo, tutti ora costruiamo. E prima di noi, altri hanno corso, faticato, costruito. Ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». Perciò non mancarono i richiami degli apostoli che videro alcuni comportarsi malamente e in particolare risuonò la voce di Paolo che disse: «Voi infatti osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo» (Gal 4, 10-11). Poiché sapeva di essere interiormente edificato dal Signore, compiangeva costoro perché si era affaticato tra di loro senza un esito proporzionato. Noi dunque parliamo all’esterno, egli edifica all’interno. Noi vediamo come voi ascoltate, ma ciò che pensate lo conosce solo colui che vede i vostri pensieri. E’ lui che costruisce, ammonisce, incute paura, apre l’intelligenza, indirizza la vostra mente alla fede. E tuttavia lavoriamo anche noi come operai.

Responsorio   Cfr. 1 Re 8, 10. 15; Gv 2, 19
R. Costruito il tempio, la gloria del Signore lo avvolse. Pieno di gioia, il re esclamò: * Benedetto il Signore Dio d’Israele, per quello che ha promesso a Davide mio padre.
V. Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.
R. Benedetto il Signore Dio d’Israele, per quello che ha promesso a Davide, mio padre.

Introduction to The Gospel of Matthew:

The Gospel of the Kingdom of God

Jesus chose one of the unlikeliest of men to be his apostle, Matthew the much hated tax-collector who worked for the Roman empire (Matthew 9:9).  Unlike most of the other apostles who were skillful fishermen, Matthew was skilled with the pen and with giving an account of facts and figures.  Papias, one of the earliest Church historians, records that “Matthew collected the sayings of Jesus in the Hebrew tongue.”  Matthew the evangelist wrote some 1068 verses.  While the evangelist Mark wrote some 661 verses which focus on the “events” of Jesus’ life and ministry, Matthew focuses on the substance of Jesus’ teaching.  When did Matthew write his gospel?  Sometime in the last quarter of the first century, likely between 85 and 105 AD.

Matthew was responsible for the first collection or handbook on the teaching of Jesus.  His account of Jesus’ teaching is arranged in five sections which focus on the kingdom of God: (1) the Sermon on the Mount or the Law of the Kingdom comprise chapters 5-7; (2) his missionary instructions to his disciples on the duties of the leaders of the kingdom in chapter 10;  (3) the Parables of the Kingdom in chapter 13; (4) the themes of “greatness” and “forgiveness” in the kingdom in chapter 18; and (5) the “coming of the King” in chapters 24-25.

Matthew’s gospel is placed first in the canon of the New Testament, not because it was written first, some of Paul’s letter’s and the Gospel of Mark were written before, but because it is a bridge between the Old and New Testament.  The main point and argument of Matthew’s 28 chapters is to convince the Jews that Jesus is their Messiah King, the Anointed One, the Christ, the Son of God and founder of the kingdom of God.  Matthew’s account uses the  word “kingdom” 50 times, and the “kingdom of heaven” 32 times.

Matthew’s account emphasizes Jesus’ kingly rule and divine authority. Jesus says to Peter, “I will give you the keys of the kingdom of heaven, and whatever you bind on earth shall be bound in heaven, and whatever you loose on earth shall be loosed in heaven” (Matthew 16:19).  Jesus’ last words to his apostles also speak about his kingly authority over all:  “All authority in heaven and on earth has been given to me.  Go therefore and make disciples of all nations.. teaching them to observe all that I have commanded you; and lo, I am with you always…” (Matthew 28:18-19)  Matthew uses the word “all” four times in this passage alone. Matthew also shows Jesus’ authority over nature by  his miracles, his authority over sin by forgiving sins, and his authority over death by his resurrection

The Gospel of the Jews

Matthew writes as a Jew to his fellow Jews to present to them the evidence for Jesus’ claim to be the King of the Jews.  He quotes extensively from the Old Testament prophets to show how Jesus fulfilled all that was spoken about the Messiah who would come to establish the reign [or kingdom] of God.  He frequently writes, “as it is written in the prophet…” or “this was done to fulfill what was spoken by the prophets…”  Nine times Matthew refers to Jesus as the “son of David”.  The prophets had fortold that the Messiah would be a direct descent of David.  Matthew’s gospel begins with the genealogy of Jesus, tracing him back to David, King of Israel, and then to Abraham, the first Jew.  Matthew traces Jesus’ lineage through Joseph, his foster father, rather than through Mary, his biological mother [as Luke’s account does].  Matthew, the observant Jew, notes that according to Jewish genealogy, the father’s lineage counted legally for royalty.

“Fear him who can destroy soul and body in hell”

Daily Reading & Meditation

Saturday (July 13):  “Fear him who can destroy soul and body in hell”
Scripture:  Matthew 10:24-33

24 “A disciple is not above his teacher, nor a servant above his master; 25 it is enough for the disciple to be like his teacher, and the servant like his master. If they have called the master of the house Beelzebul, how much more will they malign those of his household. 26 “So have no fear of them; for nothing is covered that will not be revealed, or hidden that will not be known. 27 What I tell you in the dark, utter in the light; and what you hear whispered, proclaim upon the housetops. 28 And do not fear those who kill the body but cannot kill the soul; rather fear him who can destroy both soul and body in hell. 29 Are not two sparrows sold for a penny? And not one of them will fall to the ground without your Father’s will. 30 But even the hairs of your head are all numbered. 31 Fear not, therefore; you are of more value than many sparrows. 32 So every one who acknowledges me before men, I also will acknowledge before my Father who is in heaven; 33 but whoever denies me before men, I also will deny before my Father who is in heaven.”

