Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù

Lettera ai Filippesi – 2

1Se dunque c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, 2rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. 3Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. 4Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
5Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
6egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
7ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
8umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
9Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
10perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
11e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
12Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. 13È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. 14Fate tutto senza mormorare e senza esitare, 15per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, 16tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. 17Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. 18Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.
19Spero nel Signore Gesù di mandarvi presto Timòteo, per essere anch’io confortato nel ricevere vostre notizie. 20Infatti, non ho nessuno che condivida come lui i miei sentimenti e prenda sinceramente a cuore ciò che vi riguarda: 21tutti in realtà cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo. 22Voi conoscete la buona prova da lui data, poiché ha servito il Vangelo insieme con me, come un figlio con il padre. 23Spero quindi di mandarvelo presto, appena avrò visto chiaro nella mia situazione. 24Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò anch’io di persona.
25Ho creduto necessario mandarvi Epafrodìto, fratello mio, mio compagno di lavoro e di lotta e vostro inviato per aiutarmi nelle mie necessità. 26Aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza della sua malattia. 27È stato grave, infatti, e vicino alla morte. Ma Dio ha avuto misericordia di lui, e non di lui solo ma anche di me, perché non avessi dolore su dolore. 28Lo mando quindi con tanta premura, perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e io non sia più preoccupato. 29Accoglietelo dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui, 30perché ha sfiorato la morte per la causa di Cristo, rischiando la vita, per supplire a ciò che mancava al vostro servizio verso di me.

Catechismo della Chiesa Cattolica – Articoli da 268 a 278

Paragrafo 3: L’ONNIPOTENTE

268

Di tutti gli attributi divini, nel Simbolo si nomina soltanto l’onnipotenza di Dio: confessarla è di grande importanza per la nostra vita. Noi crediamo che tale onnipotenza è universale, perché Dio, che tutto ha creato, [Cf Gen 1,1; Gv 1,3 ] tutto governa e tutto può; amante, perché Dio è nostro Padre; [Cf Mt 6,9 ] misteriosa, perché la fede soltanto la può riconoscere allorché “si manifesta nella debolezza” ( 2Cor 12,9 ) [Cf 1Cor 1,18 ].

“Egli opera tutto ciò che vuole” ( Sal 115,3 )

269

Le Sacre Scritture affermano a più riprese la potenza universale di Dio. Egli è detto “il Potente di Giacobbe” ( Gen 49,24; Is 1,24 e. a), “il Signore degli eserciti”, “il Forte, il Potente” ( Sal 24,8-10 ). Se Dio è onnipotente “in cielo e sulla terra” ( Sal 135,6 ), è perché lui stesso li ha fatti. Nulla quindi gli è impossibile [Cf Ger 32,17; 269 Lc 1,37 ] e dispone della sua opera come gli piace; [Cf Ger 27,5 ] egli è il Signore dell’universo, di cui ha fissato l’ordine che rimane a lui interamente sottoposto e disponibile; egli è il Padrone della storia: muove i cuori e guida gli avvenimenti secondo il suo beneplacito [Cf Est 4,17 b; Pr 21,1; Tb 13,2 ]. “Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?” ( Sap 11,21 ).

“Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi” ( Sap 11,23 )

270

Dio è il Padre onnipotente. La sua paternità e la sua potenza si illuminano a vicenda. Infatti, egli mostra la sua onnipotenza paterna nel modo in cui si prende cura dei nostri bisogni; [Cf Mt 6,32 ] attraverso l’adozione filiale che ci dona (sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente”: 2Cor 6,18 ); infine attraverso la sua infinita misericordia, dal momento che egli manifesta al massimo grado la sua potenza perdonando liberamente i peccati.

271

L’onnipotenza divina non è affatto arbitraria: “In Dio la potenza e l’essenza, la volontà e l’intelligenza, la sapienza e la giustizia sono una sola ed identica cosa, di modo che nulla può esserci nella potenza divina che non possa essere nella giusta volontà di Dio o nella sua sapiente intelligenza” [San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, I, 25, 5, ad 1].

Il mistero dell’apparente impotenza di Dio

272

La fede in Dio Padre onnipotente può essere messa alla prova dall’esperienza del male e della sofferenza. Talvolta Dio può sembrare assente ed incapace di impedire il male. Ora, Dio Padre ha rivelato nel modo più misterioso la sua onnipotenza nel volontario abbassamento e nella Risurrezione del Figlio suo, per mezzo dei quali ha vinto il male. Cristo crocifisso è quindi “potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” ( 1Cor 1,24-25 ). Nella Risurrezione e nella esaltazione di Cristo il Padre ha dispiegato “l’efficacia della sua forza” e ha manifestato “la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti” ( Ef 1,19-22 ).

273

Soltanto la fede può aderire alle vie misteriose dell’onnipotenza di Dio. Per questa fede, ci si gloria delle proprie debolezze per attirare su di sé la potenza di Cristo [Cf 2Cor 12,9; Fil 4,13 ]. Di questa fede il supremo modello è la Vergine Maria: ella ha creduto che “nulla è impossibile a Dio” ( Lc 1,37 ) e ha potuto magnificare il Signore: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e santo è il suo nome” ( Lc 1,49 ).

