18 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Convertirsi: Si entra nella comunità dei discepoli di Gesù attraverso
la conversione. Si abbandonano i pensieri degli uomini, si accolgono
i pensieri di Dio. Si lasciano le nostre vie, si percorrono le vie del
Signore, che mai potranno essere le nostre vie.
2.
Diventare come bambini: Si diventa come bambini, attendendo ogni
cosa dal Signore come un dono di grazia. Tutti nella comunità di
Cristo Gesù sono per grazia di Cristo Gesù. Se tutti siamo per
grazia, la grazia si accoglie e si dona. Se si è per grazia, non ci sono
grandezze umane e terrene. Ognuno è ciò che Dio vuole che sia per
mezzo della sua grazia. Si vive di perfetta armonia e santità.
3.
Accogliere i piccoli: Si accolgono i piccoli, aiutandoli, sostenendoli,
incoraggiandoli, mettendosi ognuno a disposizione di ogni loro più
piccola necessità. Si accolgono i piccoli presentandosi loro come un
buon esempio di santità cui si può sempre guardare per conoscere
qual è la via da seguire.
4.
Evitare lo scandalo: Lo scandalo è la trasgressione dei
Comandamenti fatta alla vista di tutti, pubblicamente. Lo scandalo
è vera piaga di morte in seno alla comunità. Il discepolo di Gesù
dovrà mettere ogni impegno perché scandali per mezzo di lui mai
avvengano in seno alla comunità dei figli del regno.
5.
Guardarsi dal disprezzare uno solo di questi piccoli: Si disprezzano
i piccoli nella comunità dei figli di Dio quando non si pone
attenzione alla loro condizione di fragilità nella fede, nella carità,
nella speranza. Il disprezzo è vivere come se loro non esistessero. È
pensare di poter fare ciò che si vuole. Niente deve essere fatto senza
considerare la condizione fragile della fede degli altri.
6.
Alla ricerca della pecora smarrita: La comunità cristiana vive di
missione. La prima missione non è verso i lontani. È proprio verso
coloro che hanno abbandonato la via della giustizia e della verità;
verso coloro che si sono smarriti nella fede e nell’amore del Signore.
Nessuno deve andare perduto per causa nostra. Tutti invece devono
essere cercati dal nostro amore.
7.
La gioia del cielo deve essere gioia della terra: Il Padre celeste ha
mandato il suo Divin Figlio a cercare ciò che era perduto. Lui è nella
grande gioia quando un peccatore si converte. Ogni buon discepolo
del regno non solo deve andare a cercare chi si è allontanato, deve
anche gioire per il suo ritorno a Dio. Una sola gioia deve esserci:
quella del Padre Celeste che regna nei nostri cuori. È per dare gioia
a Dio che dobbiamo cercare chi è perduto, smarrito, confuso.
8.
Correggere chi ha commesso una colpa: Non solo si deve cercare chi
è fuori della comunità. Si deve riportare nella verità anche chi
rimane con il corpo nella comunità, ma non con lo spirito, a causa
della trasgressione dei Comandamenti. La correzione fraterna è
vera via per la perfetta appartenenza alla comunità dei discepoli del
Signore.
9.
I diversi gradi della correzione: La correzione vuole che tutto sia
fatto con amore, ma anche con grande verità. Amore e verità sono
essenziali perché vi sia vera correzione fraterna. È la verità che esige
la presenza dei due testimoni ed anche della comunità, nel caso il
peccatore si ostini nel suo peccato.
10.
L’esclusione dalla comunità: L’esclusione dalla comunità è per
carità verso tutti coloro che ne fanno parte. Tutti potrebbero essere
inquinati dal peccato di uno solo, specie se questo peccato si
trasforma in grave forma di scandalo per gli altri. Dichiarando
l’altro come un pagano e un pubblicano, tutti sanno che l’agire
dell’altro non è retto, non è santo e possono così guardarsi da ogni
imitazione.
11.
Legare e sciogliere: Nella comunità tutti devono sapere ciò che è
bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, ciò che è
luce e ciò che è tenebra. Gesù dona ai suoi discepoli il potere di
sciogliere e di legare vero e falso e così ognuno può sempre sapere
quale via percorrere per vivere di più grande santità. Questo potere
però va sempre esercitato in perfetta comunione. Il solo e i soli non
sono garanzia. Il solo, i soli possono divenire lupi rapaci, seminatori
di dottrine perverse. Questa verità è attestata dalla storia.
12.
La comunione nella preghiera: Poiché la comunità vive di ogni
grazia che discende dal cielo, Gesù dona una particolare grazia dalla
quale è ogni altra grazia. È la grazia dell’esaudimento quando due
cuori, divenendo un solo cuore, chiedono a Dio ogni altra grazia per
il bene loro e di tutta la comunità dei figli di Dio.
13.
Dove è presente Gesù: Gesù è presente dove due o tre sono riuniti
nel suo nome. Si è riuniti nel suo nome quando si cerca la sua verità,
la sua santità, la sua carità, il suo amore, la sua giustizia. Quando si
cerca la sua gloria, allora si è riuniti nel suo nome e Lui è presente
in mezzo a noi.
14.
Quante volte si deve perdonare: Nella comunità deve regnare la
legge del perdono perenne, sempre per sempre. Il perdono deve
essere sempre dato. Il perdono diviene efficace quando è chiesto con
sincero e vero pentimento.
15.
Debito impossibile da restituire: Per aiutarci a perdonare sempre
Gesù ci insegna che il nostro debito verso Dio è sempre un debito
inestinguibile. Nessuno di noi lo potrà mai restituire. È un debito
infinito. Noi abbiamo sempre bisogno del suo perdono.
16.
Debito possibile da restituire: Il debito dei fratelli nei nostri
confronti è sempre possibile di essere estinto. Basta qualche attimo,
un niente. Se noi non perdoniamo, neanche Dio ci perdona. Se noi
non condoniamo, neanche Dio ci condona il nostro debito.
17.
La vera pietà: La verità si mostra e si dimostra nel perdono. Chi è
grande nel perdono è ricco di grazia e di misericordia. Chi è povero
nel perdono è povero di grazia e di misericordia. Se uno vuol sapere
quanto grande è la sua pietà, si osservi nella capacità di perdonare
sempre e per sempre.
18.
Il servo spietato: Questo servo è senza pietà non solo perché non
condona il debito del suo compagno, ma anche perché lo afferra per
il collo e sta quasi per soffocarlo. Il padrone aveva usato verso di lui
una grande carità, un grande amore. Prima di tutto lo aveva
trattato con grande dignità. Secondariamente al primo grido di
pietà gli aveva condonato il debito che in nessun modo avrebbe mai
potuto estinguere.
19.
Il servo malvagio: Questo servo è anche malvagio. È malvagio
perché sa pensare solo il male per il suo compagno. È malvagio
perché ha subito dimenticato il grande bene che gli era stato fatto
qualche secondo prima. Dio non vuole nessun malvagio nella sua
comunità. Si è sempre malvagi quando si chiede perdono a Lui e poi
lo si nega ai fratelli, inveendo e imprecando contro di loro.
20.
Il nostro perdono dona a Dio la misura per il suo: Senza il perdono
di Dio per noi si aprono le porte dell’inferno eterno, della perdizione
perpetua. Noi non possiamo estinguere il debito contratto contro il
Signore. Dio ce lo può solo condonare. Dio ce lo condona, se noi
condoniamo a coloro che hanno contratto dei debiti verso di noi.
Questa è la sua legge eterna. Chi non perdona non sarà perdonato.
Chi perdona sarà perdonato nella misura del suo perdono.