Meditation: What does fear have to do with the kingdom of God? Fear is a powerful force. It can lead us to panic and flight or it can spur us to faith and action. The fear of God is the antidote to the fear of losing one’s life. I sought the Lord, and he answered me, and delivered me from all my fears. O fear the Lord, you his saints, for those who fear him have no want! Come, O sons, listen to me, I will teach you the fear of the Lord. (Psalm 34:4,9,11)

Godly fear – reverence for God
What is godly fear? It is reverence for the One who made us in love and who sustains us in mercy and kindness. The greatest injury or loss which we can experience is not physical but spiritual – the loss of one’s soul to the power of hell (Matthew 10:28). A healthy fear (godly respect) and reverence for God leads to spiritual maturity, wisdom, and right judgment and it frees us from the tyranny of sinful pride, cowardice – especially in the face of evil, and spiritual deception. Do you trust in God’s grace and mercy and do you obey his word?

When Jesus proclaimed the kingdom (reign) of God he met opposition and hostility. Many religious leaders opposed Jesus because they refused to believe that he was the Messiah (God’s Anointed One) and that his authority and power came from God. They claimed his power came from Beelzebul – the prince of demons who is also called Satan or the devil. Jesus demonstrated the power of God’s kingdom through his numerous signs and miracles and his power to set people free from Satan’s harm and deception.

Choosing for God’s kingdom
There are fundamentally only two kingdoms in opposition to one another – God’s kingdom of light – his truth and righteousness (moral goodness) and Satan’s kingdom of darkness – his power to deceive and tempt people to rebel and do what is wrong and evil. And there are no neutral parties – we are either for God’s kingdom or against it. We either choose for Jesus and the kingdom he brings – God’s rule of peace and righteousness, or we choose for the kingdom of this world which opposes God’s truth and righteousness. That is why Jesus told his disciples that they must expect the same treatment of opposition and hostility if they accept him as their Lord (Messiah) and Master (Teacher).

There is both a warning and a privilege in Jesus’ statement. Just as Jesus had to carry his cross to suffer and die for us, so every disciple of Christ must bear his or her own cross of suffering for Christ and not try to evade it. To suffer for the Christian faith is to share in the work of Jesus Christ. As one Christian hymn states: Lift high the Cross of Christ! Tread where his feet have trod. The Holy Spirit gives us supernatural power, freedom, and grace to live as disciples of Jesus Christ. Do you trust in God who gives us the strength and perseverance we need to follow his will and to embrace our cross each day for Jesus’ sake?

“Lord Jesus, it is my joy and privilege to be your disciple. Give me strength and courage to bear any hardship and suffering which may come my way in serving you and obeying your will. May I witness to others the joy of the Gospel – the good news of your kingdom of peace, joy, and righteousness.”

Psalm 105:1-7

1 O give thanks to the LORD, call on his name, make known his deeds among the peoples!
2 Sing to him, sing praises to him, tell of all his wonderful works!
3 Glory in his holy name; let the hearts of those who seek the LORD rejoice!
4 Seek the LORD and his strength, seek his presence continually!
5 Remember the wonderful works that he has done, his miracles, and the judgments he uttered,
6 O offspring of Abraham his servant, sons of Jacob, his chosen ones!
7 He is the LORD our God; his judgments are in all the earth.

Daily Quote from the early church fathersDo not bewail death – but sin, by Augustine of Hippo (354-430 AD)

“The gospel is life. Impiety and infidelity are the death of the soul. So then, if the soul can die, how then is it yet immortal? Because there is always a dimension of life in the soul that can never be extinguished. And how does it die? Not in ceasing to be life but by losing its proper life. For the soul is both life to something else, and it has it own proper life. Consider the order of the creatures. The soul is the life of the body. God is the life of the soul. As the life that is the soul is present with the body, that the body may not die, so the life of the soul (God) ought to be with the soul that it may not die.”

“How does the body die? By the departure of the soul. I say, by the departure of the soul the body dies, and it lies there as a mere carcass, what was a little before a lively, not a contemptible, object. There are in it still its several members, the eyes and ears. But these are merely the windows of the house; its inhabitant is gone. Those who bewail the dead cry in vain at the windows of the house. There is no one there within it to hear… Why is the body dead? Because the soul, its life, is gone. But at what point is the soul itself dead? When God, its life, has forsaken it… This then we can know and hold for certain: the body is dead without the soul, and the soul is dead without God. Every one without God has a dead soul. You who bewail the dead rather should bewail sin. Bewail ungodliness. Bewail disbelief.” (excerpt from SERMON 65.5–7)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite: copyright (c) 2019 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