274

“La ferma persuasione dell’onnipotenza divina vale più di ogni altra cosa a corroborare in noi il doveroso sentimento della fede e della speranza. La nostra ragione, conquistata dall’idea della divina onnipotenza, assentirà, senza più dubitare, a qualunque cosa sia necessario credere, per quanto possa essere grande e meravigliosa o superiore alle leggi e all’ordine della natura. Anzi, quanto più sublimi saranno le verità da Dio rivelate, tanto più agevolmente riterrà di dovervi assentire” [Catechismo Romano, 1, 2, 13].

In sintesi

275

Con Giobbe, il giusto, noi confessiamo: “Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile per te” ( Gb 42,2 ).

276

Fedele alla testimonianza della Scrittura, la Chiesa rivolge spesso la sua preghiera al “Dio onnipotente ed eterno” (omnipotens sempiterne Deus. . . “), credendo fermamente che “nulla è impossibile a Dio” ( Gen 18,14; Lc 1,37; Mt 19,26 ).

277

Dio manifesta la sua onnipotenza convertendoci dai nostri peccati e ristabilendoci nella sua amicizia con la grazia (Deus, qui omnipo potentiam tuam parcendo maxime et miserando manifestas. . . – O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono. . . “) [Messale Romano, colletta della ventiseiesima domenica].

278

Senza credere che l’Amore di Dio è onnipotente, come credere che il Padre abbia potuto crearci, il Figlio riscattarci, lo Spirito Santo santificarci?

“When the Counselor comes, he will convince the world concerning sin and righteousness and judgment”

Scripture: John 16:5-11

5 But now I am going to him who sent me; yet none of you asks me, `Where are you going?’ 6 But because I have said these things to you, sorrow has filled your hearts. 7 Nevertheless I tell you the truth: it is to your advantage that I go away, for if I do not go away, the Counselor will not come to you; but if I go, I will send him to you. 8 And when he comes, he will convince the world concerning sin and righteousness and judgment: 9 concerning sin, because they do not believe in me; 10 concerning righteousness, because I go to the Father, and you will see me no more; 11 concerning judgment, because the ruler of this world is judged.

Meditation: Who hasn’t experience sorrow and grief over the loss of a loved one?  Sorrow filled the hearts of Jesus’ disciples when they heard him speak about his imminent departure.  Jesus explained that it was for their sake that he must leave them and return to his Father. He promised,  however, that they would never be left alone.  He will send in his place the best of friends, the Holy Spirit.  Jesus tells his disciples three very important things about  the work of the Holy Spirit — to convince the world of sin and of righteousness and of judgment. The original word for convince also means convict. The Holy Spirit is our Sanctifier.  He makes us holy as God is holy.  He does this first by convicting us of our sin and by bringing us humbly to the foot of the Cross. The Spirit convinces us of God’s love and forgiveness and of our utter dependence on God for his mercy and grace.  We need the power of the Holy Spirit to lead us from the error of our sinful ways and to show us the way of love and truth.  The Jews who condemned Jesus as a heretic and blasphemer thought they were serving God rather than sinning when they crucified Jesus. When the gospel was later preached on the day of Pentecost (Acts 2:37), many were pricked in their heart and convicted of their sin. What made them change their mind about Jesus?  It is the work of the Holy Spirit to both convict us of wrongdoing and to convince us of God’s truth.  The Spirit convinces us of the righteousness of Christ, backed by the fact that Jesus rose again and went to his Father. The Holy Spirit also convicts us of judgment.  The Spirit gives us the inner and unshakable conviction that we shall all stand before the judgment seat of God. God’s judgments are just and good.  When we heed his judgments we find true peace, joy and reconciliation with God. Do you allow the Holy Spirit free reign in your life that he may set you free from the grip of sin and set you ablaze with the fire of God’s love?

“Come Holy Spirit, and let the fire of your love burn in my heart. Let me desire only what is pure, lovely, holy and good and in accord with the will of God and give me the courage to put away all that is not pleasing in your sight.”

Psalm 138:1-8

1 I give thee thanks, O LORD, with my whole heart; before the gods I sing thy praise;
2 I bow down toward thy holy temple and give thanks to thy name for thy steadfast love and thy  faithfulness;  for thou hast exalted above everything thy name and thy word.
3 On the day I called, thou didst answer me, my strength of soul thou didst increase.
4 All the kings of the earth shall praise thee, O LORD, for they have heard the words of thy mouth;
5 and they shall sing of the ways of the LORD, for great is the glory of the LORD.
6 For though the LORD is high, he regards the lowly; but the haughty he knows from afar.
7 Though I walk in the midst of trouble, thou dost preserve my life;  thou dost  stretch out thy hand against the wrath of my enemies, and thy right hand delivers me.
8 The LORD will fulfil his purpose for me; thy steadfast love, O LORD, endures for ever.  Do not forsake the work of thy hands.

