La Potenza di Dio si manifesta nel suo Amore infinito

Dio ha risuscitato Gesù,quel Gesù che è stato crocifisso!

Un giorno, la pietra disse: «Sono la più forte!». Udendo ciò, il ferro disse: «Sono più forte di te! Lo vuoi vedere?». Subito, i due lottarono fino a quando la pietra fu ridotta in polvere.

Il ferro disse a sua volta: «lo sono il più forte! Udendolo, il fuoco disse: «lo sono più forte te! Lo vuoi vedere?». Allora i due lottarono finché il ferro fu fuso.

Il fuoco disse a sua volta: «lo sì che sono forte!». Udendo ciò, l’acqua disse: «lo sono più forte di te! Se vuoi te lo dimostro». Allora, lottarono fin quando il fuoco fu spento.

L’acqua disse a sua volta: «Sono io la più forte!». Udendola il sole disse: «lo sono più forte ancora! Guarda!». I due lottarono finché il sole fece evaporare l’acqua.

Il sole disse a sua volta: «Sono io il più forte!». Udendolo, la nube disse: «lo sono più forte ancora! Guarda!». I due lottarono finché la nube nascose il sole.

La nube disse a sua volta: «Sono io la più forte!». Ma il vento disse: «lo sono più forte di te! Te lo dimostro». Allora i due lottarono fin quando il vento soffiò via la nube ed essa sparì.

ll vento disse a sua volta: «lo sì, che sono forte!». I monti dissero: «Noi siamo più forti di te! Guarda!». Subito i due lottarono fino a che il vento restò preso tra le catene dei monti.

I monti, a loro volta, dissero: «Siamo i più forti!». Ma sentendoli, l’uomo disse: «lo sono più forte di voi! E, se lo volete vedere…». L’uomo, dotato di grande intelligenza, perforò i monti, impedendo che bloccassero il vento. Dominando il potere dei monti, l’uomo proclamò: «lo sono la creatura più forte che esista!».

Ma poi venne la morte, e l’uomo che si credeva intelligente e tanto forte, con un ultimo respiro, morì.

La morte a sua volta disse: Sono io la più forte! Perché prima o poi tutto muore e finisce nel nulla”

La morte già festeggiava quando, inatteso, venne un uomo e, dopo soli tre giorni dalla morte, risuscitò, vincendo la morte.

Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori è diventata testata d’angolo…

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15 minuti con Gesù

Quindici minuti…Con Gesù

VOCE DI GESÙ:

Non è necessario, figlio mio, sapere molto per farmi piacere.  Basta che tu abbia fede e che ami con fervore.

Se vuoi farmi piacere ancora di più, confida in me di più, se vuoi farmi piacere immensamente, confida in me immensamente.

Allora parlami come parleresti con il più intimo dei tuoi amici, come parleresti con tua madre o tuo fratello.

VUOI FARMI UNA SUPPLICA IN FAVORE DI QUALCUNO?

Dimmi il suo nome, sia quello dei tuoi genitori, dei tuoi fratelli o amici, o di qualche persona a te raccomandata… Dimmi subito cosa vuoi che faccia adesso per loro. L’ho promesso: “chiedete e vi sarà dato. Chi chiede ottiene” Chiedi molto, molto. Non esitare nel chiedere. Ma chiedi con fede perché io ho dato la mia parola: “Se aveste fede quanto un granellino di senape potreste dire al monte: levati e gettati nel mare ed esso ascolterebbe. Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”.

Mi piacciono i cuori generosi che in certi momenti sono capaci di dimenticare se stessi per pensare alle necessità degli altri. Così fece mia Madre a Cana in favore degli sposi quando nella festa dello sposalizio è venuto a mancare il vino. Mi chiese un miracolo e l’ottenne. Così fece anche quella donna cananea che mi chiese di liberare la figlia dal demonio, ed ottenne questa grazia specialissima.

Parlami dunque, con la semplicità dei poveri, di chi vuoi consolare, dei malati che vedi soffrire, dei traviati che vorresti tornassero sulla retta via, degli amici che si sono allontanati e che vorresti vedere ancora accanto a te, dei matrimoni disuniti per i quali vorresti la pace.

Ricorda Marta e Maria quando mi supplicarono per il fratello Lazzaro ed ottennero la sua risurrezione. Ricorda Santa Monica che, dopo avermi pregato durante trent’anni per la conversione del figlio, grande peccatore, ottenne la sua conversione e diventò il grande Sant’Agostino. Non dimenticare Tobia e sua moglie che con le loro preghiere ottennero fosse loro inviato l‘Arcangelo Raffaele per difendere il figlio in viaggio, liberandolo dai pericoli e dal demonio, per poi farlo ritornare ricco e felice affianco dei suoi familiari.

Dimmi anche una sola parola per molte persone, ma che sia una parola d’amico, una parola del cuore e fervente. Ricordami che ho promesso: “Tutto è possibile per chi crede. Il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo concederà “.

E PER TE HAI BISOGNO DI QUALCHE GRAZIA?

Se vuoi farmi una lista delle tue necessità e vieni a leggerle in mia presenza; ricorda il caso del mio servo Salomone, mi chiese la saggezza e gli fu concessa in abbondanza. Non dimenticare Giuditta che implorò grande coraggio e l’ottenne. Tieni presente Giacobbe che mi chiese prosperità (promettendomi di dare in opere buone la decima parte di quanto avesse avuto) e gli fu concesso molto, generosamente, tutto quello che desiderava e ancor di più. Sara mi pregò ed io allontanai il demonio che la tormentava. Magdalena pregò con fede e la liberai dalle brutte abitudini. Zaccheo con la preghiera si liberò dal dannoso attaccamento al denaro e si trasformò in uomo generosa E tu. . . cosa vuoi che ti conceda?

Dimmi sinceramente se sei orgoglioso, se ami la sensualità e la pigrizia, Che sei egoista, incostante. Che trascuri i tuoi doveri. Che giudichi severamente il tuo prossimo, dimenticando la mia proibizione: “non giudicate per non essere giudicati; non con dannate e non sarete condannati”

Dimmi se parli senza carità degli altri. Che ti preoccupi di più di quello che pensano gli altri di te che di quello che “pensa Dio”. Che ti lasci dominare dalla tristezza e dal malumore. Che rifiuti la tua vita, la tua povertà, i tuoi mali, il tuo lavoro, il modo come ti trattano, dimenticando quello che dice il Libro Santo: “Dio dispone tutte le cose per il bene di quelli che lo amano”.