Catechesi sul “Padre nostro”: 16. Ovunque tu sia, invoca il Padre

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi concludiamo il ciclo di catechesi sul “Padre nostro”. Possiamo dire che la preghiera cristiana nasce dall’audacia di chiamare Dio con il nome di “Padre”. Questa è la radice della preghiera cristiana: dire “Padre” a Dio. Ma ci vuole coraggio! Non si tratta tanto di una formula, quanto di un’intimità filiale in cui siamo introdotti per grazia: Gesù è il rivelatore del Padre e ci dona la familiarità con Lui. «Non ci lascia una formula da ripetere meccanicamente. Come per qualsiasi preghiera vocale, è attraverso la Parola di Dio che lo Spirito Santo insegna ai figli di Dio a pregare il loro Padre» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2766). Gesù stesso ha usato diverse espressioni per pregare il Padre. Se leggiamo con attenzione i Vangeli, scopriamo che queste espressioni di preghiera che affiorano sulle labbra di Gesù richiamano il testo del “Padre nostro”.

Per esempio, nella notte del Getsemani Gesù prega in questa maniera: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36). Abbiamo già richiamato questo testo del Vangelo di Marco. Come non riconoscere in questa preghiera, per quanto breve, una traccia del “Padre nostro”? In mezzo alle tenebre, Gesù invoca Dio col nome di “Abbà”, con fiducia filiale e, pur sentendo paura e angoscia, chiede che si compia la sua volontà.

In altri passi del Vangelo Gesù insiste con i suoi discepoli, perché coltivino uno spirito di orazione. La preghiera deve essere insistente, e soprattutto deve portare il ricordo dei fratelli, specialmente quando viviamo rapporti difficili con loro. Dice Gesù: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe» (Mc 11,25). Come non riconoscere in queste espressioni l’assonanza con il “Padre nostro”? E gli esempi potrebbero essere numerosi, anche per noi.

Negli scritti di San Paolo non troviamo il testo del “Padre nostro”, ma la sua presenza emerge in quella sintesi stupenda dove l’invocazione del cristiano si condensa in una sola parola: “Abbà!” (cfr Rm 8,15; Gal 4,6).

Nel Vangelo di Luca, Gesù soddisfa pienamente la richiesta dei discepoli che, vedendolo spesso appartarsi e immergersi in preghiera, un giorno si decidono a chiedergli: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni – il Battista – ha insegnato ai suoi discepoli» (11,1). E allora il Maestro insegnò loro la preghiera al Padre.

Considerando nel complesso il Nuovo Testamento, si vede chiaramente che il primo protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo. Ma non dimentichiamo questo: protagonista di ogni preghiera cristiana è lo Spirito Santo. Noi non potremmo mai pregare senza la forza dello Spirito Santo. È Lui che prega in noi e ci muove a pregare bene. Possiamo chiedere allo Spirito che ci insegni a pregare, perché Lui è il protagonista, quello che fa la vera preghiera in noi. Lui soffia nel cuore di ognuno di noi, che siamo discepoli di Gesù. Lo Spirito ci rende capaci di pregare come figli di Dio, quali realmente siamo per il Battesimo. Lo Spirito ci fa pregare nel “solco” che Gesù ha scavato per noi. Questo è il mistero della preghiera cristiana: per grazia siamo attratti in quel dialogo di amore della Santissima Trinità.

Gesù pregava così. Qualche volta ha usato espressioni che sono sicuramente molto lontane dal testo del “Padre nostro”. Pensiamo alle parole iniziali del salmo 22, che Gesù pronuncia sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46). Può il Padre celeste abbandonare il suo Figlio? No, certamente. Eppure l’amore per noi, peccatori, ha portato Gesù fino a questo punto: fino a sperimentare l’abbandono di Dio, la sua lontananza, perché ha preso su di sé tutti i nostri peccati. Ma anche nel grido angosciato, rimane il «Dio mio, Dio mio». In quel “mio” c’è il nucleo della relazione col Padre, c’è il nucleo della fede e della preghiera.

Ecco perché, a partire da questo nucleo, un cristiano può pregare in ogni situazione. Può assumere tutte le preghiere della Bibbia, dei Salmi specialmente; ma può pregare anche con tante espressioni che in millenni di storia sono sgorgate dal cuore degli uomini. E al Padre non cessiamo mai di raccontare dei nostri fratelli e sorelle in umanità, perché nessuno di loro, i poveri specialmente, rimanga senza una consolazione e una porzione di amore.

Al termine di questa catechesi, possiamo ripetere quella preghiera di Gesù: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Lc 10,21). Per pregare dobbiamo farci piccoli, perché lo Spirito Santo venga in noi e sia Lui a guidarci nella preghiera.

Catechesi sul “Padre nostro”: 15. Ma liberaci dal male

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Eccoci infine arrivati alla settima domanda del “Padre nostro”: «Ma liberaci dal male» (Mt 6,13b).

Con questa espressione, chi prega non solo chiede di non essere abbandonato nel tempo della tentazione, ma supplica anche di essere liberato dal male. Il verbo greco originale è molto forte: evoca la presenza del maligno che tende ad afferrarci e a morderci (cfr 1 Pt 5,8) e dal quale si chiede a Dio la liberazione. L’apostolo Pietro dice anche che il maligno, il diavolo, è intorno a noi come un leone furioso, per divorarci, e noi chiediamo a Dio di liberarci.

