10 maggio – Facciamo nostra la ricchezza di Maria

“Quanto è poco quello che facciamo! Mettiamolo dunque nelle mani di Maria con la nostra consacrazione. Se ci daremo real­mente a Lei, Ella sarà infinitamente più generosa con noi: si comunicherà a noi interamente, con i suoi meriti e le sue virtù. Darsi totalmente alla Madonna vuol dire esercitare la carità verso il prossimo nel più alto grado possibile, consegnandole quanto si ha di più caro affinché ne disponga con libertà in fa­vore dei vivi e dei morti”. S. M. 38/39

Il cristiano che vive filialmente la sua consacrazione alla Madonna, valorizza immensamente la sua vita, perché parteci­pa della santità grandissima della sua Madre divina. Come il bambino vive della vita della madre e ne partecipa le perfezio­ni, così il consacrato vive della vita di grazia di Maria. Egli può dire con verità: “Maria è la mia vita e la mia ricchezza”.

La vita del cristiano acquista in tal modo una grande perfe­zione. Perfezione che lo rende caro a Dio e aumenta grande­mente i suoi meriti davanti a Lui; perfezione che attira le bene­dizioni divine sui fratelli vivi e defunti, bisognosi d’aiuto nel purgatorio. È dovere di ogni credente in Dio aiutare il prossimo con la preghiera. Crediamo poco alla nostra irreale autosuffi­cienza: l’onnipotenza di Dio giunge infinitamente più in là del­le nostre possibilità e Dio ordinariamente ci aiuta se lo preghia­mo. In Purgatorio si soffre tanto! Non dimentichiamo i nostri morti. La devozione a Maria trasforma l’intera giornata di lavo­ro e sacrificio in meriti preziosi per tutte le necessità dei nostri fratelli.

Io ho poco da offrire al Signore e agli altri: ho poco amore, po­ca fiducia, poca generosità, poca speranza. Quello che mi man­ca, dammelo tu, Maria! Perché io possa amare con tutto il cuo­re, sempre, senza stancarmi. Allarga il mio cuore, dilatalo al­l’infinito perché io possa assomigliare a tuo figlio Gesù ed es­sere come Lui, la tua gioia! Grazie Maria, tu sei la mia ricchez­za e la mia speranza.