Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose

Lettera agli Efesini – 1

1Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù: 2grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
5predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
6a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
7In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
8Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
9facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
10per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.
11In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
12a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
13In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
14il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
15Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, 16continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, 17affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; 18illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi 19e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
20Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
21al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
22 Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
23essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

Catechismo della Chiesa Cattolica – Articoli da 153 a 167

III. Le caratteristiche della fede

La fede è una grazia

153

Quando san Pietro confessa che Gesù è “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, Gesù gli dice: “Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” ( Mt 16,17 ) [Cf Gal 1,15; 153 Mt 11,25 ]. La fede è un dono di Dio, una virtù soprannaturale da Lui infusa. “Perché si possa prestare questa fede, è necessaria la grazia di Dio che previene e soccorre, e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia “a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità”” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5].

La fede è un atto umano

154

E’ impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo. Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario né alla libertà né all’intelligenza dell’uomo far credito a Dio e aderire alle verità da lui rivelate. Anche nelle relazioni umane non è contrario alla nostra dignità credere a ciò che altre persone ci dicono di sé e delle loro intenzioni, e far credito alle loro promesse (come, per esempio, quando un uomo e una donna si sposano), per entrare così in reciproca comunione. Conseguentemente, ancor meno è contrario alla nostra dignità “prestare, con la fede, la piena sottomissione della nostra intelligenza e della nostra volontà a Dio quando si rivela” [Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3008] ed entrare in tal modo in intima comunione con lui.

155

Nella fede, l’intelligenza e la volontà umane cooperano con la grazia divina: “Credere est actus intellectus assentientis veritati divinae ex imperio voluntatis a Deo motae per gratiam – Credere è un atto dell’intelletto che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio per mezzo della grazia, dà il proprio consenso alla verità divina” [San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, 2, 9; cf Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3010].

La fede e l’intelligenza

156

Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiano come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo “per l’autorità di Dio stesso che le rivela, il quale non può né ingannarsi né ingannare”. “Nondimeno, perché l’ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione, Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua Rivelazione” [Concilio Vaticano I: Denz.- Schönm., 3009]. Così i miracoli di Cristo e dei santi [Cf Mc 16,20; Eb 2,4 ] le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e la sua stabilità “sono segni certissimi della divina Rivelazione, adatti ad ogni intelligenza”, sono “motivi di credibilità” i quali mostrano che l’assenso della fede non è “affatto un cieco moto dello spirito” [Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3008-3010].

157

La fede è certa, più certa di ogni conoscenza umana, perché si fonda sulla Parola stessa di Dio, il quale non può mentire. Indubbiamente, le verità rivelate possono sembrare oscure alla ragione e all’esperienza umana, ma “la certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce della ragione naturale” [San Tommaso d’Aquino, Summa teologiae, II-II, 171, 5, ad 3]. “Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio” [John Henry Newman, Apologia pro vita sua].

158

“La fede cerca di comprendere “: [Sant’Anselmo d’Aosta, Proslogion, proem: PL 153, 225A] è caratteristico della fede che il credente desideri conoscere meglio colui nel quale ha posto la sua fede, e comprendere meglio ciò che egli ha rivelato; una conoscenza più penetrante richiederà a sua volta una fede più grande, sempre più ardente d’amore. La grazia della fede apre “gli occhi della mente” ( Ef 1,18 ) per una intelligenza viva dei contenuti della Rivelazione, cioè dell’insieme del disegno di Dio e dei misteri della fede, dell’intima connessione che li lega tra loro e con Cristo, centro del Mistero rivelato. Ora, “affinché l’intelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda, lo stesso Spirito Santo perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 5]. Così, secondo il detto di sant’Agostino, “credo per comprendere e comprendo per meglio credere” [Sant’Agostino, Sermones, 43, 7, 9: PL 38, 258].

159

Fede e scienza. “Anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione: poiché lo stesso Dio che rivela i misteri e comunica la fede, ha anche deposto nello spirito umano il lume della ragione, questo Dio non potrebbe negare se stesso, né il vero contraddire il vero” [Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm., 3017]. “Perciò la ricerca metodica di ogni disciplina, se procede in maniera veramente scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in reale contrasto con la fede, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio. Anzi, chi si sforza con umiltà e perseveranza di scandagliare i segreti della realtà, anche senza che egli se ne avveda, viene come condotto dalla mano di Dio, il quale, mantenendo in esistenza tutte le cose, fa che siano quello che sono” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 36, 2].