Con questa duplice supplica: “non abbandonarci” e “liberaci”, emerge una caratteristica essenziale della preghiera cristiana. Gesù insegna ai suoi amici a mettere l’invocazione del Padre davanti a tutto, anche e specialmente nei momenti in cui il maligno fa sentire la sua presenza minacciosa. Infatti, la preghiera cristiana non chiude gli occhi sulla vita. È una preghiera filiale e non una preghiera infantile. Non è così infatuata della paternità di Dio, da dimenticare che il cammino dell’uomo è irto di difficoltà. Se non ci fossero gli ultimi versetti del “Padre nostro” come potrebbero pregare i peccatori, i perseguitati, i disperati, i morenti? L’ultima petizione è proprio la petizione di noi quando saremo nel limite, sempre.

C’è un male nella nostra vita, che è una presenza inoppugnabile. I libri di storia sono il desolante catalogo di quanto la nostra esistenza in questo mondo sia stata un’avventura spesso fallimentare. C’è un male misterioso, che sicuramente non è opera di Dio ma che penetra silenzioso tra le pieghe della storia. Silenzioso come il serpente che porta il veleno silenziosamente. In qualche momento pare prendere il sopravvento: in certi giorni la sua presenza sembra perfino più nitida di quella della misericordia di Dio.

L’orante non è cieco, e vede limpido davanti agli occhi questo male così ingombrante, e così in contraddizione con il mistero stesso di Dio. Lo scorge nella natura, nella storia, perfino nel suo stesso cuore. Perché non c’è nessuno in mezzo a noi che possa dire di essere esente dal male, o di non esserne almeno tentato. Tutti noi sappiamo cosa è il male; tutti noi sappiamo cosa è la tentazione; tutti noi abbiamo sperimentato sulla nostra carne la tentazione, di qualsiasi peccato. Ma è il tentatore che ci muove e ci spinge al male, dicendoci: “fa questo, pensa questo, va per quella strada”.

L’ultimo grido del “Padre nostro” è scagliato contro questo male “dalle larghe falde”, che tiene sotto il suo ombrello le esperienze più diverse: i lutti dell’uomo, il dolore innocente, la schiavitù, la strumentalizzazione dell’altro, il pianto dei bambini innocenti. Tutti questi eventi protestano nel cuore dell’uomo e diventano voce nell’ultima parola della preghiera di Gesù.

È proprio nei racconti della Passione che alcune espressioni del “Padre nostro” trovano la loro eco più impressionante. Dice Gesù: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36). Gesù sperimenta per intero la trafittura del male. Non solo la morte, ma la morte di croce. Non solo la solitudine, ma anche il disprezzo, l’umiliazione. Non solo il malanimo, ma anche la crudeltà, l’accanimento contro di Lui. Ecco che cos’è l’uomo: un essere votato alla vita, che sogna l’amore e il bene, ma che poi espone continuamente al male sé stesso e i suoi simili, al punto che possiamo essere tentati di disperare dell’uomo.

Cari fratelli e sorelle, così il “Padre nostro” assomiglia a una sinfonia che chiede di compiersi in ciascuno di noi. Il cristiano sa quanto soggiogante sia il potere del male, e nello stesso tempo fa esperienza di quanto Gesù, che mai ha ceduto alle sue lusinghe, sia dalla nostra parte e venga in nostro aiuto.

Così la preghiera di Gesù ci lascia la più preziosa delle eredità: la presenza del Figlio di Dio che ci ha liberato dal male, lottando per convertirlo. Nell’ora del combattimento finale, a Pietro intima di riporre la spada nel fodero, al ladrone pentito assicura il paradiso, a tutti gli uomini che erano intorno, inconsapevoli della tragedia che si stava consumando, offre una parola di pace: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

Dal perdono di Gesù sulla croce scaturisce la pace, la vera pace viene dalla croce: è dono del Risorto, un dono che ci dà Gesù. Pensate che il primo saluto di Gesù risorto è “pace a voi”, pace alle vostre anime, ai vostri cuori, alle vostre vite. Il Signore ci dà la pace, ci dà il perdono ma noi dobbiamo chiedere: “liberaci dal male”, per non cadere nel male. Questa è la nostra speranza, la forza che ci dà Gesù risorto, che è qui, in mezzo a noi: è qui. E’ qui con quella forza che ci dà per andare avanti, e ci promette di liberarci dal male.

Daily Reflection

Today’s gospel tells us over and over again to not be afraid.  We are reassured that God is watching over each of us with vigilance.

Are not two sparrows sold for a small coin?
Yet not one of them falls to the ground without your Father’s knowledge.
Even all the hairs of your head are counted.

As I reflect on the themes of fear, and God’s protection I find myself struggling.  If we truly have faith that God is always watching over us, what is there to be afraid of?

July 13 is a date that will be forever engrained in my memory.  It was the day my aunt died at the age of 34.  She left a young husband and father of their two young sons.  The boys were 5 and 3.  She was battling breast cancer, but her death was unexpected.  She succumbed to a pulmonary embolus which was attributed to the treatment for her cancer.  This left a family and community devastated, and wondering why?

