Preghiera alla Madonna dell’Equilibrio

PREGHIERA ALLA MADONNA DELL’ EQUILIBRIO
Vergine Madre di Dio e degli uomini Maria,
noi ti chiediamo il dono dell’equilibrio cristiano,
tanto necessario alla Chiesa e al mondo di oggi.
Liberaci dal male e dalle nostre meschinità;
salvaci dai compromessi e dai conformismi;
tienici lontano dai miti e dalle illusioni,
dallo scoraggiamento e dall’orgoglio,
dalla timidezza e dalla sufficienza,
dall’ignoranza e dalla presunzione,
dall’errore, dalla durezza del cuore.
Donaci la tenacia nello sforzo,
la calma nella sconfitta,
il coraggio per ricominciare, l’umiltà nel successo.
Apri i nostri cuori alla santità!
Donaci una perfetta semplicità, un cuore puro,
l’amore alla verità e all’essenziale,
la forza d’impegnarci senza calcolo alcuno,
la lealtà di conoscere i nostri limiti e di rispettarli.
Accordaci la grazia di sapere accogliere e vivere la Parola di Dio.
Accordaci il dono della preghiera.
Apri i nostri cuori a Dio!
Noi ti chiediamo l’amore alla Chiesa,
cosí come tuo Figlio l’ha voluta,
per partecipare in essa e con essa,
in fraterna comunione con tutti i membri dei Popolo di Dio
– gerarchia e fedeli – alla salvezza degli uomini nostri fratelli.
Infondici per gli uomini comprensione e rispetto, misericordia e amore.
Apri il nostro cuore agli altri!
Mantienici nell’impegno di vivere
e di accrescere questo equilibrio, che è fede e speranza,
sapienza e rettitudine, spirito di iniziativa e prudenza,
apertura e interiorità, dono totale, amore.
Santa Maria, noi ci affidiamo alla tua tenerezza. Amen.

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L’interpretazione della Scrittura e della Tradizione

III. L’interpretazione del deposito della fede

 

Il deposito della fede affidato alla totalità della Chiesa

 

84 Il “deposito” ( 1Tm 6,20) [Cf 2Tm 1,12-14 ] della fede (“depositum fidei”), contenuto nella Sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, è stato affidato dagli Apostoli alla totalità della Chiesa. “Aderendo ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera costantemente nell’insegnamento degli Apostoli e nella comunione, nella frazione del pane e nelle orazioni, in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si crei una singolare unità di spirito tra vescovi e fedeli” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10].

 

 

Il Magistero della Chiesa

 

85 “L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo”, [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10] cioè ai vescovi in comunione con il successore di Pietro, il vescovo di Roma.

 

86 Questo “Magistero però non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l’assistenza dello Spirito Santo, piamente la ascolta, santamente la custodisce e fedelmente la espone, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone da credere come rivelato da Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10].

 

 

87 I fedeli, memori della Parola di Cristo ai suoi Apostoli: “Chi ascolta voi, ascolta me” ( Lc 10,16), [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 20] accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.

 

 

I dogmi della fede

 

88 Il Magistero della Chiesa si avvale in pienezza dell’autorità che gli viene da Cristo quando definisce qualche dogma, cioè quando, in una forma che obbliga il popolo cristiano ad un’irrevocabile adesione di fede, propone verità contenute nella Rivelazione divina, o anche quando propone in modo definitivo verità che hanno con quelle una necessaria connessione.

 

 

89 Tra i dogmi e la nostra vita spirituale c’è un legame organico. I dogmi sono luci sul cammino della nostra fede, lo rischiarano e lo rendono sicuro. Inversamente, se la nostra vita è retta, la nostra intelligenza e il nostro cuore saranno aperti ad accogliere la luce dei dogmi della fede [Cf Gv 8,31-32 ].

