Ciascuno gettò il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni

ESODO – 7

1Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. 2Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. 3Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. 4Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. 5Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!».
6Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero. 7Mosè aveva ottant’anni e Aronne ottantatré, quando parlarono al faraone.
8Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: 9«Quando il faraone vi chiederà di fare un prodigio a vostro sostegno, tu dirai ad Aronne: “Prendi il tuo bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!”». 10Mosè e Aronne si recarono dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il suo bastone davanti al faraone e ai suoi ministri ed esso divenne un serpente. 11A sua volta il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell’Egitto, con i loro sortilegi, operarono la stessa cosa. 12Ciascuno gettò il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni. 13Però il cuore del faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva detto il Signore.
14Il Signore disse a Mosè: «Il cuore del faraone è irremovibile: si rifiuta di lasciar partire il popolo. 15Va’ dal faraone al mattino, quando uscirà verso le acque. Tu starai ad attenderlo sulla riva del Nilo, tenendo in mano il bastone che si è cambiato in serpente. 16Gli dirai: “Il Signore, il Dio degli Ebrei, mi ha inviato a dirti: Lascia partire il mio popolo, perché possa servirmi nel deserto; ma tu finora non hai obbedito. 17Dice il Signore: Da questo fatto saprai che io sono il Signore; ecco, con il bastone che ho in mano io batto un colpo sulle acque che sono nel Nilo: esse si muteranno in sangue. 18I pesci che sono nel Nilo moriranno e il Nilo ne diventerà fetido, così che gli Egiziani non potranno più bere acqua dal Nilo!”». 19Il Signore disse a Mosè: «Di’ ad Aronne: “Prendi il tuo bastone e stendi la mano sulle acque degli Egiziani, sui loro fiumi, canali, stagni e su tutte le loro riserve di acqua; diventino sangue e ci sia sangue in tutta la terra d’Egitto, perfino nei recipienti di legno e di pietra!”».
20Mosè e Aronne eseguirono quanto aveva ordinato il Signore: Aronne alzò il bastone e percosse le acque che erano nel Nilo sotto gli occhi del faraone e dei suoi ministri. Tutte le acque che erano nel Nilo si mutarono in sangue. 21I pesci che erano nel Nilo morirono e il Nilo ne divenne fetido, così che gli Egiziani non poterono più berne le acque. Vi fu sangue in tutta la terra d’Egitto. 22Ma i maghi dell’Egitto, con i loro sortilegi, operarono la stessa cosa. Il cuore del faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva detto il Signore. 23Il faraone voltò le spalle e rientrò nella sua casa e non tenne conto neppure di questo fatto. 24Tutti gli Egiziani scavarono allora nei dintorni del Nilo per attingervi acqua da bere, perché non potevano bere le acque del Nilo. 25Trascorsero sette giorni da quando il Signore aveva colpito il Nilo.
26Il Signore disse a Mosè: «Va’ a riferire al faraone: “Dice il Signore: Lascia partire il mio popolo, perché mi possa servire! 27Se tu rifiuti di lasciarlo partire, ecco, io colpirò tutto il tuo territorio con le rane: 28il Nilo brulicherà di rane; esse usciranno, ti entreranno in casa, nella camera dove dormi e sul tuo letto, nella casa dei tuoi ministri e tra il tuo popolo, nei tuoi forni e nelle tue madie. 29Contro di te, contro il tuo popolo e contro tutti i tuoi ministri usciranno le rane”».

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen

Lettera ai Gàlati – 6

1Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu. 2Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo. 3Se infatti uno pensa di essere qualcosa, mentre non è nulla, inganna se stesso. 4Ciascuno esamini invece la propria condotta e allora troverà motivo di vanto solo in se stesso e non in rapporto agli altri. 5Ciascuno infatti porterà il proprio fardello.
6Chi viene istruito nella Parola, condivida tutti i suoi beni con chi lo istruisce. 7Non fatevi illusioni: Dio non si lascia ingannare. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. 8Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. 9E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. 10Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede.
11Vedete con che grossi caratteri vi scrivo, di mia mano. 12Quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo. 13Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la Legge, ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne. 14Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. 15Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. 16E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
17D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
18La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Catechismo della Chiesa Cattolica – Articoli da 142 a 152

CAPITOLO TERZO – LA RISPOSTA DELL’UOMO A DIO

142

Con la sua Rivelazione “Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 2]. La risposta adeguata a questo invito è la fede.

