11 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Gesù è il vero Messia di Dio: Lo attesta la storia e la profezia che
divengono in Lui una cosa sola. La profezia con Lui si fa storia,
realtà, perfetto compimento. Ogni promessa di Dio in Gesù si
realizza, diviene fatto, evento di salvezza e di redenzione.
2.
In Gesù si compiono la Legge e i Profeti: In Gesù non solo si
compiono la Legge e i Profeti, perché Lui dona loro la loro
perfezione assoluta. Si compiono anche perché quanto in loro è
scritto di Lui si realizza nel modo più perfetto e più completo.
3.
Di Gesù nessuno si deve mai scandalizzare: Essendo Gesù il vero
Messia di Dio, tutto ciò che Lui fa, fa parte della sua missione.
Anche il più piccolo gesto, la più semplice delle parole, il più
elementare comportamento sono rivelazione della verità del Padre.
Niente di quanto fa Gesù deve ostacolare la nostra fede in Lui.
4.
Giovanni gli ha reso vera testimonianza: Giovanni il Battista, vero
profeta del Dio vivente, ha reso vera, perfetta, completa
testimonianza a Gesù Signore, proclamando la differenza abissale
che regna tra lui e il Messia di Dio. Lui è dalla terra. Il Messia di
Dio è dal cielo. Il Messia di Dio viene per battezzare ogni uomo in
Spirito Santo e fuoco.
5.
Con Gesù inizia il Regno dei cieli: Gesù non solo proclama la venuta
del regno di Dio in mezzo agli uomini. Lui il regno di Dio lo
manifesta nella sua più pura essenza di verità e di sconfitta del
principe di questo mondo. Non c’è regno di Dio dove non c’è vittoria
sulle forze del male e sulle conseguenze del peccato.
6.
Per Gesù bisogna farsi violenza: La violenza per entrare nel regno
dei cieli è la costanza, la perseveranza, la forza, la fortezza, la
determinazione, la volontà decisa e determinata a lasciare tutto e
ogni cosa, compresa la nostra stessa vita al martirio, pur di essere e
di appartenere per sempre al regno di Dio.
7.
La violenza suprema è il martirio: La violenza è il martirio perché
nel regno eterno bisogna perseverare sino alla fine. La fine è anche
la richiesta della nostra vita. Anche la nostra vita bisogna
consegnare alla morte violenta e crudele per poter essere sempre del
regno dei cieli.
8.
Dinanzi a Gesù non si può rimanere impassibili: L’impassibilità e
l’insensibilità sono i nemici della vera fede. Dinanzi alla verità di
Cristo bisogna prendere posizione, ci si deve schierare. Restare
insensibile è rifiutare la grazia che il Signore nella sua misericordia
ci concede per la nostra redenzione eterna.
9.
L’impassibilità è giudizio di condanna eterna: L’impassibilità e
l’insensibilità è già condanna, giudizio, perché è vero rifiuto della
grazia. È anche condanna, perché chi rifiuta la grazia, rimane nel
suo stato di peccato e di non conoscenza della verità che salva e della
grazia che redime e giustifica.
10.
Dio si nasconde ai sapienti e agli intelligenti: Costoro sono
autosufficienti, bastano a loro stessi. Così essi credono. Essendo
autosufficienti, tutti costoro non hanno bisogno di Dio, non
necessitano di rivelazione, non cercano né grazia e né verità, non
bramano la salvezza.
11.
Dio si rivela ai piccoli: Sono piccoli coloro che hanno bisogno di
tutto, che sono in tutto dipendenti da Dio. Costoro sono recettivi,
accoglienti. A costoro Dio fa dono della sua verità, concede la sua
rivelazione nella quale è la salvezza eterna.
12.
Gesù è il solo che conosce il Padre: Gesù conosce il Padre non per
scienza acquisita, né per meditazione o riflessione personale,
neanche perché ha avuto delle rivelazione, o della manifestazioni.
Gesù conosce il Padre per essenza divina ed eterna, per abitazione
perenne in Dio, perché da sempre e per sempre Lui è nel seno del
Padre, il seno del Padre è la sua casa, la sua dimora eterna. Questa è
la differenza fondamentale, la specificità unica, la singolarità
irripetibile che separa Cristo Gesù da ogni altro “annunziatore o
rivelatore” di Dio, compresi i suoi più grandi di tutta l’umanità:
Mosè e Giovanni il Battista, inclusi tutti i Profeti e gli uomini di Dio
di tutto l’Antico testamento. Questa singolarità e specificità vuole
che si sposti l’asse della religione: dal monoteismo al monocristismo,
dall’unico solo vero Dio all’unico solo vero Cristo. All’unico e solo
vero Dio si può e si deve pervenire solo passando attraverso il solo
ed unico Cristo di Dio. Tutte le altre vie sono fallaci, effimere,
bugiarde, menzognere. Sono vie dell’uomo, ma non di Dio. Ora tutte
le vie dell’uomo sono destinate a perire.