 

90 I mutui legami e la coerenza dei dogmi si possono trovare nel complesso della Rivelazione del Mistero di Cristo [Cf Concilio Vaticano I: Denz.-Schönm., 3016: “nexus mysteriorum”; Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 25]. “Esiste un ordine o “gerarchia” nelle verità della dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso col fondamento della fede cristiana” [Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 11].

 

 

Il senso soprannaturale della fede

 

91 Tutti i fedeli sono partecipi della comprensione e della trasmissione della verità rivelata. Hanno ricevuto l’unzione dello Spirito Santo che insegna loro ogni cosa [Cf 1Gv 2,20; 1Gv 2,27 ] e li guida “alla verità tutta intera” ( Gv 16,13).

 

92 “La totalità dei fedeli… non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa proprietà mediante il senso soprannaturale della fede in tutto il popolo quando “dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici” esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di costumi” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12].

 

93 “Infatti, per quel senso della fede, che è suscitato e sorretto dallo Spirito di verità, il popolo di Dio, sotto la guida del sacro Magistero, … aderisce indefettibilmente “alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi”, con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 12].

 

 

La crescita nell’intelligenza della fede

 

94 Grazie all’assistenza dello Spirito Santo, l’intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:

– “Con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro”; [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8] in particolare “la ricerca teologica… prosegue nella conoscenza profonda della verità rivelata” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 62; cf 44; Id., Dei Verbum, 23; 24; Id., Unitatis redintegratio, 4].

– “Con la profonda intelligenza che” i credenti “provano delle cose spirituali”; [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8] “Divina eloquia cum legente crescunt – le parole divine crescono insieme con chi le legge” [San Gregorio Magno, Homilia in Ezechielem, 1, 7, 8: PL 76, 843D].

– “Con la predicazione di coloro i quali, con la successione episcopale, hanno ricevuto un carisma certo di verità” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 8].

 

95 “È chiaro dunque che la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro tal mente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 10].

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In vain do they worship me, teaching as doctrines human precepts

MARK

Chapter 7

1

1 Now when the Pharisees with some scribes who had come from Jerusalem gathered around him,

2

they observed that some of his disciples ate their meals with unclean, that is, unwashed, hands.

3

(For the Pharisees and, in fact, all Jews, do not eat without carefully washing their hands, 2 keeping the tradition of the elders.

4

And on coming from the marketplace they do not eat without purifying themselves. And there are many other things that they have traditionally observed, the purification of cups and jugs and kettles (and beds).)

5

So the Pharisees and scribes questioned him, “Why do your disciples not follow the tradition of the elders 3 but instead eat a meal with unclean hands?”

6

He responded, “Well did Isaiah prophesy about you hypocrites, as it is written: ‘This people honors me with their lips, but their hearts are far from me;

7

In vain do they worship me, teaching as doctrines human precepts.’

8

You disregard God’s commandment but cling to human tradition.”

9

He went on to say, “How well you have set aside the commandment of God in order to uphold your tradition!

10

For Moses said, ‘Honor your father and your mother,’ and ‘Whoever curses father or mother shall die.’

11

Yet you say, ‘If a person says to father or mother, “Any support you might have had from me is qorban”‘ 4 (meaning, dedicated to God),

12

you allow him to do nothing more for his father or mother.

13

You nullify the word of God in favor of your tradition that you have handed on. And you do many such things.”

14

He summoned the crowd again and said to them, “Hear me, all of you, and understand.

15

Nothing that enters one from outside can defile that person; but the things that come out from within are what defile.”

17

6 When he got home away from the crowd his disciples questioned him about the parable.

18

He said to them, “Are even you likewise without understanding? Do you not realize that everything that goes into a person from outside cannot defile,

19

7 since it enters not the heart but the stomach and passes out into the latrine?” (Thus he declared all foods clean.)

20

“But what comes out of a person, that is what defiles.

21

From within people, from their hearts, come evil thoughts, unchastity, theft, murder,

22

adultery, greed, malice, deceit, licentiousness, envy, blasphemy, arrogance, folly.