143

Con la fede l’uomo sottomette pienamente a Dio la propria intelligenza e la propria volontà. Con tutto il suo essere l’uomo dà il proprio assenso a Dio rivelatore [Cf ibid., 5]. La Sacra Scrittura chiama “obbedienza della fede” questa risposta dell’uomo a Dio che rivela [Cf Rm 1,5; Rm 16,26 ].

Articolo 1: IO CREDO

I. L’obbedienza della fede

144

Obbedire (ob-audire”) nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la Verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta.

Abramo – “il padre di tutti i credenti”

145

La Lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo: “Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava” ( Eb 11,8 ) [Cf Gen 12,1-4 ]. Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa [Cf Gen 23,4 ]. Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della promessa. Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio [Cf Eb 11,17 ].

146

Abramo realizza così la definizione della fede data dalla Lettera agli Ebrei: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” ( Eb 11,1 ). “Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia” ( Rm 4,3 ) [Cf Gen 15,6 ]. Grazie a questa forte fede, [Cf Rm 4,20 ] Abramo è diventato “padre” di tutti coloro che credono ( Rm 4,11; Rm 4,18 ) [Cf Gen 15,5 ].

147

Di questa fede, l’Antico Testamento è ricco di testimonianze. La Lettera agli Ebrei fa l’elogio della fede esemplare degli antichi che “ricevettero” per essa “una buona testimonianza” ( Eb 11,2; Eb 11,39 ). Tuttavia “Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi”: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, “autore e perfezionatore della fede” ( Eb 11,40; 147 Eb 12,2 ).

Maria – “Beata colei che ha creduto”

148

La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l’obbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse l’annunzio e la promessa a Lei portati dall’angelo Gabriele, credendo che “nulla è impossibile a Dio” ( Lc 1,37 ), [Cf Gen 18,14 ] e dando il proprio consenso: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” ( Lc 1,38 ). Elisabetta la salutò così: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” ( Lc 1,45 ). Per questa fede tutte le generazioni la chiameranno beata [Cf Lc 1,48 ].

149

Durante tutta la sua vita, e fino all’ultima prova, [Cf Lc 2,35 ] quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere “nell’adempimento” della Parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede.

II. “So a chi ho creduto” ( 2Tm 1,12 )

Credere in un solo Dio

150

La fede è innanzi tutto una adesione personale dell’uomo a Dio; al tempo stesso ed inseparabilmente, è l’assenso libero a tutta la verità che Dio ha rivelato. In quanto adesione personale a Dio e assenso alla verità da Lui rivelata, la fede cristiana differisce dalla fede in una persona umana. E’ bene e giusto affidarsi completamente a Dio e credere assolutamente a ciò che Egli dice. Sarebbe vano e fallace riporre una simile fede in una creatura [Cf Ger 17,5-6; 150 Sal 40,5; Sal 146,3-4 ].

Credere in Gesù Cristo, Figlio di Dio

151

Per il cristiano, credere in Dio è inseparabilmente credere in Colui che Egli ha mandato, “il suo Figlio prediletto” nel quale si è compiaciuto ( Mc 1,11 ); Dio ci ha detto di ascoltarlo [Cf Mc 9,7 ]. Il Signore stesso dice ai suoi discepoli: “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” ( Gv 14,1 ). Possiamo credere in Gesù Cristo perché Egli stesso è Dio, il Verbo fatto carne: “Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato” ( Gv 1,18 ). Poiché Egli “ha visto il Padre” ( Gv 6,46 ), è il solo a conoscerlo e a poterlo rivelare [Cf Mt 11,27 ].