Why would a loving God put all those who loved her through such a loss?  Many years later, I have concluded that he was protecting her.  He was protecting her from enduring continued treatment that was very difficult and in the end would have most likely been futile.  He was protecting her from becoming more handicapped—something very challenging for somebody who had been a very active mother of two lively boys.  He was protecting her family from hanging on to hope for a miracle that wasn’t to be.  He was protecting her family by giving one more to intercede for the many petitions and prayers to come.  And as the ultimate protector, he sent an angel on earth to watch over her precious boys, and to provide relief for a shattered family which allowed all to heal.

One’s faith can be easily tested. It’s important to do whatever we have to in order to avoid fear and feel God’s loving protection.  A wise woman suggested a gratitude journal.  This has become a valuable tool for me personally. My gratitude journal allows me to make time for quiet reflection which leads me to focus on the graces in a situation that may be difficult.  It has allowed me to avoid fear, and to be confident in the plan God has for me.

Daily Light on the Daily Path

Songs 7:10  “If she is a wall, We will build on her a battlement of silver; But if she is a door, We will barricade her with planks of cedar.”

2 Timothy 1:12  For this reason I also suffer these things, but I am not ashamed; for I know whom I have believed and I am convinced that He is able to guard what I have entrusted to Him until that day.

Romans 8:38,39  For I am convinced that neither death, nor life, nor angels, nor principalities, nor things present, nor things to come, nor powers, • nor height, nor depth, nor any other created thing, will be able to separate us from the love of God, which is in Christ Jesus our Lord.

John 17:12  “While I was with them, I was keeping them in Your name which You have given Me; and I guarded them and not one of them perished but the son of perdition, so that the Scripture would be fulfilled.

Psalm 149:4  For the LORD takes pleasure in His people; He will beautify the afflicted ones with salvation.

Proverbs 8:31  Rejoicing in the world, His earth, And having my delight in the sons of men.

Ephesians 2:4  But God, being rich in mercy, because of His great love with which He loved us,

John 15:13  “Greater love has no one than this, that one lay down his life for his friends.

1 Corinthians 6:20  For you have been bought with a price: therefore glorify God in your body.

Romans 14:8  for if we live, we live for the Lord, or if we die, we die for the Lord; therefore whether we live or die, we are the Lord’s.

 

Intervista a Marija: dalla preghiera il dono della fede

Intervista a Marija: dalla preghiera il dono della fede


Riportiamo succintamente alcuni passi dell’intervista concessa a Monza il 14 gennaio scorso da Marija ad Alberto Bonifacio. Alla domanda se Marija è a conoscenza di cosa pensi il Papa su Medjugorje la risposta è molto articolata e ricca di testimonianze che provano – come tutti sanno – un interesse reale del Papa, il quale “legge anche l’Eco di Medjugorje”. E quando Alberto chiede: “Ma lui personalmente crede a Medjugorje secondo te?” Marija risponde: “Sì. Sì perché in diverse occasioni ha detto che crede”. Successivamente A. domanda se è vero che la Madonna abbia chiesto ai veggenti di scegliere la vita religiosa. La risposta è “No! la Madonna non ha mai fatto un invito esplicito per la vita religiosa. [Il desiderio espresso agli inizi dalla Madonna non era né un invito né una sollecitazione, cf anche S.Paolo, 1 Cor 7,7, ndr].

Noi all’inizio avevamo letto su Lourdes e Fatima e abbiamo pensato che le apparizioni durassero al massimo 18 volte come a Lourdes e che la nostra vita dovesse finire in convento come per Bernardetta e Lucia. Io ero convinta al mille per mille che dovevo entrare in convento, così pure Ivan e gli altri hanno cercato questo cammino”. Poi con semplicità Marija racconta come varie vicende l’abbiano convinta a scegliere la vita coniugale e come ora riesca a conciliare la vita di famiglia (ha tre figli) con il ruolo di veggente.

A. chiede se dopo più di 16 anni di apparizioni sia cambiato il suo rapporto con la Madonna e M. risponde che nulla è cambiato, che Maria appare sempre la stessa, anzi se possibile “anche più giovane dei primi giorni. Solo, – aggiunge Marija – adesso noi siamo più maturi e questa nostra crescita continua, grazie a Dio con la Madonna”. M. sottolinea poi, anche mediante testimonianze di cui è a conoscenza diretta, come attraverso la sofferenza sia possibile incontrare Gesù e quindi come la croce sia realmente mistero di salvezza ed invita ad offrire la sofferenza per i fratelli e per le anime del purgatorio. A., di fronte alle sofferenze di una sorella, chiede se non era sufficiente l’offerta di Gesù sulla croce, fino all’ultima goccia di sangue, per la nostra salvezza: perché nel piano salvifico Dio chiede anche la nostra sofferenza? Marija risponde: “Spesso diciamo che la sofferenza è un mistero, ma io dico sempre: ‘Attraverso la sofferenza noi incontriamo Gesù sulla croce’. Quante persone mi dicono: se non avessi avuto questa sofferenza, non mi sarei mai avvicinato a Gesù…Noi ci lamentiamo tanto della morte dei nostri cari: era giovane, poteva scampare di più. Vorremmo una vita lunga, ma non pensiamo più all’eternità. Preghiamo per le persone che assistono i sofferenti, che li aiutano a offrire la sofferenza anche per gli altri.

