Ti supplichiamo, Dio onnipotente

 Ti supplichiamo, Dio onnipotente: suscita in noi la volontà di andare incontro con le opere buone a Cristo che viene, perché egli ci chiami alla sua destra a possedere il regno dei cieli. In questo mondo che passa ci sostenga, Signore, il Sa­cramento che sempre celebriamo e c’insegni fin d’ora ad amare le cose del cielo e a cercare i valori perenni.

«Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?»

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,27-29

In quel tempo, Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Mettersi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo, della gloria passeggera, ma quello che conduce alla vera libertà, quella che ci libera dall’egoismo e dal peccato. Si tratta di operare un netto rifiuto di quella mentalità mondana che pone il proprio “io” e i propri interessi al centro dell’esistenza: questo non è ciò che Gesù vuole da noi! Invece, Gesù ci invita a perdere la propria vita per Lui, per il Vangelo, per riceverla rinnovata, realizzata e autentica. Siamo certi, grazie a Gesù, che questa strada conduce alla fine alla risurrezione, alla vita piena e definitiva con Dio. Decidere di seguire Lui, il nostro Maestro e Signore che si è fatto Servo di tutti, esige di camminare dietro a Lui e di ascoltarlo attentamente nella sua Parola – ricordatevi: leggere tutti i giorni un passo del Vangelo – e nei Sacramenti. (Angelus, 13 settembre 2015)

«Maestro, ti seguirò dovunque tu va­da»

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8, 18-22)

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù or­dinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvi­cinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu va­da». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi di­scepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare pri­ma a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Se­guimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

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Il brano del vangelo di Matteo riprende quello del vangelo di Luca. Gesù coglie l’occasione, con questi due incontri, per spiegare quali siano le esigenze per seguirlo. Allo scriba che dice di volerlo seguire ovun­que, il Signore pone di fronte la realtà della vita che conduce: senza dimora e senza conforti. E al disce­polo che prima di andare con lui vuol recarsi a sep­pellire il padre, Gesù risponde con parole che sem­brano dure: “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”, cioè lascia che chi non ha ancora conosciuto la Vita in Dio, rimanga ad occuparsi delle cose terrene.

Chi desidera realmente seguire Gesù non può pre­scindere dal doversi misurare con nuovi parametri di vita. Il vangelo richiede sacrifici, richiede impegni spesso inimmaginabili, perché richiede di vivere di­versamente dal mondo, dove gli uomini cercano le si­curezze materiali, si aggrappano alle parole, alle per­sone, alle emozioni. L’esistenza evangelica invece, vi­ve solo della Parola di Dio, vive di spirito e non più di materia, di divino e non più di terreno.

Jesus gives his disciples authority to heal and set free

Scripture:  Matthew 10:1-7

1 And he called to him his twelve disciples and gave them authority over unclean spirits, to cast them out, and to heal every disease and  every infirmity. 2 The names of the twelve apostles are these: first, Simon, who is called Peter, and Andrew his brother; James the son of Zebedee, and John his brother; 3 Philip and Bartholomew; Thomas and Matthew the tax collector; James the son of Alphaeus, and Thaddaeus; 4 Simon the Cananaean, and Judas Iscariot, who betrayed him. 5 These twelve Jesus sent out, charging them, “Go nowhere among the Gentiles, and enter no town of the Samaritans, 6 but go rather to the lost sheep of the house of Israel. 7 And preach as you go, saying, `The kingdom of heaven is at hand.’

Meditation: Do you believe in the life-changing power of the Gospel and experience its transforming effect in your life? The core of the Gospel message is quite simple: the kingdom (or reign) of God is very near! What is the kingdom of God? It is that society of men and women who know God’s love and mercy, and who willingly obey and honor God as their Lord and King. In the prayer which Jesus gave to his disciples (the Lord’s Prayer or Our Father), he taught them to pray for God to reign in their daily lives and in the world around them: May your kingdom come and your will be done on earth as it is in heaven.

The power of the Gospel to heal and set free 
When Jesus proclaimed the good news of God’s kingdom he also demonstrated the power of the Gospel with supernatural signs and wonders. Jesus healed people who suffered physical, emotional, and mental illnesses. He freed people from spiritual bondage to sin and demonic powers. Jesus gave his disciples the same authority he had to heal and set people free from spiritual bondage.