La libertà della fede

160

Per essere umana, la risposta della fede data dall’uomo a Dio deve essere volontaria; “nessuno quindi può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà. Infatti l’atto di fede è volontario per sua stessa natura” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 10; cf Codice di Diritto Canonico, 748, 2]. “Dio chiama certo gli uomini a servire lui in spirito e verità, per cui essi sono vincolati in coscienza ma non coartati… Ciò è apparso in sommo grado in Cristo Gesù” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 11]. Infatti, Cristo ha invitato alla fede e alla conversione, ma a ciò non ha affatto costretto. Ha reso testimonianza alla verità”, ma non ha voluto “imporla con la forza a coloro che la respingevano. Il suo regno … cresce in virtù dell’amore, con il quale Cristo, esaltato in croce, trae a sé gli uomini” [Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 11].

La necessità della fede

161

Credere in Gesù Cristo e in colui che l’ha mandato per la nostra salvezza, è necessario per essere salvati [Cf Mc 16,16; Gv 3,36; Gv 6,40 e. a]. “Poiché “senza la fede è impossibile essere graditi a Dio” ( Eb 11,6 ) e condividere le condizioni di suoi figli, nessuno può essere mai giustificato senza di essa e nessuno conseguirà la vita eterna se non “persevererà in essa sino alla fine” ( Mt 10,22; 161 Mt 24,13 )” [Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm. , 3012; cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., ].

La perseveranza nella fede

162

La fede è un dono che Dio fa all’uomo gratuitamente. Noi possiamo perdere questo dono inestimabile. San Paolo, a questo proposito, mette in guardia Timoteo: Combatti “la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l’hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede” ( 1Tm 1,18-19 ). Per vivere, crescere e perseverare nella fede sino alla fine, dobbiamo nutrirla con la Parola di Dio; dobbiamo chiedere al Signore di accrescerla; [Cf Mc 9,24; Lc 17,5; Lc 22,32 ] essa deve operare “per mezzo della carità” ( Gal 5,6 ), [Cf Gc 2,14-26 ] essere sostenuta dalla speranza [Cf Rm 15,13 ] ed essere radicata nella fede della Chiesa.

La fede – inizio della vita eterna

163

La fede ci fa gustare come in anticipo la gioia e la luce della visione beatifica, fine del nostro pellegrinare quaggiù. Allora vedremo Dio “a faccia a faccia” ( 1Cor 13,12 ), “così come egli è” ( 1Gv 3,2 ). ( 1Gv 3,2 ). La fede, quindi, è già l’inizio della vita eterna:

Fin d’ora contempliamo come in uno specchio, quasi fossero già presenti, le realtà meravigliose che ci riservano le promesse e che, per la fede, attendiamo di godere [San Basilio di Cesarea, Liber de Spiritu Sancto, 15, 36: PG 32, 132; cf San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, 4, 1].

164

Ora, però, “camminiamo nella fede e non ancora in visione” ( 2Cor 5,7 ), e conosciamo Dio “come in uno specchio, in maniera confusa…, in modo imperfetto” ( 1Cor 13,12 ). La fede, luminosa a motivo di Colui nel quale crede, sovente è vissuta nell’oscurità. La fede può essere messa alla prova. Il mondo nel quale viviamo pare spesso molto lontano da ciò di cui la fede ci dà la certezza; le esperienze del male e della sofferenza, delle ingiustizie e della morte sembrano contraddire la Buona Novella, possono far vacillare la fede e diventare per essa una tentazione.

165

Allora dobbiamo volgerci verso i testimoni della fede: Abramo, che credette, “sperando contro ogni speranza” ( Rm 4,18 ); la Vergine Maria che, nel “cammino della fede”, [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 58] è giunta fino alla “notte della fede” [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptoris Mater, 18] partecipando alla sofferenza del suo Figlio e alla notte della sua tomba; e molti altri testimoni della fede. “Circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede” ( Eb 12,1-2 )

Articolo 2: NOI CREDIAMO

166

La fede è un atto personale: è la libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela. La fede però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l’esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri.

167

“Io credo”: [Simbolo degli Apostoli] è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. “Noi crediamo”: [Simbolo di Nicea-Costantinopoli, nell’originale greco] è la fede della Chiesa confessata dai vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente, dall’assemblea liturgica dei credenti. “Io credo”: è anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che ci insegna a dire: “Io credo”, “Noi crediamo”.