Credere nello Spirito Santo

152

Non si può credere in Gesù Cristo se non si ha parte al suo Spirito. E’ lo Spirito Santo che rivela agli uomini chi è Gesù. Infatti “nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo” ( 1Cor 12,3 ). “Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio… Nessuno ha mai potuto conoscere i segreti di Dio se non lo Spirito di Dio” ( 1Cor 2,10-11 ). Dio solo conosce pienamente Dio. Noi crediamo nello Spirito Santo perché è Dio.

La Chiesa non cessa di confessare la sua fede in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.

“If the grain of wheat dies, it bears much fruit”

Scripture: John 12:20-26

20 Now among those who went up to worship at the feast were some Greeks. 21 So these came to Philip, who was from Beth-sa’ida in Galilee, and said to him, “Sir, we wish to see Jesus.”  22 Philip went and told Andrew; Andrew went with Philip and they told Jesus.  23 And Jesus answered them, “The hour has come for the Son of man to be glorified. 24 Truly, truly, I say to you, unless a grain of wheat falls into the earth and dies, it remains alone; but if it dies, it bears much fruit.  25 He who loves his life loses it, and he who hates his life in this world will keep it for eternal life. 26 If any one serves me, he must follow me; and where I am, there shall my servant be also; if any one serves me, the Father will honor him.

Meditation: How can we meet Jesus in our lives and introduce him to others who are searching for him? John tells us that some Greek travelers who came to Jerusalem for the Passover wanted to meet Jesus. They were not Jews, but were devout seekers of God.  It was not unusual for Greeks to travel the then known world.  Greeks loved to journey and discover new things.  When these Greeks heard of Jesus, they wanted to meet him personally, but didn’t know how to approach him.  So they did something a Greek would feel comfortable doing.  They found a sympathetic looking insider named Philip, a disciple of Jesus whose name happened to be a Greek name, and asked him how they could meet with Jesus.  Philip surprisingly didn’t know what to say.  Andrew fortunately stepped in and personally introduced these foreigners to Jesus. How can we help people discover the Lord Jesus today? One of the best ways to introduce people to the Lord is to invite them to “come and see” the Lord present among his people when they gather for prayer, bible study, and the “breaking of the bread” at the Lord’s Table. 

Jesus’ response to giving an audience to these Greek visitors points to the reason why he came to Jerusalem at this Passover Feast.  Jesus knew that this was his “hour” — the time of fulfillment when he would be glorified through his suffering and death on the cross.  John in his gospel account points out that is was not only the Jews who were seeking the Messiah, but foreigners as well.  Jesus came to offer his life as an atoning sacrifice not only for the chosen people of Israel, but for all nations as well.

Jesus told his disciples a short parable about the nature of seeds to explain the spiritual significance of death and rebirth.   His audience, including many who were rural folk in Palestine, could easily understand the principle of new life from nature.  Seeds cannot produce new life by themselves.  They must first be planted in the earth before they can grow and produce fruit.  What is the spiritual analogy which Jesus alludes to here?  Is this, perhaps, a veiled reference to his own impending death on the cross and resurrection?  Or does he have another kind of “death and rebirth” in mind for his disciples?  Jesus, no doubt, had both meanings in mind for his disciples.  The image of the grain of wheat dying in the earth in order to grow and bear a harvest can be seen as a metaphor of Jesus’ own death and burial in the tomb and his resurrection.  Jesus knew that the only way to victory over the power of sin and death was through the cross.  Jesus reversed the curse of our first parents’ disobedience through his obedience to the Father’s will — his willingness to go to the cross to pay the just penalty for our sins and to defeat death once and for all.  His obedience and death on the cross obtain for us freedom and new life in the Holy Spirit.  His cross frees us from the tyranny of sin and death and shows us the way of perfect love.
 