Dimmi se hai l’abitudine di dire bugie, che non domini il tuo sguardo ne la tua immaginazione, che preghi poco senza fervore, che le tue confessioni sono fatte senza dolore e senza l’intenzione di evitare poi le occasioni di peccato, e per questo cadi sempre nelle stesse mancanze. Che la messa la segui male e le comunioni le fai senza preparazione e con poche azioni di grazia. Che sei pigro ed hai paura dell’apostolato. Che qualche volta passi alcuni giorni senza leggere neanche una pagina della Bibbia…

Ed io ti ricorderò i miei insegnamenti che porteranno una trasformazione totale nella tua vita. Ti dirò ancora: “Dio umilia gli orgogliosi ma gli umili colma di grazie… “. “Se trascuri i piccoli doveri trascurerai anche quelli grandi. Di ogni parola dannosa che uscirà dalla vostra bocca dovrete renderne conto il giorno del giudizio. Beati quelli che ascoltano la parola del Signore e la mettono in pratica “.

Non ti vergognare, povera anima! Ci sono in cielo molti giusti e tanti santi di prim’ordine che hanno avuto gli stessi tuoi difetti. Ma pregarono con umiltà e poco a poco si sono liberati di essi. Perché “non sone venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” e perché “Dio non rifiuta mai un cuore umiliato e pentito. Il miglior dono per Dio è un cuore pentito”.

E non esitare neanche nel chiedermi beni spirituali e materiali, Salute, memoria, simpatia, successo nel lavoro, negli studi e negli affari. Andare d’accordo con tutte le persone. Nuove idee per i tuoi affari, amicizie che ti siano utili, buon carattere, pazienza, allegria, generosità, amore per Dio, odio al peccato… Tutto questo posso darti e ti dà, e desidero che tu mi chieda, sempre e quando favorisca ed aiuti la tua santità e non si opponga ad essa. Ma in tutto devi sempre ripetere la mia preghiera nell’orto: il Padre, non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi Tu Perché molte volte quel che chiede una persona non conviene per la sua salvezza, ed allora nostro Padre gli concede altri doni che gli faranno maggior bene.

E PER OGGI?

Che ti occorre?  Cosa posso fare per il tuo bene?

Se tu sapessi il desiderio che ho di favorirti. Ho dato da mangiare a cinquemila persone con solo cinque pani, perché ho visto che ne avevano bisogno. Ho calmato la tempesta quando gli apostoli mi svegliarono. Ho risuscitato la figlia di Giairo quando suo padre mi chiese di farlo. Anche tu dovrai ripetere col profeta: “Chi si è rivolto al Signore e non è stato ascoltato?’.

HAI ADESSO FRA LE MANI QUALCHE PROGETTO?

Raccontami nei dettagli. Cosa ti preoccupa? Cosa pensi di fare? Cosa vuoi? Come posso aiutarti? Magari ricordi sempre la frase del salmista: “Quel che ci porta al successo non sono i nostri affanni. Quel che ci porta al successo è la benedizione di Dio. Raccomandati a Dio nelle tue preoccupazioni e vedrai realizzarsi i tuoi buoni desideri” Gli israeliti desideravano occupare a terra pro messa. Mi supplicarono e lo concessi; David voleva vincere Golia, Mi pregò e l’ottenne; i miei apostoli volevano che aumentassi la loro fede, Mi chiesero questo favore e lo concessi con enorme generosità. E tu..,cosa vuoi che ti conceda?

COSA POSSO FARE PER I TUOI AMICI?

Cosa posso fare per i tuoi superiori, per le persone che vivono nella tua casa, nel tuo quartiere, che trovi nel tuo cammino, per le persone delle quali dovrai rendere conto il giorno del giudizio?

Geremia pregò per la città di Gerusalemme e Dio la colmò di benedizioni, Daniele pregava per i suoi connazionali ed ottenne che diminuissero molte loro pene.  E tu, cosa mi chiedi per i tuoi vicini di casa, per il tuo quartiere, per la tua regione, per la tua patria.

E PER I TUOI GENITORI?

Se sono già morti ricorda che “è una opera santa e buona pregare Dio per i morti, perché riposino dalle loro pene”.

E se sono ancora viventi, cosa vuoi per loro? Più pazienza nelle loro pene, nei loro  problemi di salute? Un carattere piacevole? Comprensione in famiglia? Le preghiere di un figlio non possono essere respinte da chi, a Nazareth, per trent’anni è stato esempio di amore filiale.

C’È QUALCHE FAMILIARE CHE HA BISOGNO DI QUALCHE FAVORE?

Prega per lui o per lei e io farò della tua famiglia un tempio d’amore e conforto, e verserò a mani piene sui tuoi familiari le grazie e gli aiuti necessari per essere felici nel tempo e nell’eternità.

E PER ME?

Non desideri da me grazia e amicizia?

Non vorresti fare del bene al tuo prossimo, ai tuoi amici, a chi ami forse molto, ma che vivono lontani dalla religione o non la praticano nel modo giusto?

Sono padrone dei cuori che, rispettando la loro libertà, porto dolcemente verso la santità e l’amore di Dio. Ma ho bisogno di persone che preghino per loro.

Nel Vangelo ho lasciato questa promessa:

“Il Padre vostro celeste darà lo spirito santo a coloro che glielo chiedono” Chiedimi per i tuoi familiari quel buon spirito, che si ricordino dell’eternità che li aspetta, di prepararsi un buon tesoro in cielo facendo in questa vita moltissime opere buone e pregando ininterrottamente,

Lavorando per la salvezza della tua famiglia e degli altri non dimenticare mai la stupenda promessa del profeta: “coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”.

SEI FORSE TRISTE O DI MALUMORE?

Raccontami. Raccontami, anima sconsolata, le tue tristezze in ogni dettaglio. Chi ti ha ferito? Chi ha ferito il tuo amor proprio? Chi ti ha disprezzato? Dimmi se ti va male nel tuo lavoro e io ti dirò le cause del tuo insuccesso. Non vorresti che mi occupassi di qualcosa per te?

Avvicinati al mio cuore che ha un balsamo efficace per tutte le ferite del tuo. Raccontami tutto e in breve mi dirai che, come Me, tutto perdoni e tutto dimentichi, perché “le pene di questa vita non sono comparabili con l’immensa gioia che ci attende quale premio nell’eternità”.

Senti l’indifferenza di persone che prima ti hanno voluto bene ma che ora ti dimenticano e si allontanano da te senza motivo? Prega per loro, Il mio amico Giobbe pregò per quelli che con lui sono stati ingrati, e la bontà divina li perdonò, e li fece tornare alla sua amicizia.

VUOI RACCONTARMI QUALCHE GIOIA?