“I did not come to judge the world but to save the world”

Scripture: John 12:44-50

44 And Jesus cried out and said, “He who believes in me, believes not in me but in him who sent me. 45 And he who sees me sees him who sent me. 46 I have come as light into the world, that whoever believes in me may not remain in darkness. 47 If any one hears my sayings and does not keep them, I do not judge him; for I did not come to judge the world but to save the world. 48 He who rejects me and does not receive my sayings has a judge; the word that I have spoken will be his judge on the last day. 49 For I have not spoken on my own authority; the Father who sent me has himself given me commandment what to say and what to speak. 50 And I know that his commandment is eternal life. What I say, therefore, I say as the Father has bidden me.”

Meditation: Do you seek to grow in your knowledge and understanding of God and his word? In Jesus’ last public discourse before his death and resurrection (according to John’s gospel), he confronted his audience with a stark choice: accept him and his message as the true light which comes from God or receive the consequences of disbelief and rejection, namely judgment and eternal darkness.  Why does Jesus speak of himself as the light of the world?  In the scriptures light is associated with God’s truth and life.  Psalm 27 exclaims, The Lord is my light and my salvation.  Just as natural light exposes the darkness and reveals what is hidden, so God’s word enables those with eyes of faith to perceive the hidden truths of God’s kingdom.  Natural light also brings warmth and enables seed to sprout and living things to grow. Jesus’ words produce life — the very life of God — within those who receive it with faith.  To reject Jesus’ words is to reject the Word of God and to bring condemnation upon oneself.  Jesus made it clear that he did not come to condemn, but rather to bring life and freedom to those who would accept him.

Why do we find Jesus’ warning of judgment hard to swallow?  Augustine, the fifth century bishop of Hippo, summed up our predicament in his great prayer: God our Father, we find it difficult to come to you, because our knowledge of you is imperfect.  In our ignorance we have imagined you to be our enemy; we have wrongly thought that you take pleasure in punishing our sins; and we have foolishly conceived you to be a tyrant over human life.  But since Jesus came among us, he has shown that you are loving, and that our resentment against you was groundless.  Do you want to know more of God and his forgiving love?  Look to Jesus, the Light of God, and in his truth you will find joy, freedom, and wholeness of mind and soul.

“Lord, in your word I find life and truth.  May I never doubt your word or forget your commandments.  Increase my love for your word and my zeal for your righteousness.”


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(c) 1999,2001 Don Schwager

Non sono io che uso pazienza da sempre? Ma tu non hai timore di me

LIBRO DEL PROFETA ISAIA – 57

1Perisce il giusto, nessuno ci bada.
I pii sono tolti di mezzo, nessuno ci fa caso.
Il giusto è tolto di mezzo a causa del male.
2Egli entra nella pace:
riposa sul suo giaciglio
chi cammina per la via diritta.
3Ora, venite qui, voi,
figli della maliarda,
progenie di un adultero e di una prostituta.
4Di chi vi prendete gioco?
Contro chi allargate la bocca
e tirate fuori la lingua?
Non siete voi forse figli del peccato,
prole bastarda?
5Voi, che spasimate fra i terebinti,
sotto ogni albero verde,
che sacrificate bambini nelle valli,
tra i crepacci delle rocce.
6Tra le pietre levigate del torrente è la parte che ti spetta:
esse sono la porzione che ti è toccata.
Anche ad esse hai offerto libagioni,
hai portato offerte sacrificali.
E di questo dovrei forse avere pietà?
7Su un monte alto ed elevato
hai posto il tuo giaciglio;
anche là sei salita per fare sacrifici.
8Dietro la porta e gli stipiti
hai posto il tuo emblema.
Lontano da me hai scoperto il tuo giaciglio,
vi sei salita, lo hai allargato.
Hai patteggiato con coloro
con i quali amavi trescare;
guardavi la mano.
9Ti sei presentata al re con olio,
hai moltiplicato i tuoi profumi;
hai inviato lontano i tuoi messaggeri,
ti sei abbassata fino agli inferi.
10Ti sei stancata in tante tue vie,
ma non hai detto: «È inutile».
Hai trovato come ravvivare la mano;
per questo non ti senti esausta.
11Chi hai temuto?
Di chi hai avuto paura per farti infedele?
E di me non ti ricordi,
non ti curi?
Non sono io che uso pazienza da sempre?
Ma tu non hai timore di me.
12Io divulgherò la tua giustizia
e le tue opere, che non ti gioveranno.
13Alle tue grida ti salvino i tuoi idoli numerosi.
Tutti se li porterà via il vento, un soffio se li prenderà.
Chi invece confida in me possederà la terra,
erediterà il mio santo monte.
14Si dirà: «Spianate, spianate, preparate la via,
rimuovete gli ostacoli sulla via del mio popolo».
15Poiché così parla l’Alto e l’Eccelso,
che ha una sede eterna e il cui nome è santo.
«In un luogo eccelso e santo io dimoro,
ma sono anche con gli oppressi e gli umiliati,
per ravvivare lo spirito degli umili
e rianimare il cuore degli oppressi.
16Poiché io non voglio contendere sempre
né per sempre essere adirato;
altrimenti davanti a me verrebbe meno
lo spirito e il soffio vitale che ho creato.
17Per l’iniquità della sua avarizia mi sono adirato,
l’ho percosso, mi sono nascosto e sdegnato;
eppure egli, voltandosi,
se n’è andato per le strade del suo cuore.
18Ho visto le sue vie,
ma voglio sanarlo, guidarlo e offrirgli consolazioni.
E ai suoi afflitti
19io pongo sulle labbra: “Pace,
pace ai lontani e ai vicini
– dice il Signore – e io li guarirò”».
20I malvagi sono come un mare agitato,
che non può calmarsi
e le cui acque portano su melma e fango.
21«Non c’è pace per i malvagi», dice il mio Dio.

