L’Eucaristia è un Miracolo,che si manifesta a noi tutti sempre,in tutti i giorni

Miracolo eucaristico

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Un miracolo eucaristico è, secondo la dottrina della Chiesa cattolica, un miracolo che coinvolge l’eucaristia. I miracoli eucaristici sono categorizzati in diversi tipi[1]:

  • trasformazione dell’ostia consacrata in carne e/o del vino in sangue, oppure sanguinamento dell’ostia. Nella maggioranza di questi casi il fatto sarebbe avvenuto mentre celebrava messa un sacerdote che dubitava della realtà dellatransustanziazione;

  • prodigi di vario tipo che sarebbero avvenuti in occasione di eventi che avrebbero messo in pericolo le specie consacrate: profanazioni, furti, incendi o altro. Tali prodigi avrebbero procurato la salvezza o il ritrovamento delle specie e/o la cattura o il pentimento del profanatore o del ladro;

  • prodigi eucaristici di vario genere che sarebbero legati a santi e beati;

  • comunioni ritenute prodigiose;

  • alcune guarigioni di Lourdes, che sarebbero avvenute durante la processione pomeridiana con il Santissimo Sacramento;

  • mistici che sarebbero vissuti a lungo nutrendosi esclusivamente della comunione quotidiana;

  • presunte rivelazioni collegate all’eucaristia.

  • presunte rivelazioni private collegate all’eucaristia (locuzioni interiori, visioni ecc.[2]).

La Chiesa cattolica riconosce ufficialmente come realmente accaduti numerosi episodi di questo tipo, la maggior parte dei quali nel Medioevo. Ci sono scienziati che hanno invece proposto una possibile spiegazione, che coinvolge un diffuso batterio, per i miracoli eucaristici di sanguinamento dell’ostia.

Secondo la teologia cattolica, questi miracoli rendono visibile il fatto che, nell’eucaristia, il pane e il vino si trasformano nel corpo e nel sangue di Gesù(transustanziazione), fermo restando che anche la carne e il sangue resi visibili dal miracolo sono considerati dalla teologia stessa Specie eucaristiche, ossia aspetti sensibili corporei di una Sostanza divina da essi differente. Spesso le specie consacrate oggetto del presunto miracolo sono state poi conservate come reliquie.

Indice

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La diffusione dei miracoli eucaristici

A Paray-le-Monial, in Francia, è conservata una grande carta geografica con l’indicazione di 132 luoghi, sparsi nel mondo, dove si sarebbero verificati, nel corso dei secoli, miracoli eucaristici.[3]

Miracoli eucaristici nel mondo

Miracoli eucaristici in Italia

Le reliquie del miracolo eucaristico di Lanciano

Lanciano

Il miracolo eucaristico di Lanciano è il più antico di cui si abbia notizia, in quanto sarebbe avvenuto intorno all’anno 700.

Le specie eucaristiche si sarebbero mutate in carne e sangue durante una messa, celebrata nella chiesa di San Legonziano da un monaco basiliano che dubitava della presenza di Gesù nell’eucaristia.

Le reliquie del miracolo, oggi conservate nella basilica di San Francesco, sono state sottoposte a indagine scientifica nell’inverno 197071 e nel1981: gli esami hanno determinato che l’ostia è costituita da vera carne umana, precisamente da tessuto miocardico, e il sangue è vero sangue umano di gruppo AB[4][5].

Trani

Antica rappresentazione del miracolo eucaristico di Trani.

Il miracolo eucaristico di Trani sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina intorno all’anno 1000: una donna ebrea, per irridere la fede cristiana, dopo aver occultato durante la messa un’ostia consacrata, una volta a casa l’avrebbe messa in una padella di olio bollente, ma la particola si sarebbe trasformata in carne, sanguinando abbondantemente.[6]

La reliquia è attualmente custodita in una teca d’argento, nella chiesa di Sant’Andrea a Trani.

Ferrara

Il miracolo eucaristico di Ferrara sarebbe avvenuto nel 1171 nell’omonima cittadina: mentre un sacerdote celebrava la messa, l’ostia consacrata, diventata carne, avrebbe sanguinato[7].

Rimini

Miracolo dell’asina, dettaglio del rilievo di Donatello.

Il miracolo eucaristico di Rimini, detto anche “della mula” o “dell’asina”, sarebbe avvenuto nell’omonima città nel 1223, ed è attribuito all’intercessione di Sant’Antonio di Padova. Secondo le più antiche biografie del santo, episodi analoghi sarebbero avvenuti anche aTolosa e a Bourges[8].

Alatri

Il miracolo eucaristico di Alatri risale al 1227: una donna avrebbe rubato un’ostia consacrata, su incarico di una fattucchiera che intendeva servirsene per compiere un maleficio, ma al momento di toglierla dal nascondiglio in cui l’aveva occultata, avrebbe constatato che essa si era tramutata in carne e, pentitasi, l’avrebbe riconsegnata. La reliquia di questo miracolo è custodita ad Alatri nellaCattedrale di San Paolo.

Firenze

Il miracolo eucaristico di Firenze sarebbe avvenuto nel 1230 in città nella chiesa di Sant’Ambrogio: un anziano sacerdote, che durante la messa aveva lasciato inavvertitamente nel calice un po’ di vino consacrato, vi avrebbe ritrovato il giorno dopo “del sangue vivo raggrumato e incarnato“. Nella stessa chiesa, nel 1595, si sarebbe verificato un secondo miracolo eucaristico[9].

Bolsena

Chiesa di Santa Cristina a Bolsena: la teca contenente la tavola di marmo macchiata dal sangue del “miracolo eucaristico”.