23

All these evils come from within and they defile.”

24

From that place he went off to the district of Tyre. 8 He entered a house and wanted no one to know about it, but he could not escape notice.

25

Soon a woman whose daughter had an unclean spirit heard about him. She came and fell at his feet.

26

The woman was a Greek, a Syrophoenician by birth, and she begged him to drive the demon out of her daughter.

27

He said to her, “Let the children be fed first. 9 For it is not right to take the food of the children and throw it to the dogs.”

28

She replied and said to him, “Lord, even the dogs under the table eat the children’s scraps.”

29

Then he said to her, “For saying this, you may go. The demon has gone out of your daughter.”

30

When the woman went home, she found the child lying in bed and the demon gone.

31

Again he left the district of Tyre and went by way of Sidon to the Sea of Galilee, into the district of the Decapolis.

32

And people brought to him a deaf man who had a speech impediment and begged him to lay his hand on him.

33

He took him off by himself away from the crowd. He put his finger into the man’s ears and, spitting, touched his tongue;

34

then he looked up to heaven and groaned, and said to him, “Ephphatha!” (that is, “Be opened!”)

35

And (immediately) the man’s ears were opened, his speech impediment was removed, and he spoke plainly.

36

10 He ordered them not to tell anyone. But the more he ordered them not to, the more they proclaimed it.

37

They were exceedingly astonished and they said, “He has done all things well. He makes the deaf hear and (the) mute speak.”

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Come comportarsi nella vita,nelle vicende della nostra vita?

Siracide 2

1 Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
prepàrati alla tentazione.
2 Abbi un cuore retto e sii costante,
non ti smarrire nel tempo della seduzione.
3 Sta’ unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
4 Accetta quanto ti capita,
sii paziente nelle vicende dolorose,
5 perché con il fuoco si prova l’oro,
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.
6 Affidati a lui ed egli ti aiuterà;
segui la via diritta e spera in lui.
7 Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia;
non deviate per non cadere.
8 Voi che temete il Signore, confidate in lui;
il vostro salario non verrà meno.
9 Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici,
la felicità eterna e la misericordia.
10 Considerate le generazioni passate e riflettete:
chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso?
O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato?
O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?
11 Perché il Signore è clemente e misericordioso,
rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.
12 Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti
e al peccatore che cammina su due strade!
13 Guai al cuore indolente perché non ha fede;
per questo non sarà protetto.
14 Guai a voi che avete perduto la pazienza;
che farete quando il Signore verrà a visitarvi?
15 Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle
sue
parole;
e coloro che lo amano seguono le sue vie.
16 Coloro che temono il Signore cercano di piacergli;
e coloro che lo amano si saziano della legge.
17 Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro
cuori
e umiliano l’anima loro davanti a lui.
18 Gettiamoci nelle braccia del Signore
e non nelle braccia degli uomini;
poiché, quale è la sua grandezza,
tale è anche la sua misericordia.

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Temere il Signore significa amare Dio come un figlio ama suo Padre