Perché non mi fai partecipe di essa, come buon amico? Raccontami quello che da ieri o dalla tua ultima visita a Me ha consolato e ha fatto sorridere il tuo cuore. Forse hai avuto gradevoli sorprese. Magari sono sparite certe angosce o paure per il futuro. Hai superato qualche ostacolo, oppure, sei uscito da qualche difficoltà impellente? Tutto questo è opera mia, lo ti ho procurato tutto questo.

Quanto mi rallegrano i cuori grati che, come il lebbroso guarito, tornano per ringraziare, ma molto mi rattristano gli ingrati che, come i nove lebbrosi del Vangelo, non tornano per ringraziare per i benefici ricevuti.

Ricorda che “chi ringrazia per un beneficio ottiene che gli si concedano degli altri”.

Dimmi sempre un “grazie” con tutto il cuore.

E POI… NON HAI QUALCHE PROMESSA DA FARMI?

Già lo sai che leggo nel fondo del tuo cuore. Gli umani si ingannano facilmente. Dio no. Parlami allora con sincerità. Hai il fermo proposito di non esporti più a quella occasione di peccato? Di privarti di quel giornale, rivista, film, programma televisivo che danneggia la tua anima? Di non leggere quel libro che ha eccitato la tua immaginazione? Di non trattare quella persona che ha turbato la pace della tua anima? Di stare in silenzio quando senti che arriva la collera? Perché “gli imprudenti dicono quello che sentono dentro di se quando sono di malumore, ma i prudenti rimangono sempre in silenzio quando sono di malumore, e sanno dissimulare le offese ricevute”.

Vuoi fare il buon proposito di non parlare male di nessuno, anche quando credi che quel che dici è verità? Di non lamentarti perché è dura la vita? Di offrirmi le tue sofferenze in silenzio invece di andare in giro rinnegando le tue pene? Di lasciare ogni giorno un piccolo spazio per leggere qualche cosa che ti sia di profitto, specialmente la Bibbia? Così diranno anche dite: “ascolta la parola di Dio e la mette in pratica, sarà come una casa costruita sulla roccia, non crollerà “.  Sarai ancora amabile con le persone che ti hanno trattato male?Avrai da ora in poi un volto allegro ed un sorriso amabile? Anche con quelli che non hanno molta simpatia per te?

Ricorda le mie parole: “Se saluti solo quelli che ti amano, che merito ne hai? Anche i cattivi fanno così. Perdona e sarai perdonato. Un volto amabile rallegra i cuori degli altri”

E ADESSO RITORNA ALLE TUE OCCUPAZIONI…

Ma non dimenticare questi quindici minuti di gradevole conversazione che abbiamo avuto qui nella solitudine del santuario.

Conserva più che puoi il silenzio, la modestia e la carità con il prossimo.

Ama mia Madre, che è anche Madre tua. Ricorda che essere buon devoto della Vergine Maria è segno di sicura salvezza.

CONSOLARE GESÙ

Il fine di tutto il cammino della vita spirituale è giungere all’intimità profonda con Gesù e condividere con lui le gioie e i dolori che Egli prova.

Gesù ha bisogno di consolatori, ma ne trova pochi. Consolare Gesù è il modo più raffinato di amarlo. Alla fine di tutto che cosa conta veramente? Non sono le grandi opere che posso fare, gli atti di eroismo che posso realizzare per tanti poveri bisognosi, ma consolare Gesù.

È Lui il centro di tutta la vita della Chiesa.

Quando amo Gesù e lo consolo, sono già in tutte le parti del mondo, sono già al letto dei morenti, nelle carceri, nei lebbrosari, a consolare i moribondi, ad alleviare le sofferenze del purgatorio.

Perchè se è vero che dove c’è uno che soffre là c’è Gesù, è anche altrettanto vero che consolare Gesù è già sconfiggere la tristezza del mondo, Vocazione questa molto difficile da capire e da vivere: occorre aver raggiunto un alto grado di santità.

GESÙ AD ALEXANDRINA MARIA DA COSTA

Non hai compassione di Me? Sono nei tabernacoli tutto solo. Tanto schernito, abbandonato e tanto offeso.

Và a consolarmi ed a riparare: ripara tanto abbandono. Visitare i carcerati e consolarli è opera buona. lo sono carcerato per Amore. lo sono il carcerato dei carcerati.

PREGHIERA

Dolce Madre di Gesù, Tu sei LA PRIMA ADORATRICE di Lui e della Santissima Trinità, Tu sei la MADRE DELL’ADORAZIONE, la Madre di tutte le anime adoratrici, la Madre mia…

Sotto la Tua protezione metto la mia vita. Con immensa riconoscenza Ti ringrazio perchè mi aprì gli occhi per contemplare Colui che si immola sul Santo Altare e mi apre la via dell’Adorazione Eucaristica. Mi conduci sempre al cospetto del Tuo Figlio nel Tabernacolo.

Custodisci l’anima mia e santifica la mia vocazione adoratrice, per la Gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen

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Se aspetti di essere un angelo per amare,non amerai mai

AMAMI COME SEI

(Gesù parla a un’anima)

“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: – so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei…”. Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami… come sei.., Voglio l’amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l’Onnipotente ?. E se ml piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l’amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”. Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m’importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che ali­menterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai … perché ti ho creato soltanto per l’amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… amami come sei… Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai… Va…”

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Il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’Intelligenza per conoscere il vero Dio

Il Cristianesimo è nato con Gesù di Nazareth, e Gesù ha annunciato il Regno di Dio al mondo. La sua etica inarrivabile e sublime ha indirizzato tutta la Storia umana ad un fine di bene.  

   Nel Suo Messaggio di Salvezza e di amore si riconoscono i due polmoni del mondo cristiano, quello occidentale e quello orientale. Un annuncio che i suoi discepoli dicono ispirato direttamente da Dio perché “Egli era in principio presso Dio:  tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”(Gv 1,2-3).

   Gesù Cristo ha toccato profondamente la vita di miliardi di esseri umani fino a cambiare, in positivo, il corso stesso della Storia.

   Gesù ha influenzato, con la sua vicenda storica, l’arte, la cultura, la politica, il sociale, la poesia, il sentire intimo di ogni uomo, specialmente dell’uomo che, di fronte ai grandi interrogativi dell’esistenza, come il dolore e la morte, guarda a Lui come Colui che si fa risposta, che indica una via, che dona la pace, che si fa amore e riposo.

   “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto”(Gv 1,11).  Gesù è stato oggetto di avversione  dalla sua nascita alla morte ed anche dopo la morte.  Tuttora il suo nome è oggetto di sentimenti diversi e contrapposti. Ma nessuno ha saputo parlare come Lui ha parlato; nessuno ha saputo agire, come Lui ha agito; nessuno ha saputo operare come Lui ha operato, nessuno ha saputo donare sé stesso, come Lui ha fatto.