Il miracolo eucaristico di Bolsena risale al 1263: esso sarebbe avvenuto, come quello di Lanciano, mentre celebrava messa un sacerdote che dubitava della transustanziazione. In questo caso, dall’ostia divenuta carne sarebbe stillato abbondante sangue che avrebbe macchiato il corporale di lino usato per la celebrazione. A seguito di questo evento, l’anno successivo papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini. Quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono conservate nella Chiesa di Santa Cristina a Bolsena, una quinta lastra di marmo è stata regalata nel ‘500 alla cittadina di Porchiano del Monte (Terni), mentre il corporale, anch’esso insanguinato, è conservato nel Duomo di Orvieto.

Offida e Lanciano

Il miracolo eucaristico di Offida sarebbe avvenuto in realtà nella città di Lanciano (già nota per il più antico miracolo eucaristico delVII secolo), nel 1273: una donna, su invito di una fattucchiera cui si era rivolta, gettò un’ostia consacrata sul fuoco, ma la particola si sarebbe trasformata in carne, da cui sarebbe sgorgato sangue abbondante; la reliquia è stata riconsegnata anni fa alla sua città d’origine, Lanciano.

Valvasone e Gruaro

Il miracolo eucaristico di Valvasone e Gruaro sarebbe avvenuto in realtà nel 1294 nella cittadina veneta di Gruaro, a pochi chilometri dal comune friulano di Valvasone: su di una tovaglia, proveniente dalla chiesa di San Giusto, sarebbero apparse macchie di sangue, prodotte da un’ostia consacrata rimasta tra le pieghe del tessuto[10].

Cascia

Basilica di Santa Rita aCascia, dove è conservata la reliquia del miracolo eucaristico del 1330.

Il miracolo eucaristico di Cascia sarebbe avvenuto in realtà a Siena nel 1330: un’ostia consacrata, conservata impropriamente da un sacerdote tra le pagine del breviario, si sarebbe tramutata in sangue[11].

Macerata

Il miracolo eucaristico di Macerata sarebbe avvenuto nel 1356 nell’omonima città: mentre un sacerdote, che dubitava della reale presenza di Gesù nell’ostia consacrata, celebrava la messa, durante la consacrazione sarebbe sgorgato del sangue dalla particola, bagnando il calice e il lino usato per detergere il calice stesso[12].

Bagno di Romagna

Il miracolo eucaristico di Bagno di Romagna sarebbe avvenuto nel 1412 nell’omonima cittadina: un monaco camaldolese, durante la messa, all’atto della consacrazione avrebbe visto il vino del calice andare in ebollizione e, fuoriuscendo, macchiare il corporale[13].

Torino

Iscrizione commemorativa nella Basilica del Corpus Domini, a Torino.

Il miracolo eucaristico di Torino sarebbe avvenuto nell’omonima città il 9 giugno 1453. Dalla chiesa di Exilles era stato trafugata, insieme ad altri oggetti sacri, l’ostia consacrata, che fu recuperata, secondo la tradizione, in modo prodigioso a Torino, dove era stato portato il materiale sacro rubato. Sul luogo del miracolo è stata eretta la basilica del Corpus Domini.

Asti

Il miracolo eucaristico di Asti sarebbe avvenuto nel 1535 nell’omonima città: mentre un sacerdote celebrava la messa, allo spezzare dell’ostia sarebbero stillate gocce di sangue nel calice e sulla patena[14].

Morrovalle

Il miracolo eucaristico di Morrovalle sarebbe avvenuto nel 1560 nell’omonima cittadina: dopo un incendio, che aveva devastato lachiesa del convento di San Francesco, sarebbe stata rinvenuta intatta la particola del Santissimo Sacramento, nonostante si fosse fuso il vaso d’argento che la conteneva[15].

Veroli

Il miracolo eucaristico di Veroli sarebbe avvenuto nel 1570 nell’omonima cittadina: nella locale basilica di Sant’Erasmo, durante l’esposizione del Santissimo Sacramento, si sarebbero verificate delle apparizioni soprannaturali[16].

Mogoro

Il miracolo eucaristico di Mogoro sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina nell’anno 1604: due ostie consacrate, lasciate cadere sul pavimento da due peccatori durante la celebrazione eucaristica, avrebbero lasciato un’impronta indelebile.

Cava de’ Tirreni

i festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento “Festa di Montecastello” in ricordo del Miracolo Eucaristico che, nel 1656, salvò Cava de’Tirreni dalla peste

Nel maggio del 1656 si diffuse una terribile epidemia di peste a causa all’invasione dei soldati spagnoli provenienti dalla Sardegna. L’epidemia ben presto si espanse nei villaggi e nelle campagne circostanti arrivando anche nella cittadina di Cava dei Tirreni. Vi furono migliaia di vittime, sia in città che nelle campagne. Don Paolo Franco fu uno dei pochi risparmiati dalla peste, e ispirato dall’alto, sfidando ogni pericolo, convocò la popolazione e indisse una processione riparatrice fino al monte Castello, situato a pochi chilometri di distanza. Quando arrivarono in cima al monte, Don Franco benedì Cava dei Tirreni con il Santissimo Sacramento. La peste cessò miracolosamente e ancora oggi, ogni anno, nel mese di giugno, la popolazione di Cava promuove delle processioni solenni in ricordo del Prodigio.

Siena

Basilica di San Francesco a Siena, dove sono conservate le ostie del miracolo eucaristico del 1730.

Il miracolo eucaristico di Siena sarebbe avvenuto a partire dal 1730: 351 ostie consacrate, rubate da ignoti ladri sacrileghi, furono successivamente ritrovate integre, e si conservano tuttora intatte dopo quasi tre secoli.[17]

Il numero delle ostie è attualmente di 223, essendo le altre andate perse in tutte le ricognizioni, controlli ed esami effettuati.

