La chiamata alla conversione

L’Amore sublime di Dio bussa ad ogni cuore, ma non sempre l’uo­mo si accorge di questa chiamata perché ancora non possiede il suo Amore, non lo cerca, ma si lascia trascinare dalle cose del mondo.

Ma l’uomo, quale figlio di Dio, ha bisogno del suo Amore e dopo il suo vagare ed il suo disperdersi, ritornerebbe dal Padre del Quale sente l’attrazione.

Ciò che lo spingerà a decidersi sarà l’esperienza del dolore che, pri­ma o poi, ogni uomo incontra sulla sua strada.

L’uomo che si è allontanato da Dio, non si rivolge più al Padre, ma sa anche che il Padre lo attende.

Ci vorrà del tempo prima che la sua volontà lo spinga a cambiare strada per ritrovare la pace e l’amore ed a ritornare, infine, verso la Luce che proviene da Dio.

E’ il cammino iniziale della conversione.

Il Padre non abbandona mai l’uomo, dal suo nascere al suo morire, perché è figlio suo, confermato attraverso il battesimo.

L’ acqua benedetta versata sul capo lo laverà, lo salverà purificando­lo dal peccato originale e da ogni altro peccato personale se adulto.

Quale grazia incommensurabile riceviamo da Dio con il Battesimo!

L’uomo è di Dio è suo per sempre e si incammina così verso l’eter­nità.

L’uomo deve compiere il Volere di Dio perché Gli appartiene ed è coinvolto nel suo grandioso Progetto di Salvezza che abbraccia tutti gli uomini. 

Disponibilità verso l’Amore del Padre

L’amore deve saper vincere ogni tentazione perché l’uomo deve ca­pire che appartiene a Dio e deve lottare contro il male, contro il pec­cato che è causa di tanto dolore.

Prima di commettere il peccato, l’uomo è tentato dal demonio. Egli deve allontanarsi dalla tentazione, deve evitarla e questo è possibile se ogni giorno della sua vita si accosta all’Amore di Dio che gli è Padre.

Il Padre che è nei Cieli ha mandato nel mondo il suo Figlio Unigeni­to, a soffrire ed a morire per sottrarci al male, al peccato.

L’uomo deve evitare di peccare per essere totalmente di Dio, acco­gliendo il suo Amore che libera e santifica.

Quante volte ci chiama il Padre! Molte volte si rivolge a noi chia­mandoci per nome.

E noi ascoltiamo la sua voce? Sappiamo che non possiamo percepir­la se non vogliamo allontanarci dalla tentazione e dal peccato? Allora l’uomo vive nel dolore, nella sofferenza e non si accorge che va verso la perdizione.

Il Padre lo vorrebbe ad ogni costo salvare, redimere, convertire, as­solvere, benedire perché nulla a Lui è impossibile se l’uomo non Gli resiste liberamente ed ostinatamente. In effetti interviene molte vol­te con la sua misericordia, richiamandolo ed attirandolo a Sè, sem­pre però rispettando la sua libertà.

L’uomo è chiamato a vivere ciò che il Padre gli propone nel suo Pro­getto Universale di Salvezza. Egli attende ogni suo figlio con pa­zienza instancabile. 

La sapienza dell’Amore

L’Amore Divino si comunica ad ogni cuore desideroso di posseder­lo. Nulla il Padre fa mancare ad ogni suo figlio e, poiché lo ama te­neramente, lo segue, lo consiglia, lo prova nella purificazione… con Amore, con tanto Amore!

L’uomo che ama Dio, anche quando è nel dolore, nella malattia e nella purificazione, accoglie in sè la Volontà del Padre ed a questa Volontà si abbandona fiduciosamente.

Allora lo Spirito del Padre lo risana, lo trasforma e l’uomo, attraver­so il sacrificio e l’offerta sublimata di se stesso, diviene intimo ami­co di Dio.

E’ Dio che chiama l’uomo a questa intimità con Lui e l’uomo ne fa esperienza nel suo cuore attraverso la preghiera e la lode.

L’uomo in intimità con Dio, Lo chiama, Lo invoca come Padre: “Pa­dre nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno…” Regno d’Amore, di Luce, di Pace che è capace di sublima­re l’amore dell’uomo nella fecondità operosa dello Spirito Santo.

L’amore è la forza vitale che ogni uomo deve saper donare attraver­so un gesto, un pensiero, uno sguardo attento e premuroso, un sorri­so.