O cieli, siatene esterrefatti, inorriditi e spaventati. Oracolo del Signore

LIBRO DEL PROFETA GEREMIA – 2

1Mi fu rivolta questa parola del Signore:
2«Va’ e grida agli orecchi di Gerusalemme:
Così dice il Signore:
Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza,
dell’amore al tempo del tuo fidanzamento,
quando mi seguivi nel deserto,
in terra non seminata.
3Israele era sacro al Signore,
la primizia del suo raccolto;
quanti osavano mangiarne, si rendevano colpevoli,
la sventura si abbatteva su di loro.
Oracolo del Signore.
4Udite la parola del Signore, casa di Giacobbe,
voi, famiglie tutte d’Israele!
5Così dice il Signore:
Quale ingiustizia trovarono in me i vostri padri
per allontanarsi da me
e correre dietro al nulla,
diventando loro stessi nullità?
6E non si domandarono: “Dov’è il Signore
che ci fece uscire dall’Egitto,
e ci guidò nel deserto,
terra di steppe e di frane,
terra arida e tenebrosa,
terra che nessuno attraversa
e dove nessuno dimora?”.
7Io vi ho condotti in una terra che è un giardino,
perché ne mangiaste i frutti e i prodotti,
ma voi, appena entrati, avete contaminato la mia terra
e avete reso una vergogna la mia eredità.
8Neppure i sacerdoti si domandarono:
“Dov’è il Signore?”.
Gli esperti nella legge non mi hanno conosciuto,
i pastori si sono ribellati contro di me,
i profeti hanno profetato in nome di Baal
e hanno seguito idoli che non aiutano.
9Per questo intenterò ancora un processo contro di voi
– oracolo del Signore –
e farò causa ai figli dei vostri figli.
10Recatevi nelle isole dei Chittìm e osservate,
mandate gente a Kedar e considerate bene,
vedete se è mai accaduta una cosa simile.
11Un popolo ha cambiato i suoi dèi?
Eppure quelli non sono dèi!
Ma il mio popolo ha cambiato me, sua gloria,
con un idolo inutile.
12O cieli, siatene esterrefatti,
inorriditi e spaventati.
Oracolo del Signore.
13Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo:
ha abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
e si è scavato cisterne,
cisterne piene di crepe,
che non trattengono l’acqua.
14Israele è forse uno schiavo,
o è nato servo in casa?
Perché è diventato una preda?
15Contro di lui ruggiscono leoni
con ruggiti minacciosi.
Hanno ridotto la sua terra a deserto,
le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita.
16Persino le genti di Menfi e di Tafni
ti hanno umiliata radendoti il capo.
17Non ti accade forse tutto questo
perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio,
al tempo in cui era tua guida nel cammino?
18E ora, perché corri verso l’Egitto
a bere l’acqua del Nilo?
Perché corri verso l’Assiria
a bere l’acqua dell’Eufrate?
19La tua stessa malvagità ti castiga
e le tue ribellioni ti puniscono.
Renditi conto e prova quanto è triste e amaro
abbandonare il Signore, tuo Dio,
e non avere più timore di me.
Oracolo del Signore degli eserciti.
20Già da tempo hai infranto il giogo,
hai spezzato i legami
e hai detto: “Non voglio essere serva!”.
Su ogni colle elevato
e sotto ogni albero verde ti sei prostituita.
21Io ti avevo piantato come vigna pregiata,
tutta di vitigni genuini;
come mai ti sei mutata
in tralci degeneri di vigna bastarda?
22Anche se tu ti lavassi con soda e molta potassa,
resterebbe davanti a me la macchia della tua iniquità.
Oracolo del Signore.
23Come osi dire: “Non mi sono contaminata,
non ho seguito i Baal”?
Guarda nella valle le tracce dei tuoi passi,
riconosci quello che hai fatto,
giovane cammella leggera e vagabonda!
24Asina selvatica, abituata al deserto:
quando ansima nell’ardore del suo desiderio,
chi può frenare la sua brama?
Quanti la cercano non fanno fatica:
la troveranno sempre disponibile.
25Férmati prima che il tuo piede resti scalzo
e la tua gola inaridisca!
Ma tu rispondi: “No, è inutile,
perché io amo gli stranieri,
voglio andare con loro”.
26Come viene svergognato un ladro sorpreso in flagrante,
così restano svergognati quelli della casa d’Israele,
con i loro re, i loro capi,
i loro sacerdoti e i loro profeti.
27Dicono a un pezzo di legno: “Sei tu mio padre”,
e a una pietra: “Tu mi hai generato”.
A me rivolgono le spalle, non la faccia;
ma al tempo della sventura invocano:
“Àlzati, salvaci!”.
28Dove sono gli dèi che ti sei costruito?
Si alzino, se sono capaci di salvarti
nel tempo della sventura;
poiché numerosi come le tue città
sono i tuoi dèi, o Giuda!
29Perché contendete con me?
Tutti vi siete ribellati contro di me.
Oracolo del Signore.
30Invano ho colpito i vostri figli:
non hanno imparato la lezione.
La vostra spada ha divorato i vostri profeti
come un leone distruttore.
31Voi di questa generazione,
fate attenzione alla parola del Signore!
Sono forse divenuto un deserto per Israele
o una terra dov’è sempre notte?
Perché il mio popolo dice: “Siamo liberi,
non verremo più da te”?
32Dimentica forse una vergine i suoi ornamenti,
una sposa la sua cintura?
Eppure il mio popolo mi ha dimenticato
da giorni innumerevoli.
33Come sai scegliere bene la tua via
in cerca di amore!
Anche alle donne peggiori
hai insegnato le tue strade.
34Sull’orlo delle tue vesti
si trova persino il sangue di poveri innocenti,
da te non sorpresi a scassinare!
Eppure per tutto questo
35tu protesti: “Io sono innocente,
perciò la sua ira si è allontanata da me”.
Ecco, io ti chiamo in giudizio,
perché hai detto: “Non ho peccato!”.
36Con quale leggerezza cambi strada?
Anche dall’Egitto sarai delusa,
come fosti delusa dall’Assiria.
37Anche di là tornerai con le mani sul capo,
perché il Signore ha respinto coloro nei quali confidi;
da loro non avrai alcun vantaggio.