“Now my soul is troubled”

Scripture: John 12:27-43

27 “Now my soul is troubled. And what should I say–‘Father, save me from this hour’? No, it is for this reason that I have come to this hour. 28 Father, glorify your name.” Then a voice came from heaven, “I have glorified it, and I will glorify it again.” 29 The crowd standing there heard it and said that it was thunder. Others said, “An angel has spoken to him.” 30 Jesus answered, “This voice has come for your sake, not for mine. 31 Now is the judgment of this world; now the ruler of this world will be driven out. 32 And I, when I am lifted up from the earth, will draw all people to myself.” 33 He said this to indicate the kind of death he was to die. 34 The crowd answered him, “We have heard from the law that the Messiah remains forever. How can you say that the Son of Man must be lifted up? Who is this Son of Man?” 35 Jesus said to them, “The light is with you for a little longer. Walk while you have the light, so that the darkness may not overtake you. If you walk in the darkness, you do not know where you are going. 36 While you have the light, believe in the light, so that you may become children of light.” After Jesus had said this, he departed and hid from them.

37 Although he had performed so many signs in their presence, they did not believe in him. 38 This was to fulfill the word spoken by the prophet Isaiah: “Lord, who has believed our message, and to whom has the arm of the Lord been revealed?” 39 And so they could not believe, because Isaiah also said, 40 “He has blinded their eyes and hardened their heart, so that they might not look with their eyes, and understand with their heart and turn– and I would heal them.” 41 Isaiah said this because he saw his glory and spoke about him. 42 Nevertheless many, even of the authorities, believed in him. But because of the Pharisees they did not confess it, for fear that they would be put out of the synagogue; 43 for they loved human glory more than the glory that comes from God.

Meditation: In Jesus’ last public discourse shortly before the time of Passover and his impending betrayal and death on a cross, Jesus spoke openly of his anguish of soul. Unlike the other Gospel accounts, John’s gospel does not describe Jesus’ agony in the Garden on the eve of his sacrifice.  But here John does describe Jesus’ emotional and spiritual anguish as his “hour” approaches.  What is this inner struggle which Jesus underwent as he anticipates his hour of trial and confrontation with those who sought to destroy him? It certainly would be a natural reaction for anyone to turn away from suffering and humiliation. Jesus knew that he could have chosen to avoid the cross and the scandal and shame it would have brought him.  That is why he posed the question: “Father, save me from this hour?” Jesus courageously chose to suffer and die, not only in obedience to his Father, but for our sake and for our salvation.  He freely embraced the cross without any resentment or self-pity, because he knew that the cross would bring glory to his Father and victory for us.

