Preghiera della notte allo Spirito Santo,il Consolatore

Valentino Salvoldi

Hai seminato in me,
Spirito di consiglio e di fortezza,
parole di vita e verità eterne.
Hai aperto la mia mente al Mistero
che illumina il cammino verso di te.
Mi hai chiamato alla tua presenza
con tutto il carico della mia miseria,
ma anche con il desiderio
di rinnovare continuamente la mia vita,
con la mente, le labbra e il cuore
da te illuminati, purificati, vivificati.
Attento alla voce del Padre
e illuminato dal messaggio di Cristo,
invoco te, Spirito di Sapienza,
perché continui a parlarmi, a stupirmi
e a rinnovarmi con nuovi incontri d’amore.
E di fronte al dubbio e alla paura,
sorreggi i vacillanti miei passi
ripetendo, instancabile, le parole di Gesù:
“Coraggio, non temere. Sono io!”.

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Non “ammazzare il tempo” per breve che sia, è un dono della Provvidenza; il Signore vi è presente.

Michel Quoist

L’uomo che non è più padrone di se stesso “si lascia andare”, passa davanti alla porta senza mai osare di entrare in casa sua.

Se hai paura di fermarti, è perché hai paura di incontrarti, e se hai paura di incontrarti è perché non sei più in intimità con te stesso, non ti conosci più, temi i tuoi rimproveri e le tue esigenze.

Non hai tempo per sostare? Sii leale, vi sono sempre dei momenti di vuoto nelle tue attività. Non affrettarti a colmarli cercando il chiasso, un giornale, una conversazione, una presenza… Quando puoi concederti un momento di silenzio, non mettere subito un disco. Fermati…

Se ti fermi, è per prendere coscienza di te, riunire tutte le tue forze, riordinarle e dirigerle, al fine di impegnarti tutto intero nella tua vita.

Accettare di fermarsi, è accettare di guardare se stesso, e accettare di guardarsi, è già impegnarsi, perché è far penetrare lo spirito nell’interno della propria casa.

Non ti riconoscerai né ti comprenderai appieno se non nella luce di Dio. Quando dai un appuntamento a te stesso, tu dai contemporaneamente un appuntamento al Signore.

Nel corso delle tue giornate, cogli tutte le occasioni che la vita ti offre per riafferrarti e comunicare con Dio. Non “ammazzare il tempo” per breve che sia, è un dono della Provvidenza; il Signore vi è presente.

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«Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza»