   Il suo messaggio, la sua Parola, ancora oggi, a duemila anni di distanza, conserva il suo fascino originario.

   I suoi rapporti con l’umanità, con i poveri, i ricchi, i deboli, i potenti, con chi soffre e chi è nel gaudio,sono divenuti “l’emblema della perfezione morale”.

   “Nessuno ha osato dire ciò che Lui ha detto, di essere «Figlio di Dio»; nessuno ha avuto una storia pari alla sua. La sua persona e il suo messaggio hanno influenzato le stesse grandi religioni del mondo.

   Le sue parole in particolare non hanno eguali. Si è potuto affermare che in Gesù la parola ha raggiunto il massimo della sua intensità e capacità espressiva: si pensi al discorso della Montagna o alle parabole del Regno. Forse anche per questo i discepoli l’hanno salutato come il Lògos, la parola divina diventata carne per comunicarsi agli uomini.

   Dall’alto dei suoi duemila anni quella parola continua a interpellare. Il 22 ottobre del 1978, dal luogo stesso in cui è la tomba di Simon Pietro, che fu il primo dei discepoli di Gesù, Giovanni Paolo II ha lanciato al mondo l’appello: «Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura»” (Piero Rossano, Il Protagonista, Storia di Gesù Rizzoli, volume primo, pagg. VII-VIII).

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Il meraviglioso comandamento dell’Amore

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E’ facile dire ti amo!

Ma il vero Amore

è donare la propria vita,

tutto sopportare e soffrire pur di non spezzare la comunione con gli altri,sia nella propria famiglia,sia in tutti i rapporti sociali. Perciò l’Amore si nutre di fiducia,di pazienza a tutta prova,di bontà vera,di benevolenza,di fedeltà,di mitezza negli atti e nelle parole. L’Amore non giudica mai nessuno,perchè chi ama veramente non sa giudicare. L’Amore salva,è per sua natura salvatore,e ricostruisce con pazienza e tenerezza tutto ciò che trova demolito e deturpato. L’Amore ha sempre parole di conforto e di sostegno,e aiuta tutti a vivere,perchè il vero Amore è amante della vita,e vuole donarla a tutti,specialmente a quelli che stanno per perderla sotto il peso delle sofferenze e delle disillusioni. E tu devi mutarti,devi trasformarti e diventare vero Amore: allora nulla più ti sarà impossibile,ed entrerai in un nuovo Universo,che non sospettavi potesse esistere,un mondo nuovo dove si vive in semplicità e gioia,perchè nulla,assolutamente nulla può turbare la gioia di chi veramente ama!

Cronologia della Vita di Gesù

P. Pietro Vanetti S.J. Il Vangelo unificato e tradotto dai testi originali (schema cronologico), con presentazione del P. Alberto Vaccari S.J.

CRONOLOGIA DELLA VITA DI GESÙ CRISTO

La ricostruzione cronologica della vita di Gesù presterà sempre il fianco a delle obiezioni, in quanto gli evangelisti, unica fonte autentica, non si sono preoccupati di fornirci dati cronologici con in criteri che l’uomo moderno – particolarmente scettico – pretende: date incontrovertibili, magari con riscontri in autori pagani, in manoscritti antichissimi ecc.; e anche se ci fossero tali prove, ugualmente sorgerebbero numerosi dubbi.

Gli Evangelisti, benché sapessero che il mistero dell’iniquità avrebbe negato che il Cristo fosse venuto nella carne (2 Gv 1,7: “Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo, i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo!”), non potevano anticipare le obiezioni dei vari razionalisti degli ultimi secoli e mai si sarebbero potuti immaginare il giro mentale di certi esegeti moderni (anche se cominciavano a meditare sul fatto che i negatori della realtà storica di Gesù non sarebbero sorti solo dall’ambiente pagano: cf. 1 Gv 2,19: “Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri”).

Tuttavia le indicazioni cronologiche – poche e incomplete per le esigenze del pensiero moderno – assumono una particolare importanza; proprio una certa scarsità di questo tipo di indicazioni e il fatto che siano stati lasciati alcuni vuoti rendono gli evangelisti più credibili. Si vede chiaramente che questi non costruiscono “a tavolino” una cronologia della vita di Gesù: si preoccupano però di darne una collocazione spazio-temporale, proprio perché il Verbo si è fatto carne nello spazio e nel tempo, cioè in un ben preciso momento della storia. Queste poche indicazioni cronologiche – particolarmente credibili proprio per il fatto che si vede che non fanno parte di un sistema artificiale -, ci permettono di dedurre con grande verosimiglianza un’impalcatura cronologica esatta della vita di Gesù.

Riporto qui l’ottimo schema pubblicato in Il Vangelo unificato e tradotto dai testi originali, a c. del P. Pietro Vanetti S.J. e altri, con presentazione del P. Alberto Vaccari, Venezia 1961/8, pp. 363-369. Il testo è stato modificato leggermente (Don Alfredo Morselli)

*  *  *

1) L’inizio dell’era cristiana fu ritardato di quattro anni per un errore di calcolo attribuito al monaco scita Dionigi il Piccolo, morto nel 556, il quale datò al 754 di Roma la morte di Erode il Grande. Si sa invece con certezza che il re Erode morì a Gerico ai primi di aprile del 750, dopo sei mesi di atroce malattia. Certo non era malato quando diede le dovute indicazioni ai magi e ordinò la strage dei bambini al di sotto dei due anni, allorché i magi non ritornarono da lui per dargli notizie intorno al bambino Gesù.

Bisogna perciò concludere che la nascita di Gesù avvenne almeno un anno e mezzo prima della morte di Erode, cioè o nei 748 di Roma o nel 747 (6-7 a. C.). Questa data coincide approssimativamente con l’editto di Augusto e il censimento di Quirino, ricordati da Luca (Lc 2, 1-2). In forza di altri documenti si sa che sotto Quirino, che governò, come legato imperiale in Siria, dall’11 all’8 a. C., ebbe inizio il censimento, le cui operazioni poterono durare uno o due anni.

2) Un altro cenno cronologico ci è offerto da Luca all’inizio del ministero di Gesù: “Era l’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio” (3, 1). Nel gennaio del 765 di Roma (12 d. C.), Tiberio veniva associato da Augusto al governo dell’impero. Due anni dopo, il 19 agosto 767 di Roma (14 d. C.), Augusto moriva. Da quale di queste due date si deve computare il quindicesimo anno? Nel primo caso si arriva al 779 di Roma (26 d. C.), nel secondo al 781 di Roma (28 d. C.).

Probabilmente Luca computò secondo il metodo orientale, cioè dalla morte di Augusto, e calcolò come un anno l’intervallo fra la morte dell’imperatore e l’inizio del nuovo anno civile, fissato, come per noi, al io gennaio. Allora il quindicesimo anno di Tiberio inizia dal 10 ottobre del 780 di Roma (27 d. C.).