If we want to experience the new life which Jesus offers, then the outer shell of our old, fallen nature, must be broken and put to death. In Baptism our “old nature” enslaved by sin is buried with Christ and we rise as a “new creation” in Christ.  This process of death to the “old fallen self” is both a one-time event, such as baptism, and a daily, on-going cycle in which God buries us more deeply into Jesus’ death to sin so we might rise anew and bear fruit for God. There is a great paradox here.  Death leads to life.  When we “die” to our selves, we “rise” to new life in Jesus Christ.

What does it mean to “die” to oneself?  It certainly means that what is contrary to God’s will must be “crucified” or “put to death”.  God gives us grace to say “yes” to his will and to reject whatever is contrary to his loving plan for our lives.  Jesus also promises that we will bear much “fruit” for him, if we choose to deny ourselves for his sake.  Jesus used forceful language to describe the kind of self-denial he had in mind for his disciples.  What did he mean when he said that one must hate himself?  The expression to hate something often meant to prefer less.  Jesus says that nothing should get in the way of our preferring him and the will of our Father in heaven.  Our hope is in Paul’s reminder that “What is sown in the earth is subject to decay, what rises is incorruptible” (1 Cor. 15:42).  Do you hope in the Lord and follow joyfully the path he has chosen for you?

“Lord, let me be wheat sown in the earth, to be harvested for you.  I want to follow wherever you lead me.  Give me fresh hope and joy in serving you all the days of my life.”


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li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera

LIBRO DEL PROFETA ISAIA – 56

1Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi».
2Beato l’uomo che così agisce
e il figlio dell’uomo che a questo si attiene,
che osserva il sabato senza profanarlo,
che preserva la sua mano da ogni male.
3Non dica lo straniero che ha aderito al Signore:
«Certo, mi escluderà il Signore dal suo popolo!».
Non dica l’eunuco:
«Ecco, io sono un albero secco!».
4Poiché così dice il Signore:
«Agli eunuchi che osservano i miei sabati,
preferiscono quello che a me piace
e restano fermi nella mia alleanza,
5io concederò nella mia casa
e dentro le mie mura un monumento e un nome
più prezioso che figli e figlie;
darò loro un nome eterno
che non sarà mai cancellato.
6Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
7li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».
8Oracolo del Signore Dio,
che raduna i dispersi d’Israele:
«Io ne radunerò ancora altri,
oltre quelli già radunati».
9Voi tutte, bestie dei campi, venite a mangiare;
voi tutte, bestie della foresta, venite.
10I suoi guardiani sono tutti ciechi,
non capiscono nulla.
Sono tutti cani muti,
incapaci di abbaiare;
sonnecchiano accovacciati,
amano appisolarsi.
11Ma questi cani avidi,
che non sanno saziarsi,
sono i pastori che non capiscono nulla.
Ognuno segue la sua via,
ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione.
12«Venite, io prenderò del vino
e ci ubriacheremo di bevande inebrianti.
Domani sarà come oggi,
e molto più ancora».

“Look, the world has gone after him”

Scripture: John 12:12-19

12 The next day the great crowd that had come to the festival heard that Jesus was coming to Jerusalem. 13 So they took branches of palm trees and went out to meet him, shouting, “Hosanna! Blessed is the one who comes in the name of the Lord– the King of Israel!” 14 Jesus found a young donkey and sat on it; as it is written: 15 “Do not be afraid, daughter of Zion. Look, your king is coming, sitting on a donkey’s colt!” 16 His disciples did not understand these things at first; but when Jesus was glorified, then they remembered that these things had been written of him and had been done to him. 17 So the crowd that had been with him when he called Lazarus out of the tomb and raised him from the dead continued to testify. 18 It was also because they heard that he had performed this sign that the crowd went to meet him. 19 The Pharisees then said to one another, “You see, you can do nothing. Look, the world has gone after him!”

