Preghiera a Maria,Madre di Gesù e Madre nostra

Preghiera di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

(dettata a Jelena dalla Madonna)

O Cuore Immacolato di Maria,

ardente di bontà,

mostra il tuo amore verso di noi.

La fiamma del tuo cuore, o Maria,

scenda su tutti gli uomini.

Noi ti amiamo tanto.

Imprimi nei nostri cuori il vero amore,

così da avere un continuo desiderio di te.

O Maria, umile e mite di cuore,

ricordati di noi quando siamo nel peccato.

Tu sai che tutti gli uomini peccano.

Donaci, per mezzo

del tuo Cuore Immacolato

la salute spirituale.

Fa’ che sempre possiamo guardare

alla bontà del tuo cuore materno

e che ci convertiamo per mezzo

della fiamma del tuo Cuore. Amen.

12805679_973824559321287_6784900036931867463_n

Aiutaci,Mamma,e proteggici contro il maligno

SIGNORA DELL’UNIVERSO

O Donna da tutti e sopra tutti benedetta!
Tu sei l’onore e la difesa del genere umano;
tu sei la Madre di Dio;
tu la Signora dell’universo,
la regina del mondo.
Tu sei la perfezione dell’universo
e il decoro della santa Chiesa;
tu tempio di Dio;
tu giardino di delizie;
tu porta del cielo, letizia del Paradiso
e gloria ineffabile del sommo Dio;
veramente è balbettando
che cantiamo le tue lodi e le tue bellezze.
Supplisci con la tua bontà
alle nostre insufficienze.

(San Bernardino da Siena)

6d2cf6ff0a

Maria Santissima,dolce Madre,trasforma i nostri cuori

VERGINE TUTTA SANTA

Vergine immacolata, 

scelta tra tutte le donne 

per donare al mondo il Salvatore, 

serva fedele del mistero della Redenzione, 

fa’ che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù 

e seguirlo sul cammino della vita 

che conduce al Padre. 

Vergine tutta santa, strappaci dal peccato 

trasforma i nostri cuori. 

Regina degli apostoli, rendici apostoli! 

Fa’ che nelle tue sante mani 

noi possiamo divenire strumenti docili 

e attenti per la purificazione 

e santificazione del nostro mondo peccatore. 

Condividi con noi la preoccupazione 

che grava sul tuo cuore di Madre, 

e la tua viva speranza

che nessun uomo vada perduto. 

Possa, o Madre di Dio, 

tenerezza dello Spirito Santo, 

la creazione intera celebrare con te l

a lode della misericordia e dell’amore infinito.

(San Massimiliano Kolbe )

gesù15

Sette Invocazioni alla Beata Vergine di Fatima

SETTE INVOCAZIONI ALLA MADONNA di FATIMA 

1 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travaglio nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell’ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed ani*mo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d’amore. Mater amabilis, ora pro nobis. 

Ave Maria

2 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall’amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell’Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d’Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo. Janua coeli, ora pro nobis. 

Ave Maria


3 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l’avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l’avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze. Dolce cuore di Maria, siate la salvezza mia. 

Ave Maria

4 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell’inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell’inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi: «O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia». 

Ave Maria

5 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia; faceste servire a confondere l’orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l’eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l’invocazione insegnata da Voi: «O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l’Immacolato Cuore di Maria». 

Ave Maria

6 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d’un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d’attendere prodigi; così da meritar l’elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere». E per questo ripetiamo la preghiera dell’Angelo della Pace: «Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano». 

Ave Maria

7 – O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l’ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario.