Gesù, nato nel 6 o 7 a. C., avrebbe ricevuto il battesimo da Giovanni Battista negli ultimi mesi del 27 d. C. e avrebbe dato inizio al suo ministero ai primi mesi del 28, avendo circa trent’anni (Lc 3, 23), frase assai elastica, che permette di arrivare sino ai 33 o 34 anni.

3) Giovanni ricorda tre Pasque: la prima all’inizio dei ministero, poco dopo il battesimo (2, 13); la seconda a metà della predicazione (6, 4); la terza in occasione della morte (12, 1); da ciò si deduce che il ministero di Gesù dovette durare due anni completi, indicati dalle tre Pasque, più qualche mese, quanti ne passarono tra il battesimo e la prima Pasqua.

4) Tenendo dunque conto di quanto abbiamo detto sopra, proponiamo il seguente quadro cronologico:

Nascita di Gesù: 747-748 di Roma (= 7-6 a. C.).

Preparazione del Battista: dall’ottobre del 780 di Roma (= 27 d. C.) al gennaio del 781 di Roma (= 28 d. C.).

Battesimo e inizio del ministero: gennaio del 28 d.C.

Prima Pasqua: 31 marzo del 28 d.C.

Seconda Pasqua: 19 aprile del 29 d. C.

Terza Pasqua e morte di Gesù: 7 aprile del 30 d. C.

*  *  *

TAVOLA CRONOLOGICA

Quando dall’anno si passa a precisare il mese, il giorno, l’ora, generalmente bisogna sempre più attenersi ad una probabile approssimazione, fondata però su serie congetture.

Anno 11-8 a. C – 743-746 di Roma

Publio Sulpicio Quirino tiene la carica di legato in Siria – Iniziano le operazioni del censimento di tutto l’impero.

Anno 7-6 a. C – 747-748 di Roma

L’angelo Gabriele annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e alla Vergine Maria l’incarnazione dei Verbo -Visita di Maria SS. a Elisabetta – Nasce Giovanni Battista – A Betlemme nasce Gesù

Anno 6-5 a. C – 748-749 di Roma

Gesù è presentato al tempio – I magi lo adorano – Fugge in Egitto – Erode ordina la strage dei bambini

Anno 4 a. C – 750 di Roma

Aprile: Muore Erode il Grande – Gesù ritorna dall’Egitto a Nazareth

Anno 6 d. C – 759 di Roma

Archelao viene deposto – La Giudea diventa provincia romana.

Anno 7 d. C – 760 di Roma

Gesù va a Gerusalemme e resta tre giorni nel tempio

Anno 12 d. C – 765 di Roma

Gennaio

Augusto associa al suo governo Tiberio.

Anno 14 d. C – 767 di Roma

Agosto

Augusto muore – Subentra imperatore Tiberio.

Anno 17 d. C – 770 di Roma

Caifa eletto Sommo Sacerdote.

Anno 26 d. C – 779 di Roma

Ponzio Pilato nominato procuratore in Palestina.

Anno 27 d. C – 780 di Roma

Ottobre

Giovanni Battista inizia la sua predicazione (Mt 3, 1-6; Mc 1, 1-6; Lc 3, 1-6; Mt 3, 7-10; Lc 3, 7-9; Lc 3,10-14; Mt 3, 11-12;Mc 1, 7-8; Lc 3, 15-18).

Anno 28 d. C – 781 di Roma

Gennaio

Gesù riceve il battesimo (Mt 3, 11-12; Mc 1, 9-11; Lc 3, 21-23a).

Gennaio-Febbraio

Gesù nel deserto digiuna ed è tentato (Mt 4, 1-11; Mc 1, 12-13; Lc 4, 1-13).

Marzo

Gesù chiama i primi discepoli – Partecipa alle nozze di Cana

(Gv 1, 35-51; Gv 2, 1-12).

31: Prima Pasqua – Gesù scaccia i mercanti dal tempio (Gv 2, 13-25).

Aprile

Gesù riceve la visita di Nicodemo (Gv 3, 1-21).

Estate

Erode incarcera Giovanni Battista (Mt 4,12; Mc 1,14; Lc 3, 19-20; Gv 4, 1-3)

Gesù lascia la Giudea – Incontra la samaritana(Gv 4, 4-42)

Sceglie Cafarnao come sua città – Inizia la sua predicazione (Mt 4, 13-17; Mc 1, 14-15; Lc 4, 14-15).

Compie numerosi miracoli – Chiama definitivamente i primi discepoli. (Mt 4, 18-22; Mc 1, 16-20; Lc 5, 1-11)

Viene in urto con i farisei.

Pronuncia il suo discorso programmatico (Mt 5, 1-12; Lc 6, 17. 20-26)

Novembre

Gesù pronuncia le parabole del regno

Dicembre

Gesù seda la tempesta sul lago(Mt 8, 18. 23-27; Mc 4, 35-41; Lc 8, 22-25)

Libera gli indemoniati di Gerasa (Mt 8, 28-34; Mc 5, 1-20; Lc 8, 26-39)

Anno 29 d. C – 782 di Roma

Gennaio

Gesù guarisce l’emorroissa – Risuscita la figlia di Giairo – Viene scacciato da Nazareth

Febbraio

Gesù istruisce i discepoli e li manda a predicare

Marzo

I discepoli ritornano dalla predicazione – Erode fa decapitare Giovanni Battista – Gesù moltiplica i pani per cinquemila uomini – Cammina sulle acque – Pronuncia a Cafarnao il discorso sul pane di vita

Aprile

19: Seconda Pasqua.

Gesù risana il paralitico della piscina di Betesda – Fa la sua apologia contro i farisei – Lascia la Giudea per andare verso la Galilea

Giugno

Gesù attraversa la Fenicia e la Decapoli – Esaudisce la donna cananea – Moltiplica una seconda volta i pani

Luglio

A Cesarea di Filippo, Pietro proclama Gesù figlio di Dio e Gesù gli promette il primato – Dirigendosi poi verso la Galilea Gesù annuncia la sua passione (nn. 126-128).

Agosto

Gesù si trasfigura davanti a Pietro Giacomo e Giovanni – Ritornato a Cafarnao dà alcune istruzioni

Ottobre

Gesù passa per la Perea – Manda a predicare settantadue discepoli – Racconta la parabola del buon samaritano – Fa visita a Marta e Maria – Insegna il “Padre nostro” e parla della preghiera

15: Festa dei tabernacoli.