13.
Gesù è il solo che rivela il Padre: Gesù è il solo che rivela il Padre,
anzi è il solo che lo può rivelare nella pienezza della sua volontà,
nella completezza della sua verità. Solo Lui lo può rivelare perché
solo Lui lo conosce. Tutti gli altri lo conoscono in parte, poco, per
niente. In parte, poco, per niente ce lo fanno conoscere.
14.
Gesù è il solo che ristora quanti vanno a Lui: Il ristoro di Gesù è nel
purissimo dono della grazia e della verità. Grazia e verità fanno
l’uomo nuovo, lo mettono in condizione di vivere in conformità alla
loro natura, anzi lo fanno vivere in una natura che è stata resa
partecipe della divina natura.
15.
Gesù invita ognuno a prendere il suo giogo: Il giogo di Gesù è la sua
Parola, la sua Legge, la sua Rivelazione, il dono della perfetta e
santa volontà del Padre. Il suo giogo dona la vera salvezza, la vera
redenzione, la vera giustificazione dell’uomo. Il suo giogo dona
all’uomo la pienezza nella verità della sua umanità. Chi vuole
conoscersi, lo può ad una sola condizione: che prenda il giogo della
Legge di Gesù e lo porti sino alla fine.
16.
Il giogo di Cristo è soave: La Legge di Gesù non è amara, non è
aspra, non è un veleno di morte. La Parola di Gesù è soave, dolce,
amabile, appetibile, desiderabile. Il Vangelo, messo sul nostro collo e
portato con amore, ci fa entrare nella dolcezza e nella soavità di
Cristo Signore.
17.
Il carico di Cristo è leggero: è leggero il carico di Gesù per rapporto
ai vizi che sono pesanti, mortificanti, che uccidono e non danno vita.
Il peccato è schiavitù, la Legge di Gesù è libertà. Il vizio rende
l’uomo uno straccio, il Vangelo lo eleva fino alla soglia del Paradiso.
Il peso del peccato ha un costo altissimo ed un prezzo di morte. Il
carico di Gesù invece ha un prezzo di vita eterna e di gloria
imperitura.
18.
Siamo tutti chiamati ad imparare da Cristo Gesù: Gesù è il solo,
l’unico nostro Maestro. Chi vuole compiere bene la volontà del
padre deve guardare solo a Lui e a nessun altro. Tutti gli altri ci
dicono che è possibile vivere tutta la volontà del Padre. Solo Gesù
però ci indica la giusta e santa modalità valevole per tutti e per ogni
tempo. Chi guarda a Cristo mai potrà sbagliare. Chi imita Lui
percorre sempre un sentiero di vita eterna.
19.
Gesù ci chiama ad imparare dalla sua umiltà: Con l’umiltà Gesù si
consegna interamente alla volontà del Padre. A Lui dona tutta la
sua vita per il compimento della salvezza eterna di ogni uomo. Gesù
è sempre dal Padre. È dal Padre per generazione eterna. È dal
Padre nella sua incarnazione, nella rivelazione e nel compimento
perfetto della divina volontà. È dal Padre anche nei più piccoli gesti
della sua vita. La sottomissione al Padre da parte di Cristo Gesù è
perfettissima. Essa inizia nel cielo e si compie sulla terra. Come
Gesù ha fatto tutta la volontà del Padre nel Cielo, dall’eternità, così
l’ha fatto sulla terra, fino all’ultimo istante della sua vita. Sempre
sottomesso al padre, sempre obbediente a Lui fino alla morte e alla
morte di croce.
20.
Gesù ci chiama ad imparare dalla sua mitezza: Con la mitezza
invece Gesù si sottomette in tutto agli uomini, da loro si lascia
consegnare ai pagani, si lascia schiaffeggiare, sputare, insultare,
flagellare, arrestare, caricare del pesante legno della croce,
crocifiggere, trafiggere il costato dalla lancia. Gesù mai ha resistito
al malvagio. Al malvagio e all’empio ha consegnato il suo corpo e
costoro lo hanno appeso al palo. Gesù mai si è ribellato all’uomo.
Mai ha fatto un solo gesto di male. Mai ha risposto con il male. Gesù
è il Giusto che muore per gli ingiusti, è il Pio che muore per gli empi,
è il Santo che si lascia sacrificare per i peccatori. È questo il motivo
per cui ci chiede di imparare da Lui che è mite ed umile di cuore.