In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l’abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d’intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi. Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi!… 

Ave Maria

festadellalbero2015

La Madonna, Maria, era più importante degli apostoli vescovi e dei diaconi preti

“Dobbiamo valorizzare le spose e le madri, non clericalizzarle” La Stampa, venerdì 13 maggio 2016

La disponibilità del Pontefice ad approfondire il tema delle diaconesse è in linea con quanto da lui più volte affermato in questi primi tre anni sul ruolo della donna.
Francesco vuole approfondire la questione del diaconato per le donne
La disponibilità ad approfondire il tema delle diaconesse manifestata ieri da Papa Francesco nel dialogo con le religiose è in linea con quanto da lui più volte affermato in questi primi tre anni di pontificato sulla valorizzazione del ruolo della donna nella Chiesa. Non si deve dimenticare, innanzitutto, l’influenza significativa esercitata su Jorge Mario Bergoglio dalla nonna, Rosa Vasallo, che il Papa ha citato spesso per ciò che gli ha insegnato in materia di fede e di devozione. «Sono le mamme, le nonne» a trasmettere la fede, ha ripetuto Francesco, «una donna ci ha portato Gesù. Lui ha voluto avere una madre: anche il dono della fede passa per le donne».
Il messaggio più forte sul ruolo femminile nella Chiesa il Pontefice l’aveva mandato dialogando con i giornalisti sul volo di ritorno da Rio de Janeiro, nel luglio 2013. «Una Chiesa senza le donne – aveva detto – è come il collegio apostolico senza Maria. Il ruolo della donna nella Chiesa non è soltanto la maternità, ma è più forte: è proprio l’icona della Vergine, della Madonna; quella che aiuta a crescere la Chiesa! Pensate, che la Madonna è più importante degli apostoli. La Chiesa è femminile: è sposa, è madre. Il ruolo della donna nella Chiesa non solo deve finire come mamma, come lavoratrice… No! È un’altra cosa! Non si può capire una Chiesa senza donne, ma donne attive nella Chiesa, con il loro profilo».
«Noi – aveva aggiunto – non abbiamo fatto ancora una profonda teologia della donna, nella Chiesa. Soltanto può fare la chierichetta, leggere la lettura, presiedere la Caritas. Ma, c’è di più!». Certo, il Papa aveva anche ribadito il «no» definitivo pronunciato da Giovanni Paolo II sulla possibilità delle donne prete: «Quella porta è chiusa. Ma l’ho detto e lo ripeto. La Madonna, Maria, era più importante degli apostoli vescovi e dei diaconi preti. La donna, nella Chiesa, è più importante dei vescovi e dei preti».
Nell’esortazione apostolica «Evangelii gaudium», documento programmatico del suo pontificato, Francesco ha sottolineato: «La Chiesa riconosce l’indispensabile apporto della donna nella società, con una sensibilità, un’intuizione e certe capacità peculiari che sono solitamente più proprie delle donne che degli uomini. Ad esempio, la speciale attenzione femminile verso gli altri».
«C’è ancora bisogno di allargare – spiegava il Papa – gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. Le rivendicazioni dei legittimi diritti delle donne a partire dalla ferma convinzione che uomini e donne hanno la medesima dignità, pongono alla Chiesa domande profonde che la sfidano e che non si possono superficialmente eludere». Francesco concludeva chiedendo di ampliare la partecipazione femminile «lì dove si prendono decisioni importanti, nei diversi ambiti della Chiesa».
«Il Papa è un uomo, il Papa ha bisogno anche del pensiero delle donne – ha detto lo scorso febbraio durante il volo di ritorno dal Messico – Le donne ancora sono un po’… non bene considerate… Non abbiamo capito il bene che una donna può fare alla vita del prete e della Chiesa, in un senso di consiglio, di aiuto, di sana amicizia».
Segno concreto di questa attenzione è stata la decisione, presa già da cardinale a Buenos Aires ma continuata anche da Papa, di includere le donne nella lavanda dei piedi al Giovedì santo e di promulgare una modifica delle norme liturgiche per permettere che ciò avvenga in tutta la Chiesa. Nel luglio 2014, in occasione delle nomine dei nuovi membri della Commissione teologica internazionale, il numero di teologhe è salito da due a cinque su un totale di trenta. Segnali ancora timidi di valorizzazione dell’universo femminile. Con un nota bene: Francesco pur ribadendo ripetutamente la necessità per la Chiesa di dar spazio alle donna ha sempre evitato di presentare questa valorizzazione come una forma di «clericalizzazione». «Le donne nella Chiesa devono essere valorizzate, non “clericalizzate”», aveva detto alla Stampa commentando la boutade sulle «donne cardinale». Parole significative che indicano l’intenzione di percorrere una strada diversa da quella della sovrapposizione con i ruoli maschili.

