14 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
La fama sempre precede Gesù: La fama che precede Gesù è la
potenza dei miracoli, dei segni, dei prodigi. Ma non è solo questa.
C’è una fama che nasce dalla sua verità: Lui non insegna come i loro
scribi. Lui parla con autorità. Lui parla al cuore. La sua parola
infonde speranza, perdono, liberazione, dona certezze, conduce al
vero Dio. Ma c’è ancora un’altra fama che sgorga dal suo cuore
ricco di amore e di compassione. Lui sa ascoltare ogni necessità, sa
piegarsi su ogni bisogno. Lui mai delude una persona che gli si
accosta per chiedergli qualcosa. Gesù è l’Uomo per gli uomini.
2.
Da persona a persona, da folla a folla si diffonde la notizia: La
verità sulla fama di Gesù che più sorprende è la rapidità attraverso
la quale la notizia di una sua presenza in un luogo si diffonde. Gesù
non è ancora giunto in un posto ed ecco che lì si trova già la folla ad
attenderlo. Eppure sappiamo dal Vangelo che sovente Gesù non
rivelava neanche ai suoi discepoli il luogo dove stava per recarsi.
Era tanta la sete di speranza nei cuori che questi bramavano
incontrare Gesù. Loro avevano sete di Cristo e per questo si
comunicavano a vicenda dove era possibile trovare la fonte che
avrebbe permesso loro di dissetarsi.
3.
Alcuni errori circa la vita umana: La vita umana si vive una volta
sola. Una volta sola si nasce. Una volta sola si muore. Poi c’è
l’eternità con il suo giudizio di lode o di infamia eterna. Non c’è
ritorno in vita. Non esiste rigenerazione. Non esiste trasmigrazione
delle anime da un corpo all’altro. Un solo corpo, una sola anima per
tutta l’eternità. Una sola vita: si salva, si perde per sempre.
4.
Il timore dell’uomo non ci salva dal peccato: Perché ci possiamo
salvare dal commettere il peccato il timore dell’uomo non serve.
Esso dura poco e neanche ha la forza di condurci al martirio per
non peccare. Chi vuole non peccare deve radicare il suo cuore nel
timore del Signore, nel suo giusto giudizio, nel suo immenso e
sconfinato amore per noi. Ecco cosa dice la Scrittura sul timore sia
del Signore che dell’uomo: “Il temere gli uomini pone in una
trappola; ma chi confida nel Signore è al sicuro” (Pro 29,25). “Con la
bontà e la fedeltà si espia la colpa, con il timore del Signore si evita il
male” (Pro 16,6). Il timore del Signore è il solo baluardo contro il
peccato.
5.
Ognuno è ucciso dal suo stesso peccato: Chi vuole preservarsi dal
peccato degli altri in ordine alla sua vita deve porre ogni attenzione
a preservarsi lui mondo da ogni peccato personale. Quando noi
apriamo la porta del nostro cuore al peccato, ogni altro peccato può
entrare in esso. Di questa porta aperta si serve la tentazione per
condurci alla completa rovina spirituale.
6.
Erode vittima di malvagità e istigazione: La malvagità è di
Erodiade, donna crudele, che non placa l’odio che c’è nel suo cuore
per Giovanni il Battista se non dopo aver visto la sua testa sul
vassoio che le porta la figlia. L’istigazione è la sua arte diabolica che
di tutto sa servirsi pur di giungere al suo scopo. È Lei che suggerisce
alla figlia cosa chiedere ad Erode. È Lei in definitiva che uccide
Giovanni il Battista. Gli altri sono suoi complici e suoi collaboratori
nel delitto.
7.
Gesù, l’Uomo della preghiera: È questo il suo segreto. Lui non solo
prega. Sa pregare. Prega nel silenzio, in solitudine, in luoghi deserti,
di notte, presso il Padre, in compagnia solo con Lui. Nella preghiera
attinge forza, luce, sapienza, intelligenza, ogni altra virtù. Per la sua
preghiera conosce sempre tutta la volontà del Padre e tutta la attua,
senza nulla tralasciare. La preghiera fa sì che Gesù viva in perenne
comunione di verità e di grazia con il Padre.
8.
La moltiplicazione dei pani figura dell’Eucaristia: La
moltiplicazione dei pani è vera figura dell’Eucaristia. Questa verità
ce la insegna il Vangelo secondo Giovanni. È proprio dopo questa
moltiplicazione che Gesù tiene nella Sinagoga di Cafarnao il grande
discorso sul Pane della vita, che è la sua carne.
9.
L’Eucaristia frutto della comunione tra il Cielo e la terra:
L’Eucaristia che è il più grande dono di Dio è però un frutto di
comunione tra Cielo e terra: tutto il Cielo: Padre, Figlio e Spirito
Santo; tutta la terra nei suoi alimenti di pane e di vino e anche di un
uomo necessario affinché il miracolo della trasformazione si compia.
10.
Dio ha bisogno del nostro poco, della nostra vita, per saziare il
mondo intero: Se noi non diamo a Dio il nostro poco: il pane e il
vino, l’Eucaristia non può avvenire. Mancano gli elementi naturali.
Se noi non diamo a Dio il nostro corpo, la nostra voce, le nostre
mani, l’Eucaristia non si compie: manca il Sacerdote. Chi ama
l’Eucaristia non può non amare il Sacerdote che la fa per lui e gliela
dona perché mangi il Pane della vita.
11.
Gesù introduce a poco a poco i suoi discepoli nella comprensione del
suo mistero: L’introduzione nel mistero avviene per parola, ma
anche per opera. Gesù mostra come si moltiplica il pane. Mostra
anche come si cammina sulle acque. I discepoli vedono ciò che
Cristo può fare, come lo fa, perché domani saranno loro durante
tutti i secoli a fare ciò che Cristo ha fatto e come Lui lo ha fatto.
12.
La preghiera che salva: Salva quella preghiera che diviene un grido
accorato al Signore perché sia Lui a prendere in mano la nostra
vita. Se manca questo grido di invocazione di aiuto Dio non può
entrare nella nostra vita e noi siamo perduti. Non siamo noi a
poterci salvare. Non sono i nostri fratelli che ci salveranno. Chi può
salvarci è solo il Signore. Per questo è necessario che noi innalziamo
a Lui il nostro aiuto perché Lui venga subito in nostro soccorso.
13.
La fede nella divinità di Cristo Gesù: Gesù oggi viene riconosciuto
come vero Figlio di Dio. Certo si tratta di una fede incipiente,
iniziale. Domani si trasformerà in fede perfetta, organica,
strutturata, complessa. Oggi però sappiamo che Gesù è Signore
come Dio è Signore. Sappiamo che di Dio Gesù è il Suo Figlio.