“When the Counselor comes, he will bear witness to Jesus”

Scripture: John 15:26-16:4

26 But when the Counselor comes, whom I shall send to you from the Father, even the Spirit of truth, who proceeds from the Father, he will bear witness to me; 27 and you also are witnesses, because you have been with me from the beginning. (John 16) 1 “I have said all this to you to keep you from falling away. 2 They will put you out of the synagogues; indeed, the hour is coming when whoever kills you will think he is offering service to God. 3 And they will do this because they have not known the Father, nor me. 4 But I have said these things to you, that when their hour comes you may remember that I told you of them.  “I did not say these things to you from the beginning, because I was  with you.

Meditation:  When you need help or support who do you turn to? A friend who has earned your trust? Jesus offers his disciples the best and truest of friends. Who is this promised friend? Jesus calls the Holy Spirit our Counselor and Advocate (also translated Paraclete or Helper).  Counselor is a legal term for the one who will defend someone against an adversary and who guides that person during the ordeal of trial.  The Holy Spirit is our Advocate and Helper who brings us safely through the challenges and adversities we must face in this life. As Jesus approached the hour he was to be glorified — through his death on the cross and his resurrection, he revealed more fully to his disciples the person and role of the Holy Spirit.  What does Jesus tell us about the Holy Spirit?  First, the Holy Spirit is inseparably one with the Father and the Son. It is the Holy Spirit who gives life— the very life of God — and who kindles faith in hearts receptive to God’s word. The Spirit makes it possible for us to know God personally. He gives us experiential knowledge of God as our Father. The Spirit witnesses to our spirit that the Father has indeed sent his Son into the world to redeem it and has raised his Son Jesus from the dead and has seated him at his right hand in glory and power.  The Holy Spirit reveals to us the knowledge, wisdom and plan of God for the ages and the Spirit enables us to see with the “eyes of faith” what the Father and the Son are doing. Through the gift and working of the Holy Spirit we become witnesses to the great work of God in Christ Jesus.  Jesus warned his disciples that they could expect persecution just as Jesus was opposed and treated  hostilely. We have been given the Holy Spirit to help us live as disciples of Jesus Christ. The Spirit gives us courage and perseverance when we meet adversities and challenges. Do you pray for the Holy Spirit to strengthen you in faith, hope and love and to give you courage and perseverance with hope when you meet adversities and challenges?

“O merciful God, fill our hearts, we pray, with the graces of your Holy Spirit; with love, joy, peace, patience, gentleness, goodness, faithfulness, humility and self-control.  Teach us to love those who hate us; to pray for those who despitefully use us; that we may be the children of your love, our Father, who makes the sun to rise on the evil and the good, and sends rain on the just and on the unjust.  In adversity grant us grace to be patient; in prosperity keep us humble; may we guard the door of our lips; may we lightly esteem the pleasures of this world, and thirst after heavenly things; through Jesus Christ our Lord.”  (Prayer of Anselm, 1033-1109)

Psalm 149:1-9

1 Praise the LORD! Sing to the LORD a new song, his praise in the assembly of the faithful!
2 Let Israel be glad in his Maker, let the sons of Zion rejoice in their King!
3 Let them praise his name with dancing, making melody to him with timbrel and lyre!
4 For the LORD takes pleasure in his people; he adorns the humble with victory.
5 Let the faithful exult in glory; let them sing for joy on their couches.
6 Let the high praises of God be in their throats and two-edged swords in their hands,
7 to wreak vengeance on the nations and chastisement on the peoples,
8 to bind their kings with chains and their nobles with fetters of iron,
9 to execute on them the judgment written! This is glory for all his faithful ones.  Praise the LORD!