Anche nella sua gestualità l’uomo esprime il suo pensiero, il suo sentimento e lo fa vivere nell’altro portando serenità, pace e gioia. E’ l’amore condiviso che arricchisce un rapporto di solidarietà e di aiuto reciproco.

L’uomo deve agire sempre verso il suo prossimo manifestando l’a­more che ha ricevuto da Dio stesso: “Amatevi gli uni gli altri come lo ho amato voi”.

L’esperienza dell’amore ricevuto e donato, vissuto nella realtà di o­gni giorno, è sapienza di vita sulla terra e gioia eterna in Paradiso. 

Il cammino di conversione

L’uomo non sempre convive a lungo con il dolore provocato dal pec­cato, ma, illuminato da Dio, ad un certo punto vuole ritornare alla vi­ta di grazia e collaborare con il Bene.

La conversione comporta un’inversione di rotta accompagnata da paure, ansie, timori ed anche da continui ripensamenti.

La grazia inizia ad agire anche per mezzo di fattori esterni e stimola l’uomo a compiere un atto decisivo per togliersi dalla via del peccato. Dio gli è molto vicino in questo cammino; lo aiuta, lo conforti e lo segue passo passo.

Dio, nella sua Infinita Misericordia, fa capire all’uomo che cos’è il peccato e lo attira a Sè con un forte richiamo. E’ il richiamo di Dio che gli è Padre e che ad ogni costo lo vuole convertire e salvare.

La Voce di Dio penetra in profondità nel nostro cuore e ci aiuta a comprendere che il Bene è Amore ed il male è dolore.

L’amore e il dolore sono strade parallele, ma non sempre il dolore può convivere con l’amore, soprattutto quando è provocato dal peccato.

L’amore e il dolore sono compartecipi del Piano di Dio, ma il dolore deve essere segno visibile di purificazione per sè e per gli altri. Comprendiamo allora che il dolore non è fine a se stesso, ma, se vis­suto attraverso la Croce del Signore, ci porta alla Redenzione. Questo è il dolore accettato, voluto, accolto dai Santi e dai Martiri. Gli umili ed i miti si sottomettono volentieri all’azione salvifica del dolore sublimato dall’amore, voluta dallo Spirito Santo che con la sua Luce inebria e dona nuova grazia e santità al nostro cuore.

Come può l’uomo di Dio rifiutare il dolore? Non può perché il dolore diviene per lui mistero insondabile d’amore che lo porta velocemente verso il Signore.

Comprendere il dolore non è possibile se non nell’abbandono totale e definitivo all’Amore di Dio.

Solo l’amore unito al dolore sono una prova certa della Presenza del Signore in noi.

Noi coabitiamo con l’amore e l’amore è anche nel dolore, insieme ci uniscono spiritualmente e misticamente al Salvatore, facendoci fare intima e misteriosa comunione con Lui. 

Il cammino dell’amore

Dio da noi vuole il Bene, solo il Bene. Non lasciamoci affliggere dai mali interiori che non ci portano la Pace e non ce la fanno conosce­re.

Dio si manifesta a noi con il suo Amore; ci nutre, ci risana, ci plasma e ci converte.

Per il cambiamento interiore necessita all’uomo un cammino di Pa­ce e d’Amore nel quale è Dio stesso che guida.

L’uomo si deve sottomettere al Volere di Dio che è l’Onnipotente, l’Eterno ed il Sapiente.

Dio ci ammaestra, ma soprattutto ci educa a compiere fin da quaggiù il cammino che ci porta alla salvezza eterna.

E’ il cammino dell’Amore, della Luce e della Pace; ogni uomo lo deve percorrere ed attuare nella vita di ogni giorno, come impegno primario della sua esistenza.

Ma purtroppo non è così.

L’uomo, nella sua insipienza, volge lo sguardo verso le sue passioni dominanti, non vuole cambiare strada, ma continua a peccare, a vi­vere come se Dio non esistesse.

Tutto è amore quando l’uomo si lascia coinvolgere nel Progetto sa­piente del Padre, ma tutto diventa dolore quando l’uomo rifugge, si allontana dall’Amore del Padre.

In questo caso amore e dolore non possono incontrarsi, non si pos­sono unire in un cammino comune.

Anzi, l’uomo rischia di vivere solo nel suo dolore, arrivando a fare l’esperienza della disperazione.

La disperazione può sfociare in un atto estremo di rifiuto della vita e della fede, travolgendo ogni sentimento d’amore perché l’uomo non è più sorretto dalla speranza.