Siracide 1

Molti e profondi insegnamenti ci sono stati dati nella Legge, nei Profeti e negli altri Scritti successivi e per essi si deve lodare Israele come popolo istruito e sapiente.
Poiché è necessario che i lettori non si accontentino di divenire competenti solo per se stessi, ma che gli studiosi anche ai profani possano rendersi utili con la parola e con gli scritti anche mio nonno Gesù, dedicatosi lungamente alla lettura della Legge, dei Profeti e degli altri libri dei nostri padri e avendovi conseguito una notevole competenza, fu spinto a scrivere qualche cosa riguardo all’insegnamento e alla sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più in una condotta secondo la Legge.
Siete dunque invitati a farne la lettura con benevolenza e attenzione e a perdonare se, nonostante l’impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a render la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua. E non solamente questa opera, ma anche la stessa Legge, i Profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non piccolo nel testo originale.
Nell’anno trentottesimo del re Evergete, venuto in Egitto e fermatomi ivi alquanto, dopo aver scoperto che lo scritto è di grande valore educativo, anch’io ritenni necessario adoperarmi con diligenza e fatica per tradurlo. Dopo avervi dedicato molte veglie e studi in tutto quel tempo, ho condotto a termine questo libro, che pubblico per coloro che all’estero intendano istruirsi conformando i propri costumi per vivere secondo la Legge.Capitolo 1
1 Ogni sapienza viene dal Signore
ed è sempre con lui.
2 La sabbia del mare, le gocce della pioggia
e i giorni del mondo chi potrà contarli?
3 L’altezza del cielo, l’estensione della terra,
la profondità dell’abisso chi potrà esplorarle?
4 Prima di ogni cosa fu creata la sapienza
e la saggia prudenza è da sempre.
5 A chi fu rivelata la radice della sapienza?
Chi conosce i suoi disegni?
6 Uno solo è sapiente, molto terribile,
seduto sopra il trono.
7 Il Signore ha creato la sapienza;
l’ha vista e l’ha misurata,
l’ha diffusa su tutte le sue opere,
8 su ogni mortale, secondo la sua generosità,
la elargì a quanti lo amano.
9 Il timore del Signore è gloria e vanto,
gioia e corona di esultanza.
10 Il timore del Signore allieta il cuore
e dà contentezza, gioia e lunga vita.
11 Per chi teme il Signore andrà bene alla fine,
sarà benedetto nel giorno della sua morte.
12 Principio della sapienza è temere il Signore;
essa fu creata con i fedeli nel seno materno.
13 Tra gli uomini essa ha posto il nido, fondamento perenne;
resterà fedelmente con i loro discendenti.
14 Pienezza della sapienza è temere il Signore;
essa inebria di frutti i propri devoti.
15 Tutta la loro casa riempirà di cose desiderabili,
i magazzini dei suoi frutti.
16 Corona della sapienza è il timore del Signore;
fa fiorire la pace e la salute.
17 Dio ha visto e misurato la sapienza;
ha fatto piovere la scienza e il lume dell’intelligenza;
ha esaltato la gloria di quanti la possiedono.
18 Radice della sapienza è temere il Signore;
i suoi rami sono lunga vita.
19 La collera ingiusta non si potrà giustificare,
poiché il traboccare della sua passione sarà la sua
rovina.
20 Il paziente sopporterà per qualche tempo;
alla fine sgorgherà la sua gioia;
21 per qualche tempo terrà nascoste le parole
e le labbra di molti celebreranno la sua intelligenza.
22 Fra i tesori della sapienza sono le massime istruttive,
ma per il peccatore la pietà è un abominio.
23 Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti;
allora il Signore te la concederà.
24 Il timore del Signore è sapienza e istruzione,
si compiace della fiducia e della mansuetudine.
25 Non essere disobbediente al timore del Signore
e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.
26 Non essere finto davanti agli uomini
e controlla le tue parole.
27 Non esaltarti per non cadere
e per non attirarti il disonore;
28 il Signore svelerà i tuoi segreti
e ti umilierà davanti all’assemblea,
29 perché non hai ricercato il timore del Signore
e il tuo cuore è pieno di inganno.

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Una Preghiera è una porta che si apre sull’Infinito

“Signor mio, Gesu’ Cristo, accetta tutto me stesso per il tempo che mi resta: il mio lavoro, la mia parte di gioia, le mie ansie, la mia stanchezza, 

l’ingratitudine che può venirmi dagli altri, il tedio, la solitudine che mi attanaglia durante il giorno, 

i successi, gli insuccessi, tutto ciò che mi costa, le mie miserie.

 

Di tutta la mia vita voglio fare un fascio di fiori, deporli nelle mani della Vergine Santa; 

Lei stessa penserà di offrirteli. 

Fa che possano diventare frutto di misericordia 

per tutte le anime e di meriti per me lassu’ nel Cielo”.

