La vita nuova in Cristo

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 3, 1-17

La vita nuova in Cristo

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l’ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Qui non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti.
Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

Responsorio   Col 3, 1. 2. 3
R. Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; * pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra, alleluia.
V. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio;
R. pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra, alleluia.

Prayer FOR A FAMILY

O dear Jesus,
I humbly implore You to grant Your special graces to our family.
May our home be the shrine of peace, purity, love, labor and faith.
I beg You, dear Jesus,
to protect and bless all of us,
absent and present, living and dead.

O Mary,
loving Mother of Jesus,
and our Mother,
pray to Jesus for our family,
for all the families of the world,
to guard the cradle of the newborn,
the schools of the young and their vocations.

Blessed Saint Joseph,
holy guardian of Jesus and Mary,
assist us by your prayers
in all the necessities of life.
Ask of Jesus that special grace
which He granted to you,
to watch over our home
at the pillow of the sick and the dying,
so that with Mary and with you,
heaven may find our family unbroken
in the Sacred Heart of Jesus.

Amen.

 

Nuova creatura in Cristo

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
(Disc. 8 nell’ottava di Pasqua 1, 4; Pl 46, 838. 841)

Nuova creatura in Cristo
Rivolgo la mia parola a voi, bambini appena nati, fanciulli in Cristo, nuova prole della Chiesa, grazia del Padre, fecondità della Madre, pio germoglio, sciame novello, fiore del nostro onore e frutto della nostra fatica, mio gaudio e mia corona, a voi tutti che siete qui saldi nel Signore.
Mi rivolgo a voi con le parole stesse dell’apostolo: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13, 14), perché vi rivestiate, anche nella vita, di colui del quale vi siete rivestiti per mezzo del sacramento. «Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più Giudeo, né Greco; non c’è più schiavo, né libero; non c’è più uomo, né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 27-28).
In questo sta proprio la forza del sacramento. E’ infatti il sacramento della nuova vita, che comincia in questo tempo con la remissione di tutti i peccati, e avrà il suo compimento nella risurrezione dei morti. Infatti siete stati sepolti insieme con Cristo nella morte per mezzo del battesimo, perché, come Cristo è risuscitato dai morti, così anche voi possiate camminare in una vita nuova (cfr. Rm 6, 4).
Ora poi camminate nella fede, per tutto il tempo in cui, dimorando in questo corpo mortale, siete come pellegrini lontani dal Signore. Vostra via sicura si è fatto colui al quale tendete, cioè lo stesso Cristo Gesù, che per voi si è degnato di farsi uomo. Per coloro che lo temono ha riservato tesori di felicità, che effonderà copiosamente su quanti sperano in lui, allorché riceveranno nella realtà ciò che hanno ricevuto ora nella speranza.
Oggi ricorre l’ottavo giorno della vostra nascita, oggi trova in voi la sua completezza il segno della fede, quel segno che presso gli antichi patriarchi si verificava nella circoncisione, otto giorni dopo la nascita al mondo. Perciò anche il Signore ha impresso il suo sigillo al suo giorno, che è il terzo dopo la passione. Esso però, nel ciclo settimanale, è l’ottavo dopo il settimo cioè dopo il sabato, e il primo della settimana. Cristo, facendo passare il proprio corpo dalla mortalità all’immortalità, ha contrassegnato il suo giorno con il distintivo della risurrezione.
Voi partecipate del medesimo mistero non ancora nella piena realtà, ma nella sicura speranza, perché avete un pegno sicuro, lo Spirito Santo. «Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio. Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria» (Col 3, 1-4).

Responsorio   Col 3, 3-4; Rm 6, 11
R. Voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. * Quando si manifesterà Cristo, vostra vita, anche voi sarete manifestati con lui nella gloria, alleluia.
V. Consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
R. Quando si manifesterà Cristo, vostra vita, anche voi sarete manifestati con lui nella gloria, alleluia.

“Unless I see – I will not believe”

Daily Reading & Meditation

  Sunday (April 28):  “Unless I see – I will not believe”
Scripture: John 20:19-31

19 On the evening of that day, the first day of the week, the doors being shut where the disciples were, for fear of the Jews, Jesus came  and stood among them and said to them, “Peace be with you.” 20 When he had said this, he showed them his hands and his side. Then the disciples were glad when they saw the Lord. 21 Jesus said to them again, “Peace be with you. As the Father has sent me, even so I send you.” 22 And when he had said this, he breathed on them, and said to them, “Receive the Holy Spirit. 23 If you forgive the sins of any, they are forgiven; if you retain the sins of any, they are retained.”

