20 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Lo zelo di Dio per la sua vigna: La vita dell’uomo sulla terra nasce
per creazione dall’amore di Dio. Vive per il suo grande zelo fino alla
consumazione dei secoli. È sempre Lui che prende l’iniziativa. Lui
chiama, richiama, torna a chiamare. In questo suo amore è
veramente instancabile, divinamente paziente, eternamente
misericordioso. Se uno dovesse definire cos’è la Sacra Scrittura,
dovrebbe dire questa sola frase: “È la storia della pazienza di Dio
sempre alla ricerca dell’uomo da salvare”.
2.
Il suo amore non conosce soste: Quello di Dio è un amore che non
conosce soste, né cedimenti alla stanchezza o alla delusione. Il suo è
un amore sempre pronto a cominciare da capo, come al primo
giorno, anzi con una intensità sempre più grande, fino al dono di
tutto se stesso, nel suo Figlio Unigenito.
3.
La sua pietà verso tutti: Non c’è un uomo che non sia amato da Dio.
Dio ama veramente tutti. Lo attesta la sua volontà salvifica
universale. Egli non vuole che alcuno si perda. Lui vuole che tutti
arrivino alla conoscenza della verità ed entrino nella sua giustizia.
4.
La sua carità libera da ogni vincolo di pensiero umano: Dio non è
condizionato dai nostri pensieri, sovente angusti, spesso miseri in
quanto ad elevazione morale e spirituale, ma anche cattivi, se non
addirittura malvagi. Al malvagio la sua malvagità. A Dio la libertà
di non lasciarsi mai governare da nessun pensiero umano, neanche
dal più santo. Il governo di Dio è la sua divina saggezza e il suo
eterno amore.
5.
L’invidia come regola di comportamento tra gli uomini: L’invidia
non può essere né regola di giustizia, né di altro comportamento
umano tra gli uomini. L’invidia ha la sua radice nel cuore senza
amore dell’uomo. La carità è la sola medicina, il solo ritrovato
contro l’invidia.
6.
La mormorazione come strumento per piegare la volontà degli altri
alla nostra: Quando un uomo vuole piegare Dio e i suoi fratelli alla
sua volontà, ai suoi pensieri, si serve di questo strumento nefasto e
malvagio che è la mormorazione. Essa è grave peccato, perché non
vede la realtà a partire dall’altro, nella verità dell’altro, ma giudica
l’altro ingiusto a partire dalla nostra ingiustizia e dalla nostra
malvagità. Dio è santo, santissimo, vero, verissimo, solo carità ed
amore. A Lui mai si potrà attribuire qualcosa di ingiusto.
7.
Il peso della speranza: Gli operai dell’ultima ora hanno sopportato
il peso della speranza per un’intera giornata. Essi stavano sulla
piazza con il corpo, con il cuore, la mente, il desiderio erano in
qualche campo a lavorare. Il loro desiderio era mosso dalla carità
verso la famiglia. Senza lavoro non si mangia. Senza lavoro la
famiglia non vive. È questo il peso della loro speranza. Questo peso
viene premiato sempre dal Signore.
8.
Il peso del caldo e del giorno: Quelli della prima ora hanno
sopportato il peso della giornata e del caldo. Ma il loro cuore era
nella gioia. Loro la sera avrebbero portato a casa quanto era
necessario per vivere. Anche questo è salario da mettere sul proprio
conto ed anche sul conto della giustizia del padrone.
9.
La vocazione universale del cristiano: La vocazione universale del
cristiano è una sola: il martirio, la suprema testimonianza resa a
Cristo Gesù con il proprio sangue. Il sangue è sparso come sigillo a
verità del Signore. Questa vocazione è di tutti. È già stata assegnata
dal Padre nel momento stesso in cui uno è divenuto cristiano. Si è
cristiani per il martirio.
10.
Vivere ogni cosa partendo dal mistero del Padre: È questa la verità
che dobbiamo scrivere nel cuore giorno per giorno, a causa della
nostra innata superbia che ci spinge a vedere noi e gli altri da una
visione prettamente terrena, umana, egoistica, di pura ricerca del
nostro io. La pace nei cuori e nella comunità dei credenti regna solo
se ogni cosa è vista dal mistero del Padre. Adoriamo il Padre,
viviamo in pace con tutti. Sia fatta la volontà di Dio.
11.
Sdegno cattivo e sdegno santo: C’è uno sdegno buono ed uno sdegno
cattivo. Lo sdegno cattivo è quando noi pensiamo solo a noi stessi e
ci sentiamo lesi dagli altri. Lo sdegno buono è invece il
combattimento per la verità, la carità, la giustizia.