LINK ALLE CATECHESI

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La tua Misericordia è grande,Signore!

Siracide 51

1 Ti glorificherò, Signore mio re,
ti loderò, Dio mio salvatore;
glorificherò il tuo nome,
2 perché fosti mio protettore e mio aiuto
e hai liberato il mio corpo dalla perdizione,
dal laccio di una lingua calunniatrice,
dalle labbra che proferiscono menzogne;
di fronte a quanti mi circondavano
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,
3 secondo la tua grande misericordia e per il tuo nome,
dai morsi di chi stava per divorarmi,
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,
dalle molte tribolazioni di cui soffrivo,
4 dal soffocamento di una fiamma avvolgente,
e dal fuoco che non avevo acceso,
5 dal profondo seno degli inferi,
dalla lingua impura e dalla parola falsa.
6 Una calunnia di lingua ingiusta era giunta al re.
La mia anima era vicina alla morte,
la mia vita era alle porte degli inferi.
7 Mi assalivano dovunque e nessuno mi aiutava;
mi rivolsi per soccorso agli uomini, ma invano.
8 Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore,
e delle tue opere che sono da sempre,
perché tu liberi quanti sperano in te,
li salvi dalla mano dei nemici.
9 Ed innalzi dalla terra la mia supplica;
pregai per la liberazione dalla morte.
10 Esclamai: «Signore, mio padre tu sei
e campione della mia salvezza,
non mi abbandonare nei giorni dell’angoscia,
nel tempo dello sconforto e della desolazione.
Io loderò sempre il tuo nome;
canterò inni a te con riconoscenza».
11 La mia supplica fu esaudita;
tu mi salvasti infatti dalla rovina
e mi strappasti da una cattiva situazione.
12 Per questo ti ringrazierò e ti loderò,
benedirò il nome del Signore.
13 Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare,
ricercai assiduamente la sapienza nella preghiera.
14 Davanti al santuario pregando la domandavo,
e sino alla fine la ricercherò.
15 Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,
il mio cuore si rallegrò.
Il mio piede si incamminò per la via retta;
dalla giovinezza ho seguito le sue orme.
16 Chinai un poco l’orecchio per riceverla;
vi trovai un insegnamento abbondante.
17 Con essa feci progresso;
renderò gloria a chi mi ha concesso la sapienza.
18 Sì, ho deciso di metterla in pratica;
sono stato zelante nel bene, non resterò confuso.
19 La mia anima si è allenata in essa;
fui diligente nel praticare la legge.
Ho steso le mani verso l’alto;
ho deplorato che la si ignori.
20 A lei rivolsi il mio desiderio,
e la trovai nella purezza.
In essa acquistai senno fin da principio;
per questo non la abbandonerò.
21 Le mie viscere si commossero nel ricercarla;
per questo ottenni il suo prezioso acquisto.
22 Il Signore mi ha dato in ricompensa una lingua,
con cui lo loderò.
23 Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione,
prendete dimora nella mia scuola.
24 Fino a quando volete rimanerne privi,
mentre la vostra anima ne è tanto assetata?
25 Ho aperto la bocca e ho parlato:
«Acquistatela senza denaro.
26 Sottoponete il collo al suo giogo,
accogliete l’istruzione.
Essa è vicina e si può trovare.
27 Vedete con gli occhi che poco mi faticai,
e vi trovai per me una grande pace.
28 Acquistate anche l’istruzione con molto denaro;
con essa otterrete molto oro.
29 Si diletti l’anima vostra della misericordia del
Signore;
non vogliate vergognarvi di lodarlo.
30 Compite la vostra opera prima del tempo
ed egli a suo tempo vi ricompenserà».

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Samuel juzgó a Israel todos los días de su vida.

PRIMER LIBRO DE SAMUEL

Capítulo 7

1 Entonces llegaron los de Quiriat Iearím y se llevaron el Arca del Señor. La introdujeron en la casa de Abinadab, sobre la colina, y consagraron a su hijo Eliezer para que la cuidara.