Meditation:  The Jewish people had long expected that the Messiah would come at Passover time.  When news spread that Jesus had raised his friend Lazarus from the dead and was now on his way to Jerusalem for the Passover, the crowds gathered in great excitement to greet him.  When they saw him approaching from the Mount of Olives they went out to hail him as their Messiah King.  They shouted the prophetic words of Psalm 118:25-26: “Hosanna! Blessed is the one who comes in the name of the Lord– the King of Israel!” The Jewish people had sung this victory psalm every year during the Feast of Passover and the Feast of Tabernacles.  This psalm praises God for delivering his people from bondage in Egypt and points to the day when God’s annointed King will enter Jerusalem as its conquering hero.  The word “hosanna” in Hebrew literally means “save, pray!” or “save now!”

Jesus went to Jerusalem at Passover time knowing full well what awaited him — betrayal, rejection, and crucifixion.  The people of Jerusalem, however, were ready to hail him as their Messianic King!  Little did they know what it would cost this king to usher in his kingdom.   Jesus’ entry into Jerusalem astride a colt was a direct fulfillment of the Messianic prophecy of Zechariah (9:9): Rejoice greatly, O daughter of Zion.  Shout aloud, O daughter of Jerusalem.  Lo, your king comes to you; triumphant and victorious is he, and riding on an ass and upon a colt the foal of an ass.  The colt was a sign of peace.  Jesus enters Jerusalem in meekness and humility, as the Messianic King who brings victory and peace to his people. That victory and peace would be secured in the cross and resurrection which would take place in a matter of days at the time of Passover.

Augustine, the great 5th century church father, comments on the significance of Jesus’ entry into Jerusalem:  “The master of humility is Christ who humbled himself and became obedient even to death, even the death of the cross.  Thus he does not lose his divinity when he teaches us humility.  ..What great thing was it to the king of the ages to become the king of humanity?  For Christ was not the king of Israel so that he might exact a tax or equip an army with weaponry and visibly vanquish an enemy.  He was the king of Israel in that he rules minds, in that he gives counsel for eternity, in that he leads into the kingdom of heaven for those who believe, hope, and love.  It is a condescension, not an advancement for one who is the Son of God, equal to the Father, the Word through whom all things were made, to become king of Israel.  It is an indication of pity, not an increase in power.” [Tractates on John 51.3-4]

The religious leaders were upset when they heard the report of Jesus raising Lazarus from the dead.  Now they react with even greater jealousy when they hear that the crowds hail Jesus as their Messiah.  Their derisive comment that the whole world is now going after Jesus is an ironic testimony to Jesus’ mission – to not only be Israel’s Savior and King but the Savior and Ruler of the whole world as well.

Psalm 24 is another prophetic passage which echoes this triumphal procession of the King of glory into the gates of Jerusalem:  Lift up your heads, O gates! and be lifted up, O ancient doors!  that the King of glory may come in.  Jesus Christ came to bring us the kingdom of God.  He is the true King who offers peace, joy, and everlasting life for those who accept his kingship.  Does the Lord Jesus find a welcome entry into your life and home as King and Messiah?

“Lord Jesus, be the King and Ruler of my heart, mind, life, and home.  May my life reflect your meekness and humility that you may be honored as the King of glory!” 


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La grazia del Signore Gesù sia con voi. 24Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

Prima lettera ai Corinzi – 16

1Riguardo poi alla colletta in favore dei santi, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. 2Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che è riuscito a risparmiare, perché le collette non si facciano quando verrò. 3Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme. 4E se converrà che vada anch’io, essi verranno con me.
5Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia, perché la Macedonia intendo solo attraversarla; 6ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l’inverno, perché prepariate il necessario per dove andrò. 7Non voglio infatti vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un po’ di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. 8Mi fermerò tuttavia a Èfeso fino a Pentecoste, 9perché mi si è aperta una porta grande e propizia e gli avversari sono molti. 10Se verrà Timòteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi: anche lui infatti lavora come me per l’opera del Signore. 11Nessuno dunque gli manchi di rispetto; al contrario, congedatelo in pace perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli. 12Riguardo al fratello Apollo, l’ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando ne avrà l’occasione.
13Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi in modo virile, siate forti. 14Tutto si faccia tra voi nella carità. 15Una raccomandazione ancora, fratelli: conoscete la famiglia di Stefanàs. Furono i primi credenti dell’Acaia e hanno dedicato se stessi a servizio dei santi. 16Siate anche voi sottomessi verso costoro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro. 17Io mi rallegro della visita di Stefanàs, di Fortunato e di Acàico, i quali hanno supplito alla vostra assenza: 18hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Apprezzate persone come queste.
19Le Chiese dell’Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa. 20Vi salutano tutti i fratelli. Salutatevi a vicenda con il bacio santo.
21Il saluto è di mia mano, di Paolo. 22Se qualcuno non ama il Signore, sia anàtema! Maràna tha!
23La grazia del Signore Gesù sia con voi. 24Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