12801615_1700791536830646_268199204677755888_n

Sette Invocazioni alla Beata Vergine di Fatima

SETTE INVOCAZIONI ALLA MADONNA di FATIMA 

1 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travaglio nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell’ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed ani*mo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d’amore. Mater amabilis, ora pro nobis. 

Ave Maria

2 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall’amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell’Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d’Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo. Janua coeli, ora pro nobis. 

Ave Maria


3 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l’avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l’avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze. Dolce cuore di Maria, siate la salvezza mia. 

Ave Maria

4 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell’inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell’inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi: «O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia». 

Ave Maria

5 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia; faceste servire a confondere l’orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l’eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l’invocazione insegnata da Voi: «O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l’Immacolato Cuore di Maria». 

Ave Maria

6 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d’un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d’attendere prodigi; così da meritar l’elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere». E per questo ripetiamo la preghiera dell’Angelo della Pace: «Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano». 

Ave Maria

7 – O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l’ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario.

In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l’abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d’intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi. Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi!… 

Ave Maria

festadellalbero2015

Maria, donna del pane

Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni, Edizioni San Paolo

Santa Maria, donna del pane, da chi se non da te, nei giorni dell’abbondanza con gratitudine e nelle lunghe sere delle ristrettezze con fiducia, accanto al focolare che crepitava senza schiuma di pentole, Gesù può avere appreso quella frase del Deuteronomio (8,3), con cui il tentatore sarebbe stato scornato nel deserto: “Non di sol pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio?”.

Ripeticila, quella frase, perché la dimentichiamo facilmente. Facci capire che il pane non è tutto. Che i conti in banca non bastano a renderci contenti. Che la tavola piena di vivande non sazia, se il cuore è vuoto di verità. Che se manca la pace dell’anima, anche i cibi più raffinati sono privi di sapore.

Perciò, quando ci vedi brancolare insoddisfatti attorno alle nostre dispense stracolme di beni, muovi a compassione di noi, placa il nostro bisogno di felicità e torna a deporre nella mangiatoia, come quella notte facesti a Betlemme, “il pane vivo disceso dal cielo” (Gv 6,51).

Perché solo chi mangia di quel pane non avrà più fame in eterno.

Stourhead_garden

La Madonna ai piedi della croce è sublime: in lei è il trionfo di tutte le virtù.

Alcuni pensieri su Maria

Maria non è venuta per predicare, ma per dare Gesù al mondo.

Maria non è andata da Elisabetta per cantare il Magnificat, ma per aiutarla. Avendo però trovato nella cugina un’anima aperta ai misteri di Dio, ha narrato a lei la sua straordinaria esperienza.

Ci sono molti modi per salire una montagna. La seggiovia è un sistema rapido, sicuro e confortevole. Ci sono molti modi per arrivare a Dio. Ma se vuoi la direttissima, affida il tuo cammino a Maria.

Gesù dalla croce ha detto: Figlio, “ecco la tua madre” (Gv 19, 27).

La Madonna ai piedi della croce è sublime: in lei è il trionfo di tutte le virtù.

Non si può pensare Maria che guarda se stessa. Maria guarda Gesù, e così si ritrova fatta più simile a Lui. Più noi guardiamo l’umanità, la Chiesa, e ci mettiamo al servizio di essa, più siamo Maria.

