13 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Il regno di Dio nasce dalla seminagione della Parola di Gesù: Questa
è la prima verità, la verità che è madre di ogni altra verità in ordine
alla nascita del regno in un cuore. Chi vuole che il regno di Dio
sorga nella città degli uomini deve mettere ogni impegno, ogni cura
a seminare la Parola di Gesù. Questa Parola va data a tutti,
indistintamente, senza alcuna esclusione preventiva. La Parola
seminata ha una sua particolare vitalità, un suo speciale percorso
nei cuori. Tutto inizia dalla Parola di Gesù e senza il dono della
Parola niente inizia, niente mai potrà iniziare.
2.
Il cuore va preparato bene ad accogliere e a far sviluppare la Parola
di Gesù: Non tutti i cuori sono pronti ad accogliere la Parola. Non
tutti i cuori sono capaci di produrre. Ci sono delle cose che noi
possiamo e dobbiamo fare. Alcune cose le deve fare chi semina la
Parola, altre cose chi la Parola riceve. Una cosa che sempre deve
fare chi semina la Parola è quella di aggiungere la spiegazione
perché la Parola venga compresa in ogni sua parte. Altra cosa
ancora è quella di donare assieme alla Parola anche la grazia. La
completezza è fatta di Parola, di verità, di grazia.
3.
Non ogni cuore produce allo stesso modo: Ogni cuore è diverso da
ogni altro cuore. La fruttificazione è data dalla diversità del cuore.
Non tutti i cuori producono la stessa quantità di frutto. Se non la
possono produrre, neanche la si può chiedere. Questa verità è
altamente liberante. Libera gli uni dalla volontà degli altri in ordine
alla personale fruttificazione.
4.
Non tutti i cuori producono: Gesù ci avverte che non tutti i cuori
producono. Il cuore per produrre va dissodato, bonificato,
preparato, curato prima e dopo aver ricevuto il seme. Perché un
cuore produca in abbondanza è necessario che sia liberato da ogni
vizio. Il vizio è la morte del dono di Dio. Il cuore va anche
alimentato di grazia e di verità. Questo alimento deve essere
quotidiano. Senza questo alimento non c’è forza sufficiente per
portare a fruttificazione il seme ricevuto. Quest’opera è affidata a
tutti coloro che ricevono il dono. Ci sono cose che dipendono
dall’opera e dall’impegno degli altri. Ci sono cose che dipendono
dalla nostra opera e dal nostro impegno.
5.
Figli di Dio e figli del maligno vivono insieme nello stesso campo: La
convivenza durerà per tutta la vita, per tutta la storia, per tutti i
secoli. Non ci sono luoghi sulla terra dove esistono e vivono solo i
buoni. In ogni luogo ci saranno sempre buoni e cattivi, giusti ed
ingiusti, santi e peccatori. Sapendo questo, ognuno è chiamato ad un
serio discernimento quotidiano perché mai si lasci trascinare da chi
non è buon grano. Ognuno deve mettere ogni impegno a rimanere
sempre buon grano, sapendo che la zizzania potrebbe essere
seminata anche nel suo cuore.
6.
La separazione avviene con la fine della vita: Alla fine della vita,
della storia, del tempo, dei secoli avverrà però la separazione. Buoni
e cattivi saranno separati per tutta l’eternità. I buoni con Dio, i
cattivi con il diavolo. I buoni nel regno del Padre celeste, i cattivi
invece nella perdizione del fuoco eterno a bruciare per tutta
l’eternità, senza però mai consumarsi. Questa verità è purissimo
Vangelo. Non si può annunziare il Vangelo senza questa verità. Se si
annunzia il Vangelo senza questa verità, il Vangelo che annunziamo
non è il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.
7.
Il regno di Dio si annunzia sempre con somma prudenza: Gesù ci
insegna che non si devono dare le perle ai porci. Chi sono i porci ai
quali non si possono dare le cose preziose del regno di Dio? Sono
tutti coloro che combattono il regno di Dio, lottano contro di esso,
vogliono la loro distruzione. Sono tutti coloro che già sono caduti nel
peccato contro lo Spirito Santo. Con costoro bisogna essere
sommamente prudenti. Prudenti nelle parole, nelle opere, prudenti
nel dialogo, prudenti in ogni relazione. La prudenza è la sola via di
salvezza per noi stessi e per gli altri.
