05 maggio – Maria nostro stampo divino

“Maria è chiamata da Sant’Agostino, e lo è effettivamente, for­ma Dei, stampo vivente di Dio; questo perché in Lei è stato for­mato il Dio-Uomo, Gesù Cristo, senza che abbia perduto alcun tratto della divinità; e ancora in Lei l’uomo è formato ad im­magine di Dio, nella grazia divina. Tale stampo è divinamente perfetto: chiunque vi è gettato e si lascia formare, acquista tutti i tratti della fisionomia di Cristo il vero Dio, in maniera dolce e proporzionata alla fragilità umana”. S. M. 16

È questo il grande segreto che ogni cristiano dell’era maria­na deve conoscere; è la verità che può cambiare, in poco tempo, la faccia della terra.

Ciascun cristiano, dal momento del Battesimo, è portato nel seno di grazia di Maria, per ricevervi la sua vita divina, la sua configurazione a Cristo. Come l’albero, nella misura in cui cre­sce, ha bisogno di affondare le radici nella terra, così l’anima che vuole crescere in santità, ha bisogno di affondare le radici del suo amore nella Madre divina.

Maria è il grande misericordioso aiuto di Dio, per rifare ma­ternamente nelle anime quanto il peccato ha distrutto. Riconosciamo e accettiamo interamente il piano divino del­la Redenzione, se ne vogliamo comprendere la bellezza e speri­mentarne l’efficacia.

Tu, o Maria, mi restituisci alla vera immagine, tu riformi i miei veri lineamenti ad immagine e somiglianza di Dio. Tu lo fai te­neramente e non ti stanchi mai di venirmi incontro, di prender­mi per mano, di purificare la mia vita perché splenda per la gloria di Dio. Mi getto fiducioso nello stampo divino che tu sei, Madre Celeste, e voglio affondare le mie radici nel tuo Cuore, fonte di ogni felicità.

Il progetto di Dio su ogni uomo

L’ amore del Padre ci coinvolge nel progetto che Dio ha su ognuno di noi e noi, essendo sue creature, dobbiamo scoprire questo progetto e viverlo.

Non può l’uomo vivere, pensare, lavorare come se fosse il padrone assoluto della propria vita, chiuso nel proprio “io”, nel proprio egoi­smo, come se nulla esistesse al di fuori di lui.

L’anima, lo spirito dell’uomo, tende al suo Dio sempre; è esaltante cercarLo e trovarLo per vivere pienamente in Lui, secondo il suo Vo­lere, il suo Amore e la sua Infinita Misericordia.

Gesù dice che come il Padre ama Lui, così Lui ama noi. E’ l’amore che ci dà vita, pace, gioia e consolazione.

Il Padre nulla ci fa mancare, ci libera dal male, ci santifica attraverso il Figlio suo Unigenito e lo Spirito Santo.

Dio è Buono, vuole attirarci a Sè, ci vuole tutti con Lui in Paradiso, nella gioia piena e perfetta.

Ma quante volte noi lo deludiamo con i nostri atteggiamenti di di­stacco, di freddezza, di indifferenza…

Quante volte il Padre si manifesta a noi, ma noi non siamo attenti al suo dolce richiamo, non ci accorgiamo delle sue premure e trascuria­mo la sua attiva Presenza in noi, per vivere superficialmente!

L’uomo è stato creato da Dio al quale appartiene, è stato creato a sua Immagine, è stato creato perchè glorificasse Dio con le sue opere e, infine, come dice il catechismo, l’uomo è stato creato da Dio per co­noscerLo, amarLo, servirLo in questa vita e poi goderLo nell’altra in Paradiso.

La SS. Trinità, per la Grazia Santificante che ci è stata elargita, è in noi, vive in noi, coabita con noi, nel nostro spirito, perchè ci sia pos­sibile partecipare, mediante la fede, alla stessa Vita di Dio nel tempo e, in visione, nell’eternità. 

L’uomo purificato dall’amore e dal dolore

L’amore ed il dolore sono presenti nella vita di ogni uomo.

L’amore vero supera il dolore quando soffriamo per essere purificati. L’uomo che accetta il dolore con umiltà, trova la strada della con­versione del cuore.

Il dolore prodotto dal peccato, se non è accompagnato dal pentimen­to e dalla conversione, porta invece alla sfiducia ed alla disperazione.

Con il dolore accettato come purificazione, l’uomo rinnova il suo cuore con la grazia che gli viene da Dio e, spontaneamente, ritorna al suo Signore che lo perdona.

Come l’uomo non può fare a meno dell’amore, così, essendo pecca­tore, deve sperimentare il dolore che è purificazione.

Le malattie, le sofferenze, le tribolazioni portano l’uomo a vivere u­na dimensione più aperta verso Dio.

Ma non sempre l’uomo accetta e sa sopportare con buona volontà il dolore, in quanto non ha compreso che il dolore deriva dal peccato.

Ma, come Dio ha mandato il suo Unigenito Figlio perchè con la sua Croce liberasse l’umanità dal peccato, così ogni uomo dev’essere associato al dolore del Crocifisso, imparando da Lui come si deve patire e morire.

L’uomo peccatore – e tutti lo siamo – che soffre unito a Gesù Croci­fisso, percorre la stessa strada percorsa da Lui ed è associato dal Pa­dre all’opera di salvezza universale, la grande opera di ricupero del­l’uomo peccatore per il Regno di Dio.