Sono diventato pazzo; ma siete voi che mi avete costretto

Seconda lettera ai Corinzi – 12

1Se bisogna vantarsi – ma non conviene – verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. 2So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. 3E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – 4fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. 5Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. 6Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me 7e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.
Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. 8A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. 9Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. 10Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.
11Sono diventato pazzo; ma siete voi che mi avete costretto. Infatti io avrei dovuto essere raccomandato da voi, perché non sono affatto inferiore a quei superapostoli, anche se sono un nulla. 12Certo, in mezzo a voi si sono compiuti i segni del vero apostolo, in una pazienza a tutta prova, con segni, prodigi e miracoli. 13In che cosa infatti siete stati inferiori alle altre Chiese, se non in questo: che io non vi sono stato di peso? Perdonatemi questa ingiustizia!
14Ecco, è la terza volta che sto per venire da voi, e non vi sarò di peso, perché non cerco i vostri beni, ma voi. Infatti non spetta ai figli mettere da parte per i genitori, ma ai genitori per i figli. 15Per conto mio ben volentieri mi prodigherò, anzi consumerò me stesso per le vostre anime. Se vi amo più intensamente, dovrei essere riamato di meno?
16Ma sia pure che io non vi sono stato di peso. Però, scaltro come sono, vi ho preso con inganno. 17Vi ho forse sfruttato per mezzo di alcuni di quelli che ho inviato tra voi? 18Ho vivamente pregato Tito di venire da voi e insieme con lui ho mandato quell’altro fratello. Tito vi ha forse sfruttati in qualche cosa? Non abbiamo forse camminato ambedue con lo stesso spirito, e sulle medesime tracce?
19Da tempo vi immaginate che stiamo facendo la nostra difesa davanti a voi. Noi parliamo davanti a Dio, in Cristo, e tutto, carissimi, è per la vostra edificazione. 20Temo infatti che, venendo, non vi trovi come desidero e che, a mia volta, venga trovato da voi quale non mi desiderate. Temo che vi siano contese, invidie, animosità, dissensi, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini, 21e che, alla mia venuta, il mio Dio debba umiliarmi davanti a voi e io debba piangere su molti che in passato hanno peccato e non si sono convertiti dalle impurità, dalle immoralità e dalle dissolutezze che hanno commesso.

Essi si nutrono del peccato del mio popolo e sono avidi della sua iniquità

LIBRO DEL PROFETA OSEA – 4

1«Ascoltate la parola del Signore, o figli d’Israele,
perché il Signore è in causa
con gli abitanti del paese.
Non c’è infatti sincerità né amore,
né conoscenza di Dio nel paese.
2Si spergiura, si dice il falso, si uccide,
si ruba, si commette adulterio,
tutto questo dilaga
e si versa sangue su sangue.
3Per questo è in lutto il paese
e chiunque vi abita langue,
insieme con gli animali selvatici
e con gli uccelli del cielo;
persino i pesci del mare periscono.
4Ma nessuno accusi, nessuno contesti;
contro di te, sacerdote, muovo l’accusa.
5Tu inciampi di giorno
e anche il profeta con te inciampa di notte
e farò perire tua madre.
6Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza.
Poiché tu rifiuti la conoscenza,
rifiuterò te come mio sacerdote;
hai dimenticato la legge del tuo Dio
e anch’io dimenticherò i tuoi figli.
7Tutti hanno peccato contro di me;
cambierò la loro gloria in ignominia.
8Essi si nutrono del peccato del mio popolo
e sono avidi della sua iniquità.
9Il popolo e il sacerdote avranno la stessa sorte;
li punirò per la loro condotta
e li ripagherò secondo le loro azioni.
10Mangeranno, ma non si sazieranno,
si prostituiranno, ma non aumenteranno,
perché hanno abbandonato il Signore
per darsi 11alla prostituzione.
Il vino vecchio e quello nuovo tolgono il senno.
12Il mio popolo consulta il suo pezzo di legno
e il suo bastone gli dà il responso,
poiché uno spirito di prostituzione li svia
e si prostituiscono, allontanandosi dal loro Dio.
13Sulla cima dei monti fanno sacrifici
e sui colli bruciano incensi
sotto la quercia, i pioppi e i terebinti,
perché buona è la loro ombra.
Perciò si prostituiscono le vostre figlie
e le vostre nuore commettono adulterio.
14Non punirò le vostre figlie se si prostituiscono,
né le vostre nuore se commettono adulterio;
poiché essi stessi si appartano con le prostitute
e con le prostitute sacre offrono sacrifici.
Un popolo, che non comprende, va in rovina!
15Se ti prostituisci tu, Israele,
non si renda colpevole Giuda.
Non andate a Gàlgala,
non salite a Bet-Aven,
non giurate per il Signore vivente.
16E poiché come giovenca ribelle si ribella Israele,
forse potrà pascolarlo il Signore
come agnello in luoghi aperti?
17 Èfraim si è alleato agli idoli:
18dopo essersi ubriacati
si sono dati alla prostituzione,
hanno preferito il disonore alla loro gloria.
19Un vento li travolgerà con le sue ali
e si vergogneranno dei loro sacrifici.