Patierno

Il miracolo eucaristico di Patierno sarebbe avvenuto nel 1772 nel quartiere di Napoli di San Pietro a Patierno: le ostie consacrate furono rubate dall’altare maggiore della chiesa di San Pietro apostolo, e sarebbero state ritrovate successivamente in modo miracoloso[18].

Il miracolo eucaristico diSan Mauro La Bruca

San Mauro La Bruca

Il miracolo eucaristico di San Mauro La Bruca sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina in provincia di Salerno il 25 luglio dell’anno 1969; tuttora è il più recente di cui si abbiano notizie. Sessantatré ostie consacrate, rubate da ignoti ladri sacrileghi, furono successivamente ritrovate integre, e si conservano tuttora intatte dopo più di quarant’anni[19].

Miracoli eucaristici in Austria

Sankt Georgenberg-Fiecht

Il miracolo eucaristico di Sankt Georgenberg-Fiecht sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina austriaca nell’anno1310: mentre un sacerdote celebrava la messa, il vino consacrato contenuto nel calice si sarebbe trasformato insangue.

Miracoli eucaristici in Belgio

Bois-Seigneur-Isaac

Il miracolo eucaristico di Bois-Seigneur-Isaac sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina belga nell’anno 1405: durante la celebrazione eucaristica l’ostia consacrata avrebbe sanguinato, macchiando il corporale.

Miracoli eucaristici in Croazia

Ludbreg

Il miracolo eucaristico di Ludbreg sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina croata nell’anno 1411: mentre un sacerdote celebrava la messa, dubitò della reale presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrati, e le specie del vino contenuto nel calice si sarebbero trasformate in sangue.

Miracoli eucaristici in Francia

Blanot

Il miracolo eucaristico di Blanot sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina francese nell’anno 1331: mentre un sacerdote distribuiva la comunione, un frammento dell’ostia consacrata si sarebbe trasformato in una goccia di sangue.

Faverney

Il miracolo eucaristico di Faverney sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina francese nell’anno 1608: alla vigilia di Pentecoste un incendio distrusse l’altare, ma non l’ostensorio con il Santissimo Sacramento, che restarono intatti, in quanto sarebbero rimasti sospesi in aria, secondo le testimonianze, per 33 ore.

Pressac

Il miracolo eucaristico di Pressac sarebbe avvenuto nei pressi dell’omonima cittadina della Francia centro-occidentale il Giovedì Santo del 1643: nella chiesaparrocchiale si sviluppò un incendio, che fuse quasi completamente il calice contenente un’ostia consacrata, ma la particola rimase intatta.

Miracoli eucaristici in Germania

Walldürn

L’altare dove è conservata la reliquia del miracolo eucaristico di Walldürn.

Il miracolo eucaristico di Walldürn sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina tedesca nell’anno 1330: durante la messa un sacerdote rovesciò involontariamente il calice con il vino consacrato, che avrebbe formato sul corporale un’immagine di Gesù crocifisso.

Miracoli eucaristici nei Paesi Bassi

Alkmaar

Il miracolo eucaristico di Alkmaar sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina olandese nell’anno 1429: un sacerdote rovesciò inavvertitamente sull’altare del vino consacrato, e questo si sarebbe trasformato in sangue[20].

Amsterdam

Il miracolo eucaristico di Amsterdam sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina olandese nell’anno 1345, con la preservazione dalle fiamme di un’ostia consacrata[21].

Miracoli eucaristici in Polonia

Cracovia

Il miracolo eucaristico di Cracovia sarebbe avvenuto nei pressi dell’omonima cittadina polacca nell’anno 1345: alcune ostie consacrate, rubate da ignoti malfattori, furono ritrovate in modo ritenuto miracoloso.

Poznań

Il miracolo eucaristico di Poznań sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina polacca nell’anno 1399: tre ostie consacrate, rubate e profanate da vandali, avrebbero stillatosangue e, gettate dai malfattori, furono recuperate in modo ritenuto miracoloso.

Legnica

Il miracolo eucaristico di Legnica sarebbe avvenuto in una chiesa dell’omonima diocesi, in Polonia, durante la messa di Natale del 2013: un’ostia consacrata, caduta a terra, dopo essere stata recuperata si sarebbe trasformata in tessuto miocardico di tipo umano.

Miracoli eucaristici in Portogallo

Santarém

Il miracolo eucaristico di Santarém sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina portoghese nell’anno 1247: una donna, spinta dalla gelosia per il marito, rubò un’ostia consacrata su consiglio di una fattucchiera per ricavarne un filtro d’amore, ma la particola avrebbe iniziato a sanguinare.

Miracoli eucaristici in Spagna

O Cebreiro

Il miracolo eucaristico di O Cebreiro sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina spagnola nell’anno 1300: durante la messa, celebrata da un sacerdote che non credeva nella reale presenza di Gesù nell’ostia consacrata, la particola si sarebbe trasformata in carne e il vino in sangue.

Ivorra

Il miracolo eucaristico di Ivorra sarebbe avvenuto nell’omonima località spagnola nell’anno 1010: mentre un sacerdote celebrava la messa dubitò della reale presenza diCristo nel vino consacrato, e questo si sarebbe trasformato in sangue.

Miracoli eucaristici in Svizzera

Ettiswil

Il miracolo eucaristico di Ettiswil sarebbe avvenuto nell’omonima cittadina svizzera nell’anno 1447: un’ostia consacrata, trafugata dalla chiesa parrocchiale, fu ritrovata in modo ritenuto miracoloso.