It is at this precise moment of Jesus’ total acceptance of the cross that the Father speaks audibly for all to hear.  The Father confirms that Jesus’ hour of exaltation will indeed bring glory to God’s name. The gospels tell us that the voice of God was present at all the decisive moments of Jesus life.  It came at his baptism at the Jordan River when Jesus began his public ministry (Mark 1:11).  And it came at the Mount of Transfiguration when Moses and Elijah appeared with Jesus in the presence of three disciples, after Jesus had told his disciples that he must go to Jerusalem and lay down his life for their sake (Luke 9:23-31).

On this occasion Jesus describes his approaching “hour” as both a “judgment of this world” and his “being lifted up from the earth”. The judgment Jesus had in mind here is the “driving out” of Satan as the ruler of the earth. Jesus saw the cross as defeat for Satan who sought to rule humankind enslaved by sin and the fear of death. His cross not only wins pardon from guilt but freedom to live a new way of love according to God’s wisdom and the promise of eternal life.

What did Jesus mean when he said he would “draw all people” to himself as he is lifted up from the earth (John 12:32)? This is the third occasion in the Gospel of John, when Jesus spoke of his being lifted up (see John 3:14-15 and 8:28).  John sees Jesus “being lifted up” as a sign of triumph over his enemies and his enthronement in glory as true King, not only of Israel, but the whole world which has been under the rule of Satan. When Jesus spoke with Nicodemus (John 3:14), he likened his being “lifted up” with Moses lifting up the bronze serpent in the wilderness. This uplifted bronze emblem brought healing to the Israelites poisoned by the deadly sting of vipers because of their rebellion and disobedience (see Numbers 21:9).  Now when people see what Jesus accomplished on his cross and recognize the great victory he won for them, then they will receive full healing, pardon, and reconcilation with God.

John the Evangelist saw the cross not as shame and defeat for Jesus, but as a throne of glory from which Jesus triumphed over sin, Satan, and death itself. Do you believe in the power of Jesus’ cross?

“Lord, by your cross you have redeemed the world.  May I always have the courage to embrace your will for my life. Though it may produce a cross on earth for me; it will surely produce a crown in heaven that will last forever”.


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(c) 2005 Don Schwager

Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria

Seconda lettera ai Corinzi – 1

1Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, alla Chiesa di Dio che è a Corinto e a tutti i santi dell’intera Acaia: 2grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
3Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! 4Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. 5Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. 6Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. 7La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.
8Non vogliamo infatti che ignoriate, fratelli, come la tribolazione, che ci è capitata in Asia, ci abbia colpiti oltre misura, al di là delle nostre forze, tanto che disperavamo perfino della nostra vita. 9Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte, perché non ponessimo fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti. 10Da quella morte però egli ci ha liberato e ci libererà, e per la speranza che abbiamo in lui ancora ci libererà, 11grazie anche alla vostra cooperazione nella preghiera per noi. Così, per il favore divino ottenutoci da molte persone, saranno molti a rendere grazie per noi.
12Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio, non con la sapienza umana, ma con la grazia di Dio. 13Infatti non vi scriviamo altro da quello che potete leggere o capire. Spero che capirete interamente – 14come in parte ci avete capiti – che noi siamo il vostro vanto come voi sarete il nostro, nel giorno del Signore nostro Gesù. 15Con questa convinzione avevo deciso in un primo tempo di venire da voi, affinché riceveste una seconda grazia, 16e da voi passare in Macedonia, per ritornare nuovamente dalla Macedonia in mezzo a voi e ricevere da voi il necessario per andare in Giudea. 17In questo progetto mi sono forse comportato con leggerezza? O quello che decido lo decido secondo calcoli umani, in modo che vi sia, da parte mia, il «sì, sì» e il «no, no»? 18Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no». 19Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì». 20Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria. 21È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, 22ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.
23Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita, che solo per risparmiarvi rimproveri non sono più venuto a Corinto. 24Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete saldi.