24 Now Thomas, one of the twelve, called the Twin, was not with them when Jesus came. 25 So the other disciples told him, “We have seen the Lord.” But he said to them, “Unless I see in his hands the print of the nails, and place  my finger in the mark of the nails, and place my hand in his side, I will not believe.” 26 Eight days later, his disciples were again in the house, and Thomas was with them. The doors were shut, but Jesus came and stood among them, and said, “Peace be with you.” 27 Then he said to Thomas, “Put your finger here, and see my hands; and put out your hand, and place it in my side; do not be faithless, but believing.” 28 Thomas answered him, “My Lord and my God!” 29 Jesus said to him, “Have you believed because you have seen me? Blessed are those who have not seen and yet believe.” 30 Now Jesus did many other signs in the presence of the disciples, which are not written in this book; 31 but these are written that you may believe that Jesus is the Christ, the Son of God, and that believing you may have life in his name.

Meditation: Do you know the joy of the resurrection? The Risen Lord Jesus revealed the glory of his resurrection to his disciples gradually and over a period of time. Even after the apostles saw the empty tomb and heard the reports of Jesus’ appearance to the women, they were still weak in faith and fearful of being arrested by the Jewish authorities. When Jesus appeared to them he offered proofs of his resurrection by showing them the wounds of his passion, his pierced hands and side. He calmed their fears and brought them peace, the peace which reconciles sinners and makes us friends of God.

Live and proclaim the Gospel of mercy in the power of the Holy Spirit
Jesus did something which only love and trust can do. He commissioned his weak and timid apostles to bring the good news of the Gospel to the ends of the earth. This sending out of the disciples is parallel to the sending out of Jesus by his heavenly Father. Jesus fulfilled his mission through his perfect love and obedience to the will of his Father. He called his first disciples and he now calls each one of  us to do the same. Just as he gave his first disciples the gift of the Holy Spirit, so he breathes on each of us the same Holy Spirit who equips us with new life, power, joy, and courage to live each day as followers of the Risen Lord.

The last apostle to meet the resurrected Lord was the first to go with him to Jerusalem at Passover time. The apostle Thomas was a natural pessimist. When Jesus proposed that they visit Lazarus after receiving news of his illness, Thomas said to the disciples: “Let us also go, that we may die with him” (John 11:16). While Thomas deeply loved the Lord, he lacked the courage to stand with Jesus in his passion and crucifixion. After Jesus’ death, Thomas made the mistake of withdrawing from the other apostles. He sought loneliness rather than fellowship in his time of trial and adversity. He doubted the women who saw the resurrected Jesus and he doubted his own fellow apostles.

Through the gift of faith we recognize the Risen Lord and receive new life
When Thomas finally had the courage to rejoin the other apostles, the Lord Jesus made his presence known to him and reassured him that he had indeed overcome death and risen again. When Thomas recognized his Master, he believed and exclaimed that Jesus was truly Lord and truly God! Through the gift of faith we, too, proclaim that Jesus is our personal Lord and our God. He died and rose that we, too, might have new life in him. The Lord offers each of us new life in his Holy Spirit that we may know him personally and walk in this new way of life through the power of his resurrection. Do you believe in the good news of the Gospel and in the power of the Holy Spirit to bring you new life, hope, and joy?

“Lord Jesus Christ, through your victory over sin and death you have overcome all the powers of sin and darkness. Help me to draw near to you and to trust in your life-giving word. Fill me with your Holy Spirit and strengthen my faith in your promises and my hope in the power of your resurrection.”

Psalm 118:1-4, 13-15, 23-24

1 O give thanks to the LORD, for he is good; his steadfast love endures for ever! 
2 Let Israel say, “His steadfast love endures for ever.” 
3 Let the house of Aaron say, “His steadfast love endures for ever.” 
4 Let those who fear the LORD say, “His steadfast love endures for ever.” 
13 I was pushed hard, so that I was falling, but the LORD helped me. 
14 The LORD is my strength and my song; he has become my salvation. 
15 Hark, glad songs of victory in the tents of the righteous:  “The right hand of the LORD does valiantly, 
22 The stone which the builders rejected has become the head of the corner. 
23 This is the LORD’s doing; it is marvelous in our eyes. 
24 This is the day which the LORD has made; let us rejoice and be glad in it.