Leggi il Magnificat e vi troverai la prima e più potente pagina della dottrina sociale cristiana. Chi, e quando, la realizzerà compiutamente? (p. 57).

Maria

Fra le tante parole che il Padre ha pronunciato nella sua creazione ve n’è stata una tutta singolare. Non doveva essere tanto oggetto di intelletto, quanto ombra soave e tiepida. Era nei piani della Provvidenza, infatti, che il Verbo si facesse carne, che una parola, la Parola, fosse scritta in terra a carne e sangue; e questa parola abbisognava di uno sfondo. Le armonie celesti bramavano, per amor di noi, trasferire il loro concerto, unico e solo, sotto le nostre tende: ed esse cercavano un silenzio.

Il Protagonista dell’umanità che dava senso ai secoli passati e illuminava e convogliava dietro a Sé i secoli futuri, doveva apparire sulla scena del mondo, ma gli occorreva uno schermo bianco che a Lui desse tutto il rilievo.

Il più gran disegno che Dio­Amore potesse immaginare, doveva tracciarsi maestoso e divino e tutti i colori delle virtù dovevano trovarsi composti e pronti in un cuore per servirlo.

Questa ombra mirabile che avvolge il sole e ad esso cede e in esso si ritrova; questo sfondo bianco immenso quasi una voragine che contiene la Parola che è Cristo ed in esso si inabissa, luce nella Luce; questo altissimo silenzio che più non tace perché in esso cantano le armonie divine del Verbo e in Lui diventa nota delle note, quasi il “là” dell’eterno canto del Paradiso; questo scenario maestoso e bello come la natura, sintesi della bellezza profusa dal Creatore nell’universo, piccolo universo del Figlio di Dio che cede il suo interesse a chi doveva venire ed è venuto; questo arcobaleno di virtù che dice “pace” al mondo intero, questa creatura, immaginata negli abissi misteriosi della Trinità e a noi donata, era Maria.

Di lei non si parla tanto, di lei si canta. A lei non si pensa tanto, ma la si ama e invoca. Se è oggetto di studio, lo è più di poesia. I più grandi geni dell’universo hanno messo il pennello e la penna al suo servizio.

Se Gesù incarna il Verbo, il Logos, la Luce, essa in certo modo impersona l’arte, la bellezza, I’amore.

Capolavoro del Creatore, Maria, per la quale lo Spirito Santo ha sbizzarrito le sue invenzioni, ha versato molte sue ispirazioni.

Bella Maria! Di lei mai abbastanza si dirà.

Perché la voglio rivedere in te

Sono entrata in chiesa un giorno e con il cuore pieno di confidenza gli chiesi: “Perché volesti rimanere sulla terra, su tutti i punti della terra, nella dolcissima Eucarestia, e non hai trovato, Tu che sei Dio, una forma per portarvi e lasciarvi anche Maria, la mamma di noi tutti che viaggiamo?”. Nel silenzio sembrava rispondesse: Non l’ho portata perché la voglio rivedere in te. Anche se non siete immacolati, il mio amore vi verginizzerà e tu, voi, aprirete braccia e cuori di madri all’umanità, che, come allora, ha sete del suo Dio e della madre di Lui. A voi ora lenire i dolori, le piaghe, asciugare le lacrime. Canta le litanie e cerca di rispecchiarti in quelle.

Vivere dentro

Vogliamo convertirci, Signore. Finora siamo vissuti “fuori”; d’ora in poi dobbiamo vivere “dentro”, come Maria.

Perché anche il vivere “fuori”, proiettati nei prossimi o nelle opere ­ pur per amor di Dio ­ se non è corretto da una molla spirituale che attira continuamente l’anima nel suo profondo, può essere motivo di divagazione, con molte chiacchiere inutili, con “cose sante” date ai “cani”.