Miracoli eucaristici in altre località

Altri miracoli eucaristici si sarebbero verificati: in Austria, a Seefeld e Weiten-Raxendorf; in Belgio, a Bruges, Bruxelles, Herentals, Herkenrode-Hasselt, Liegi eMiddleburg-Lovanio; in Colombia, a Tumaco; in Egitto, a Santa Maria Egiziaca e Scete; in Francia, ad Avignone, Bordeaux, Digione, Douai, La Rochelle, Neuvy Saint Sépulcre, Les Ulmes, Marseille-En-Beauvais e Parigi; in Germania, ad Augusta, Benningen, Bettbrunn, Erding, Kranenburg Bei Kleve, Ratisbona, Weingarten eWilsnacka; in India, a Chirattakonam; nell’Isola della Martinica, a Morne-Rouge; nell’Isola della Réunion, a Saint-André de la Réunion; in Italia, ad Assisi, Canosio,Cava de’ Tirreni, Dronero, Roma, Rosano, Scala e Volterra; nei Paesi Bassi, ad Amsterdam, Bergen, Boxmeer, Boxtel-Hoogstraten, Breda-Niervaart, Meerssen eStiphout; in Perù, a Eten; in Polonia, a Głotowo; in Spagna, ad Alboraya-Almácera, Alcalá, Alcoy, Caravaca de la Cruz, Cimballa, Daroca, Gerona, Gorkum-El Escorial, Guadalupe, Moncada, Montserrat, Onil, Ponferrada, San Juan de las Abadeses, Silla, Valencia e Saragozza[22].

Miracoli eucaristici legati a santi e beati

  • Secondo alcuni biografi, durante la celebrazione di una Messa, al momento di distribuire la comunione, don Bosco si accorse che nella pisside erano rimaste solo otto ostie, mentre i ragazzi in attesa di comunicarsi erano 360. Serviva messa don Giuseppe Buzzetti, seguace di don Bosco: quando si accorse che questi era riuscito a comunicare tutti i ragazzi, moltiplicando le ostie, si sentì male per l’emozione.[23]

Domenico Beccafumi, Sant’Antonio e il miracolo della mula, 1537, Museo del Louvre
  • Secondo quanto tramandato dalla tradizione, mentre Sant’Antonio di Padova si trovava nel 1223 a Rimini per predicare la reale presenza di Gesù nell’Eucaristia, un eretico di nome Bonisollo gli disse che, se avesse provato con un miracolo la vera presenza di Cristo nell’ostia consacrata, avrebbe aderito all’insegnamento della Chiesa cattolica: Bonisollo tenne allora per tre giorni nella stalla la sua mula senza darle da mangiare, poi la portò in piazza mettendole davanti della biada, mentre contemporaneamente sant’Antonio, con in mano l’ostia consacrata, portatosi davanti alla mula, disse: “In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione”. Come il santo ebbe finito di parlare, la mula, lasciando da parte il fieno, si inginocchiò e l’eretico si convertì.[24]

Altri fenomeni legati all’Eucaristia, alcuni dei quali ritenuti miracolosi dalla Chiesa, sono attribuiti a diversi santi e beati, tra i quali: san Francesco d’Assisi, santa Caterina da Siena, san Tommaso d’Aquino, san Bernardo di Chiaravalle, santaMargherita Maria Alacoque, sant’Ignazio di Loyola, sant’Antonio Maria Zaccaria, santa Teresa d’Avila, san Gaspare del Bufalo, santa Lucia Filippini, santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, santa Giuliana Falconieri, san Bonaventura da Bagnoregio, san Secondo di Asti, san Girolamo, san Tarcisio, san Satiro, santa Germana Cousin, san Stanislao Kostka, beata Anna Katharina Emmerick, beata Angela da Foligno, beata Imelda Lambertini, beato Giacomo da Montieri, beato Niccolò Stenone e altri.[25]

Comunioni prodigiose

S. Agnese di Montepulciano riceve l’Eucaristia dalle mani di un angelo.
  • La grande devozione eucaristica di S. Faustina Kowalska (1905-1938) la portò ad aggiungere al suo nome l’appellativo “del Santissimo Sacramento“. Secondo il suo diario, nell’Aprile 1938 le comunicarono che per un certo tempo non avrebbe potuto ricevere l’Eucaristia, a causa della stanchezza dovuta a una grave malattia; durante quel tempo, ossia per tredici giorni, le apparve accanto al letto, al mattino, unSerafino che le porse la Comunione con le parole: “Ecco il Signore degli Angeli”. S. Faustina descrive il Serafino come “circondato da un grande splendore”, con una veste dorata, una cotta e una stola trasparenti. Descrive inoltre il calice come di cristallo e coperto da un velo trasparente. Il diario riporta che in una di queste occasioni la santa chiese all’angelo se poteva confessarla, ottenendo come risposta che “nessuno spirito celeste” poteva far questo.[26]

  • San Gerardo Maiella (1726-1755), religioso redentorista, racconta che da piccolo fuggiva spesso nella cappella della Vergine a Capodigiano quando non vi era cibo in casa, e che il bambino Gesù gli donava del pane bianco.[27] Compiuti otto anni, apprese che l’Eucaristia che i fedeli ricevevano in chiesa era Gesù e cercò di ottenerla, ma la Comunione gli fu negata a causa della giovane età. La notte stessa, secondo il suo racconto, apparve l’arcangelo Michele per porgergli l’Eucaristia.[27][28]

  • Nella biografia di santa Agnese Segni di Montepulciano (1268-1317), si riporta che una domenica mattina si era immersa in preghiera, rendendosi conto solo dopo molte ore di non aver assistito alla Santa Messa: vide allora un angelo avvicinarsi portandole l’Eucaristia. Il fatto si sarebbe ripetuto in altre occasioni.[29]