A Daily Quote for the early church fathers: Touching the Flesh, He Invokes the Word, by Augustine of Hippo, 354-430 A.D.

“But when Jesus showed Thomas the very places where he had his doubts, Thomas exclaimed, “My Lord and my God.” He touched his flesh, he proclaimed his divinity. What did he touch? The body of Christ. Was the body of Christ the divinity of Christ? The divinity of Christ was the Word; the humanity of Christ was soul and flesh. Thomas could not touch the soul, but he could perceive it, because the body that had been dead was moving about alive. But that Word is subject neither to change nor to contact, it neither regresses nor progresses, neither fails nor flourishes, because in the beginning was the Word, and the Word was with God, and the Word was God. That is what Thomas proclaimed. He touched the flesh, he invoked the Word, because the Word became flesh and dwelt among us.” (excerpt from Sermon 145A) 

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite:copyright (c) 2019 Servants of the Word, source: www.dailyscripture.net, author Don Schwager

A COUNTYMAN GIVES THANKS

O God, Source and Giver of all things,
who manifests Your infinite majesty,
power and goodness in the earth about us,
we give You honor and glory.

For the sun and rain,
for the manifold fruits of our fields,
for the increase of our herds and flocks,
we thank You.
For the enrichment of our souls with Divine grace,
we are grateful.

Supreme Lord of the harvest,
graciously accept us and the fruits of our toil,
in union with Christ Your Son,
as atonement for our sins,
for the growth of Your Church,
for peace and charity in our homes,
for salvation to all.

Amen.

 

Lo stile delle beatitudini

Si può credere di essere buoni cattolici ma non comportarsi da buoni cristiani: è dallo stile «accusatorio, mondano ed egoistico» che Papa Francesco ha messo in guardia nella messa celebrata a Santa Marta lunedì 21 gennaio, indicando invece lo stile delle Beatitudini per poter davvero «recitare con il cuore il Credo e il Padre Nostro».

«Questo passo del Vangelo incomincia da un conflitto» ha fatto presente il Pontefice, riferendosi al brano evangelico di Marco (2, 18-22). «I discepoli di Giovanni e i farisei — ha fatto notare — digiunavano, invece gli apostoli no». E «i primi sono un po’ scandalizzati: come mai non digiunano?». A questa domanda Gesù risponde dicendo «una cosa che è un po’ confusa, una cosa nuova: c’è lo sposo, c’è festa, c’è una gioia nuova, in questo momento dobbiamo gioire di questa novità, di questa novità, poi verranno giorni nel quale tutti dobbiamo digiunare, quando lo sposo sarà tolto». Ma quelli «non avevano capito».

In realtà, ha spiegato il Papa, «anche noi non capiamo cosa vuol dire il Signore con questo». Tanto che, ha detto rivolgendosi ai presenti, «se io facessi adesso la domanda, tanti di voi sarebbero in difficoltà per rispondere». Francesco ha suggerito che «la parola chiave è alla fine del brano: “Vino nuovo in otri nuovi!”». In sostanza, secondo Gesù «non solo la predica del Vangelo è un vino nuovo, non solo questo, ma anche esige da noi un comportamento nuovo, uno stile nuovo».

A questo proposito è opportuno farsi «la domanda: cosa è lo stile nuovo, cosa è lo stile cristiano?». Del resto, ha affermato il Pontefice, «all’inizio dei tempi degli apostoli ci fu un dibattito: alcuni volevano che i convertiti passassero prima per i riti ebrei, giudei e poi diventassero cristiani». E invece «no: “vino nuovo, otri nuove” è lo stile cristiano».

«Per capire cosa sia lo stile cristiano», ha proseguito il Papa, è «meglio capire forse gli atteggiamenti nostri che sono di uno stile non cristiano e poi potremo vedere». Oltretutto, ha fatto notare Francesco, sono atteggiamenti «non solo nostri», perché «nel tempo di Gesù c’erano già questi atteggiamenti». E, ha aggiunto, «ne dirò tre soltanto: lo stile accusatorio, lo stile mondano e lo stile egoistico».

«Lo stile accusatorio — ha affermato il Pontefice — è lo stile di quei credenti che sempre cercano di accusare gli altri, vivono accusando: “No, ma questo, quello, no quello, no, quello non è giusto, quello era un buon cattolico” e sempre squalificano gli altri».