Gesù nel tempio proclama la sua missione divina – I giudei cercano di impadronirsi di lui – Decisioni del Sinedrio nei suoi riguardi – Assolve una donna adultera

Dicembre

Festa delle encenie – Gesù ridona la vista a un cieco dalla nascita – Proclama apertamente la sua divinità – Lascia la Giudea per la Perea

Anno 30 d. C – 782 di Roma

Gennaio-Febbraio

Gesù attorniato dai bambini. Pranza in casa d’un fariseo – Compie numerose guarigioni. Narra la parabola dei convitati, della pecorella smarrita, della dramma ritrovata, del figlio prodigo, del fattore disonesto, di Lazzaro e il ricco epulone, degli operai dell’undecima ora – Guarisce dieci lebbrosi – Annuncia la sua parusia – Parla della preghiera umile e fiduciosa

Marzo

Gesù risuscita l’amico Lazzaro – Si ritira ad Efraim – Si fa invitare in casa del pubblicano Zaccheo

Aprile

1-8: Ultima settimana.

SABATO 1

A Betania, durante un banchetto, Maria profuma con aromi il capo e i piedi di Gesù

DOMENICA 2

Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme e piange sulla sorte della città – Di notte ritorna a Betania

LUNEDì 3

Gesù ritorna a Gerusalemme – Maledice il fico – Scaccia i mercanti dal tempio – Pernotta a Betania

MARTEDI 4

Gesù ritorna a Gerusalemme – Confonde farisei, scribi e sadducei – Narra le parabole dei due figli mandati a lavorare nella vigna, dei vignaioli omicidi, del convito nuziale – Pronuncia il discorso escatologico e preannuncia il giudizio universale

MERCOLEDÌ 5

Il Sinedrio cospira per impadronirsi di Gesù – Giuda offre la sua collaborazione – Gesù denuncia il mistero dell’incredulità dei giudei

GIOVEDÌ 6 (14 nisan)

Gesù manda Pietro e Giovanni in città perché preparino la cena pasquale

Ore 18-19 circa: Gesù celebra la cena pasquale

Ore 19-20 circa: Gesù istituisce l’Eucaristia e s’intrattiene a lungo con gli apostoli, dando le ultime raccomandazioni e pregando il Padre per sé e per i suoi

Ore 21 circa: Gesù con gli apostoli lascia il cenacolo e va al Getsemani

Ore 22 circa: Gesù inizia la sua agonia nell’orto e suda sangue

Ore 23 circa: Gesù è tradito da Giuda, arrestato e tradotto al palazzo dei sommi sacerdoti (nn. 283-288).

VENERDÌ 7

Ore 0-3 circa: Gesù compare davanti ad Anna e Caifa – È giudicato e condannato a morte – Pietro lo rinnega

Ore 6 circa: Gesù compare nuovamente davanti al Sinedrio – Giuda muore disperato (nn. 294-295).

Ore 7-8 circa: Gesù è condotto al tribunale di Pilato per la prima volta

Ore 8-9 circa: Pilato manda Gesù da Erode che lo deride

Ore 9-11 circa: Gesù compare per la seconda volta al tribunale di Pilato – È flagellato e coronato di spine

Ore 11 circa: Gesù è condannato e si avvia al Calvario

Ore 12 circa: Gesù viene crocifisso

Ore 15 circa: Gesù, emesso un grido, reclina il capo e spira

Ore 17 circa: Gesù morto viene tolto dalla croce e posto nel sepolcro

SABATO 8

Tutti osservano il riposo sabbatico.

DOMENICA 9

Gesù risorge glorioso – Appare a Maria Maddalena, alle pie donne, a Pietro, ai discepoli di Emmaus, agli apostoli nel cenacolo

DOMENICA 16

Gesù ricompare nel cenacolo per l’incredulo Tommaso

Maggio

GIOVEDÌ 18

Gesù ascende al Padre

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Se siamo uniti Gesù è fra noi

Se siamo uniti, Gesù è fra noi. E questo vale. Vale più d’ogni altro tesoro che può possedere il nostro cuore: più della madre, del padre, dei fratelli, dei figli.
Vale più della casa, del lavoro, della proprietà; più delle opere d’arte d’una grande città come Roma, più degli affari nostri, più della natura che ci circonda con i fiori e i prati, il mare e le stelle: più della nostra anima!
È lui che, ispirando i suoi santi con le sue eterne verità, fece epoca in ogni epoca.
Anche questa è l’ora sua: non tanto d’un santo, ma di lui; di lui fra noi, di lui vivente in noi, edificanti – in unita d’amore – il Corpo mistico suo.
Ma occorre dilatare il Cristo; accrescerlo in altre membra; farsi come lui portatori di Fuoco. Far uno di tutti e in tutti l’Uno! E allora viviamo la vita che egli ci dà attimo per attimo nella carità.
E comandamento base l’amore fraterno. Per cui tutto vale cio che è espressione di sincera fraterna carità. Nulla vale di ciò che facciamo se in esso non vi è il sentimento d’amore per i fratelli: che Iddio è Padre e ha nel cuore sempre e solo i figli.

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Gesù non ha buona memoria

Gesù non ha buona memoria.
Sulla Croce durante la sua agonia il ladrone gli chiede di ricordarsi di lui quando sarebbe entrato nel suo regno. Se fossi stato io gli avrei risposto, “non ti dimenticherò, ma i tuoi crimini devono essere espiati, con almeno 20 anni di purgatorio”, invece Gesù gli rispose “Oggi sarai con me in Paradiso”.
Aveva dimenticato i peccati di quell’uomo. Lo stesso avviene con Maddalena e con il figliol prodigo. Gesù non ha memoria, perdona ogni persona, il suo amore è misericordioso».

Gesù non conosce la matematica, lo dimostra la parabola del Buon Pastore. Aveva cento pecore, una di loro si smarrì e senza indugi andò a cercarla lasciando le altre 99 nell’ovile. Per Gesù uno equivale a 99 e forse anche di più.

Gesù poi non è buon filosofo.
Una donna ha dieci dracme ne perde una quindi accende la lucerna per cercarla, quando la trova chiama le sue vicine e dice loro “Rallegratevi con me perché ho ritrovato la dracma che avevo perduto”. E’ davvero illogico disturbare le amiche solo per una dracma, e poi far festa per il ritrovamento. Per di più invitando le sue amiche per far festa, spendendo ben di più di una dracma. In questo modo Gesù spiega che c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.

Gesù è un avventuriero.
Chiunque voglia raccogliere il consenso della gente si presenta con molte promesse, mentre Gesù promette a chi lo segue processi e persecuzioni, eppure da 2000 anni constatiamo che non si è esaurita la schiera di avventurieri che hanno seguito Gesù.