  • Negli atti del processo di canonizzazione di santa Chiara da Montefalco (1268-1308), si riporta che in una certa occasione le fu impedito di ricevere la Comunione per esservisi accostata senza il mantello. Il biografo riferisce che, mentre addolorata rientrava nella sua cella, le era apparso Gesù stesso per darle l’Eucaristia.[29]

  • Nella biografia della beata Emilia Bicchieri (1255-1314), fondatrice del Terz’Ordine Regolare Domenicano, si racconta che in una certa occasione, occupandosi di una consorella in gravi condizioni di salute, non si era accorta del trascorrere del tempo, arrivando in ritardo alla Messa e perdendo la Comunione. Si narra che, nel supplicare addolorata il Signore, un angelo le apparve portandole l’Eucaristia.[29]

Lourdes e il Santissimo Sacramento

La Basilica di Lourdes.

Alcune delle guarigioni di Lourdes riconosciute ufficialmente dalla Chiesa cattolica come miracolose, sarebbero avvenute durante laprocessione pomeridiana con il Santissimo Sacramento[30], e precisamente quelle di: Jeanne Tulasne (1897), Marie Savoye (1901), Virginie Haudebourg (1908), Marie Fabre (1911), Henriette Bressolles (1924), Marie Thérèse Canin (1947), Leo Schwager (1952), Alice Couteault (1952) e Marie-Louise Bigot (1954).[31]

Eucaristia e mistici

Alcuni fedeli (sia dichiarati santi dalla Chiesa cattolica, come la beata Alexandrina Maria da Costa – sia per i quali è in corso una causa di beatificazione, come le serve di Dio Teresa Neumann e Marta Robin), si afferma siano vissuti per alcuni o molti anni nutrendosi esclusivamente della Comunione quotidiana, senza assumere alcun altro cibo o bevanda.[32]

  • La beata Alexandrina Maria da Costa, dal 27 marzo 1942 alla morte, avvenuta il 13 ottobre 1955, avrebbe cessato di alimentarsi, assumendo ogni giorno soltanto l’Eucaristia. Nel 1943, per quaranta giorni, ne furono strettamente controllati dai medici il digiuno praticamente assoluto e l’anuria, nell’ospedale della Foce del Duro presso Oporto.[33]

  • La mistica tedesca Teresa Neumann, dal 1926 alla morte, avvenuta il 18 settembre 1962, non avrebbe ingerito più né cibo né bevande, limitandosi ad assumere soltanto la Comunione quotidiana con alcune gocce d’acqua. La Chiesa cattolica diede mandato alla diocesi di Ratisbona di istituire una commissione scientifica, presieduta da uno psichiatra e da un medico, per studiare il caso. Questi tennero la mistica sotto osservazione per quindici giorni, e rilasciarono un responso finale, dichiarando tra l’altro: «Nonostante il severo controllo non è stato possibile osservare nemmeno una volta che Teresa Neumann, che non fu sola nemmeno per un secondo, abbia assunto qualche cosa…».[34] La durata del periodo di controllo cui fu sottoposta la mistica venne stabilita dopo che esperti, interpellati dalla curia, avevano affermato che una persona non può sopravvivere, senza cibo né bevande, per un periodo superiore a undici giorni.[35]

  • La mistica francese Marta Robin, dal 25 marzo 1928 alla morte, avvenuta il 6 febbraio 1981, avrebbe smesso di assumere cibo e bevande: le venivano soltanto inumidite le labbra, e assumeva ogni giorno soltanto l’ostia consacrata; numerosi testimoni raccontano inoltre che quest’ultima non veniva inghiottita, ma spariva inspiegabilmente tra le sue labbra[36].

Eucaristia e rivelazioni

Lo scrittore francese André Frossard, nel suo libro “Dio esiste, io l’ho incontrato“, racconta come è avvenuta la sua conversione.

Nel testo narra che l’8 luglio 1935, mentre ancora ateo si trovava a Parigi, dopo essere entrato occasionalmente in una chiesa a cercare un amico, mentre era fermo davanti al Santissimo Sacramento si era verificato qualcosa che non saprebbe esprimere con parole adeguate[2]: aveva sentito come sussurrate le parole “vita spirituale” e, subito dopo, aveva avvertito una “luminosità quasi insostenibile”. Scrive di aver visto un altro mondo, che ritiene essere la “verità”: “c’è un ordine, nell’universo, ed alla sommità…l’evidenza di Dio…colui che i cristiani chiamano “Padre nostro”, e del quale sento la dolcezza”.

Uscito dalla chiesa disse all’amico: “Sono cattolico, apostolico, romano… Dio esiste ed è tutto vero”. Dopo questo episodio si convertì alla religione cattolica.[37]

Interpretazione scientifica

Una possibile spiegazione scientifica del presunto sanguinamento dell’ostia è che si tratti in realtà della crescita di uno strato di microrganismi dal colore rosso sangue. Johanna C. Cullen, ricercatrice della Georgetown University, nel 1994 è riuscita a produrre la parvenza di sanguinamento in laboratorio facendo attaccare le ostie da un batterio molto diffuso, la serratia marcescens, identificato per la prima volta nel 1823 da Bartolomeo Bizio e che in periodi di caldo e in luoghi umidi produce sui prodotti da forno (come appunto pane, focacce e quindi anche le ostie) un pigmento rosso e gelatinoso appropriamente chiamato prodigiosina. La Cullen ha pubblicato la sua ricerca sulla rivista della American Society for Microbiology[38]. Analoghi risultati sono stati ottenuti nel 1998 da Luigi Garlaschelli, ricercatore dell’Università di Pavia[39] e nel 2000 da J.W. Bennett e R. Bentley della Tulane University[40].