LIBRO DEL PROFETA ISAIA – 30

1Guai a voi, figli ribelli
– oracolo del Signore –
che fate progetti senza di me,
vi legate con alleanze che io non ho ispirato,
così da aggiungere peccato a peccato.
2Siete partiti per scendere in Egitto
senza consultarmi,
per mettervi sotto la protezione del faraone
e per ripararvi all’ombra dell’Egitto.
3La protezione del faraone sarà la vostra vergogna
e il riparo all’ombra dell’Egitto la vostra confusione.
4Quando i suoi capi saranno giunti a Tanis
e i messaggeri avranno raggiunto Canes,
5tutti saranno delusi di un popolo che è inutile,
che non porterà loro né aiuto né vantaggio,
ma solo confusione e ignominia.
6Oracolo sulle bestie del Negheb.
In una terra di angoscia e di miseria,
della leonessa e del leone che ruggisce,
di aspidi e draghi volanti,
essi portano le loro ricchezze sul dorso di asini,
i loro tesori sulla gobba di cammelli
a un popolo che non giova a nulla.
7Vano e inutile è l’aiuto dell’Egitto;
per questo lo chiamo «Raab l’ozioso».
8Su, vieni, scrivi questo su una tavoletta davanti a loro,
incidilo sopra un documento,
perché resti per il futuro
in testimonianza perenne.
9Poiché questo è un popolo ribelle.
Sono figli bugiardi,
figli che non vogliono ascoltare la legge del Signore.
10Essi dicono ai veggenti: «Non abbiate visioni»
e ai profeti: «Non fateci profezie sincere,
diteci cose piacevoli, profetateci illusioni!
11Scostatevi dalla retta via, uscite dal sentiero,
toglieteci dalla vista il Santo d’Israele».
12Pertanto dice il Santo d’Israele:
«Poiché voi rigettate questa parola
e confidate nella vessazione dei deboli e nella perfidia,
ponendole a vostro sostegno,
13ebbene questa colpa diventerà per voi
come una breccia che minaccia di crollare,
che sporge su un alto muro,
il cui crollo avviene in un attimo, improvvisamente,
14e s’infrange come un vaso di creta,
frantumato senza misericordia,
così che non si trova tra i suoi frantumi
neppure un coccio
con cui si possa prendere fuoco dal braciere
o attingere acqua dalla cisterna».
15Poiché così dice il Signore Dio, il Santo d’Israele:
«Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza,
nell’abbandono confidente sta la vostra forza».
Ma voi non avete voluto,
16anzi avete detto: «No, noi fuggiremo su cavalli».
Ebbene, fuggite!
«Cavalcheremo su destrieri veloci».
Ebbene, più veloci saranno i vostri inseguitori.
17Mille saranno come uno solo di fronte alla minaccia di un altro,
per la minaccia di cinque vi darete alla fuga,
finché resti di voi qualcosa
come un palo sulla cima di un monte
e come un’asta sopra una collina.
18Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia,
per questo sorge per avere pietà di voi,
perché un Dio giusto è il Signore;
beati coloro che sperano in lui.
19Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme,
tu non dovrai più piangere.
A un tuo grido di supplica ti farà grazia;
appena udrà, ti darà risposta.
20Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione
e l’acqua della tribolazione,
non si terrà più nascosto il tuo maestro;
i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
21i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
«Questa è la strada, percorretela»,
caso mai andiate a destra o a sinistra.
22Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d’argento;
i tuoi idoli rivestiti d’oro getterai via come un oggetto immondo.
«Fuori!», tu dirai loro.
23Allora egli concederà la pioggia per il seme
che avrai seminato nel terreno,
e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso;
in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
24I buoi e gli asini che lavorano la terra
mangeranno biada saporita,
ventilata con la pala e con il vaglio.
25Su ogni monte e su ogni colle elevato
scorreranno canali e torrenti d’acqua
nel giorno della grande strage,
quando cadranno le torri.
26La luce della luna sarà come la luce del sole
e la luce del sole sarà sette volte di più,
come la luce di sette giorni,
quando il Signore curerà la piaga del suo popolo
e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.
27Ecco il nome del Signore venire da lontano,
ardente è la sua ira e gravoso il suo divampare;
le sue labbra traboccano sdegno,
la sua lingua è come un fuoco divorante.
28Il suo soffio è come un torrente che straripa,
che giunge fino al collo,
per vagliare i popoli con il vaglio distruttore
e per mettere alle mascelle dei popoli
una briglia che porta a rovina.
29Voi innalzerete il vostro canto
come nella notte in cui si celebra una festa;
avrete la gioia nel cuore
come chi parte al suono del flauto,
per recarsi al monte del Signore,
alla roccia d’Israele.
30Il Signore farà udire la sua voce maestosa
e mostrerà come colpisce il suo braccio
con ira ardente,
in mezzo a un fuoco divorante,
tra nembi, tempesta e grandine furiosa.
31Poiché alla voce del Signore tremerà l’Assiria,
quando il Signore percuoterà con la verga.
32Ogni colpo del bastone punitivo,
che il Signore le farà piombare addosso,
sarà accompagnato con tamburelli e cetre.
Egli combatterà contro di essa con battaglie tumultuose.
33Il Tofet, infatti, è preparato da tempo:
esso è pronto anche per il re.
Profondo e largo è il rogo,
fuoco e legna abbondano.
Lo accenderà, come torrente di zolfo,
il soffio del Signore.