Alla domanda circa la durata delle apparizioni M. risponde che non sa se e quando le apparizioni cesseranno ed aggiunge: “Una volta abbiamo chiesto alla Madonna quando finiranno le apparizioni” e la Madonna ha risposto: “Vi siete stancati di me?” Da quel momento noi abbiamo detto: “Non chiediamo più”. A. chiede: “Con il perdurare di un mondo così perverso, noi vediamo aborti, divorzi, criminalità, emarginazione, guerre… La Madonna secondo te continuerà a versare lacrime oppure verranno dei castighi sull’umanità?”. M. risponde: “Io sempre dico che la Madonna vuole, come una maestra, rieducarci… Una persona che non ha Dio al primo posto della sua vita è capace di fare tutto, rubare, uccidere, ecc.”. Al primo posto mettere Dio: tutto il resto viene di conseguenza. “Ecco, io penso che la Madonna è venuta per rieducarci alla fede…Ho visto che la Madonna proprio ci porta Gesù, ci indica la Chiesa, ci indica il gruppo di preghiera dove possiamo incontrarci e pregare insieme, aiutarci, scambiare le esperienze della vita quotidiana. La Madonna ogni giorno ci butta in un modo o nell’altro in questa realtà della fede. Al momento Lei ha detto: la fede è un dono, attraverso la preghiera potete avere questo dono della fede e ci dice: pregate per avere questo dono della fede”.

Fonte: “Videomission” (P.Aldo Rottini)

MESSAGGI DA MEDJUGORJE

Messaggio del 1 marzo 1984

Cari figli; io ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla. Con amore la proteggo e desidero che tutti siano miei. Grazie per esserevenuti qui questa sera. Desidero che vi troviate sempre più numerosi con me e con mio Figlio. Oggi darò un Messaggio particolare per voi.

 

Messaggio del 8 marzo 1984

Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Figli cari, convertitevi tutti nella parrocchia. Questo è il mio secondo desiderio; cosi aiuterete a convertire tutticoloro che verranno qui.

 

Messaggio del 15 marzo 1984

Anche questa sera, cari figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti qui. Adorate senza interruzione il Santissimo Sacramento dell’altare. Iosono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari.

 

Messaggio del 22 marzo 1984

Cari figli, questa sera vi invito in particolare ad onorare durante la Quaresima le piaghe che il mio Figlio ha ricevuto per i peccati di questa parrocchia. Unitevialle mie preghiere per la parrocchia, perché le piaghe gli siano sopportabili. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Continuate a venire sempre piùnumerosi!

 

Messaggio del 29 marzo 1984

Cari figli, desidero in particolare invitarvi questa sera ad essere perseveranti nelle prove. Considerate quanto l’Onnipotente ancor oggi soffre a causa dei vostripeccati. Per questo quando avrete delle sofferenze, offritele in sacrifico a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

 

Messaggio del 5 aprile 1984

Cari figli, questa sera vi chiedo in particolare di onorare il Cuore del mio Figlio Gesù. Pensate alle ferite inferte al Cuore di mio Figlio, quel Cuore offeso con tantipeccati. Questo Cuore viene ferito da ogni peccato grave. Grazie per venuti anche questa sera!

 

Messaggio del 12 aprile 1984

Cari figli, oggi vi prego di smettere con i pettegolezzi e di pregare per l’unità della parrocchia, perché io e il mio Figlio abbiamo un progetto speciale neiconfronti dei questa parrocchia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 19 aprile 1984

Cari figli, abbiate i miei stessi sentimenti, pregate, pregate, pregate!

 

Messaggio del 30 aprile 1984

La veggente Marija ha chiesto alla Madonna: “Madonna cara, perché giovedì non mi hai dato nessun Messaggio per la parrocchia?” La Madonna ha rispostocosì: “Non voglio costringere nessuno a fare ciò che non sente e non desidera da sé, sebbene io abbia avuto per la parrocchia messaggi particolari, coi qualivolevo risvegliare la fede di ogni credente?Purtroppo un numero molto esiguo ha raccolto i messaggi del giovedì. All’inizio erano parecchi. Ma poi è diventatacome un’abitudine. Ed ora, in questo ultimo periodo, chiedono dei messaggi solo per curiosità, e non per fede e per devozione verso mio Figlio e verso di me”

 

Messaggio del 10 maggio 1984

Molti fedeli si sono sentiti colpiti dall’ultimo Messaggio della Madonna. Alcuni avevano il presentimento che la Madonna non avrebbe più dato messaggi allaparrocchia. Ma questa sera essa ha detto: “Io vi parlo, e desidero parlarvi anche in avvenire. Voi però procurate di ascoltare i miei consigli!”