Wednesday (January 11): Jesus healed many who were sick

Daily Reading & Meditation

Scripture: Mark 1:29-39

29 And immediately he left the synagogue, and entered the house of Simon and Andrew, with James and John. 30 Now Simon’s mother-in-law lay sick with a fever, and immediately they told him of her. 31 And he came and took her by the hand and lifted her up, and the fever left her; and she served them. 32 That evening, at sundown, they brought to him all who were sick or possessed with demons. 33 And the whole city was gathered together about the door. 34 And he healed many who were sick with various diseases, and cast out many demons; and he would not permit the demons to speak, because they knew him. 35 And in the morning, a great while before day, he rose and went out to a lonely place, and there he prayed. 36 And Simon and those who were with him pursued him, 37 and they found him and said to him, “Every one is searching for you.” 38 And he said to them, “Let us go on to the next towns, that I may preach there also; for that is why I came out.” 39 And he went throughout all Galilee, preaching in their synagogues and casting out demons.

Meditation: Who do you take your troubles to? Jesus’ disciples freely brought their troubles to him because they found him ready and able to deal with any difficulty, affliction, or sickness which they encountered. When Simon brought Jesus to his home, his mother-in-law was instantly healed because Jesus heard Simon’s prayer. Jerome, an early church bible scholar and translator (c. 347-420), reflects on this passage:

“Can you imagine Jesus standing before your bed and you continue sleeping? It is absurd that you would remain in bed in his presence. Where is Jesus? He is already here offering himself to us. ‘In the middle,’ he says, ‘among you he stands, whom you do not recognize’ (Cf. John 1:26) ‘The kingdom of God is in your midst’ (Mark 1:15). Faith beholds Jesus among us. If we are unable to seize his hand, let us prostrate ourselves at his feet. If we are unable to reach his head, let us wash his feet with our tears. Our repentance is the perfume of the Savior. See how costly is the compassion of the Savior.”

Do you allow Jesus to be the Lord and healer in your personal life, family, and community? Approach the Lord with expectant faith. God’s healing power restores us not only to health but to active service and care of others. There is no trouble he does not want to help us with and there is no bondage he can’t set us free from. Do you take your troubles to him with expectant faith that he will help you?

“Lord Jesus Christ, you have all power to heal and to deliver from harm. There is no trouble nor bondage you cannot overcome. Set me free to serve you joyfully and to love and serve others generously. May nothing hinder me from giving myself wholly to you and to your service.”

Psalm 40:1-2,4,6-9

1 I waited patiently for the LORD;  he inclined to me and heard my cry.
2 He drew me up from the desolate pit, out of the miry bog, and set my feet upon a rock, making my steps secure.
4 Blessed is the man who makes the LORD his trust, who does not turn to the proud, to those who go astray after false gods!
6 Sacrifice and offering you do not desire; but you have given me an open ear. Burnt offering and sin offering you have not required.
7 Then I said, “Behold, I come; in the roll of the book it is written of me;
8 I delight to do your will, O my God; your law is within my heart.”
9 I have told the glad news of deliverance in the great congregation;  behold, I have not restrained my lips, as you know, O LORD.

Daily Quote from the early church fathers: The habit of prayer, by Origen of Alexandria (185-254 AD)

“Jesus prayed and did not pray in vain, since he received what he asked for in prayer when he might have done so without prayer. If so, who among us would neglect to pray? Mark says that ‘in the morning, a great while before day, he rose and went out to a lonely place, and there he prayed’ (Mark 1:35). And Luke says, ‘He was praying in a certain place, and when he ceased, one of his disciples said to him, “Lord, teach us to pray,”‘ (Luke 11:1) and elsewhere, ‘And all night he continued in prayer to God’ (Luke 6:12). And John records his prayer, saying, ‘When Jesus had spoken these words, he lifted up his eyes to heaven and said, “Father, the hour has come; glorify your Son that the Son may glorify you”‘ (John 17:1). The same Evangelist writes that the Lord said that he knew ‘you hear me always’ (John 11:42). All this shows that the one who prays always is always heard.” (excerpt from ON PRAYER 13.1)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite:
copyright (c) 2017 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano