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Jesus rescues a court official’s son

Scripture:  John 4:43-54

43 After the two days he departed to Galilee. 44 For Jesus himself testified that a prophet has no honor in his own country. 45 So when he came to Galilee, the Galileans welcomed him, having seen all that he had done in Jerusalem at the feast, for they too had gone to the feast. 46 So he came again to Cana in Galilee, where he had made the water wine. And at Caper’na-um there was an official whose son was ill. 47 When he heard that Jesus had come from Judea to Galilee, he went and begged him to come down and heal his son, for he was at the point of death. 48 Jesus therefore said to him, “Unless you see signs and wonders you will not believe.” 49 The official said to him, “Sir, come down before my child dies.” 50 Jesus said to him, “Go; your son will live.” The man believed the word that Jesus spoke to him and went his way. 51 As he was going down, his servants met him nd told him that his son was living. 52 So he asked them the hour when he began to mend, and they said to him, “Yesterday at the seventh hour the fever left him.” 53 The father knew that was the hour when Jesus had said to him, “Your son will live”; and he himself believed, and all his household. 54 This was now the second sign that Jesus did when he had come from Judea to Galilee.

Meditation: Do you approach the Lord Jesus with expectant faith for healing, pardon, and transformation in Christ-like holiness? Jesus’ miracles are signs that manifest the presence and power of God’s kingdom. When a high ranking official, who was very likely from King Herod’s court, heard the reports of Jesus’ preaching and miracles, he decided to seek Jesus out for an extraordinary favor. If this story happened today the media headlines would probably say: “High ranking official leaves capital in search of miracle cure from a small town carpenter.”

It took raw courage for a high ranking court official to travel twenty miles in search of Jesus, the Galilean carpenter. He had to swallow his pride and put up with some ridicule from his cronies. And when he found the healer carpenter, Jesus seemed to put him off with the blunt statement that people would not believe unless they saw some kind of miracle or sign from heaven. Jesus likely said this to test the man to see if his faith was in earnest. If he turned away discouraged or irritated, he would prove to be insincere. Jesus, perceiving his faith, sent him home with the assurance that his prayer had been heard. It was probably not easy for this man to leave Jesus and go back home only with the assuring word that his son would be healed. Couldn’t Jesus have come to this man’s home and touched his dying child? The court official believed in Jesus and took him at his word without doubt or hesitation. He was ready to return home and face ridicule and laughter because he trusted in Jesus’ word. God’s mercy shows his generous love – a love that bends down in response to our misery and wretchedness. Is there any area in your life where you need healing, pardon, change, and restoration? If you seek the Lord with trust and expectant faith, he will not disappoint you. He will meet you more than half way and give you what you need. The Lord Jesus never refused anyone who put their trust in him. Surrender your doubts and fears, your pride and guilt at his feet, and trust in his saving word and healing love.

“Lord Jesus, your love never fails and your mercy is unceasing. Give me the courage to surrender my stubborn pride, fear and doubts to your surpassing love, wisdom and knowledge. Make be strong in faith, persevering in hope, and constant in love.”


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Chi dice male del fratello, o giudica il suo fratello, parla contro la Legge e giudica la Legge

Lettera di Giacomo – 4

1Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? 2Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; 3chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni. 4Gente infedele! Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio?
Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. 5O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: «Fino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi»? 6Anzi, ci concede la grazia più grande; per questo dice:
Dio resiste ai superbi,
agli umili invece dà la sua grazia.
7Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. 8Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. 9Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. 10Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.
11Non dite male gli uni degli altri, fratelli. Chi dice male del fratello, o giudica il suo fratello, parla contro la Legge e giudica la Legge. E se tu giudichi la Legge, non sei uno che osserva la Legge, ma uno che la giudica. 12Uno solo è legislatore e giudice, Colui che può salvare e mandare in rovina; ma chi sei tu, che giudichi il tuo prossimo?
13E ora a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», 14mentre non sapete quale sarà domani la vostra vita! Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. 15Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello». 16Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo. 17Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.