È «uno stile — io direi — di promotori di giustizia mancati: sempre stanno cercando di accusare gli altri», ha commentato il Papa. Ma così facendo «non si accorgono che è lo stile del diavolo: nella Bibbia il diavolo lo si chiama il “grande accusatore”, che sempre sta accusando gli altri. E questa è una moda fra noi». In realtà, «anche Gesù rimprovera coloro che accusavano: invece di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri, guarda la trave nei tuoi, guardati dentro. Anche tu sei o sai». Lo stesso avviene quando al Signore «hanno portato quella donna presa in adulterio e volevano lapidarla: è giusto, possiamo farlo?». E Gesù risponde: «Coloro che non hanno peccato gettino la prima pietra. Il Vangelo dice che se ne sono andati zitti, zitti, zitti, incominciando dai più vecchi».

«Noi — ha proseguito Francesco — abbiamo di più: Gesù a questi accusatori rimprovera», ma «ci sono tanti cattolici: “Io sono cattolico” — “Perché?” — “Io recito il credo, credo tutto e sono cattolico”. Ma non hai lo stile cristiano, forse ti credi buon cattolico però sei un cattivo cristiano, perché soltanto il vino e non gli otri, non lo stile». Sicuramente «vivere accusando gli altri, cercando i difetti, non è cristiano».

C’è poi, ha affermato il Pontefice, «lo stile mondano: anche Gesù parla di questo e bastona tanto lo spirito del mondo, lo stile del mondo, e anche prega nell’ultima cena il Padre per i suoi discepoli: non toglierli dal mondo ma difendili dallo spirito del mondo».

Francesco ha ricordato in proposito che «ci sono cattolici mondani, sì sì, possono recitare il credo ma lo stile è lo stile del mondo, non lo stile cristiano: vanità, superbia, attaccati ai soldi, credendosi autosufficienti». Magari, ha insistito, «forse tu credi di essere un buon cattolico perché puoi recitare il credo ma non sei un buon cristiano, sei mondano: il Signore ti ha offerto il vino nuovo ma tu non hai cambiato gli otri, non hai cambiato».

«La mondanità rovina tanta gente, tanta gente» ha ribadito il Papa. Anche «gente buona, ma entra in questo spirito della vanità, della superbia, del farsi vedere: non c’è l’umiltà e l’umiltà è parte dello stile cristiano». Per questo «dobbiamo impararla da Gesù, dalla Madonna, da san Giuseppe: erano umili».

«Infine c’è un terzo stile non cristiano che nelle nostre comunità anche si vede: lo stile egoistico» ha concluso Francesco. E «Giovanni è quello che punta su questo: se qualcuno dice di amare Dio, che non vede, e non ama il suo prossimo, il suo fratello, che vede, è un bugiardo». Ed «è chiaro quello che dice: è lo spirito egoistico, io guardo me, mi credo un buon cattolico, faccio le cose ma non mi preoccupo dei problemi altrui; non mi preoccupo delle guerre, delle malattie, della gente che soffre, anche del mio prossimo. No, no, sono indifferente, cioè lo spirito dell’indifferenza, e questo non è stile cristiano».

«Forse ti consideri un buon cattolico ma sei un cattivo cristiano» ha affermato il Pontefice. Perché «si può credere di essere un buon cattolico e non essere cristiano: sì, Gesù diceva questo ai dottori della legge». E «l’ipocrisia è quella che ci aiuta, aiuta tanta gente, anche a noi a volte, a essere buoni cattolici ma cattivi cristiani: ipocriti, “vino nuovo, otri nuovi”».

«Ma alcuni credono — anche noi tante volte — di essere buoni cattolici perché possiamo recitare il credo», ha rilanciato il Papa. Ma «qual è lo stile cristiano? Lo stile cristiano è quello delle Beatitudini: mitezza, umiltà, pazienza nelle sofferenze, amore per la giustizia, capacità di sopportare le persecuzioni, non giudicare gli altri». Ecco «lo spirito cristiano, lo stile cristiano: se tu vuoi sapere come è lo stile cristiano — per non cadere in questo stile accusatorio, nello stile mondano e nello stile egoistico — leggi le Beatitudini». Quello «è il nostro stile, le Beatitudini sono gli otri nuovi, sono la strada per arrivare: per essere un buon cristiano si deve avere la capacità di recitare col cuore il credo, ma anche di recitare con il cuore il Padre Nostro».