Il più coraggioso fra i prodi fuggirà nudo in quel giorno!». Oracolo del Signore

LIBRO DEL PROFETA AMOS – 2

1Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Moab
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché ha bruciato le ossa del re di Edom
per ridurle in calce.
2Manderò il fuoco a Moab
e divorerà i palazzi di Keriòt
e Moab morirà nel tumulto,
al grido di guerra, al suono del corno.
3Eliminerò dal suo seno chi governa,
ucciderò, insieme con lui, tutti i suoi prìncipi»,
dice il Signore.
4Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Giuda
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno rifiutato la legge del Signore
e non ne hanno osservato i precetti,
si sono lasciati traviare dagli idoli
che i loro padri avevano seguito.
5Manderò il fuoco a Giuda
e divorerà i palazzi di Gerusalemme».
6Così dice il Signore:
«Per tre misfatti d’Israele
e per quattro non revocherò il mio decreto di condanna,
perché hanno venduto il giusto per denaro
e il povero per un paio di sandali,
7essi che calpestano come la polvere della terra
la testa dei poveri
e fanno deviare il cammino dei miseri,
e padre e figlio vanno dalla stessa ragazza,
profanando così il mio santo nome.
8Su vesti prese come pegno si stendono
presso ogni altare
e bevono il vino confiscato come ammenda
nella casa del loro Dio.
9Eppure io ho sterminato davanti a loro l’Amorreo,
la cui statura era come quella dei cedri
e la forza come quella della quercia;
ho strappato i suoi frutti in alto
e le sue radici di sotto.
10Io vi ho fatto salire dalla terra d’Egitto
e vi ho condotto per quarant’anni nel deserto,
per darvi in possesso la terra dell’Amorreo.
11Ho fatto sorgere profeti fra i vostri figli
e nazirei fra i vostri giovani.
Non è forse così, o figli d’Israele?
Oracolo del Signore.
12Ma voi avete fatto bere vino ai nazirei
e ai profeti avete ordinato: “Non profetate!”.
13Ecco, vi farò affondare nella terra,
come affonda un carro
quando è tutto carico di covoni.
14Allora nemmeno l’uomo agile potrà più fuggire
né l’uomo forte usare la sua forza,
il prode non salverà la sua vita
15né l’arciere resisterà,
non si salverà il corridore
né il cavaliere salverà la sua vita.
16Il più coraggioso fra i prodi
fuggirà nudo in quel giorno!».
Oracolo del Signore.

Saturday (December 31): “The Word became flesh and dwelt among us”

Daily Reading & Meditation

Scripture: John 1:1-18

1 In the beginning was the Word, and the Word was with God, and the Word was God. 2 He was in the beginning with God; 3 all things were made through him, and without him was not anything made that was made. 4 In him was life, and the life was the light of men. 5 The light shines in the darkness, and the darkness has not overcome it. 6 There was a man sent from God, whose name was John. 7 He came for testimony, to bear witness to the light, that all might believe through him. 8 He was not the light, but came to bear witness to the light. 9 The true light that enlightens every man was coming into the world. 10 He was in the world, and the world was made through him, yet the world knew him not. 11 He came to his own home, and his own people received him not. 12 But to all who received him, who believed in his name, he gave power to become children of God; 13 who were born, not of blood nor of the will of the flesh nor of the will of man, but of God. 14 And the Word became flesh and dwelt among us, full of grace and truth; we have beheld his glory, glory as of the only Son from the Father. 15 (John bore witness to him, and cried, “This was he of whom I said, `He who comes after me ranks before me, for he was before me.'”) 16 And from his fulness have we all received, grace upon grace. 17 For the law was given through Moses; grace and truth came through Jesus Christ. 18 No one has ever seen God; the only Son, who is in the bosom of the Father, he has made him known.

Meditation: Why does John the Evangelist begin his Gospel account with a description of the Word of God and the creation of the universe and humankind? How might the beginning of John’s Gospel be linked with the beginning of the first book of Genesis (John 1:1-3 and Genesis 1:1-3)? The “word of God” was a common expression among the Jews. God’s word in the Old Testament Scriptures is an active, creative, and dynamic word. “By the word of the Lord the heavens were made” (Psalm 33:6). “He sends forth his commands to the earth; his word runs swiftly” (Psalm 147:15). “Is not my word like fire, says the Lord, and like a hammer which breaks the rock in pieces” (Jeremiah 23:29)?

The eternal Word leaped down from heaven
The writer of the (deutero-canonical) Book of Wisdom addresses God as the one who “made all things by your word” (Wisdom 9:1). God’s word is also equated with his wisdom. “The Lord by wisdom founded the earth” (Proverbs 3:19). The Book of Wisdom describes “wisdom” as God’s eternal, creative, and illuminating power. Both “word” and “wisdom” are seen as one and the same. “For while gentle silence enveloped all things, and night in its swift course was now half gone, your all-powerful word leaped from heaven, from the royal throne, into the midst of the land that was doomed, a stern warrior carrying the sharp sword of your authentic command” (deutero-canonical Book of Wisdom 18:14-16).