Vivere “dentro”, crescere l’interno, staccarsi da tutto, non per rimaner sospesi fra cielo e terra, ma “radicati” in cielo, fissi nel Cuore di Cristo, attraverso il Cuore di Maria, in un soggiorno trinitario, preludio della vita che verrà.

Vivere “dentro e ” offrire al prossimo solo la linfa che sgorga dal cielo dentro di noi, per servirlo veramente, e non scandalizzarlo colla nostra troppo poca santità.

Vivere “dentro” come Maria, l’irraggiungibile, la madre amata, la Regina, la Condottiera, che vince Satana ancorata a Dio e non per posizioni esteriori, che le sono remote come la terra dal cielo.

Vivere innalzati in croce dalle nostre mani, perché Cristo continui, anche attraverso di noi, l’opera di riunificazione in un mondo arlecchino che soffre, che spera, che vuol dimenticare, che teme, che fa pena al nostro cuore oggi, come le turbe, ieri, a Gesù.

Vivere “dentro” per trascinare il mondo, che vive solo “fuori”, negli abissi dei misteri dello spirito, dove ci si eleva e ci si riposa, ci si conforta e ci si rinforza, si ritrova lena per ritornare sulla terra a continuare la battaglia cristiana fino alla morte.

Il metodo di Maria

Quando ci si accorge che fra le persone a noi in qualche modo affidate, non c’è quell’unità (d’animi) che si desidererebbe, non tanto dobbiamo preoccuparci di far questo o quello, quanto, prima e innanzi tutto dobbiamo impegnarci a seguire con più slancio il Signore, con tutte le conseguenze che questo comporta. Se partiremo da soli verso Dio, Egli ci riempirà di sapienza, che al momento giusto distribuiremo; e sarà essa che colmerà l’unità non perfetta, in un modo più profondo e stabile di quello ottenuto con altri metodi che pur alle volte occorre usare, ma in un secondo tempo.

Insomma, per esser madri e padri di anime in modo “mariano”, soprannaturale, occorre lanciarsi non verso di esse, ma verso Dio, in una solitudine che ricorda Maria, il cui atteggiamento, dopo la morte e l’ascensione di Gesù, si pensa tutto rivolto verso l’Eucaristia e poi verso gli apostoli.

Se così non si fa, si rischia di instaurare un maternalismo o un paternalismo degenere dove, al posto della “trasparenza” che dobbiamo avere perché gli altri trovino Dio attraverso di noi mettiamo il nostro io.

Tutto tuo

… A lei [Maria] da tanti nostri cuori sta salendo, con molta più convinzione ora, quell’espressione che è nota al mondo intero, perché motto del nostro Papa: “Tutto tuo” o “Tutta tua”, a significare: “Tutto il mio essere ti appartiene, affinché tu lo doni a Gesù”, si capisce.

“Tutto tuo”. E un’espressione d’amore, è l’espressione d’amore per eccellenza. Anche chi ama con il semplice amore umano, non può dire di meglio alla persona amata che: “sono tuo”. E l’abbiamo detto e ripetuto a Maria. E lei non ha mancato d’aiutarci, di confortarci, di addolcire nei dolori la nostra vita, di godere con noi nelle nostre ore serene. In una parola: di mostrarsi madre.

Ma c’è modo e modo per Maria di dirsi tale all’anima nostra.

E c’è modo e modo per noi di comprendere la maternità di Maria.

Lo sappiamo che Maria è madre, che è madre di tutti noi, ma, appunto perché è madre dell’intero genere umano (degli uomini passati all’altra Vita, di quelli vivi ancora sul nostro pianeta e di coloro che verranno), si può a volte non accogliere nella sua interezza e verità quella che è la parte d’amore che riserva a ciascuno di noi e, immersi in quest’immensa famiglia di figli suoi, si può pensare che a noi non possa toccare che una briciola del suo amore, quasi un granellino dell’arena del mare.