La intercesión de Samuel y la victoria sobre los filisteos

2 Desde el día en que el Arca fue instalada en Quiriat Iearím pasó mucho tiempo –veinte años– y todo Israel suspiraba por el Señor.

3 Samuel dijo entonces a toda la casa de Israel: «Si ustedes se vuelven al Señor de todo corazón, dejen de lado a los dioses extraños y a las Astartés que hay en medio de ustedes; dirijan sus corazones hacia el Señor y sírvanlo sólo a él. Así el Señor los librará del poder de los filisteos».

4 Los israelitas retiraron a los Baales y las Astartés, y sirvieron sólo al Señor.

5 Luego dijo Samuel: «Reúnan a todo Israel en Mispá, y yo rogaré al Señor por ustedes».

6 Ellos se reunieron en Mispá, sacaron agua y la derramaron delante del Señor; allí ayunaron aquel día, y dijeron: «¡Hemos pecado contra el Señor!». Y Samuel juzgó a los israelitas en Mispá.

7 Los filisteos oyeron que los israelitas se habían reunido en Mispá, y sus príncipes subieron contra Israel. Al enterarse, los israelitas tuvieron miedo de los filisteos

8 y dijeron a Samuel: «No ceses de clamar por nosotros al Señor, nuestro Dios, para que nos salve del poder de los filisteos».

9 Entonces Samuel tomó un corderito y lo ofreció entero en holocausto al Señor. Luego clamó al Señor en favor de Israel, y el Señor lo escuchó.

10 Mientras Samuel ofrecía el holocausto, los filisteos se acercaron a combatir contra Israel. Peor aquel día, el Señor lanzó sus truenos con gran fragor sobre los filisteos. Así sembró la confusión entre ellos, y fueron desbaratados pos Israel.

11 Los hombres de Israel salieron de Mispá. persiguieron a los filisteos y los derrotaron hasta más abajo de Betcar.

12 Samuel tomó una piedra, la colocó entre Mispá y El Diente, y la llamó Eben Ezer –que significa «Piedra del socorro»– porque dijo: «Hasta aquí nos ha socorrido el Señor».

13 Así fueron abatidos los filisteos, y ya no volvieron a incursionar en territorio de Israel. Mientras vivió Samuel, la mano del Señor se hizo sentir sobre los filisteos.

14 Las ciudades que los filisteos habían tomado a Israel fueron reconquistadas, desde Ecrón hasta Gat, e Israel libró su territorio del poder de los filisteos. También hubo paz entre Israel y los amorreos.

Samuel, Juez de Israel

15 Samuel juzgó a Israel todos los días de su vida.

16 Cada año hacía un recorrido por Betel, Guilgal y Mispá, y juzgaba a Israel en todos estos sitios.

17 Luego volvía a Ramá, donde estaba su casa. Allí juzgaba a Israel, y también allí erigió un altar al Señor.

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Laudato si,Signore mio

Laudato si, Signore mio,
perché ci ha creato e redento,
Tu Padre di immensa tenerezza e bontà.

Laudato si, Signore mio,
per il dono del creato
che hai affidato alla nostra custodia
e messo nelle nostre mani,
non sempre attente ed oculate
nel conservare i beni
che ci hai lasciato
a nostra gioia e felicità.

Laudato si, Signore mio
per ogni uomo e donna
di questa martoriata terra,
afflitta da tanti mali incurabili
del corpo e dello spirito.

Fa’ che nessuno di questi nostri fratelli
possano assaporare la freddezza
del nostro cuore e l’indifferenza
della nostra mente
presa da tanti personali problemi,
incapace di leggere il dolore
e la sofferenza sul volto
di chi non conta in questo mondo.