Note

  1. ^ Sergio Meloni e Istituto San Clemente I Papa e Martire, I Miracoli Eucaristici e le radici cristiane dell’Europa, ESD Edizioni Studio Domenicano, 2007
  2. ^ a b L’Eucaristia e la conversione dello scrittore ateo André Frossard (PDF),therealpresence.org. URL consultato il 16 agosto 2012.
  3. ^ Nicola Nasuti, L’Italia dei prodigi eucaristici, Edizioni Cantagalli, Siena, 2003, p. 10
  4. ^ Silvio Di Giancroce e Mauro De Filippis Delfico, Guida del Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano, Edizioni S.M.E.L. Lanciano (2006), ISBN 8887316082.
  5. ^ P. Amedeo Giuliani, Le reliquie eucaristiche del miracolo di Lanciano, Tradizione – Storia – Culto – Scienza, Edizioni S.M.E.L., Lanciano (1997).
  6. ^ Raffaele Iaria, I miracoli eucaristici in Italia, Edizioni Paoline, 2005, pp. 27-31
  7. ^ Raffaele Iaria, Opera citata, pp. 32-36
  8. ^ Renzo Allegri, Il sangue di Dio. Storia dei miracoli eucaristici, Ancora, 2005
  9. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 42-45
  10. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 58-61
  11. ^ Raffaele Iaria, Op. cit. pp. 62-66
  12. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 67-68
  13. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 69-71
  14. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 75-76
  15. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 77-79
  16. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 80-83
  17. ^ Il miracolo Eucaristico di Siena – Settimana Eucaristica – Parrocchia di Bovolone
  18. ^ Raffaele Iaria, Op. cit., pp. 88-91
  19. ^ Sergio Meloni e Istituto San Clemente I Papa e Martire, I Miracoli Eucaristici e le radici cristiane dell’Europa, Edizioni Studio Domenicano, 2007, pp. 124-125
  20. ^ Sergio Meloni, I Miracoli Eucaristici e le radici cristiane dell’Europa, Edizioni Studio Domenicano, 2007, pp. 271-273.
  21. ^ Miracolo eucaristico di Amsterdam (prima parte) (PDF), therealpresence.org. URL consultato il 14 agosto 2012.
  22. ^ Sergio Meloni e Istituto San Clemente I Papa e Martire, opera citata
  23. ^ untitled
  24. ^ Renzo Allegri, Il sangue di Dio. Storia dei miracoli eucaristici, Ancora, 2005, p. 56-58
  25. ^ I Miracoli Eucaristici nel Mondo – Catalogo della Mostra Internazionale
  26. ^ Faustina M. Kowalska, Diario. La misericordia divina nella mia anima, Quad. VI, 1676
  27. ^ a b La vita di San Gerardo, it.sangerardo.eu.
  28. ^ Comunioni Prodigiose (PDF), therealpresence.org.
  29. ^ a b c Comunioni Prodigiose (PDF), therealpresence.org.
  30. ^ http://www.therealpresence.org/eucharst/mir/italian_pdf/Lourdes.pdf
  31. ^ Alfred Lapple, I miracoli di Lourdes, Piemme, 1997, rispettivamente pp. 69-81-91-97-110-137-162-166-174.
  32. ^ Sergio Meloni, op. cit. pp.481-493.
  33. ^ Dal sito del Vaticano
  34. ^ Biografia dal sito ufficiale
  35. ^ Paola Giovetti, Teresa Neumann, Edizioni Paoline, 1990, p. 29
  36. ^ Jean Guitton, Ritratto di Marthe Robin, Edizioni Paoline, 2001, pp. 48-53
  37. ^ André Frossard, Dio esiste, io l’ho incontrato, Società Editrice Internazionale, 2010, pp. 141-146
  38. ^ Johanna C. Cullen, The Miracle of Bolsena, in ASM News, vol. 60, 1994, pp. 187-191..
  39. ^ Luigi Garlaschelli, Amido ed emoglobina: il miracolo di Bolsena, in Chimica e Ind., vol. 1201, 1998, p. 80.; Luigi Garlaschelli, Amido ed emoglobina: il miracolo di Bolsena (La Chimica e l’ Industria., 80, 1201 (1998)), luigigarlaschelli.it. URL consultato il 3 luglio 2011.
  40. ^ Bennett JW, Bentley R, Seeing red: The story of prodigiosin, in Adv Appl Microbiol, vol. 47, 2000, pp. 1-32, DOI:10.1016/S0065-2164(00)47000-0.

Bibliografia

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  • Giuseppe Giulino, Gesù ostia. Sacrifizio e sacramento. Dottrina e mistero. Santi e miracoli eucaristici, Ancilla, 2008

  • Sergio Meloni e Istituto San Clemente I Papa e Martire, I miracoli eucaristici e le radici cristiane dell’Europa, ESD Edizioni Studio Domenicano, 2007

  • Catalogo della Mostra internazionale I miracoli eucaristici nel mondo, Prefazione del cardinale Angelo Comastri, Edizioni San Clemente, 2006

  • Raffaele Iaria, I miracoli eucaristici in Italia, Paoline Editoriale Libri, 2005

  • Renzo Allegri, Il sangue di Dio. Storia dei miracoli eucaristici, Ancora, 2005

  • Pietro Tamburini, Bolsena: il miracolo eucaristico, Editore: Città di Bolsena, 2005

  • Nicola Nasuti, L’Italia dei prodigi eucaristici, Cantagalli, 1997

Voci correlate

Collegamenti esterni

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I Santi parlano dell’Eucaristia

I SANTI E L’EUCARISTIA

 L’Eucaristia è istituita perché diventiamo fratelli; viene celebrata perché da estranei e indifferenti gli uni gli altri, diventiamo uniti, uguali ed amici; è data perché, da massa apatica e fra sé divisa, se non avversaria, diventiamo un popolo che ha un cuore solo e un’anima sola.  (Giovanni Paolo II)

 

Signore Gesù… Possa io per mezzo del mio annientamento diventare lo sgabello del vostro trono eucaristico. La Santa Eucaristia è Gesù passato, presente e futuro. (San Pier Giuliano Eymard)

 

Una sola comunione ben fatta è capace di farci sentire santi e perfetti.     (San Francesco di Sales)

 

Per i nove mesi che la Santa Vergine ti portò nel suo seno, non eri più vicino a Lei che a me quando vieni sulla mia lingua nella Comunione!