The Gospel (which literally means “good news”) which Jesus proclaimed is just as relevant and real today, the kingdom of heaven is at hand. If we believe in the Lord Jesus, the Word of God made flesh, and in the power of the Gospel, we will know and experience the freedom, joy, and power he gives us that enables us to live and witness as his disciples. No one can buy heaven; but if we know the love and mercy of Jesus Christ, then we already possess heaven in our hearts! Do you believe that Jesus can change and transform your life and share with you the power and authority of God’s kingdom?

Jesus chose ordinary people to do extraordinary work 
Jesus commissioned his disciples to carry on the works which he did – to speak God’s word and to bring his healing power to the weary and oppressed. In the choice of the twelve apostles we see a characteristic feature of God’s work – Jesus chose very ordinary people. They were non-professionals, had no wealth or privileged position. They were chosen from the common people who did ordinary things, had no special education, and no social advantages.

Jesus wanted ordinary people who could take an assignment and do it extraordinarily well. He chose these men, not for what they were, but for what they would be capable of becoming under his direction and power. When the Lord calls us to serve, we must not think we have nothing or very little to offer. The Lord takes what ordinary people, like us, can offer and uses it for greatness in his kingdom. Do you believe that God wants to work in and through you for his glory?

“Lord Jesus, you have chosen me to be your disciple. Take and use what I can offer, however meager it may seem, for the greater glory of your name.”

Psalm 105:2-7

2 Sing to him, sing praises to him, tell of all his wonderful works!
3 Glory in his holy name; let the hearts of those who seek the LORD rejoice!
4 Seek the LORD and his strength, seek his presence continually!
5 Remember the wonderful works that he has done, his miracles, and the judgments he uttered,
6 O offspring of Abraham his servant, sons of Jacob, his chosen ones!
7 He is the LORD our God; his judgments are in all the earth.

Daily Quote from the early church fathers: Jesus empowers his disciples to act in his name, by John Chrysostom (347-407 AD)

” If the Spirit had not yet been given, since Jesus had not yet been glorified, how then did the disciples cast out the unclean spirits? They did this by his own command, by the Son’s authority.2 Note the careful timing of their mission. They were not sent out at the beginning of their walk with him. They were not sent out until they had sufficiently benefited by following him daily. It was only after they had seen the dead raised, the sea rebuked, devils expelled, the legs of a paralytic brought to life, sins remitted, lepers cleansed, and had received a sufficient proof of his power both by deeds and words – only then did he send them out. And he did not send them out unprepared to do dangerous deeds, for as yet there was no danger in Palestine. They had only to stand against verbal abuse. However, Jesus still warned them of larger perils to come, preparing them for what was future.” (excerpt from THE GOSPEL OF MATTHEW, HOMILY 32.3)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite: copyright (c) 2018 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

Non antepongano a Cristo assolutamente nulla

Dalla «Regola» di san Benedetto, abate

(Prologo 4-22; cap. 72, 1-12; CSEL 75, 2-5. 162-163)
Non antepongano a Cristo assolutamente nulla

    Prima di ogni altra cosa devi chiedere a Dio con insistenti preghiere che egli voglia condurre a termine le opere di bene da te incominciate, perché non debba rattristarsi delle nostre cattive azioni dopo che si è degnato di chiamarci ad essere suoi figli. In cambio dei suoi doni, gli dobbiamo obbedienza continua. Se non faremo così, egli, come padre sdegnato, sarà costretto a diseredare un giorno i suoi figli e, come signore tremendo, irritato per le nostre colpe, condannerà alla pena eterna quei malvagi che non l’hanno voluto seguire alla gloria.
    Destiamoci, dunque, una buona volta al richiamo della Scrittura che dice: È tempo ormai di levarci dal sonno (cfr. Rm 13, 11). Apriamo gli occhi alla luce divina, ascoltiamo attentamente la voce ammonitrice che Dio ci rivolge ogni giorno: «Oggi se udite la sua voce non indurite i vostri cuori» (Sal 94, 8). E ancora: «Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese» (Ap 2, 7).
    E che cosa dice? Venite, figli, ascoltate, vi insegnerò il timore del Signore. Camminate mentre avete la luce della vita, perché non vi sorprendano le tenebre della morte (cfr. Gv 12, 35).
    Il Signore cerca nella moltitudine del popolo il suo operaio e dice: C’è qualcuno che desidera la vita e brama trascorrere giorni felici? (cfr. Sal 33, 13). Se tu all’udire queste parole rispondi: Io lo voglio! Iddio ti dice: Se vuoi possedere la vera e perpetua vita, preserva la lingua dal male e le tue labbra non pronunzino menzogna: fuggi il male e fa’ il bene: cerca la pace e seguila (cfr. Sal 33, 14-15). E se farete questo, i miei occhi saranno sopra di voi e le mie orecchie saranno attente alle vostre preghiere: prima ancora che mi invochiate dirò: Eccomi.
    Che cosa vi è di più dolce, carissimi fratelli, di questa voce del Signore che ci invita? Ecco, poiché ci ama, ci mostra il cammino della vita.
    Perciò, cinti i fianchi di fede e della pratica di opere buone, con la guida del vangelo, inoltriamoci nelle sue vie, per meritare di vedere nel suo regno colui che ci ha chiamati. Ma se vogliamo abitare nei padiglioni del suo regno, persuadiamoci che non ci potremo arrivare, se non affrettandoci con le buone opere.
    Come vi è uno zelo cattivo e amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’è uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna. In questo zelo i monaci devono esercitarsi con amore vivissimo; e perciò si prevengano l’un l’altro nel rendersi onore, sopportino con somma pazienza le infermità fisiche e morali degli altri, si prestino a gara obbedienza reciproca. Nessuno cerchi il proprio utile, ma piuttosto quello degli altri, amino i fratelli con puro affetto, temano Dio, vogliano bene al proprio abate con sincera e umile carità.
    Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna.