Laudato si, Signore mio,
per tutte le croci che ci doni ogni giorno
e ci inviti a portare con dignità
senza scaricarle sulle spalle degli altri,
ma felici di salire con te sul calvario
e donare la nostra vita,
come vittime espiatrici
per la conversione e la santificazione
del genere umano.

Laudato si, Signore mio
per le tante umiliazioni
che ci hai fatto sperimentare
attraverso quanti non sanno
e non vogliono amare sinceramente gli altri
e si fanno giudici severi degli altri
e molto tolleranti con se stessi.

Laudato si, Signore mio
per ogni cosa e per tutto quello
che guardiamo con i nostri occhi,
gustiamo con il nostro palato,
tocchiamo con le nostre mani,
odoriamo con il nostro naso,
ascoltiamo con le nostre orecchie,
soprattutto se sei Tu Signore a parlare
direttamente al nostro cuore,
perché ci vuoi totalmente consacrati
al tuo amore e alla tua lode,
nella cristiana speranza di lodarti
per sempre nella gioia del tuo Regno,
dove ci attendi per donarci
la pace e la felicità che non ha fine,
insieme a Maria, la tua e la nostra Madre,
Regina del cielo e della terra. Amen.

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Testimonianza di un Convertito al Dio d’Amore

La conversione di Nicky Cruz, ex leader dei Mau Mau

Nicky Cruz, ex leader della banda Mau Mau di Brooklyn, era nato in una famiglia nella quale si praticava la stregoneria. Sua madre era coinvolta nell’occulto. Nicky era uno dei suoi 17 figli e, quando era ancora soltanto un bambino, udì per caso sua madre dire che era un figlio non desiderato. Nicky finì sulle strade di New York, pieno di odio e illuso da Satana. I giornali una volta lo descrivevano come un ragazzino perduto “col cuore di un assassino”.
Era così crudele, che una volta cercò di ammazzare il suo stesso fratello. Diciassette vittime furono da lui accoltellate nelle lotte tra gang. Lui e l’altro capo dei Mau Mau, Israel Narvaez, vagavano per le strade di Brooklyn, terrorizzando, facendo combattimenti – ripieni di odio e violenza! Dal 1956 al 1958, i Mau Mau furono la più temuta di tutte le gangs di New York City, finendo regolarmente sui giornali.

Uno psichiatra si interessò al suo caso. Passò un’intera giornata con Nicky – e, alla fine, confermò il parere espresso da tutti gli altri. Disse che Nicky era completamente pazzo, irrecuperabile, senza speranza di riabilitazione. La ragione? La sua infanzia, trascorsa nella miseria, a Portorico, lo aveva privato di tutte quelle opportunità di cui altri avevano goduto. Era colpa della società, se lui era un mostro.

Ma Gesù aveva un altro piano per Nicky – e, presso un altare di quella casa fatiscente, Cristo compì in cinque minuti quello che gli esperti del mondo sostenevano essere impossibile. Nicky non fu psicanalizzato; la sua mente non fu esaminata. No, Dio colpì il suo cuore con un dardo – il dardo della verità dell’Evangelo: “Nicky, Gesù ti ama!”

Con una semplice e sincera preghiera, egli invitò Cristo a diventare il Suo Signore e Re. In un istante, il cuore di pietra uscì da Nicky, e fu rimpiazzato da un cuore di carne. Nicky pianse, ci abbracciò tutti. Era stato trasformato in modo sovrannaturale dal potere di Dio – quando gli esperti di questo mondo avevano perso ogni speranza di recuperarlo!

Oggi Nicky Cruz e Israel Narvaez sono entrambi dei ministri di Dio. Entrambi hanno scritto dei libri straordinari, raccontando i miracoli che sono accaduti nelle vite di ciascuno di loro. Nicky predica a moltitudini di persone – più di 50.000 ogni volta. Anche Israel Narvaez lavora intensamente, predicando il vangelo di Cristo per il mondo. La banda dei Mau Mau chiamò la conversione dei loro due leaders “un vero miracolo”.

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