MEDITATION

After His resurrection Jesus only appeared to those who believed in Him fairly seriously, never to those who had no belief in Him whatsoever.  Those He appeared to, as recorded in Scripture, run from Mary Magdalen in John’s Gospel to the disciples on the road to Emmaus, with the Apostles in a sort of middle range, and each of these believers received a different grace from Jesus when He appeared.  All He needed to do was to speak Mary’s name for her to melt in recognition of His identity and living presence, but to the Emmaus disciples He restored their full faith in spite of their hesitations.

Today’s Gospel goes so far as to say that “Later, as the Eleven were at table, he appeared to them and rebuked them for their unbelief and hardness of heart because they had not believed those who saw him after he had been raised.”  The Jesus of Mark is quite noticeably emotional, and this is one occurrence when He lets those feelings show.

Christ does not appear to us in the same way as He did to those who knew Him in the flesh back then, but we have the benefit of history, centuries of clarification of our knowledge of God, much teaching on what we are and are supposed to be, and the example of so many saints.  With all that helping us, do we really believe?  And if so, what kind of person has each of us become to show that belief?

And if Christ were to appear to us as He did in today’s Gospel reading, would we melt or would He rebuke us as well?  And for what?

Il pane del cielo e la bevanda di salvezza

Dalle «Catechesi» di Gerusalemme
(Catech. 22, Mistagogica 4, 1. 3-6. 9; PG 33, 1098-1106)

Il pane del cielo e la bevanda di salvezza
«Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. E preso il calice rese grazie, e disse: Prendete e bevete; questo è il mio sangue» (1 Cor 11,23). Poiché egli ha proclamato e detto del pane: «Questo è il mio corpo», chi oserà ancora dubitare? E poiché egli ha affermato e detto: «Questo è il mio sangue» chi mai dubiterà, affermando che non è il suo sangue?
Perciò riceviamoli con tutta certezza come corpo e sangue di Cristo. Nel segno del pane ti vien dato il corpo e nel segno del vino ti vien dato il sangue, perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. Avendo ricevuto in noi il suo corpo e il suo sangue, ci trasformiamo in portatori di Cristo, anzi, secondo san Pietro, diventiamo consorti della natura divina.
Un giorno Cristo, disputando con i Giudei, disse: Se non mangiate la mia carne e non bevete il mio sangue, non avrete in voi la vita (cfr. Gv 6, 53). E poiché quelli non capirono nel giusto senso spirituale le cose dette, se ne andarono via urtati, pensando che li esortasse a mangiare le carni.
C’erano anche nell’antica alleanza i pani dell’offerta, ma poiché appartenevano all’Antico Testamento, ebbero termine. Nel Nuovo Testamento c’è un pane celeste e una bevanda di salvezza, che santificano l’anima e il corpo. Come infatti il pane fa bene al corpo, così anche il Verbo giova immensamente all’anima.
Perciò non guardare al pane e al vino eucaristici come se fossero semplici e comuni elementi. Sono il corpo e il sangue di Cristo, secondo l’affermazione del Signore. Anche se i sensi ti fanno dubitare, la fede deve renderti certo e sicuro.
Bene istruito su queste cose e animato da saldissima fede, credi che quanto sembra pane, pane non è, anche se al gusto è tale, ma corpo di Cristo. Credi che quanto sembra vino, vino non è, anche se così si presenta al palato, ma sangue di Cristo. Di queste divine realtà già in antico David diceva nei Salmi: «Il pane che sostiene il suo vigore e l’olio che fa brillare il suo volto» (Sal 103, 15). Ebbene sostieni la tua anima, prendendo quel pane come pane spirituale, e fa’ brillare il volto della tua anima.
Voglia il cielo che con la faccia illuminata da una coscienza pura, contempli la gloria del Signore, come in uno specchio, e proceda di gloria in gloria, in Cristo Gesù, Signore nostro. A lui onore, potestà e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Responsorio   Cfr. Lc 22, 19; Es 12, 26. 27
R. Gesù prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; * fate questo in memoria di me, alleluia.
V. Quando i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo rito? Voi direte loro: E’ il sacrificio della Pasqua per il Signore;
R. fate questo in memoria di me, alleluia.