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“Whoever drinks of the water that I shall give will never thirst”

Scripture: John 4:1-42

      1 Now when the Lord knew that the Pharisees had heard that Jesus was making and baptizing more disciples than John 2 (although Jesus himself did not baptize, but only his disciples), 3 he left Judea and departed again to Galilee. 4 He had to pass through Samar’ia. 5 So he came to a city of Samar’ia, called Sy’char, near the field that Jacob gave to his son Joseph.  6 Jacob’s well was there, and so Jesus, wearied as he was with his journey, sat down beside the well. It was about the sixth hour. 7 There came a woman of Samar’ia to draw water. Jesus said to her, “Give me a drink.”  8 For his disciples had gone away into the city to buy food. 9 The Samaritan woman said to him, “How is it that you, a Jew, ask a drink of me, a woman of Samar’ia?” For Jews have no dealings with  Samaritans.  10 Jesus answered her, “If you knew the gift of God, and who it is that is saying to you, `Give me a drink,’ you would have asked him, and he would have given you living water.”  11 The woman said to him, “Sir, you have nothing to draw with, and the well is deep; where do you get that living water?  12 Are you greater than our father Jacob, who gave us the well, and drank from  it himself, and his sons, and his cattle?”  13 Jesus said to her, “Every one who drinks of this water will thirst again, 14 but whoever drinks of the water that I shall give him will never thirst; the water that I shall give him will become in him a spring of water welling up to eternal life.”  15 The woman said to him, “Sir, give me this water, that I may not thirst, nor come here to draw.” 16 Jesus said to her, “Go, call your husband, and come here.”

17 The woman answered him, “I have no husband.” Jesus said to her, “You are right in saying, `I have no husband’; 18 for you have had five husbands, and he whom you now have is not your husband; this you said truly.” 19 The woman said to him, “Sir, I perceive that you are a prophet. 20 Our fathers worshiped on this mountain; and you say that in Jerusalem is the place where men ought to worship.” 21 Jesus said to her, “Woman, believe me, the hour is coming when neither on this mountain nor in Jerusalem will you worship the Father.  22 You worship what you do not know; we worship what we know, for salvation is from the Jews. 23 But the hour is coming, and now is, when the true worshipers will worship the Father in spirit and truth, for such the Father seeks to worship him. 24 God is spirit, and those who worship him must worship in spirit and truth.”  25 The woman said to him, “I know that Messiah is coming (he who is called Christ); when he comes, he will show us all things.” 26 Jesus said to her, “I who speak to you am he.”

27 Just then his disciples came. They marveled that he was talking with a woman, but none said, “What do you wish?” or, “Why are you talking with her?”  28 So the woman left her water jar, and went away into the city, and said to the people, 29 “Come, see a man who told me all that I ever did. Can this be the Christ?” 30 They went out of the city and were coming to him.

31 Meanwhile the disciples besought him, saying, “Rabbi, eat.” 32 But he said to them, “I have food to eat of which you do not know.” 33 So the disciples said to one another, “Has any one  brought him food?” 34 Jesus said to them, “My food is to do the will of him who sent me, and to accomplish his work.  35 Do you not say, `There are yet four months, then comes the harvest’? I tell  you, lift up your eyes, and see how the fields are already white  for harvest. 36 He who reaps receives wages, and gathers fruit for eternal life, so that sower and reaper may rejoice together. 37 For here the saying holds true, `One sows and another reaps.’ 38 I sent you to reap that for which you did not labor; others have labored, and you have entered into their labor.”  39 Many Samaritans from that city believed in him because of the woman’s testimony, “He told me all that I ever did.” 40 So when the Samaritans came to him, they asked him to stay with them; and he stayed there two days. 41 And many more believed because of his word.