Non vi è potere più grande del male se non quello di soggiogare, di rendere schiavo l’uomo nel sedurlo a compiere ciò che è male. 

L’importanza dell’amore

Ogni cuore ha bisogno d’amore perché è l’amore che salva, che redi­me, che conduce tutti alla Casa del Padre.

Il Padre, nel suo Infinito Amore, ci ha donato il suo Figlio Unigenito che è venuto sulla terra per riscattarci dal peccato soffrendo e moren­do per noi sulla Croce.

Nessun cuore umano può donare quanto ci ha donato l’Eterno Padre! Frutto di grazia e di benedizione è la sua Bontà e la sua Infinita Mise­ricordia.

Ogni cuore che si lascia avvolgere dalla sua Misericordia sarà salvo!

L’uomo non usa misericordia se ancora non ha sperimentato la Mise­ricordia del Padre, ma ogni uomo nasconde in se stesso la capacità di misericordia, quale dono del Padre.

Spesso questo dono rimane inerte, non si manifesta perché l’uomo è troppo impegnato ed assorbito dalle cose del mondo che appartengo­no alla terra e non cede all’impulso spirituale di riscoprire e valoriz­zare il dono della misericordia, come vorrebbe il Padre.

L’uomo è chiamato per vocazione ad amare; deve saper donare, deve sottoporsi anche con sforzo e sacrificio al Volere del Padre.

Il bene comune deriva proprio da questo orientamento che dovrebbe essere universale.

L’uomo buono non viene né mai verrà dimenticato da Dio, ma l’uomo cattivo, colmo di vizi, di violenza e di passioni non può essere guar­dato con compiacenza da Dio.

Per questo Dio soffre, perché il suo Amore non è ricambiato, ma di­sprezzato.

L’uomo, nella sua cattiva volontà e caparbietà, non vuole lasciarsi a­mare da Dio ed a Lui sottomettersi. Il peccato mortale annulla il rap­porto privilegiato tra Dio e l’uomo che non ama.

L’ubbidienza alla Legge di Dio, ai suoi Dieci Comandamenti, è molto importante per l’uomo che si lascia da Lui condurre ed illuminare.

Passa la scena di questo mondo, passano le cose del creato, passa anche l’uomo nella sua vita sulla terra, ma l’Amore di Dio per sempre rimane.

E’ nel nostro cuore che dobbiamo viverlo e saperlo accogliere. L’uomo non può fare a meno di Dio, della sua Presenza, della sua Vi­ta che è in noi, che è stata a noi donata, offerta e sacrificata sulla Cro­ce.

L’uomo ora non può dimenticarsi di Dio.

L’uomo, l’amore e Dio

L’aspirazione di molti uomini di oggi è quella di avere, di possedere, di acquistare prestigio e notorietà, senza darsi alcun pensiero della cosa più importante della vita: imparare a vivere seriamente l’amo­re.

Il cuore dell’uomo, fin dal suo concepimento, è fatto per amare e, sia pure inconsciamente, vive e sperimenta questo amore ancor prima di nascere.

L’uomo racchiude nel suo cuore questo tesoro prezioso, ma non sempre lo sa riscoprire e valorizzare nella sua vita.

Spesse volte si lascia tentare e sopraffare dal male, dall’egoismo, dal proprio “io”, sentimenti questi che soffocano ed umiliano ciò che dovrebbe essere la sua parte migliore.

L’amore è segno di forza e di potenza; che cosa vi è di più grande dell’amore? Eppure da molti non viene vissuto, ma ignorato, perché i sentimenti negativi prevalgono e tendono ad indirizzare in modo sbagliato la loro esistenza.

Non è l’uomo che deve decidere di se stesso autonomamente, ma deve chiedere a Dio di indirizzarlo sulle sue vie sante e sicure per ri­trovarsi un giorno fra le sue Braccia.

Purtroppo succede che l’uomo, nella sua libera scelta, si lasci con­durre dal male, percorrendo vie di peccato che sono causa di dolore e di morte eterna.

L’uomo è nato non per la morte, ma per la vita eterna ed il dono del­la vita si identifica nel dono stesso dell’amore.

La vita dunque è un dono d’amore; per questo va accolta e rispetta­ta; essa è sacra fin dal giorno del suo nascere. Ma l’uomo, nel suo e­stremo egoismo, vuole sottrarre la vita, ucciderla, distruggerla… e questo lo porta a vivere in una condizione di peccato, di gravissimo peccato.