 

Messaggio del 17 maggio 1984

Cari figli, oggi sono molto felice, perché ci sono tanti che desiderano consacrarsi a me. Vi ringrazio! Non vi siete ingannati. Mio Figlio Gesù desidera  per miotramite  concedervi grazie particolari. Mio Figlio è contento se vi affidate a Lui. Vi ringrazio per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 24 maggio 1984

Cari figli, ve l’ho già detto che vi ho scelti in modo particolare, così come siete. Io sono la Madonna che vi ama tutti. In ogni istante, quando avete delledifficoltà, non abbiate paura, poiché io vi amo anche quando siete lontani da me e dal mio Figlio. Vi prego, non permette che il mio cuore pianga lacrime disangue per le anime che si perdono nel peccato. Perciò, cari figli, pregate, pregate, pregate! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 2 giugno 1984

Cari figli, questa sera vi voglio dire che  durante questa novena (di Pentecoste)  preghiate per l’effusione dello Spirito Santo sulle vostre famiglie e sullavostra parrocchia. Pregate, non ve ne pentirete! Dio vi darà dei doni, coi quali lo glorificherete fino al termine della vostra vita terrena. Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 9 giugno 1984

Cari figli, domani sera (nella festa di Pentecoste) pregate per avere lo Spirito di verità. Particolarmente voi della parrocchia perché a voi è necessario lo Spiritodi verità, in modo che possiate trasmettere i messaggi così come sono, non aggiungendo  togliendo alcunché: così come io li ho dati. Pregate perché loSpirito Santo vi ispiri lo spirito di preghiera, per pregare di più. Io, che sono la vostra Mamma, mi accorgo che pregate poco. Grazie per aver risposto alla miachiamata!

 

Messaggio del 21 giugno 1984

Pregate, pregate, pregate! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 5 luglio 1984

Cari figli, oggi voglio dirvi di pregare prima di ogni occupazione, e di terminare ogni vostro lavoro con la preghiera. Se farete così. Dio benedirà voi e il vostrolavoro. In questi giorni voi pregate poco, mentre invece lavorate molto. Perciò pregate! Nella preghiera troverete sollievo. Grazie per aver risposto alla miachiamata!

 

Messaggio del 12 luglio 1984

Cari figli, in questi giorni satana cerca di ostacolare i miei progetti. Pregate che non si realizzi il suo disegno. Io pregherò il mio Figlio Gesù perché vi conceda lagrazia di sperimentare  nella prova di satana  la vittoria di Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 19 luglio 1984

Cari figli, in questi giorni avete notato quanto sia attivo satana. Sono sempre con voi; e non abbiate timore delle prove poiché Dio veglia sempre su di voi. E iomi sono donata voi, e vi sono vicina anche nella più piccola prova. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 26 luglio 1984

Cari figli, anche oggi desidero invitarvi alla preghiera costante e alla penitenza. In particolare, la gioventù di questa parrocchia sia più attiva nelle propriepreghiere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 2 agosto 1984

Cari figli, oggi sono contenta e vi ringrazio delle preghiere. Nei prossimi giorni pregate ancora di più per la conversione dei peccatori. Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 11 agosto 1984

Cari figli, pregate, perché satana persiste nel voler mandare a monte i miei progetti. Pregate con il cuore, e nella preghiera offrite voi stessi a Gesù.

 

Messaggio del 14 agosto 1984

Questa apparizione avvenne inaspettatamente, alla vigilia dell’Assunta. Ivan stava pregando in casa. Poi cominciò a prepararsi per venire in chiesa, allaliturgia serale. Improvvisamente gli apparve la Madonna e gli disse di trasmettere alla gente questo Messaggio: “Vorrei che la gente in questi giorni pregassecon me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi dolorosi e gloriosi”.La Madonna ci ha chiesto di accogliere questo Messaggio con ferma volontà. Si è rivolta in particolare ai parrocchiani e ai fedeli dei paesi vicini.

 

Messaggio del 16 agosto 1984

Cari figli, vi prego, specialmente voi della parrocchia, di vivere i miei messaggi e di trasmetterli agli altri, a chiunque incontrerete. Grazie per aver risposto allamia chiamata!

 

Messaggio del 23 agosto 1984

“Pregate, pregate, pregate!”. Marija dice che la Madonna ha inoltre raccomandato alla gente, in particolare ai giovani, di esser disciplinati durante la S.Messa.

 

Messaggio del 30 agosto 1984

Cari figli, anche la Croce faceva parte del disegno di Dio quando voi l’avete costruita. Particolarmente in questi giorni recatevi sul monte (Krizevac) e pregatesotto la Croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 6 settembre 1984

Cari figli, senza preghiera non c’è pace. Perciò vi raccomando, cari figli, di pregare per la pace davanti alla Croce. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 13 settembre 1984

Cari figli, le vostre preghiere mi sono ancora necessarie. Voi vi interrogate: perché tante preghiere? Guardatevi intorno, cari figli, e vedrete quanto è grande ilpeccato che domina su questa terra. Perciò pregate perché Gesù trionfi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 20 settembre 1984

Cari figli, oggi vi invito ad iniziare a digiunare con il cuore Vi sono molte persone che digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E’ diventataun’abitudine, che nessun vorrebbe interrompere. Chiedo alla parrocchia di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di rimanere così alungo in questa parrocchia. Cari figli, digiunate e pregate con il cuore! Grazie per aver risposto alla mi chiamata!

