12 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Gesù è il Signore del sabato: È il Signore perché nella sua Persona
Egli è vero Dio. È il vero Dio venuto nella carne. Nella carne il vero
Dio è anche vero uomo. Essendo il Signore del sabato può dare la
giusta, esatta, perfetta interpretazione della Legge. Lui è l’Autore
della Legge ed anche l’Interprete. Nessuna interpretazione potrà
dirsi vera se è in contrasto con quella che lui offre e dona.
2.
Gesù è più grande del tempio: È più grande del tempio perché Lui è
il Nuovo Tempio, nel quale Dio abita corporalmente con la pienezza
della sua divinità. È più grande del tempio, perché è la sua carne
l’unico e solo vero tempio di Dio. Dio abitava nel tempio di
Gerusalemme. Il Verbo si fece tempio vivo di Dio. Il tempio della
carne è indissolubilmente unito alla Persona del Verbo. Il Verbo e il
tempio sono una sola Persona. “Il Verbo si fece carne e venne ad
abitare in mezzo a noi”.
3.
Gesù è il Servo del Signore: È il Servo che compie in tutto la volontà
di Dio in una sofferenza vicaria, espiatrice. È il Servo che prende su
di sé il castigo per le nostre colpe. È il Servo che ci guarisce con le
sue piaghe.
4.
Gesù è il Prediletto del Signore: È il Prediletto, perché è il Figlio. È
il Figlio da Lui generato nell’eternità. È grande il mistero del Messia
di Dio. Egli non è semplicemente un uomo. È il Dio che si è fatto
uomo. È il Figlio Unigenito del Padre che si è fatto carne.
5.
Di Gesù il Padre si compiace: Dio si compiace del suo Servo perché
Questi vive di perfetta, completa, piena obbedienza. Lui vive per
obbedire al Padre. Nell’eternità e nel tempo il Figlio è sempre
rivolto verso il Padre per compiere la sua volontà: “Sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra”.
6.
Gesù è colmo di Spirito Santo: Lo Spirito Santo si è posato su di Lui
con la pienezza dei suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza,
conoscenza, timore del Signore. Essendo Lui il Figlio eterno del
Padre, su di Lui si è posato anche lo Spirito di pietà. La pietà è
l’amore filiale. Il Servo vive per amare il Padre. È questo il fine
della sua vita.
7.
Gesù è l’Inviato dalla missione universale: Gesù non è stato inviato
per rivelare il mistero del Padre solo agli Ebrei. Egli è stato
mandato per dare il vero Dio, l’unico vero Dio, a tutte le genti. Il
vero Dio si può conoscere solo per mezzo di Gesù e dove Gesù non
regna nei cuori con la sua Parola e la sua grazia, lì il vero Dio non è
conosciuto.
8.
Gesù deve fare conoscere la vera giustizia a tutte le genti: La vera
giustizia è una sola: la piena e perfetta volontà del Padre. Gesù è
venuto per dire ad ogni uomo cosa il Padre vuole e cosa è a Lui
gradito. Solo Lui è stato investito di questa missione. Solo Lui è il
vero rivelatore del Padre.
9.
Gesù non contenderà: Gesù non è venuto per litigare con gli uomini
e neanche per muovere loro guerra. Lui non è venuto per prendere,
ma per donare. È questo il motivo per cui in Lui è assente ogni
motivo di contesa con gli uomini. Contendono coloro che devono
prendere, non coloro che devono solamente dare e dare tutto di se
stessi.
10.
Gesù non griderà: Grida chi deve imporre qualcosa a qualcuno.
Gesù non viene per imporre. Lui viene per proporre, per offrire la
sua salvezza. Il suo dono è consegnato con dolcezza, gioia, anche se
con la fermezza di chi deve convincere l’altro che fuori del suo dono
c’è solo morte eterna.
11.