Nell’uomo peccatore non vi è più l’amore. E’ un uomo che non comprende, che non vuole comprendere che l’amore gli è stato dato da Dio insieme alla vita perché si sviluppino armoniosamente portandolo al suo ultimo fine che è la gioia eterna del Paradiso.

La vita dell’uomo deve essere intrisa d’amore e questo l’uomo lo ri­scopre, se vuole, man mano che si converte e ritorna a Dio, indiriz­zandosi verso la Luce e non vivendo più nelle tenebre.

Allora l’amore trasforma il cuore dell’uomo, sia nei suoi rapporti con Dio, sia nei suoi rapporti con gli altri uomini che gli diventano fratelli entrando a far parte della sua vita e quindi ad essere oggetto del suo amore.

E’ così che l’amore vince. 

L’ uomo nell’Amore di Dio

Solo l’amore vince il male ed il dolore che attanagliano il cuore dell’u­manità in una morsa crudele.

L’uomo ha bisogno d’amore, deve sentirsi amato perché senza l’amore avvizzisce e muore.

L’amore è il suo alimento principale fin dalla nascita, anzi, fin dal conce­pimento perché già da quel momento percepisce in modo misterioso l’a­more della madre che lo custodisce in sè, lo nutre e lo fa vivere.

L’amore costituisce l’elemento primo capace di far sbocciare una nuova vita, una vita pensata, voluta e già inserita nel Progetto di Dio.

Dio si manifesta all’uomo richiamandolo ad essere se stesso nel vivere l’esperienza del Divino.

L’uomo non può misconoscere e rinnegare Dio che ha posto nel cuore u­mano il suo sigillo d’Amore, la sua Immagine e Somiglianza, ma è chia­mato a collaborare al perfezionamento di questa Immagine nell’accettare di vivere secondo il Progetto Divino.

L’uomo è chiamato ad unirsi al suo Dio perché a Lui appartiene e Dio lo attira a Sè perché dall’uomo vuole essere amato, servito e testimoniato. Il Progetto di Dio per l’uomo si sviluppa, prende forma, si attua con la sua azione di forza rigeneratrice, nella misura in cui l’uomo si abbandona a Dio in pienezza e grazia.

La grazia e la misericordia di Dio accompagnano l’uomo per tutta la sua vita e lo rendono consapevole che Dio lo ama, lo segue e vuole per lui il Bene, solo il Bene.

Si dilatano allora la mente ed il cuore dell’uomo, tutto il suo essere di­venta ricettivo. L’uomo riscopre la Potenza dell’amore che Dio ha posto in lui, amore che sa accogliere, perdonare, accettare l’altro così come è. Allora l’amore umano sublimato dall’Amore di Dio si manifesta nell’uo­mo in ogni suo atto che diventa dono sacro, dono gratuito e generoso.

L’uomo ha bisogno di ritrovare se stesso in Dio, superando lo scoglio del proprio egoismo, del proprio “io”. Allora è afferrato nuovamente dalle Mani di Dio, soprattutto quando è nel dolore e nel pericolo. Dio mai lo abbandona nè mai lo abbandonerà.

L’uomo è di Dio.

L’Amore sconfigge il male

L’Amore, solo l’Amore sconfigge il male.

Ma che può fare l’uomo contro il dolore provocato dal male? Nulla se non accoglierlo con amore!

Il dolore provocato dal male può essere sublimato dall’amore che costituisce la sola forza capace di vincerlo e di superarlo.

L’uomo non è nato solo per lavorare, faticare e soffrire, ma è nato per amare; l’amore è parte integrante della sua vita, della sua esi­stenza terrena.

Solo l’amore può sconfiggere il male ed il dolore che dal male deri­va, lenire le sofferenze, sollevare da ogni afflizione.

Ma che cos’è l’amore se non una forza interiore che viene da Dio perché si armonizza con un Progetto non umano, ma Divino? L’amore ci abbellisce, ci addolcisce, ci rende buoni, umili, generosi, comprensivi.

Bene diceva Santa Teresa d’Avila: “Tutto passa, ma l’Amore non passerà mai!”

L’uomo ha bisogno di questo amore e la funzione dell’amore è vivi­ficante come la linfa che alimenta tutte le piante. L’uomo, senza l’a­more che dà vita, è spoglio, è nudo per se stesso e per gli altri. Quando Adamo ed Eva peccarono di superbia verso Dio, peccando contro il suo Amore Infinito, subito si sentirono nudi, spogliati, sporchi, si vergognarono l’uno dell’altro e davanti a Dio. E Dio chiese ad Adamo: “Che hai fatto?”.