Gesù non conosce né finanza né economia.
Nella parabola degli operai della vigna, il padrone paga lo stesso stipendio a chi lavora al mattino e a chi inizia a lavorare il pomeriggio. Ha fatto male i conti? Ha commesso un errore? No, lo fa di proposito, perché Gesù non ci ama rispetto ai nostri meriti o per i nostri meriti, il suo amore è gratuito e supera infinitamente i nostri meriti. Gesù ha i “difetti” perché ama.
L’amore autentico non ragiona, non calcola, non misura, non innalza barriere, non pone condizioni, non costruisce frontiere e non ricorda offese.

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Chissà quante volte lo abbiamo sentito o letto: “Gesù ti ama!”

Chissà quante volte lo abbiamo sentito o letto: “Gesù ti ama!” Ma è proprio così? Certo che è così! In un passo della Sacra Bibbia possiamo leggere: “Ti ho amato di Amore Eterno, per questo ti uso ancora pietà.” Ebbene, cosa dire? Null’altro che questo: “Cerchiamo di ricambiare l’Amore del Signore!” Come molti di voi sapranno per esperienza, è una cosa molto triste amare senza essere riamati. Un giorno San Francesco d’Assisi si mise a piangere e a dire: “L’Amore non è amato!” Uno che passava dov’era il Santo, a sentire quelle parole e quel pianto… si mise a piangere anche lui! Ricordiamolo sempre, anche quando tutto sembra crollarci addosso. E’ proprio nelle difficoltà, infatti, che si dimostra il vero amore. Ogni tanto, infatti, come accade fra due innamorati, Gesù ci chiede delle “prove d’amore”. Cerchiamo di non deluderlo; ma se anche non riuscissimo, se confidiamo un po’, le cose miglioreranno. Oh, so quanto sia difficile, in quei momenti, ma abbandoniamoci a Lui con fiducia filiale, come dei bimbi piccoli, e tutto andrà bene, anche se spesso non come vorremmo noi. Ma come piace a Dio. Invochiamo Gesù, e tutto, alla fine, andrà bene; sta infatti scritto:“Chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvo.” Ma salvo da cosa? Dal male che è in noi e fuori di noi, naturalmente. E qual è la massima espressione del male, che possiamo vedere in questo mondo? La morte. Ma Gesù ha vinto la morte! Purtroppo noi figli di Adamo siamo a volte propensi al male, anche se non lo vogliamo. Tuttavia il male, purtroppo, c’è. Ed il nemico, Satana, spesso ci muove battaglia, anche se non ce ne accorgiamo. Un brutto pensiero verso qualcuno, una parola tagliente, una mancata buona azione, forse per pigrizia… Spesso i nostri pensieri… non sono affatto nostri: possono provenire dal nemico o dai suoi seguaci, consapevoli o inconsapevoli. Cerchiamo di amare Gesù, Vera Vite e Vera Vita. Ma come? Innanzitutto pregandoLo e andorandoLo, poi amando i nostri fratelli e le nostre sorelle. E chi sono i nostri fratelli e le nostre sorelle? Tutti gli uomini e tutte le donne! Tutta l’umanità! Ripariamo a tante bestemmie, benediciamo il Nome Glorioso e Santo di Gesù. Cosa significa il Nome “Gesù”? Significa: il Salvatore, Colui che salva, Dio è salvezza. Oh, quanto è importante e sublime il Nome di Dio! Lo sapevano bene, gli antichi Israeliti, quando il sacerdote entrava nella Tenda di Dio e pronunciava il Suo Nome… Tutti abbassavano la testa. Sii felice, o tu che leggi, creatura e figlio amato dal Signore: Gesù ti ama!

Fonte:  http://www.gesucristo.info/gesu-ti-ama/gesu-ti-ama

 

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Gesù visto dall’Islam e dai Libri Veda

BIBBIA E CORANO
Il Corano, a prima vista potrebbe sembrare quasi un libro cristiano, perché vi incontriamo idee, personaggi e avvenimenti che leggiamo anche nella Bibbia.
Eppure i due libri sacri hanno un valore assai diverso per le rispettive religioni, perché il Corano, centro dell’Islam, andrebbe confrontato non con la Bibbia ma con Gesù, centro del Cristianesimo.
Corano significa “Lettura ad alta voce”. Bibbia significa “Libri”. Il Corano è un solo libro di 114 sure o capitoli (un po’ più corto del Nuovo Testamento). La Bibbia cattolica è una raccolta di ben 73 libri, 46 del primo Testamento, 27 del nuovo.
Il Corano cita 18 volte il Pentateuco, 4 volte i Salmi e 12 volte il Vangelo (sempre al singolare e senza mai fare i nomi dei quattro evangelisti), chiamandolo “Libro luminoso” (35,25).
Per l’Islam ortodosso, Dio ha rivelato a Maometto il Corano (a Dio coeterno) in una ventina di anni (610 – 630 d.C.), dettandoglielo in arabo, parola per parola, anzi lettera per lettera, per mezzo dell’angelo Gabriele (2,97).
Le divengenze nei racconti paralleli di Bibbia e Corano sono spiegate, secondo l’Islam, dal fatto che Ebrei e Cristiani hanno corrotto e manipolato le Scritture nei secoli (5, 41-42).
Delle contraddizioni che che s’incontrano nello stesso Corano, gli Islamici non si preoccupano affatto.

 

CHIESA CATTOLICA E ISLAM
Dopo le ostilità medievali, il Concilio Vaticano II, nella dichiarazione Nostra Aetate, ha manifestato stima per i musulmani e ha esortato tutti a “dimenticare il passato e a esercitare sinceramente una mutua comprensione, nonché a difendere e a promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà”. Esiste il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso e il Pontificio Istituto di Studi Arabi e Islamici (PISAI), fondato a Roma dai Padri Bianchi. Il dialogo rimane difficoltoso perché il Corano scrive: “Voi siete la migliore nazione suscitata fra gli uomini” (3,110)

 