Gesù non farà udire sulle piazze la sua voce: Quello di Gesù è il
linguaggio dell’amore, della misericordia, della compassione, della
pietà. Gesù parla con i fatti e i fatti sono sempre silenziosi. Parla
anche con la Parola, ma questa sgorga dal suo amore e l’amore non
fa udire sulle piazze la sua voce. L’amore parla direttamente al
cuore della gente. Gesù sa come parlare ad un cuore. Molte volte lo
fa anche con un solo gesto, uno sguardo. Anche il silenzio è
linguaggio eloquente in Gesù. Il silenzio è stato il linguaggio usato
durante la passione.
12.
Gesù non spegnerà il lucignolo fumigante: Gesù è venuto per dare la
vita, non per togliere quel poco di vita che ancora c’è nel cuore degli
uomini. Spegnere il lucignolo che fumiga è privare l’uomo di ogni
speranza di salvezza. Gesù invece è venuto per riaccendere la
speranza in ogni cuore.
13.
Gesù non spezzerà la canna incrinata: La canna incrinata ha smesso
di innalzarsi verso il cielo, di sperare, di lottare, di crescere. Gesù
prende questa canna ripiegata su se stessa, senza più alcuna forza
vitale e la rimette in vita, le dona la speranza, la fa guardare verso
Dio, l’aiuta perché possa innalzarsi verso il Padre che è nei cieli.
14.
In Gesù spereranno tutte le genti: È in questa speranza la forza di
penetrazione nei cuori della Parola di Gesù. I cuori sperano. Gesù
svela qual è il vero oggetto della loro speranza. Loro ascoltano i
desideri che sono già nel loro cuore, accolgono la Parola, riprendono
vita. Se non ci fosse questa speranza latente nei cuori, la Parola mai
potrebbe essere accolta. Il Dio che dona la Parola è anche il Dio che
crea la speranza che è la chiave attraverso la quale la Parola può
entrare nei cuori. È grande il mistero di Dio. Egli agisce nell’uomo
per via interna e per via esterna. La salvezza si compie quando la
via interiore si incontra con la via esteriore. Se questo incontro non
avviene, la salvezza ancora non è piena e perfetta. È una salvezza
che si spera, che ancora non è nostra.
15.
Gesù è il più forte: Gesù è più forte di satana. Come Dio è il suo
Signore, il suo Creatore. Dio lo aveva creato di luce. È stato lui a
volersi trasformare in tenebra con la sua superbia. È più forte nella
sua umanità, perché santissimo, perché pieno di grazia e di verità.
Con la verità smaschera le sue falsità. Con la grazia le vince. La
grazia è più forte di ogni male. La verità squarcia ogni tenebra.
16.
Gesù parla dalla pienezza del suo cuore ricolmo di amore: Il cuore
di Gesù è colmo di amore per l’uomo. Per questo il linguaggio di
Gesù è purissimo e intensissimo amore. Il cuore dei farisei è pieno di
rapina e di iniquità. Per questo escono dal loro cuore parole di odio,
di invidia, di uccisione, di ogni falsità e menzogna. Ogni persona è il
suo cuore. Se il cuore è vero la persona è vera. Se il cuore è santo la
persona è santa. Se il cuore è malvagio la persona non può che
essere malvagia.
17.
Gesù si presenta nel segno di Giona: Gesù rimane nella terra, o nel
suo ventre, solo per tre notti e tre giorni, dalla sera di venerdì al
primo mattino del primo giorno dopo il sabato. Poi risorge e rimane
sempre con noi, anche se nella forma dello spirito immortale e non
più nella forma della carne mortale. Il segno che Gesù dona è la sua
risurrezione. Gesù è veramente morto e veramente risorto.
Veramente sceso nel grembo della terra e veramente venuto fuori.
Da questo segno tutto il mondo dovrebbe convertirsi.
18.
Gesù costituisce la sua nuova famiglia: Sono famiglia di Gesù tutti
quelli che accolgono la Parola di Dio e la mettono in pratica. Questa
famiglia è regolata da una sola legge: l’amore fino al dono di tutta la
vita per la vita dell’altro. È quanto ha fatto Cristo Gesù con l’intera
umanità. Avendo assunto la nostra carne è divenuto nostro
familiare e come tale ha pagato per noi il riscatto, liberandoci dal
peccato e dalla morte.