(beato C. de Foucauld)

Pensando alla prima comunione: “….quel giorno non era più uno sguardo, ma una fusione: non erano più due, Teresa era scomparsa come la goccia d’acqua nell’oceano” ed ancora davanti al Tabernacolo: “Oh, Gesù, lasciami dire, nell’eccesso della mia riconoscenza, lasciami dire che il tuo amore arriva fino alla follia“.( Santa Teresa del Bambino Gesù)

Oh, che avviene in me? Non lo so che avvenga, so che la terra mi sparisce, so che sono felice…so che dimentico tutto, non penso più a nulla” …poi si esprime così: “Figurando un’accademia di Paradiso si deve imparare ad amare soltanto. La scuola è nel Tabernacolo, il Maestro è Gesù, la dottrina da impararsi sono la Sua Carne e il Suo Sangue”

(Santa Gemma Galgani)

 

O Signore Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’altare, notte e giorno aspettandoci, pieno di bontà e di amore, chiamando ed accogliendo quanti vengono a visitarti, io credo fermamente in questa tua presenza, ti adoro dall’abisso della mia miseria.

(Sant’ Alfonso Maria De’ Liguori)

Ogni giorno egli (Gesù) discende dal seno del Sommo Padre nell’altare tra le mani del sacerdote e come apparve ai santi Apostoli nella vera carne, così anche ora si rivela a noi nel sacro pane.

(San Francesco d’Assisi)

Dopo la S. Comunione, trattenetevi almeno un quarto d’ora a fare il ringraziamento. Sarebbe una grave irriverenza se, dopo pochi minuti aver ricevuto il Corpo-Sangue-Anima-Divinità di Gesù, uno uscisse di chiesa o stando al suo posto si mettesse, a ridere, chiacchierare, guardare di qua e di là per la chiesa…..

(San Giovanni Bosco)

Accostiamoci al Santissimo Sacramento con grande spirito di fede e di amore: ed una sola comunione credo che basti per lasciarci ricche. E che dire di tante? Sembra che ci accostiamo al Signore unicamente per cerimonia: ecco perché ne caviamo poco frutto. O mondo miserabile che rendi cieco chi guarda te…. per non permettergli di vedere i tesori che potrebbe avere in Dio!  (Santa Teresa d’Avila)

Nella santa Comunione fui molto in soavità; il mio caro Dio mi dava intelligenza infusa del gaudio che avrà l’anima, quando lo vedremo faccia a faccia.

(San Paolo della Croce)

L’Ora santa davanti all’Eucaristia deve condurre all’ora santa con i poveri. La nostra Eucaristia è incompleta se non conduce al servizio e all’amore dei poveri.

(beata Teresa di Calcutta)

Io devo accostarmi a Te, o Gesù, presente nell’Eucaristia, in qualunque stato io mi trovi, nell’aridità, nel dolore o nella tentazione, basta che io mi presenti a Te per avere sollievo….Quando cado nella tiepidezza basta che mi rivolga a Te, che nel Tuo Sacramento porti agli uomini un così tenero amore.

(Santa Maddalena di Canossa)

Quando i malati hanno ricevuto la Comunione esortiamoli a contemplare il Signore, a chiederGli perdono e la grazia di non offenderLo più. Il tempo subito dopo la Messa è il più propizio per domandare grazie a Dio.  (San Camillo de’ Lellis)

Come il cibo corporale è necessario per la vita a tal punto che senza di esso non si può vivere,…così il cibo spirituale è necessario per la vita spirituale, in modo che senza di esso la vita spirituale non si può mantenere.  (San Tommaso d’Aquino)

Nella stretta del dolore e dell’afflizione, nella tristezza dell’animo tribolato, il prostrarci con fede e con amore dinanzi all’Ostia Santa vuol dir essere ristorati e fortificati nel cammino, spesso difficile, della vita. Vorrei che non ci fosse chiesa alcuna in cui, nel pomeriggio verso sera, non accorresse un buon numero di persone a visitare Gesù Sacramentato.

(beato Andrea Carlo Ferrari)

Ricevi Gesù nella S. Comunione e accogli tutto dalle Sue mani, con l’umile disposizione che la Santa Vergine Maria ebbe nel momento dell’Annunciazione: Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me secondo quello che mi hai detto.

(San Massimiliano Maria Kolbe)

Dobbiamo, anzitutto, amare la Santa Messa, che deve essere il centro della nostra giornata. Se si vive bene la Messa, come è possibile poi, per tutto il resto del giorno, non avere il pensiero in Dio, non aver la voglia di restare alla sua presenza per lavorare come Egli lavorava e amare come Egli amava?