Truly man and truly God
John describes Jesus as God’s creative, life-giving and light-giving Word that has come to earth in human form. “God so loved the world that he gave his only Son, that whoever believes in him should not perish but have eternal life” (John 3:16). Jesus is the wisdom and power of God which created the world and sustains it who assumed a human nature in order to accomplish our salvation in it. Jesus became truly man while remaining truly God. “What he was, he remained, and what he was not he assumed” (from an early church antiphon for morning prayer). Jesus Christ is truly the Son of God who, without ceasing to be God and Lord, became a man and our brother. From the time of the Apostles the Christian faith has insisted on the incarnation of God’s Son “who has come in the flesh” (1 John 4:2)
.
Gregory of Nyssa, one of the great early church fathers (330-395 AD) wrote:

Sick, our nature demanded to be healed; fallen, to be raised up; dead, to rise again.  We had lost the possession of the good; it was necessary for it to be given back to us. Closed in darkness, it was necessary to bring us the light; captives, we awaited a Savior; prisoners, help; slaves, a liberator.  Are these things minor or insignificant?  Did they not move God to descend to human nature and visit it, since humanity was in so miserable and unhappy a state?

Christians never cease proclaiming anew the wonder of the Incarnation. The Son of God assumed a human nature in order to accomplish our salvation in it. The Son of God …worked with human hands; he thought with a human mind. He acted with a human will, and with a human heart he loved.  Born of the Virgin Mary, he has truly been made one of us, like to us in all things except sin (Gaudium et Spes).

We become partakers of Christ’s divine nature
If we are going to behold the glory of God we will do it through Jesus Christ. Jesus became the partaker of our humanity so we could be partakers of his divinity (2 Peter 1:4). God’s purpose for us, even from the beginning of his creation, is that we would be fully united with him. When Jesus comes God is made known as the God and Father of our Lord Jesus Christ. By our being united in Jesus, God becomes our Father and we become his sons and daughters. Do you thank the Father for sending his only begotten Son to redeem you and to share with you his glory?

“Almighty God and Father of light, your eternal Word leaped down from heaven in the silent watches of the night. Open our hearts to receive his life and increase our vision with the rising of dawn, that our lives may be filled with his glory and his peace.”

Psalm 96:1-2,11-13

1 O sing to the LORD a new song; sing to the LORD, all the earth!
2 Sing to the LORD, bless his name; tell of his salvation from day to day.
11 Let the heavens be glad, and let the earth rejoice; let the sea roar, and all that fills it;
12 let the field exult, and everything in it! Then shall all the trees of the wood sing for joy
13 before the LORD, for he comes, for he comes to judge the earth.  He will judge the world with righteousness, and the peoples with his truth.

Daily Quote from the early church fathers: The first-fruits of the Gospels, by Origen of Alexandria (185-254 AD)

“I think that John’s Gospel, which you have enjoined us to examine to the best of our ability, is the first-fruits of the Gospels. It speaks of him whose descent is traced and begins from him who is without a genealogy… The greater and more perfect expressions concerning Jesus are reserved for the one who leaned on Jesus’ breast. For none of the other Gospels manifested his divinity as fully as John when he presented him saying, ‘I am the light of the world’ (John 8:42), ‘I am the way and the truth and the life’ (John 14:6), ‘I am the resurrection’ (John 11:25), ‘I am the door’ (John 10:9), ‘I am the good shepherd’ (John 10:11)… We might dare say then that the Gospels are the first-fruits of all Scripture but that the first-fruits of the Gospels is that according to John whose meaning no one can understand who has not leaned on Jesus’ breast or received Mary from Jesus to be his mother also.” (excerpt from COMMENTARY ON THE GOSPEL OF JOHN 1.21–23)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite:
copyright (c) 2016 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo

Vangelo secondo Giovanni – 17

1Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. 2Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. 5E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. 7Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
9Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. 10Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
12Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. 13Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. 14Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
15Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. 16Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17Consacrali nella verità. La tua parola è verità. 18Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; 19per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.
20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: 21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
24Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
25Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. 26E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica – Articoli da 125 a 135

« GESÙ CRISTO DISCESE AGLI INFERI,
RISUSCITÒ DAI MORTI IL TERZO GIORNO »

125. Che cosa sono «gli inferi », nei quali Gesù discese?

632-637

Gli «inferi» – diversi dall’inferno della dannazione – costituivano lo stato di tutti coloro, giusti e cattivi, che erano morti prima di Cristo. Con l’anima unita alla sua Persona divina Gesù ha raggiunto negli inferi i giusti che attendevano il loro Redentore per accedere infine alla visione di Dio. Dopo aver vinto, mediante la sua morte, la morte e il diavolo «che della morte ha il potere» (Eb 2,14), ha liberato i giusti in attesa del Redentore e ha aperto loro le porte del Cielo.