“Go and preach the Gospel to the whole creation”

Daily Reading & Meditation

Saturday (April 27): “Go and preach the Gospel to the whole creation”
Scripture: Mark 16:9-15

9 Now when he rose early on the first day of the week, he appeared first to Mary Magdalene, from whom he had cast out seven demons. 10 She went and told those who had been with him, as they mourned and wept. 11 But when they heard that he was alive and had been seen by her, they would not believe it. 12 After this he appeared in another form to two of them, as they were walking into the country. 13 And they went back and told the rest, but they did not believe them. 14 Afterward he appeared to the eleven themselves as they sat at table; and he upbraided them for their unbelief and hardness of heart, because  they had not believed those who saw him after he had risen. 15 And he said to them, “Go into all the world and preach the gospel to the whole creation.

Meditation: Do you believe the Lord Jesus is truly alive and ready to make his presence known to everyone who believes in him? The first to see the risen Lord was not Peter or one of the apostles, but a woman noted for her demonized living! She had been forgiven much, and loved her Master greatly. She was first at the tomb to pay her respects. Unfortunately for the disciples, they would not believe her account of the Risen Master. Jesus had to scold his apostles because of their unbelief and stubborn hearts.

The Holy Spirit makes our faith in Jesus Christ come alive
Are you like the apostles or like Mary – slow to believe or quick to run to Jesus? Do you doubt because you do not see? The Lord makes his presence known to us through the work and power of the Holy Spirit. He gives us the gift of faith to know him personally and to understand the mystery of his death and rising. Do you believe his word and do you listen to his voice?

We are Christ’s ambassadors and witnesses of his victory over sin and death 
After his appearance to his beloved apostles, Jesus commissions them to go and preach the Gospel to the whole creation. Their task is to proclaim the good news of salvation, not only to the people of Israel but to all the nations. This is the great commission which the risen Christ gives to the whole church. All believers have been given a share in this task – to be heralds of the good news and ambassadors for Jesus Christ, the only savior of the world. We have not been left alone in this task, for the risen Lord works in and through us by the power of his Holy Spirit. Do you witness to others the joy of the Gospel and the hope of the resurrection?

“Lord Jesus Christ, increase my faith and hope in the power of your resurrection. And give me joy and courage to be your witness to others and to boldly speak of what you have done to save us from sin and death.”

Psalm 118;1, 14-21

1 O give thanks to the LORD, for he is good; his steadfast love endures for ever! 
14 The LORD is my strength and my song; he has become my salvation. 
15 Hark, glad songs of victory in the tents of the righteous:  “The right hand of the LORD does valiantly, 
16 the right hand of the LORD is exalted, the right hand of the LORD does valiantly!” 
17 I shall not die, but I shall live, and recount the deeds of the LORD. 
18 The LORD has chastened me sorely, but he has not given me over to death. 
19 Open to me the gates of righteousness, that I may enter through them and give thanks to the LORD. 
20 This is the gate of the LORD; the righteous shall enter through it. 
21 I thank you that you answered me and have become my salvation.

A Daily Quote for Easter Week: The Great Commission, by Augustine of Hippo, 430-543 A.D.

“The command to the apostles to be witnesses to him in Jerusalem, Judea, Samaria, and even to the uttermost parts of the earth was not addressed exclusively to those to whom it was immediately spoken. They alone would not be the only ones who would carry such an enormous task to completion. Similarly he seems to be speaking to the apostles very personally when he says: “Behold I am with you even to the end of the world,” yet who does not know that he made this promise to the universal church which will last from now even to the consummation of the world by successive births and deaths?” (excerpt from Letter 199, To Hesychius 49) 

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite:copyright (c) 2019 Servants of the Word, source: www.dailyscripture.net, author Don Schwager

A CHILD’S PRAYER

O Almighty God,
who hast given unto me my father and mother,
and made them to be an image of Thine authority,
and love, and tender watchfulness;
and hast commanded me to love, and honour,
and obey them in all things:
give me grace cheerfully and with my whole heart
to keep this Thy law.
Help me to love them fervently,
to honour them truly,
to yield a ready obedience to their commands,
to comply with their wishes,
to study their happiness in everything,
and to bear their rebukes with patience and humility.
Deliver me O God, from pride,
rebellion and wilfulness,
from passion and stubbornness,
from sloth and carelessness.
Make me diligent in all my duties and studies,
and patient in all my trials;
that so living, I may deserve to be Thy child,
who art our Father in Heaven.

Amen.