GESÙ E MAOMETTO
Secondo l’Islam Gesù è un grande profeta, ma è soltanto un uomo, mentre per i cristiani è vero Dio e vero uomo.
Al ruolo che Gesù occupa nel Cristianesimo non corrisponde Maometto, che è il più grande dei profeti, ma anch’egli semplicemente un uomo, bensì il Corano, Verbo di Dio fatto Libro alla Mecca e a Medina; il Corano è il vero centro dell’Islam.
Per questo motivo i musulmani non sono “maomettani” (per loro è un’offesa ed un segno di ignoranza sentirsi chiamare così); autore del Corano e fondatore della loro religione è Dio, non Maometto, che è solo un suo messaggero. Maometto nel Corano (33, 40) viene proclamato “sigillo dei profeti”, cioè ultimo dei profeti in ordine di tempo, ma primo per dignità.
Secondo l’Islam Gesù avrebbe anche predetto la venuta di Maometto. Nella sura 7, Dio afferma: “Concederò la mia misericordia […] a quelli che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano annunciato presso di loro nel Pentateuco e nel Vangelo (7, 157).
In maniera ancora più esplicita, la sura 61 dice: Ricorda inoltre quando Gesù, figlio di Maria, disse: “O figlio d’Israele! In verità io sono il messaggero di Dio, mandato a voi per confermare il Pentateuco rivelato prima di me e per dare il lieto annuncio di un messaggero che verrà dopo di me e che sarà chiamato Ahmad (Maometto)” (61, 6).
Ahmad è infatti uno dei nomi di Maometto (in arabo classico: Muhàmmad), come anche Mahmûd e Hamîd, tutti sinonimi dal significato di “Molto lodato” o “Glorificato”, ed insieme a molti altri nomi meno usati (circa 200 nomi in tutto).
A conferma del Corano, i commentatori islamici citano soprattutto il passo del Vangelo di Giovanni in cui Gesù promette il Paràclito, cioè lo Spirito Santo (Gv 15, 26). I musulmani accusano i cristiani di aver falsificato il testo greco, sostituendo il termine paràclytos, cioè “consolatore”, al termine perìclytos, cioè “famoso”, simile al significato dell’arabo Ahmad. Naturalmente non accettano le parole del Vangelo in cui si dice che il Paraclito procede da Dio Padre e fa parte della Trinità.
Probabilmente Maometto non ha mai conosciuto la vera figura di Gesù, ma solo deformazioni eretiche della vera fede. E’ difficile valutare con esattezza la posizione occupata da Gesù nella vita pratica dei musulmani.
Di Gesù parlano volentieri i sufi, o mistici, e i musulmani di mentalità aperta con i loro amici cristiani, professando magari la loro fede in lui come in tutti i profeti coranici, ma nulla di più.

 

GESÙ NEI LIBRI VEDA
Il ‘Bhavishya Purana’che riguarda ‘Isha Putra’(Gesù)
Il ‘Bhavishya Purana’, un’antica Scrittura vedica composta 5000 anni fa, predice l’avvento di Gesù e menziona che egli avrebbe visitato l’India. I versi che seguono si trovano in questo Testo. Come un sogno viene narrato al passato, allo stesso modo i rishi hanno narrato queste predizioni come se esse fossero già accadute, poiché esse sono state ‘viste’ direttamente attraverso le loro visioni mistiche:
ekadaa tu shakadhisho himatungari samaayayau hunadeshasya madhye vai giristhan purusam shubhano dadarsha balaram raajaa
“Una volta, il soggiogatore dei Saka si diresse verso Himatunga e nel centro della regione chiamata Huna (Hunadesh – la zona vicino Manasa Sarovara o la montagna Kailash nel Tibet Occidentale), il potente re vide una persona propizia che viveva su una montagna. La carnagione dell’uomo era di colore dorato e indossava abiti bianchi.”
ko bharam iti tam praaha su hovacha mudanvitah iishaa purtagm maam viddhi kumaarigarbha sambhavam
“Il re chiese: ‘Chi sei , o signore?’ Egli rispose con grande gioia: ‘Dovresti sapere che io sono Isha Putra, il Figlio di Dio e sono nato da una vergine. ’”
mleccha dharmasya vaktaram satyavata paraayanam iti srutva nrpa praaha dharmah ko bhavato matah
“ ‘Io sono l’illustratore della religione degli mleccha e aderisco rigorosamente alla Verità Assoluta. ’ Sentendo ciò, il re gli chiese: ‘Secondo la tua opinione, quali sono i principi della religione?’”
shruto vaaca maharaja prapte satyasya amkshaye nirmaaryaade mlechadesh mahiso ‘ham samaagatah
“Ascoltando queste domande del re Salivahara, Isha Putra disse: ‘ O re, quando è sopravvenuta la distruzione della verità, io, Masiha (Messia) ,il profeta, sono venuto in questo paese di persone degradate e dove i princìpi della religione non sono seguiti. Imbattendomi in quella condizione tremenda e irreligiosa di barbari che si propagava da Mleccha-Desha, mi sono dedicato al profetismo.’”
mlecchasa sthaapito dharmo mayaa tacchrnu bhuupate maanasam nirmalam krtva malam dehe subhaasbham naiganam apamasthaya japeta nirmalam param nyayena satyavacasaa manasyai kena manavah
dhyayena pujayedisham suurya-mandala-samsthitam acaloyam prabhuh sakshat- athaa suuryacalah sada
“O re, per favore, ascolta quali princìpi religiosi ho stabilito tra gli mleccha. L’essere vivente è soggetto a contaminazioni buone e cattive. La mente deve essere purificata accettando un’adeguata condotta e recitando il japa. Recitando i santi nomi si ottiene la più alta purificazione. Come il sole inamovibile attrae, da tutte le direzioni, gli elementi di tutti gli esseri viventi, il Signore della regione solare, che è fisso e che è infinitamente affascinante, attrae i cuori di tutti gli esseri viventi. Così, seguendo le regole, essendo veritiero, sereno e meditativo, o discendente di Manu, si dovrebbe adorare il Signore inamovibile.”
isha muurtirt-dradi praptaa nityashuddha sivamkari ishamasihah iti ca mama nama pratishthitam
“Avendo posto la forma eternamente pura e propizia del Signore Supremo nel mio cuore, o protettore del pianeta Terra, ho predicato questi princìpi attraverso la stessa fede degli mleccha e così il mio nome è diventato ‘isha-masiha’ (Gesù, il Messia).”
iti shrutra sa bhuupale natraa tam mlecchapujaam sthaapayaamaasa tam tutra mlecchastaane hi daarune
“Dopo avere ascoltato queste parole e offrendo i propri omaggi a quella persona che è adorata dalle persone viziose, il re umilmente gli chiese di fermarsi in quella tremenda terra degli mleccha.”
svaraajyam praaptavaan raajaa hayamedhan cikirat rajyam krtva sa sasthyabdam svarga lokamu paayayau
“Il re Salivahara, dopo avere lasciato il suo regno eseguì un’asvamedha-yajna e dopo avere governato sessanta anni, andò sui pianeti celesti. Allora, per favore ascolta che cosa accadde quando il re andò su Svargaloka.”
Il nostro maestro spirituale, Srila A.C. Bhaktivedanta Svami Prabhupada, ha detto molte volte che Gesù era un devoto, dotato di particolari poteri, inviato dal Signore per ristabilire i princìpi della religione.

Fonte:  http://www.jesus1.it/ges%C3%B9-e-le-sue-fonti/ges%C3%B9-nelle-altre-religioni/

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