Ed ecco, allora, che Maria si prende cura di chiarire questa situazione e, come per un tocco divino, immette nell’anima una convinzione che incanta, che riempie di forza e che nessuno mai più riuscirà a toglierci. Ella dice al nostro cuore: “E anch’io sono tutta tua, Io, l’onnipotente per grazia, son qui, tutta per te”, come non appartenesse ad altri, come non amasse che noi. Ci fa dimenticare completamente che è madre di tutti gli altri, per mettersi di fronte a noi come madre solo nostra.

Ci sembra che soltanto in questo momento Maria entri veramente nella casa della nostra anima, che abbraccia lei e noi. E fiorisce nel cuore un atteggiamento assolutamente nuovo verso di lei, totalmente diverso da quello che avevamo prima.

Nasce infatti un rapporto profondo, diretto, a tu per tu; sgorga una confidenza sconfinata in lei; si sperimenta una fede così forte nel suo amore che ci sembra, vicino a lei, di poter fare ogni cosa, di ottenere ogni grazia.

Forse perché noi le abbiamo detto e ripetuto: “Tutto tuo, sono tutto tuo”, lei ora risponde: “E anch’io sono tutta tua”.

… E giacché ci ama tanto, cerchiamo di contraccambiare il suo amore. Come? Fra i mille modi che esistono per farlo, noi ne prediligiamo uno: quello di imitarla.

Cerchiamo allora di dire anche noi, sempre, con la nostra vita, a chi amiamo (a Dio in se stesso: nella preghiera, nel lavoro, nel riposo, nell’adempimento insomma della sua volontà): “Sono tutto tuo, a tua totale disposizione, senza alcuna riserva”; e cerchiamo di dire altrettanto a Gesù in ogni prossimo con cui trattiamo nella giornata …

nome-di-gesù-e-maria

 

Preghiera della notte a Maria,la Donna del Sì

Padri della Chiesa

Benedetta sii tu Maria!
Dio si è innamorato della tua bellezza
e ti ha scelta come Madre del suo Figlio.
Benedetta sii tu Maria!
Il tuo “sì” ha reso possibile
questo dolce abbassarsi di Dio verso l’uomo.
Il Creatore e la Creatura si sono abbracciati
e da quel momento niente li potrà separare.
Benedetta sii tu Maria!
In te vediamo l’immagine dell’umanità redenta,
che riceve il dono di Dio:
l’uomo riceve l’abbraccio di Dio
e, attraverso il suo “sì”
rimane per sempre avvolto
da questo abbraccio meraviglioso
che è la vita divina.
Benedetta sii tu Maria!
Aiutami a dire sempre
con te il mio “sì”,
non solo nelle grandi occasioni,
ma nella realtà della vita quotidiana
dove Cristo è presente.

madonna2

Santa Maria,Vergine del Meriggio

Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni

Santa Maria, Vergine del meriggio,
donaci l’ebbrezza della luce.
Stiamo fin troppo sperimentando
lo spegnersi delle nostre lanterne,
e il declinare delle ideologie di potenza,
e l’allungarsi delle ombre crepuscolari
sugli angusti sentieri della terra,
per non sentire la nostalgia del sole meridiano.
Strappaci dalla desolazione dello smarrimento
e ispiraci l’umiltà della ricerca.
Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano.
Riportaci alla fede che un’altra Madre, povera e buona come te,
ci ha trasmesso quando eravamo bambini,
e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto
per una miserabile porzione di lenticchie.
Tu, mendicante dello Spirito,
riempi le nostre anfore di olio
destinato a bruciare dinanzi a Dio:
ne abbiamo già fatto ardere troppo
davanti agli idoli del deserto.
Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui.
Tempera le nostre superbie carnali.
Fa’ che la luce della fede,
anche quando assume accenti di denuncia profetica,
non ci renda arroganti o presuntuosi,
ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione.
Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia
che il nostro credere in Dio
rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento
sia pubbliche che private,
e corra il rischio
di non diventare mai carne e sangue
sull’altare della ferialità.

1047372