5 – Siamo veramente nati per caso?

Molto attuale è un testo biblico, che mette a nudo la logica di una mentalità materialistica: «La nostra vita è breve e triste… Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati… La nostra esistenza è il passare di un’ombra… Su, godiamoci i beni presenti, facciamo uso delle creature con ardore giovanile! Inebriamoci di vino squisito e di profumi, non lasciamoci sfuggire il fiore della primavera, coroniamoci di boccioli di rose prima che avvizziscano… Spadroneggiamo sul giusto povero, non risparmiamo le vedove, nessun riguardo per la canizie ricca d’anni del vecchio. La nostra forza sia regola della giustizia, perché la debolezza risulta inutile» (Sap 2,1256-810-11). Sentimento del nulla, bramosia di piacere, prepotenza: una logica coerente, ma triste.

MARIA, MADRE SPIRITUALE DI OGNI CRISTIANO

  1. – Maria è la nostra Mamma celeste. Il Concilio afferma: Everamente Madre delle membra (di Cristo)” che siamo noi. È “Madre amatissima che nella Chiesa Santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e più vicino a noi” (cf. Lumen g. 53-54).

  2. – Gesù l’ha proclamata nostra Madre quando era morente sulla Croce dicendo a Giovanni che rappresentava ciascuno di noi: “Ecco tua Madre” (Giov. 19,27).

  3. – Maria, mia Madre, è qui, accanto a me. Mi vede. Mi segue passo dopo passo, istante dopo istante. Mons. Oggioni scrive: “Quella della Madonna è una presenza particolarissima, perché legata alla sua risurrezione; Maria è qui, è in me. Non posso contattarla visibilmente, ma è con me: con l’assunzione al cielo, ha superato tempo e spazio”.

  4. – Maria ci ama di un amore altissimo e tenerissimo, inferiore soltanto all’amore infinito di Gesù.

L’amore resta la prima necessità di ogni uomo, bimbo o adulto.

Senza amore si diventa tristi, nervosi, cattivi, ci si ammala; senza amore non si vive. Giacomo Leopardi, scrivendo al fratello Carlo, implora: ’ per Iddio! Ho bisogno di amore, di amore, di amore! Non ho di stima né di gloria, né di altre cose simili, ma di amore!

Che gioia sentirci tanto amati dalla dolce mamma del cielo!

Esempio: Conosci la leggenda di quel giovane snaturato? Si era lasciato ammaliare da una donna impura e superba che gli disse: “Se veramente mi ami, va a casa, uccidi tua madre e portami il suo cuore che io lo getterò ai cani”. Il figlio, accecato dalla passione, va, uccide sua madre, ne estrae il cuore e corre verso la sua amante. Inciampa e cade; quel cuore è sbattuto a terra. Si ode la flebile voce di mamma: “Mio caro figlio, ti sei fatto male?”.

La Mamma del cielo ci ama di un amore ancor più tenero e mise­ricordioso, anche se le trafiggiamo il cuore con la spada del peccato. Non offendiamola mai! Amiamola sempre!

Lei si prende cura dei fratelli del suo Figlio, pellegrinanti e posti in mezzo ai pericoli e agli affanni, fino a che non siano condotti nella patria del Cielo.