8.
Il regno contiene in sé un germe di vita capace di fermentare tutta la
pasta: Se noi seminiamo la vera Parola di Gesù, e la seminiamo
senza mai stancarci, la Parola di Gesù a poco a poco fermenta tutta
la vita di un uomo, trasformandola in verità, in bontà, in
misericordia, in ogni opera di bene. A noi il compito e la
responsabilità di seminare sempre la buona Parola del regno, allo
stesso modo che la donna deve stare attenta a mettere nella farina
del buon lievito. Come il lievito fermenta da se stesso, così è della
Parola di Gesù. Se noi trasformiamo la Parola di Dio in parola
umana, questa non fermenta più e il cuore dell’uomo rimane crudo,
aspro.
9.
Gli inizi del regno sono sempre nell’umiltà: La piccolezza iniziale è
qualità propria del regno di Dio. Perché il regno di Dio seminato nei
cuori produca frutti occorre del tempo, molto tempo. Occorrono a
volte dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta anni di duro lavoro.
Questo richiede una ferma fede nella Parola di Gesù che ci dice che
il seme di certo crescerà e diverrà un grande albero. Richiede altresì
una costanza e una perseveranza a prova di evidenza contraria. La
perseveranza, la costanza, la preghiera sono le doti necessarie a chi
vuole edificare il regno di Dio sulla nostra terra.
10.
Il regno di Dio è un dono: Essendo un dono come tale bisogna
sempre accoglierlo. È un dono che va al di là di ogni nostra umana
possibilità. Tutto l’universo creato con la sua gloria e le sue
ricchezze materiali sono solo come un minuscolo granello di polvere
sulla bilancia. Non ha alcuna forza, alcun peso. È niente di niente.
Anzi è il niente del niente. Non c’è alcuna proporzione tra il nostro
niente e il tutto del regno che ci viene dato in dono. Ricchezza
incalcolabile sulla terra e ricchezza eterna nel Cielo.
11.
Il dono del regno richiede la vendita di quanto abbiamo: Gesù ci
insegna che il regno è dato a colui che sa rinunziare al suo niente,
anche al niente e al poco del suo corpo. Tutto si deve lasciare perché
si possa possedere il regno. Tutto si deve abbandonare se si vuole
acquisire il regno di Dio per tutta l’eternità. È questa condizione
necessaria per possedere il regno e senza questa condizione mai si
entrerà in possesso del regno eterno di Dio.
12.
Il regno di Dio è ricerca: Il regno di Dio non è solo un dono. È anche
ricerca. È proprio dell’uomo la ricerca del meglio, dell’ottimo, della
verità più alta, dell’eternità, della vita migliore di tutte. La ricerca
del regno è aspirazione che Dio ha scritto nel nostro cuore. Senza
questa aspirazione l’uomo sarebbe condannato all’immobilismo,
all’ignavia, alla stessa accidia. Questa aspirazione c’è nel cuore di
tutti ed è vera.
13.
La ricerca del regno richiede la nostra totale libertà: Non basta però
l’aspirazione scritta da Dio perché si vada alla ricerca del regno.
Occorre che l’uomo vi metta la sua libertà. La libertà è da tutti e da
tutto, da ogni cosa, da tutte le persone. La libertà è anche dalla
nostra stessa vita. Il peggiore nemico dell’uomo è la sua schiavitù
spirituale, la sua dipendenza dagli altri in ordine alla ricerca del
meglio, la sua sudditanza ai propri pensieri e soprattutto la sua
sottomissione a vizi e a peccati. Il regno si cerca nella libertà totale.
Il regno si vive nella libertà totale.
14.
Nel regno di Dio vivono buoni e cattivi: Quando si getta la rete della
Parola, tutti possono aderire ad essa. Alcuni aderiscono con
sincerità e verità. Altri vengono con la falsità e la malizia nel cuore.