Il Signore ruggirà da Sion e da Gerusalemme farà udire la sua voce

LIBRO DEL PROFETA AMOS – 1

1Parole di Amos, che era allevatore di pecore, di Tekòa, il quale ebbe visioni riguardo a Israele, al tempo di Ozia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d’Israele, due anni prima del terremoto.
2Egli disse:
«Il Signore ruggirà da Sion
e da Gerusalemme farà udire la sua voce;
saranno avvizziti i pascoli dei pastori,
sarà inaridita la cima del Carmelo».
3Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Damasco
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno trebbiato Gàlaad
con trebbie ferrate.
4Alla casa di Cazaèl manderò il fuoco
e divorerà i palazzi di Ben-Adàd;
5spezzerò il catenaccio di Damasco,
sterminerò chi siede sul trono di Bikat-Aven
e chi detiene lo scettro di Bet-Eden,
e il popolo di Aram sarà deportato in esilio a Kir»,
dice il Signore.
6Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Gaza
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno deportato popolazioni intere
per consegnarle a Edom.
7Manderò il fuoco alle mura di Gaza
e divorerà i suoi palazzi,
8sterminerò chi siede sul trono di Asdod
e chi detiene lo scettro di Àscalon;
rivolgerò la mia mano contro Ekron
e così perirà il resto dei Filistei»,
dice il Signore.
9Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Tiro
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno deportato popolazioni intere a Edom,
senza ricordare l’alleanza fraterna.
10Manderò il fuoco alle mura di Tiro
e divorerà i suoi palazzi».
11Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Edom
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché ha inseguito con la spada suo fratello
e ha soffocato la pietà verso di lui,
perché la sua ira ha sbranato senza fine
e ha conservato lo sdegno per sempre.
12Manderò il fuoco a Teman
e divorerà i palazzi di Bosra».
13Così dice il Signore:
«Per tre misfatti degli Ammoniti
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno sventrato le donne incinte di Gàlaad
per allargare il loro confine.
14Darò fuoco alle mura di Rabbà
e divorerà i suoi palazzi,
tra il fragore di un giorno di battaglia,
fra il turbine di un giorno di tempesta.
15Il loro re andrà in esilio,
egli insieme ai suoi comandanti»,
dice il Signore.

Friday (December 30): “An angel of the Lord appeared to Joseph in a dream”

Daily Reading & Meditation

Scripture: Matthew 2:13-15, 19-23

13 Now when they had departed, behold, an angel of the Lord appeared to Joseph in a dream and said, “Rise, take the child and his mother, and flee to Egypt, and remain there till I tell you; for Herod is about to search for the child, to destroy him.” 14 And he rose and took the child and his mother by night, and departed to Egypt, 15 and remained there until the death of Herod. This was to fulfil what the Lord had spoken by the prophet, “Out of Egypt have I called my son.” 19 But when Herod died, behold, an angel of the Lord appeared in a dream to Joseph in Egypt, saying, 20 “Rise, take the child and his mother, and go to the land of Israel, for those who sought the child’s life are dead.”  21 And he rose and took the child and his mother, and went to the land of Israel.  22 But when he heard that Archelaus reigned over Judea in Place of his father Herod, he was afraid to go there, and being warned in a dream he withdrew to the district of Galilee.  23 And he went and dwelt in a city called Nazareth, that what was spoken by the prophets might be fulfilled, “He shall be called a Nazarene.”