12.
La legge dei re delle nazioni: La legge dei re delle nazioni consiste
nello schiavizzare, nel dominare, nel sottomettere i sudditi. Secondo
questa legge alcuni uomini, pochi in verità, sono in alto, tutti gli altri
sono in basso. Alcuni sono liberi, moltissimi schiavi.
13.
La legge dei discepoli del Signore: Non così è la legge dei discepoli
del Signore. Secondo questa legge ognuno deve divenire servo di
tutti, l’ultimo che si pone per il bene del mondo intero. Ognuno deve
farsi uno strumento di amore e di verità per tutti i suoi fratelli.
14.
La legge di Cristo Gesù: È questa la legge di Cristo Gesù: l’offerta
della propria vita per la redenzione del mondo. Uno solo muore
perché tutti vivano. Uno solo si fa schiavo perché tutti siano liberi.
Uno solo serve perché tutti siamo signori.
15.
Gridare a Dio per se stessi: Tutto discende dal cielo come grazia di
bontà e di misericordia. Tutto si deve chiedere a Dio con grido
incessante. Ognuno sa che la sua ricchezza è nel Cielo e verso il
Cielo deve alzare il suo grido.
16.
Gridare a Dio per gli altri: Nessuno però deve gridare solo per se
stesso. Ognuno deve essere mosso da una grande carità, da un
amore indicibile per gli altri. Ognuno deve farsi voce dei fratelli e
chiedere per loro ogni dono di grazia e di misericordia. Gesù dalla
croce elevò il suo grido al Padre chiedendo perdono per tutti i suoi
persecutori: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”.
Per questo suo altissimo grido noi tutti siamo stati redenti e salvati.
17.
Vera luce e scintille di luce: Solo Gesù è la luce vera che illumina
ogni uomo di pienissima e purissima verità. Nessun altro è luce. Se
qualcuno è luce lo è in Lui, con Lui, per Lui. Quanti non sono in
Lui, con Lui, per Lui, mai potranno essere luce piena e pura, sono
delle piccole scintille il cui fine è uno solo: condurre a Cristo Gesù,
illuminare quel piccolo tratto di strada fino al raggiungimento della
luce piena che è Gesù Signore.
18.
Il vero grande peccato cristiano di oggi: Il vero grande peccato
cristiano è proprio questo: dichiarare Cristo Gesù scintilla di luce al
pari delle scintille create, fare di ogni altra scintilla una luce piena,
in tutto simile alla luce di Gesù Signore. La relativizzazione di tutte
le scintille, l’elevazione di ogni scintilla a luce piena è il vero peccato
del mondo di oggi. Questo peccato altro non fa che precipitare il
mondo in una tenebra sempre più grande. Solo Gesù è la luce vera
che deve illuminare ogni uomo. Solo a Cristo deve essere condotto
ogni altro uomo. Ogni uomo deve sapere la differenza che c’è tra la
luce piena e pura e le piccole scintille, deve sapere la differenza che
c’è tra la Luce eterna, divina che è Gesù Signore e tutte le altre
piccolissime scintille che pretendono di illuminare il mondo intero.
19.
Fremere di pietà e di commozione: Gesù è sempre mosso dalla sua
pietà, commiserazione, compassione, divina carità di cui è ricolmo il
suo cuore. Gesù è l’uomo che sa solo amare. Dinanzi agli uomini mai
lui sa trattenersi dal non amare. Sempre invece si lascia muovere
dal suo amore eterno e divino. Questa è la sua vera essenza. La sua è
però una pietà, una compassione sempre efficace. È una carità che
ricrea la speranza nei cuori.
20.
Vedere Gesù, seguire Gesù: Questa unità deve essere il fine della
nostra vita. Gesù deve essere visto per essere seguito. Deve essere
conosciuto per essere amato. Oggi invece si vive su un duplice
sentiero: si conosce Gesù, ma non si segue; si vede ma non si va
dietro a Lui. C’è come un distacco, una separazione dalla sua
sequela. Oggi c’è come un cristianesimo anomalo. È anomalo in
nostro cristianesimo perché abbiamo creato una fede in Gesù senza
Gesù, una fede in Dio senza Dio, una fede nello Spirito Santo senza
lo Spirito Santo. È anomalo il nostro cristianesimo perché non c’è
più sequela visibile, aggregazione visibile, appartenenza visibile.
Anche se esiste una certa visibilità della fede, questa è per noi, non
certo per Gesù.