Chiediamocelo anche noi quando ci allontaniamo dall’Amore di Dio, abbandonandoLo e calpestandoLo! Perché sarà terribile il gior­no in cui chiederà anche a noi: “Che hai fatto?”.

Pensare di poter vivere senza l’Amore di Dio è impossibile! Pensare di poterlo trattenere come nostra proprietà è altrettanto im­possibile!

Il mare o l’oceano dell’Amore di Dio, nel quale Lui stesso ci im­merge, ci permette di donarlo a profusione, a piene mani, testimoniandolo con le buone opere che siamo chiamati a compiere.

Quale è stato il cammino dei Santi se non questo: testimoniare fe­delmente l’Amore di Dio donando se stessi, imitando Gesù Crocifis­so.

L’Amore di Dio è Sublime, è Santo, è Puro, è Infinito, è Eterno. L’Amore di Dio ci porta a riscoprire le bellezze di una realtà mera­vigliosa verso la quale noi siamo incamminati fin da quaggiù, in questo pellegrinaggio terreno che ha come meta il Paradiso.

Fonte d’Amore, Sorgente d’Amore è nostro Signore! A Lui volgia­mo il nostro cuore, a Lui protendiamo in preghiera le nostre mani e Lo supplichiamo con amore in un inno incessante di ringraziamento e di lode, proclamando la sua Santità.

SANTO, SANTO, SANTO SEI TU SIGNORE DIO DELL’UNIVERSO!

Allora il nostro cuore trasale perché sente la Presenza del Signore; il Divino si unisce alla nostra umanità; la sua Parola ci dichiara il suo Amore che incessantemente arde. 

La necessità di possedere l’Amore di Dio

L’Amore di Dio è presente in ognuno di noi; sta a noi scoprirlo, vi­verlo, testimoniarlo. L’Amore di Dio si dona a noi particolarmente quando viviamo secondo la sua Legge, i suoi Comandamenti.

L’uomo ha bisogno dell’Amore di Dio, il suo cuore lo reclama, lo desidera, ma egli, spesse volte, soffoca la voce del cuore e dell’ani­ma e volge il suo sguardo altrove. E’ importante, è indispensabile conoscere l’Amore di Dio che è dentro di noi. Dobbiamo attingere a questo suo Amore e farlo sapientemente fruttificare per poterlo vive­re, testimoniare e donare.

Ogni uomo, ogni nostro fratello deve trovare l’Amore di Dio, ma ciò non è sempre facile perché noi siamo spesso alla ricerca del piacere, delle cose terrene. Ci affanniamo continuamente nel voler egoistica­mente possedere.

Infine nulla ci soddisfa più, ci stanchiamo di una vita senza scopo, il nostro cuore si colma di amarezza e di solitudine, quando non si ar­riva alla disperazione.

Ma dov’è l’amore se non ancora dentro l’uomo che deve saperlo ri­scoprire?

Vi sono momenti tragici o dolorosi nella vita di ognuno, che sono come segni visibili della Mano di Dio che ci vuole togliere da una situazione senza speranza e darci la certezza che Lui veramente esi­ste e ci ama infinitamente. Dio ci segue passo passo e non si stanca di continuare ad amarci anche quando noi, suoi figli, ci allontaniamo sempre più da Lui.

Ma l’uomo ha bisogno di Dio e Lo deve riscoprire dentro di sè e nel Progetto che Dio ha su di lui. Un Progetto Divino, di bontà, di solle­citudine ed, infine, di misericordia e di perdono. Il grande perdono di Dio verso il suo figliolo che aveva abbandonato la Casa del Padre. Allora l’Amore Divino rinasce in lui e lo rinnova inondando la sua anima di grazia, di luce, di gioia.

L’Amore di Dio genera nell’uomo una nuova vita, una nuova forza. Quando l’uomo si fa consapevole di appartenere a Lui, al suo Dio, l’Amore Divino che è in lui si manifesterà, si sprigionerà, si riverbererà nel cuore del fratello richiamandolo, ammaestrandolo, istruen­dolo.

Ecco la vera testimonianza: dare all’altro ciò che si è ricevuto e ri­scoperto come Buona Novella che viene dall’Alto.

Dio ama, istruisce, ammaestra, ammonisce ogni suo figlio.

L’AMORE DI DIO NON AVRA’ MAI FINE!