Meditation: Like all godly Jewish parents, Joseph and Mary raised the child Jesus in the reverence and wisdom of the Lord. Joseph was given a unique task as the guardian and protector of Mary and of Jesus. What can we learn from the example and witness of Joseph? Joseph is a man of God, a man of  unquestioning obedience and willing service. He is a man of prayer and a man of God’s word. Through faith he recognized the hand of God in the mystery of the Incarnation – the Son of God taking on flesh as the son of the virgin Mary.

Joseph is a man of action, diligent in the care of his family and ready to do the Lord’s bidding. Joseph fearlessly set aside his own plans when God called him to “take to the road” and to leave his familiar surroundings – his home, friends and relatives, and the security of his livelihood in order to pursue a hidden mission God entrusted to him as the guardian of the newborn King.

God has a plan for each one of us. With the plan God gives grace and the assurance of his guiding hand and care. Do you trust your heavenly Father for his plan for your life? Are you willing to sacrifice your own plans for the sake of God’s plan? Are you willing to give God unquestioning service and to pursue whatever mission he gives you?

“Lord Jesus, make me a faithful servant of your word and guardian of your truth. Help me to obey you willingly, like Joseph and Mary, with unquestioning trust and with joyful hope.”

Psalm 128

1 Blessed is every one who fears the LORD, who walks in his ways!
2 You shall eat the fruit of the labor of your hands; you shall be happy, and it shall be well with you.
3 Your wife will be like a fruitful vine within your house;  your children will be like olive shoots  around your table.
4 Lo, thus shall the man be blessed who fears the LORD.
5 The LORD bless you from Zion! May you see the prosperity of Jerusalem all the days of your life!
6 May you see your children’s children! Peace be upon Israel!

Daily Quote from the early church fathers: The holy family flees to Egypt, by John Chrysostom, 547-407 A.D.

    “But why was the Christ child sent into Egypt? The text makes this clear: he was to fulfill what the Lord had spoken by the prophet, ‘Out of Egypt have I called my son’ (Hosea 11:1). From that point onward we see that the hope of salvation would be proclaimed to the whole world. Babylon and Egypt represent the whole world. Even when they were engulfed in ungodliness, God signified that he intended to correct and amend both Babylon and Egypt. God wanted humanity to expect his bounteous gifts the world over. So he called from Babylon the wise men and sent to Egypt the holy family.
    “Besides what I have said, there is another lesson also to be learned, which tends powerfully toward true self-constraint in us. We are warned from the beginning to look out for temptations and plots. And we see this even when he came in swaddling clothes. Thus you see even at his birth a tyrant raging, a flight ensuing and a departure beyond the border. For it was because of no crime that his family was exiled into the land of Egypt.
    “Similarly, you yourself need not be troubled if you are suffering countless dangers. Do not expect to be celebrated or crowned promptly for your troubles. Instead you may keep in mind the long-suffering example of the mother of the Child, bearing all things nobly, knowing that such a fugitive life is consistent with the ordering of spiritual things. You are sharing the kind of labor Mary herself shared. So did the magi. They both were willing to retire secretly in the humiliating role of fugitive.” (excerpt from THE GOSPEL OF MATTHEW, HOMILY 8.2)

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copyright (c) 2016 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso

Vangelo secondo Giovanni – 16

1Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. 2Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. 4Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto.
Non ve l’ho detto dal principio, perché ero con voi. 5Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. 6Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. 8E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9Riguardo al peccato, perché non credono in me; 10riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
16Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». 17Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». 18Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
19Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? 20In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
21La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. 22Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. 23Quel giorno non mi domanderete più nulla.
In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
25Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. 26In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: 27il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. 28Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».
29Gli dicono i suoi discepoli: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. 30Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». 31Rispose loro Gesù: «Adesso credete? 32Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
33Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».