16 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Il significato della trasfigurazione: Nella trasfigurazione la divinità
di Cristo si manifesta in tutto il suo splendore. Gesù manifesta ai
discepoli la sua verità, quella eterna, quella nascosta nella sua carne
mortale, al fine di aiutarli a credere nella sua Parola, che non è
solamente parola di uomo, è soprattutto Parola di Dio.
2.
La presenza di Elia e di Mosè: Sono la Legge e i Profeti che rendono
testimonianza della verità interpretativa di ogni Parola detta da
Cristo Gesù. Cristo Gesù, Elia e Mosè sono una sola verità e questa
verità è quella che sta proclamando ed insegnando Gesù Signore.
3.
La tentazione di Pietro: Le parole di Pietro sono tentazione perché
dicono il contrario di ciò che sta dicendo Gesù Signore. Gesù deve
andare in Gerusalemme per compiere il suo mistero di morte e di
risurrezione. Pietro invece vuole fermare Cristo e se stesso sul
monte.
4.
La nube e l’ombra: Sono segni della presenza di Dio. A volte sono
immagini di Dio stesso. Sul monte Dio è veramente presente. Sul
monte i discepoli sono stati avvolti da Dio.
5.
La voce del cielo: È la conferma suprema della verità di Cristo
Gesù. La Parola di Cristo Gesù e la Parola del Padre sono una sola
Parola. La voce di Cristo è voce del Padre. La verità di Cristo è
verità del Padre. Chi vuole conoscere la volontà del Padre lo può in
un solo modo: ascoltando Cristo Gesù.
6.
Gesù è il Figlio prediletto del Padre: Gesù è Il Figlio del Padre,
perché da Lui generato prima di tutti i secoli. Gesù è dal Padre in
modo unico, eterno, per generazione. Solo Lui, nessun altro. Tutti
gli altri figli sono per creazione e per adozione.
7.
Il Padre parla per mezzo di Gesù: Ogni interpretazione che Gesù
dona della sua Persona e della sua missione è purissima verità, in
tutto conforme alla rivelazione che il Padre ha dato per mezzo dei
profeti. Se per assurdo tutti gli uomini pensassero in modo
differente da Cristo Gesù, la verità del Padre è solo quella di Cristo
Gesù.
8.
Gesù deve essere ascoltato: Gesù deve essere ascoltato perché la sua
Parola è verità. Il mistero che avvolge la sua persona non è da
intendersi come gli uomini lo intendono. Deve essere inteso come
Cristo lo intende, perché Cristo lo intende come lo intende il Padre.
9.
Le regole della prudenza e il silenzio: Molteplici sono le regole della
prudenza. Una di queste è il silenzio. Il silenzio è sempre
obbligatorio ogni qualvolta una sola nostra parola potrebbe portare
lo scompiglio in molti cuori. Chi è prudente sa quando si deve
parlare, come si deve parlare, quali parole usare. Sa anche quando
tacere e conservare ogni cosa nel cuore.
10.
L’uso di Gesù: Gesù è sempre “usato” quando si viene a Lui, ma
non per il bene supremo che Lui deve darci, bensì per beni di questo
mondo, compresa la guarigione del nostro corpo. Gesù è usato
perché si va a Lui per un bene minore, mentre non si va a Lui per
darci cose che solo Lui ci può dare e nessun altro: la redenzione
della nostra anima.
11.
La sopportazione di Gesù: Gesù è stato mandato dal Padre per
salvare l’umanità schiava del peccato e della morte. La cecità
spirituale è vera schiavitù dell’uomo. Noi non vogliamo la vera luce
e tuttavia Gesù ci ama. Questo amore da Gesù è chiamato
sopportazione. Lui ci deve amare nonostante la nostra volontà di
non voler essere amati o di non sapere qual è il vero amore.
12.
L’autorità di Gesù: È l’autorità della sua Persona divina. Questa
autorità è manifestata anche dalla sua vera umanità. È l’autorità del
Creatore dinanzi alla sua creatura. È l’autorità dinanzi alla quale
nessuno potrà mai opporsi.
13.
La pochezza della fede: È questa la vera causa di ogni nostra
deficienza nella costruzione e nella manifestazione del regno di Dio.
La pochezza della fede indica che in noi la fede è come morta. C’è.
Ma è inefficace.
14.
La piccolezza della fede: Nella piccolezza della fede, questa c’è ed è
anche efficace, capace di grandi cose. Nella piccolezza la fede è viva.
Se è viva è anche nella santa condizione di poter sempre crescere ed
abbondare in ogni opera buona.
15.
Il valore della preghiera e del digiuno: Con la preghiera si ottiene
dal Signore una fede viva, capace di governare l’intera nostra storia.
Con il digiuno si tiene il corpo sempre sotto il dominio dello spirito e
dell’anima. Con il digiuno si sottrae il corpo alle passioni, ai vizi,
alla concupiscenza, ai disordini e lo si consegna all’anima perché lo
governi interamente secondo la volontà di Dio.
16.
L’unità nel mistero di Cristo Gesù: Il mistero di Cristo è di morte e
di risurrezione, di passione e di gloria, di croce e di esaltazione.
Questa unità deve essere sempre conservata intatta dalla mente
credente, perché è in questa unità che la vita di ogni discepolo del
Signore si compie.
17.
Gesù vero Figlio di Dio: Nell’episodio della tassa per il tempio Gesù
rivela di essere vero Figlio di Dio. In verità Lui è Dio da Dio, Luce
da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa
sostanza del Padre. Questa è la vera identità di Cristo Gesù. Questa
identità è necessario che oggi venga annunziata in tutto il suo
splendore di rivelazione, di comprensione, di interpretazione ed
anche in ogni sua conseguenza. Tutto è dalla Figliolanza del Verbo
per generazione eterna. È questa figliolanza che fa la differenza tra
Gesù e ogni altro uomo. Ogni altro uomo è uomo, è creatura, è stato
fatto. Gesù invece colui che ha fatto ogni altro uomo. La differenza
non è piccola, non è poca.
18.
Le soluzioni per evitare lo scandalo: La retta fede è sempre
minacciata dallo scandalo. Ognuno è obbligato a porre in atto ogni
risorsa perché lo scandalo non avvenga. Gesù ci insegna che si può
chiedere anche un miracolo al fine di evitare gli scandali.