Meditation: Do you allow any barriers to distance yourself from the Lord and his will for your life?  Jesus overcame the barriers of prejudice, sin, and misunderstanding with the truth of God’s word and the power of the Holy Spirit. The Jews and Samaritans had been divided for centuries. They had no dealings with one another, avoiding all social contact, even trade, and inter-marriage.  If their paths crossed it would not be unusual for hostility to break out. When Jesus passed through Samaria he did the unthinkable.  He conversed with a Samaritan, thus risking ritual impurity and scorn from his fellow Jews. He also did something no strict Rabbi would dare to do in public without loss to his reputation.  He greeted a woman and spoke openly with her.  Not only was she a woman, but a notorious adulteress.  No decent Jew would even think of being seen with such a woman, let alone exchanging a word with her!

Why did Jesus meet alone with this Samaritan woman? Women normally gathered at the town well in the early hours of the morning while it was still cool.  This would be a customary time for social contact and exchange of news.  The fact that this notorious woman chose the midday hour to go out in public when the heat is greatest, shows her estrangement from her own community. Jesus broke through the barriers of nationality and orthodox Jewish custom.  He showed the universality of the gospel.  No one is barred from the love of God and the good news of salvation. There is only one thing that can keep us from God and his redeeming love — our stubborn pride and wilful rebellion.

What is the point of Jesus’ exchange with the woman about water? Water in the arid land was scarce.  Jacob’s well was located in a strategic fork of the road between Samaria and Galilee.  One can live without food for several days, but not without water.  Water is a source of life and growth for all living things.  When rain came to the desert, the water transformed the wasteland into a fertile field. The kind of water which Jesus spoke about was living, running water.  Fresh water from a cool running stream was always preferred to the still water one might find in a pond or well.  Living water was also a symbol for the Jew of thirst of the soul for God. The water which Jesus spoke of symbolized the Holy Spirit and his work of recreating us in God’s image and sustaining in us the new life which comes from God. The life which the Holy Spirit produces in us makes us a new creation in Jesus Christ.  Do you thirst for God and for the life of the Holy Spirit within you?

Hippolytus, a second century Christian writer, explains the significance of the Holy Spirit’s work in us: “This is the water of the Spirit: It refreshes paradise, enriches the earth, gives life to living things.  It is the water of Christ’s baptism; it is our life.  If you go with faith to this renewing fountain, you renounce Satan your enemy and confess Christ your God.  You cease to be a slave and become an adopted son; you come forth radiant as the sun and brilliant with justice; you come forth a son of God and fellow-heir with Christ.” (From a sermon, On the Epiphany)

Basil the Great (c. 330-379) speaks in a similar manner: “The Spirit restores paradise to us and the way to heaven and adoption as children of God; he instills confidence that we may call God truly Father and grants us the grace of Christ to be children of the light and to enjoy eternal glory.  In a word, he bestows the fullness of blessings in this world and the next; for we may contemplate now in the mirror of faith the promised things we shall someday enjoy.  If this is the foretaste, what must the reality be?  If these are the first fruits, what must be the harvest?” (From the treatise, The Holy Spirit)

“Lord, my soul thirsts for you.  Fill me with your Holy Spirit that I may always find joy in your presence and take delight in doing your will.”


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(c) 2001 Don Schwager
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Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te