Atti degli Apostoli – 7

1Disse allora il sommo sacerdote: «Le cose stanno proprio così?». 2Stefano rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo quando era in Mesopotamia, prima che si stabilisse in Carran, 3e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e vieni nella terra che io ti indicherò. 4Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran; di là, dopo la morte di suo padre, Dio lo fece emigrare in questa terra dove voi ora abitate. 5In essa non gli diede alcuna proprietà, neppure quanto l’orma di un piede e, sebbene non avesse figli, promise di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui. 6Poi Dio parlò così: La sua discendenza vivrà da straniera in terra altrui, tenuta in schiavitù e oppressione per quattrocento anni. 7Ma la nazione di cui saranno schiavi, io la giudicherò – disse Dio – e dopo ciò usciranno e mi adoreranno in questo luogo. 8E gli diede l’alleanza della circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l’ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi. 9Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero perché fosse condotto in Egitto. Dio però era con lui 10e lo liberò da tutte le sue tribolazioni e gli diede grazia e sapienza davanti al faraone, re d’Egitto, il quale lo nominò governatore dell’Egitto e di tutta la sua casa. 11Su tutto l’Egitto e su Canaan vennero carestia e grande tribolazione e i nostri padri non trovavano da mangiare. 12Giacobbe, avendo udito che in Egitto c’era del cibo, vi inviò i nostri padri una prima volta; 13la seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e così fu nota al faraone la stirpe di Giuseppe. 14Giuseppe allora mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, in tutto settantacinque persone. 15Giacobbe discese in Egitto. Egli morì, come anche i nostri padri; 16essi furono trasportati in Sichem e deposti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato, pagando in denaro, dai figli di Emor, a Sichem.
17Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto, 18finché sorse in Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe. 19Questi, agendo con inganno contro la nostra gente, oppresse i nostri padri fino al punto di costringerli ad abbandonare i loro bambini, perché non sopravvivessero. 20In quel tempo nacque Mosè, ed era molto bello. Fu allevato per tre mesi nella casa paterna 21e, quando fu abbandonato, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come suo figlio. 22Così Mosè venne educato in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente in parole e in opere. 23Quando compì quarant’anni, gli venne il desiderio di fare visita ai suoi fratelli, i figli d’Israele. 24Vedendone uno che veniva maltrattato, ne prese le difese e vendicò l’oppresso, uccidendo l’Egiziano. 25Egli pensava che i suoi fratelli avrebbero compreso che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero. 26Il giorno dopo egli si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e cercava di rappacificarli. Disse: “Uomini, siete fratelli! Perché vi maltrattate l’un l’altro?”. 27Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: “Chi ti ha costituito capo e giudice sopra di noi? 28Vuoi forse uccidermi, come ieri hai ucciso l’Egiziano?”. 29A queste parole Mosè fuggì e andò a vivere da straniero nella terra di Madian, dove ebbe due figli.
30Passati quarant’anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente. 31Mosè rimase stupito di questa visione e, mentre si avvicinava per vedere meglio, venne la voce del Signore: 32Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”. Tutto tremante, Mosè non osava guardare. 33Allora il Signore gli disse: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo in cui stai è terra santa. 34Ho visto i maltrattamenti fatti al mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli. Ora vieni, io ti mando in Egitto”.
35Questo Mosè, che essi avevano rinnegato dicendo: “Chi ti ha costituito capo e giudice?”, proprio lui Dio mandò come capo e liberatore, per mezzo dell’angelo che gli era apparso nel roveto. 36Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nella terra d’Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant’anni. 37Egli è quel Mosè che disse ai figli d’Israele: “Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me”. 38Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l’angelo, che gli parlava sul monte Sinai, e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi. 39Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero e in cuor loro si volsero verso l’Egitto, 40dicendo ad Aronne: “Fa’ per noi degli dèi che camminino davanti a noi, perché a questo Mosè, che ci condusse fuori dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. 41E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono un sacrificio all’idolo e si rallegrarono per l’opera delle loro mani. 42Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto degli astri del cielo, come è scritto nel libro dei Profeti:
Mi avete forse offerto vittime e sacrifici
per quarant’anni nel deserto, o casa d’Israele?
43Avete preso con voi la tenda di Moloc
e la stella del vostro dio Refan,
immagini che vi siete fabbricate per adorarle!
Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.
44Nel deserto i nostri padri avevano la tenda della testimonianza, come colui che parlava a Mosè aveva ordinato di costruirla secondo il modello che aveva visto. 45E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè la portarono con sé nel territorio delle nazioni che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. 46Costui trovò grazia dinanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per la casa di Giacobbe; 47ma fu Salomone che gli costruì una casa. 48L’Altissimo tuttavia non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il profeta:
49Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello dei miei piedi.
Quale casa potrete costruirmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
50Non è forse la mia mano che ha creato tutte queste cose?
51Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. 52Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, 53voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
54All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
55Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio 56e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». 57Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, 58lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. 59E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». 60Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.

Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica – Articoli da 218 a 232

PARTE SECONDA
LA CELEBRAZIONE
DEL MISTERO CRISTIANO

SEZIONE PRIMA
L’ECONOMIA SACRAMENTALE

 

218. Che cos’è la liturgia?

1066-1070

La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale. In essa, mediante l’esercizio dell’ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, con segni si manifesta e si realizza la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto pubblico dovuto a Dio.

219. Che posto occupa la liturgia nella vita della Chiesa?

1071-1075

La liturgia, azione sacra per eccellenza, costituisce il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana la sua forza vitale. Attraverso la liturgia, Cristo continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l’opera della nostra redenzione.

220. In che cosa consiste l’economia sacramentale?

1076

L’economia sacramentale consiste nel comunicare i frutti della redenzione di Cristo, mediante la celebrazione dei sacramenti della Chiesa, massimamente dell’Eucaristia, «finché egli venga» (1 Cor 11,26).