Alcuni si convertono veramente. Altri invece rimangono con il loro
cuore di pietra. È questa la situazione storica del regno. Il regno
sulla terra vive così. Voler separare i buoni dai cattivi sarebbe
un’opera nefasta. Ma molto più nefasta sarebbe la nostra volontà di
avere una comunità di soli buoni.
15.
La separazione tra buoni e cattivi avviene nell’eternità, non nel
tempo: La separazione sarà fatta dagli Angeli di Dio nell’ultimo
giorno, al momento del giudizio, sia di quello particolare che di
quello universale. Allora la separazione sarà eterna. Inferno e
paradiso saranno divisi per sempre.
16.
La necessità di comprendere bene ogni Parola di Cristo Gesù: La
comprensione della Parola di Gesù in pienezza di verità è necessaria
a tutti coloro che devono annunziare il regno di Dio. Un errore nel
loro cuore porta scompiglio in molti cuori. Il dramma che vivono le
nostre comunità oggi è proprio questo: coloro che sono i “maestri”
della verità di Cristo, non possedendo essi stessi la pienezza della
verità, nutrono gli uomini di falsità. Sulla falsità mai si potrà
edificare il regno di Dio.
17.
Il tesoro del regno è pieno di cose sempre nuove: La verità del regno
non è mai compresa nella sua totale pienezza da alcun uomo.
Neanche tutta la storia riuscirà ad entrare in pienezza nel mistero di
Dio e del suo regno. Ogni uomo, guidato dallo Spirito Santo, entra
nella verità tutta intera e secondo questa verità è chiamato a vivere.
Vive la verità tutta intera data dallo Spirito oggi e vive la verità
tutta intera data dallo Spirito ieri, ma che darà anche domani. Il
cammino del cristiano è dalla verità di ieri nella verità di oggi, dalla
verità di oggi verso la verità di domani. Questo cammino è perenne,
senza alcuna interruzione. È questo il motivo per cui non si possono
abbandonare le verità antiche.
18.
Unità inscindibile e inseparabile tra persona, missione, opere: Mai si
deve separare l’opera dalla persona, mai la missione dall’opera e
dalla persona. Questa unità deve rimanere sempre inscindibile. Chi
deve vigilare a che questa unità mai venga sgretolata è colui che ha
ricevuto la missione e al quale è stata comandata l’opera.
Rimanendo lui nella perfetta obbedienza al suo Signore, questa
unità produrrà buoni frutti in ogni uomo di buona volontà.
19.
Lo scandalo nasce da una forte assenza di vera fede nel cuore: Ogni
opera di Dio non si compie per virtù della natura, della stirpe, del
lignaggio, dell’educazione, della formazione, della scuola, dei
maestri umani. Si compie per dono dall’Alto, dal Cielo, da Dio. Se è
da Dio e non dalla natura, ogni natura, ogni persona può essere
costituita dal Signore suo tramite per manifestare la sua gloria, la
sua volontà, le sue opere. Quelli di Nazaret si scandalizzano
dell’umiltà umana e terrena di Cristo Gesù. Questo scandalo riesce
a contagiare quasi un’intera città. Questo contagio dobbiamo
sempre evitare che prenda la nostra vita e la conduca fuori della
verità di Dio.
20.
L’incredulità chiude la porta ai miracoli: Il miracolo è segno che
nasce dalla fede e conduce ad una fede più grande. L’incredulità
priva il miracolo della sua vera, divina finalità. Senza vera finalità
diviene inutile compiere il miracolo. Per questo Gesù a Nazaret può
fare pochi miracoli, perché poche sono le persone che si aprono alla
fede in Lui.
21.
L’indegnità nel poter ricevere il dono di Dio: Si diventa indegni di
ricevere il dono di Dio quando si cade nel peccato contro lo Spirito
Santo e quando il nostro cuore, duro come pietra, è ostile a Dio e
agli inviati di Dio. Poiché noi non sappiamo chi è degno e chi è
indegno, dobbiamo agire alla stessa maniera di Cristo Gesù: dare il
dono di Dio sempre con somma prudenza. La prudenza è la giusta
regola, la regola perenne del buon missionario di Cristo Gesù:
“Siate semplici come le colombe, ma prudenti ed accorti, saggi e
sapienti come i serpenti”.