 

Messaggio del 27 settembre 1984

Cari figli, mi avete aiutato con la vostra preghiera a realizzare i miei progetti. Continuate a pregare, affinché questi progetti si realizzino pienamente. Chiedoalle famiglie della parrocchia di recitare il Rosario in famiglia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 30 settembre 1984

Ciò che rende triste Gesù è il fatto che gli uomini portano dentro di  la paura verso di lui vedendolo come un giudice. Egli è giusto, però è anchemisericordioso al punto che preferirebbe morire di nuovo piuttosto che perdere una sola anima.

 

Messaggio del 4 ottobre 1984

Cari figli, oggi desidero dirvi che spesso mi fate gioire con la vostra preghiera, ma ci sono ancora molti anche qui in parrocchia, che non pregano, e il mio cuorene è rattristato. Pregate affinché io possa presentare al Signore tutti i vostri sacrifici e le vostre preghiere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 11 ottobre 1984

Dopo le insistenti piogge, che recarono gravi danni ai vigneti la Madonna disse: “Cari figli! Grazie perché offrite al Signore tutta la vostra fatica, anche ora cheegli vi prova nei frutti che raccogliete. Sappiate, cari figli, che egli vi ama, e per questo vi mette alla prova. Continuate ad offrire tutti i vostri sacrifici alSignore, e non vi preoccupate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”

 

Messaggio del 18 ottobre 1984

Cari figli, oggi vi invito a leggere ogni giorno la Bibbia nelle vostre case: collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e apregare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 25 ottobre 1984

Cari figli, pregate in questo mese. Dio mi concede ogni giorno di potervi aiutare con delle grazie, per difendervi dal male. Questo è il mio mese! Io ve lo vogliodonare. Voi soltanto pregate, e Dio vi concederà le grazie che cercate. Io vi aiuterò in questo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 1 novembre 1984

Cari figli, oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre case. I lavori nei campi sono terminati. Ora dedicatevi alla preghiera. Che la preghiera passi alprimo posto nelle vostre famiglie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 8 novembre 1984

Cari figli, non vi rendete conto dei messaggi che Dio vi manda attraverso di me. Egli vi concede grazie, ma voi non capite. Pregate lo Spirito Santo perché viillumini. Se sapeste quante grazie vi concede Iddio, voi preghereste senza interruzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 15 novembre 1984

Cari figli, voi siete un popolo eletto, e Dio vi ha concesso grazie. Non siete coscienti di tutti i messaggi che vi do. Ora desidero dirvi soltanto questo: pregate,pregate, pregate! Non so che cosa dirvi altro, perché io vi amo e desidero che nella preghiera conosciate il mio amore e quello di Dio. Grazie per aver rispostoalla mia chiamata!

 

Messaggio del 22 novembre 1984

Cari figli, in questi giorni sforzatevi di vivere i messaggi principali e radicateli nel vostro cuore fino a giovedì. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 29 novembre 1984

Cari figli, no, voi non sapete amare e non sapete ascoltare con amore le parole che io vi rivolgo. Siate consapevoli, miei diletti, che io sono la vostra Mamma eche sono venuta sulla terra per insegnarvi ad ascoltare (Dio) per amore, a pregare per amore e non perché spinti dalla croce che portate. Attraverso la croceDio viene glorificato da qualsiasi persona. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 6 dicembre 1984:

Cari figli, in questi giorni (di Avvento) vi invito alla preghiera in famiglia. Io a più riprese vi ho dato dei messaggi in nome di Dio, ma voi non mi avete ascoltato.Il prossimo Natale sarà per voi indimenticabile, purché accogliate i messaggi che vi do. Cari figli, non permettete che quel giorno di gioia diventi per me ilgiorno più triste. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 13 dicembre 1984

Cari figli, sapete che si avvicina il tempo della gioia (il Natale), ma senza amore non conseguirete nulla. Perciò prima tutto iniziate ad amare la vostra famiglia,ad amarvi a vicenda nella parrocchia, e dopo potrete amare ed accogliere tutti coloro che vengono qui. Questa settimana sia per voi la settimana in cui doveteimparare ad amare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 20 dicembre 1984

Cari figli, oggi vi invito a compiere qualcosa di concreto per Gesù Cristo. Desidero che ogni famiglia della parrocchia, in segno di abbandono a Gesù, porti unfiore entro il giorno della gioia (il Natale). Desidero che ogni membro della famiglia abbia un fiore accanto al Presepio, affinché Gesù possa venire e vedere ilvostro abbandono a Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

Messaggio del 21 dicembre 1984 a Jelena

Desidero che siate come un fiore che fiorisca a Natale per Gesù, un fiore che non cessi di fiorire quando finirà il Natale. Desidero che i vostri cuori siano come ipastori (di Betlemme) davanti a Gesù.

 

Messaggio del 27 dicembre 1984

Cari figli, nel corso di queste feste di Natale, satana ha tentato in modo particolare di intralciare i piani di Dio. Voi, cari figli, nel giorno stesso del Natale avetericonosciuto satana. Ma Dio ha vinto in tutti i vostri cuori. I vostri cuori continuino a vivere nella gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!