LIBRO DEL PROFETA ZACCARIA – 2

1Poi alzai gli occhi, ed ecco, vidi quattro corna. 2Domandai all’angelo che parlava con me: «Che cosa sono queste?». Ed egli: «Sono le corna che hanno disperso Giuda, Israele e Gerusalemme». 3Poi il Signore mi fece vedere quattro fabbri. 4Domandai: «Che cosa vengono a fare costoro?». Mi rispose: «Le corna hanno disperso Giuda a tal segno che nessuno osa più alzare la testa e costoro vengono a demolire e abbattere le corna delle nazioni che cozzano contro il paese di Giuda per disperderlo».
5Alzai gli occhi, ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. 6Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». 7Allora l’angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo, 8che gli disse: «Corri, va’ a parlare a quel giovane e digli: “Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. 9Io stesso – oracolo del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa”».
10«Su, su, fuggite dal paese del settentrione – oracolo del Signore – voi che ho disperso ai quattro venti del cielo. Oracolo del Signore. 11Mettiti in salvo, o Sion, tu che abiti con la figlia di Babilonia! 12Il Signore degli eserciti, dopo che la sua gloria mi ha inviato, dice alle nazioni che vi hanno spogliato: Chi tocca voi, tocca la pupilla dei miei occhi. 13Ecco, io stendo la mano sopra di esse e diverranno preda dei loro schiavi. E voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato.
14Rallégrati, esulta, figlia di Sion,
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te.
Oracolo del Signore.
15Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore
e diverranno suo popolo,
ed egli dimorerà in mezzo a te
e tu saprai che il Signore degli eserciti
mi ha inviato a te.
16Il Signore si terrà Giuda
come eredità nella terra santa
ed eleggerà di nuovo Gerusalemme.
17Taccia ogni mortale davanti al Signore,
poiché egli si è destato dalla sua santa dimora».

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Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti

Lettera ai Romani – 4

1Che diremo dunque di Abramo, nostro progenitore secondo la carne? Che cosa ha ottenuto? 2Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere, ha di che gloriarsi, ma non davanti a Dio. 3Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia. 4A chi lavora, il salario non viene calcolato come dono, ma come debito; 5a chi invece non lavora, ma crede in Colui che giustifica l’empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia. 6Così anche Davide proclama beato l’uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere:
7Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate
e i peccati sono stati ricoperti;
8beato l’uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!
9Ora, questa beatitudine riguarda chi è circonciso o anche chi non è circonciso? Noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia. 10Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non dopo la circoncisione, ma prima. 11Infatti egli ricevette il segno della circoncisione come sigillo della giustizia, derivante dalla fede, già ottenuta quando non era ancora circonciso. In tal modo egli divenne padre di tutti i non circoncisi che credono, cosicché anche a loro venisse accreditata la giustizia 12ed egli fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo provengono dalla circoncisione ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione.
13Infatti non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. 14Se dunque diventassero eredi coloro che provengono dalla Legge, sarebbe resa vana la fede e inefficace la promessa. 15La Legge infatti provoca l’ira; al contrario, dove non c’è Legge, non c’è nemmeno trasgressione. 16Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi 17come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
18Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. 19Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara. 20Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, 21pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. 22Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.
23E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, 24ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, 25il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

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Elogio della Solitudine e della Vacanza

Anthony de Mello, Alle sorgenti

Immagino di ritirarmi in un posto solitario per fare a me stesso il dono della solitudine, perché la solitudine è un tempo nel quale vedo le cose come sono.

Quali sono le piccole cose nella vita che la mancanza di solitudine ha eccessivamente ingigantito?

Quali sono le cose veramente importanti per le quali trovo troppo poco tempo?
La solitudine è un tempo per prendere decisioni.

Quali decisioni devo prendere o riconsiderare in questo particolare momento della mia vita?
Ora decido che tipo di giornata sarà oggi.
Sarà una giornata per fare?
Faccio un elenco delle cose che voglio veramente fare oggi.

Sarà anche una giornata per essere, nessuno sforzo per ottenere risultati, per fare cose, per guadagnare o possedere, ma solo per essere?

La mia vita non porterà frutto finché non avrò imparato l’arte di non coltivare, l’arte di “perdere” tempo in modo creativo.

Così decido quanto tempo dedicare al gioco, ad interessi senza scopo ed improduttivi, al silenzio, all’intimità, al riposo.

E domando a me stesso che cosa assaporerò oggi, che cosa toccherò, odorerò, ascolterò e vedrò.

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Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha

Vangelo secondo Marco – 4

1Cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. 2Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: 3«Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. 5Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, 6ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. 7Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. 8Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». 9E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
10Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. 11Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, 12affinché
guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».
13E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? 14Il seminatore semina la Parola. 15Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. 16Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, 17ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. 18Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, 19ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. 20Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
21Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? 22Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. 23Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
24Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. 25Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
26Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
30Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
35In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». 41E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

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