CAPITOLO PRIMO

IL MISTERO PASQUALE NEL TEMPO
DELLA CHIESA

LITURGIA – OPERA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

221. In che modo il Padre è la sorgente e il fine della liturgia?

1077-1083
1110

Nella liturgia il Padre ci colma delle sue benedizioni nel Figlio incarnato, morto e risorto per noi, ed egli effonde nei nostri cuori lo Spirito Santo. Nel contempo la Chiesa benedice il Padre con l’adorazione, la lode e l’azione di grazie e implora il dono del suo Figlio e dello Spirito Santo.

222. Qual è l’opera di Cristo nella liturgia?

1084-1090

Nella liturgia della Chiesa, Cristo significa e realizza principalmente il proprio Mistero pasquale. Donando lo Spirito Santo agli Apostoli ha concesso loro e ai loro successori il potere di attuare l’opera della salvezza per mezzo del Sacrificio eucaristico e dei Sacramenti, nei quali egli stesso agisce per comunicare la sua grazia ai fedeli di tutti i tempi e in tutto il mondo.

223. Nella liturgia, come opera lo Spirito Santo nei confronti della Chiesa?

1091-1109
1112

Nella liturgia si attua la più stretta cooperazione tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Lo Spirito Santo prepara la Chiesa ad incontrare il suo Signore; ricorda e manifesta Cristo alla fede dell’assemblea; rende presente e attualizza il Mistero di Cristo; unisce la Chiesa alla vita e alla missione di Cristo e fa fruttificare in essa il dono della comunione.

IL MISTERO PASQUALE NEI SACRAMENTI DELLA CHIESA

224. Che cosa sono i Sacramenti e quali sono?

1113-1131

I Sacramenti sono segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. Sono sette: il Battesimo, la Confermazione, l’Eucaristia, la Penitenza, l’Unzione degli infermi, l’Ordine e il Matrimonio.

225. Qual è il rapporto dei Sacramenti con Cristo?

1114-1116

I misteri della vita di Cristo costituiscono il fondamento di ciò che adesso Cristo, mediante i ministri della Chiesa, dispensa nei Sacramenti.

«Ciò che era visibile nel nostro Salvatore è passato nei suoi sacramenti» (san Leone Magno).

226. Qual è il legame dei Sacramenti con la Chiesa?

1117-1119

Cristo ha affidato i Sacramenti alla sua Chiesa. Essi sono «della Chiesa», in un duplice significato: sono «da essa», in quanto sono azioni della Chiesa, la quale è sacramento dell’azione di Cristo; e sono «per essa», nel senso che edificano la Chiesa.

227. Che cos’è il carattere sacramentale?

1121

È un sigillo spirituale, conferito dai Sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Ordine. Esso è promessa e garanzia della protezione divina. In forza di tale sigillo il cristiano è configurato a Cristo, partecipa in vario modo al suo sacerdozio e fa parte della Chiesa secondo stati e funzioni diverse. Viene quindi consacrato al culto divino e al servizio della Chiesa. Poiché il carattere è indelebile, i Sacramenti, che lo imprimono, si ricevono una volta sola nella vita.

228. Qual è la relazione dei Sacramenti con la fede?

1122-1126
1133

I Sacramenti non solo suppongono la fede, ma con le parole e con gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono. Celebrando i Sacramenti, la Chiesa confessa la fede apostolica. Da qui viene l’antico detto: «Lex orandi, lex credendi», cioè la Chiesa crede come prega.

229. Perché i Sacramenti sono efficaci?

1127-1128
1131

I Sacramenti sono efficaci ex opere operato («per il fatto stesso che l’azione sacramentale viene compiuta»), perché è Cristo che agisce in essi e che comunica la grazia che significano, indipendentemente dalla santità personale del ministro. Tuttavia i frutti dei Sacramenti dipendono anche dalle disposizioni di chi li riceve.

230. Per quale motivo i Sacramenti sono necessari alla salvezza?

1129

Per i credenti in Cristo, i Sacramenti sono necessari alla salvezza, anche se non vengono dati tutti ad ogni singolo fedele, perché conferiscono le grazie sacramentali, il perdono dei peccati, l’adozione a figli di Dio, la conformazione a Cristo Signore e l’appartenenza alla Chiesa. Lo Spirito Santo guarisce e trasforma coloro che li ricevono.

231. Che cos’è la grazia sacramentale?

1129; 1131
1134; 2003

La grazia sacramentale è la grazia dello Spirito Santo, donata da Cristo e propria di ciascun Sacramento. Tale grazia aiuta il fedele nel suo cammino di santità, e così pure aiuta la Chiesa nella sua crescita di carità e di testimonianza.

232. Qual è la relazione tra i Sacramenti e la vita eterna?

1130

Nei Sacramenti la Chiesa riceve già un anticipo della vita eterna, mentre resta «nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo» (Tt 2,13).