126. Che posto occupa la Risurrezione di Cristo nella nostra fede?

631,638

La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo e rappresenta, con la Croce, una parte essenziale del Mistero pasquale.

127. Quali «segni» attestano la Risurrezione di Gesù?

639-644
656-657

Oltre al segno essenziale costituito dalla tomba vuota, la Risurrezione di Gesù è attestata dalle donne che incontrarono per prime Gesù e l’annunciarono agli Apostoli. Gesù poi «apparve a Cefa (Pietro), e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta» (1 Cor 15,5-6) e ad altri ancora. Gli Apostoli non hanno potuto inventare la risurrezione, poiché questa appariva loro impossibile: infatti Gesù li ha anche rimproverati per la loro incredulità.

128. Perché la Risurrezione è al tempo stesso un avvenimento trascendente?

647
656-657

Pur essendo un avvenimento storico, constatabile e attestato attraverso segni e testimonianze, la Risurrezione, in quanto entrata dell’umanità di Cristo nella gloria di Dio, trascende e supera la storia, come mistero della fede. Per questo motivo, Cristo risorto non si manifestò al mondo, ma ai suoi discepoli, rendendoli suoi testimoni davanti al popolo.

129. Qual è lo stato del corpo risorto di Gesù?

645-646

La Risurrezione di Cristo non è stata un ritorno alla vita terrena. Il suo corpo risuscitato è quello che è stato crocifisso e porta i segni della sua Passione, ma è ormai partecipe della vita divina con le proprietà di un corpo glorioso. Per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero di apparire ai suoi discepoli come e dove vuole e sotto aspetti diversi.

130. In che modo la Risurrezione è opera della Santissima Trinità?

648-650

La Risurrezione di Cristo è un’opera trascendente di Dio. Le tre Persone agiscono insieme secondo ciò che è loro proprio: il Padre manifesta la sua potenza; il Figlio «riprende» la vita che ha liberamente offerto (Gv 10,17) riunendo la sua anima e il suo corpo, che lo Spirito vivifica e glorifica.

131. Quali sono il senso e la portata salvifica della Risurrezione?

651-655
658

La Risurrezione è il culmine dell’Incarnazione. Essa conferma la divinità di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza tutte le promesse divine in nostro favore. Inoltre, il Risorto, vincitore del peccato e della morte, è il principio della nostra giustificazione e della nostra Risurrezione: fin d’ora ci procura la grazia dell’adozione filiale, che è reale partecipazione alla sua vita di Figlio unigenito; poi, alla fine dei tempi, egli risusciterà il nostro corpo.

« GESÙ SALÌ AL CIELO,
SIEDE ALLA DESTRA DEL PADRE ONNIPOTENTE »

132. Che cosa rappresenta l’Ascensione?

659-667

Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto.

« DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI »

133. Come regna ora il Signore Gesù?

668-674
680

Signore del cosmo e della storia, Capo della sua Chiesa, Cristo glorificato permane misteriosamente sulla terra, dove il suo regno è già presente come germe e inizio nella Chiesa. Un giorno ritornerà glorioso, ma non ne conosciamo il tempo. Per questo viviamo nella vigilanza, pregando: «Vieni, Signore» (Ap 22,20).

134. Come si realizzerà la venuta del Signore nella gloria?

675-677
680

Dopo l’ultimo sconvolgimento cosmico di questo mondo che passa, la venuta gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella Parusia e con l’ultimo Giudizio. Si compirà cosi il Regno di Dio.

135. Come Cristo giudicherà i vivi e i morti?

678-679
681-682

Cristo giudicherà con il potere che ha acquisito come Redentore del mondo, venuto a salvare gli uomini. I segreti dei cuori saranno svelati, come pure la condotta di ciascuno verso Dio e verso il prossimo. Ogni uomo sarà colmato di vita o dannato per l’eternità a seconda delle sue opere. Così si realizzerà «la pienezza di Cristo» (Ef 4,13), nella quale «Dio sarà tutto in tutti» (1 Cor 15,28).