(San Josemaria Escrivà de’ Balaguer)

Ti adoriamo… come ti adorò Santa Elisabetta quando da Maria Santissima fosti portato nella sua casa. Tu allora riempisti quella pia donna di Spirito Santo, concedendole il dono della profezia, e santificasti il di lei figliuolo Giovanni Battista, ancora rinchiuso nel seno materno.  (San Gaetano Catanoso)

Ieri ho fatto la Comunione e sono così allegro e contento che mi pare di non dover mai più rattristarmi, anche in mezzo alle difficoltà…(beato Ivan Merz)

Vale assai più una Messa che lavoro e calcoli di una settimana. Tutto deve provenire da lì: Oh, benedetto colui che sente Messa ogni giorno!

(San Giuseppe Benedetto Cottolengo)

Ogni visita a Cristo Eucaristico e ogni contemplazione della sua presenza sono un ritorno alla nostra vera situazione, al nostro destino finale: rappresentano una pregustazione del possesso celeste, dove il nostro essere abiterà in Dio e il nostro sguardo si fonderà con il suo . ( Santa Maria Domenica Mazzarello)

Affinché dunque diventiamo tali (un sol corpo con Cristo) comunichiamoci con quella carne: e ciò avviene per mezzo del cibo che egli ci ha donato, volendoci mostrare l’affetto che ha per noi. Egli si mischiò con noi, e il suo corpo si compenetrò con i nostri, affinché fossimo un solo essere. (San Giovanni Crisostomo)

Questo sacramento ci trasforma nel Corpo di Cristo, in modo che siamo ossa delle sue ossa, carne della sua carne, membra delle sue membra”. Sant’Alberto Magno

Gesù Sacramentato è modello di Carità: poiché la gran carità Sua verso di noi Lo indusse ad istituire questo Sacramento e vi sta di continuo a nostro conforto, aiuto, sostegno, sacrificando tutto Se stesso…or che faremo noi ad imitazione Sua? Amare Gesù, amare il prossimo, i poverelli, i tribolati, gli infermi che sono i fratelli speciali di Gesù, amare anche chi ci è avverso.

(beato Luigi Braghi)

 

Ci vuole Gesù Cristo! Ci vuole Gesù! E Gesù tutti i giorni: e non fuori di noi, ma in noi, e non solo spiritualmente ma sacramentalmente”….” Solo così formeremo un solo cuore con i nostri fratelli, i poveri di Gesù. Non basta pensare a dare loro il pane materiale; prima del pane materiale dobbiamo pensare a dare a loro il pane eterno di vita, che è l’Eucaristia.

(san Luigi Orione)

 

La devozione all’Eucaristia è la più nobile perché ha per oggetto Dio; è la più salutare perché ci dà l’Autore della grazia; è la più soave perché soave è il Signore… se gli Angeli potessero invidiare, ci invidierebbero la Santa Comunione. (san Pio X)

Appressatevi alla Sacra Mensa con le stesse disposizioni che vorreste avere per entrare in cielo. Non bisogna avere meno rispetto per ricevere Gesù Cristo, che per essere ricevuti da Lui

(san Giovanni Battista de La Salle)

Quando ci comunichiamo, tutti noi riceviamo il medesimo Signore Gesù, ma non tutti riceviamo le medesime grazie, né produce in tutti gli stessi effetti. Ciò proviene dalla nostra maggiore o minore disposizione. Per spiegare questo fatto, mi servo un paragone naturale: l’innesto. Quanto più le piante si rassomigliano, tanto meglio è per l’innesto. Così, quanta più somiglianza ci sarà tra chi si comunica e Gesù, tanto migliori saranno i frutti della Santa Comunione.   (Sant’AntonioMaria Claret)

I minuti che seguono la Comunione sono i più preziosi che noi abbiamo nella vita; i più adatti da parte nostra per trattare con Dio, e da parte di Dio per comunicarci il suo amore.( Santa Maria Maddalena de’ Pazz)i

Il pane di frumento, che nutre i nostri corpi, non si prepara con tanto lavoro, unicamente per contemplarlo; esso è fatto per essere mangiato. Così il Pane di vita, il Pane degli Angeli, non è offerto soltanto alle nostre adorazioni e ai nostri omaggi, ma ci fu dato come cibo. Andiamo, dunque, a questo cibo per nutrire le anime nostre e fortificarle.  (san Roberto Bellarmino)

Voi mi opponete tutte quelle ragioni che invece mi convincono di più a ricevere la Santa Comunione ogni giorno. La mia dissipazione è grande, e con Gesù io imparo a raccogliermi. Le occasioni di offendere Dio sono frequenti, e io prendo ogni giorno forza da Lui per fuggirle. Ho bisogno di lumi e di prudenza per sbrigare affari molto difficili, e ogni giorno posso consultare Gesù nella Santa Comunione: Egli è il mio grande Maestro.   (San Tommaso Moro)

Beati coloro che oggi ti hanno ricevuto nel Sacramento, Gesù. Fortunate le mura della Chiesa che custodiscono il mio Gesù. Beati i Sacerdoti che sono sempre vicini a Gesù amabilissimo.

(santa Maria Francesca delle Cinque Piagh)e

 

Nel corso del giorno, quando non ti è permesso di fare altro, chiama Gesù, anche in mezzo a tutte le tue occupazioni, con gemito rassegnato dell’anima, ed egli verrà e resterà sempre unito con l’anima mediante la sua grazia e il suo santo amore. Vola con lo spirito dinanzi al Tabernacolo, quando non ci puoi andare col corpo, e là sfoga le ardenti brame ed abbraccia il Diletto delle anime meglio che se ti fosse dato di riceverlo sacramentalmente… Se gli uomini comprendessero il valore della Santa Messa, ad ogni Messa ci vorrebbero i carabinieri per tenere in ordine le folle di gente nelle Chiese». (san Pio da Pietrelcina)

 

Ogni campanile – diceva – ci richiama a una Chiesa, nella quale c’è un Tabernacolo, si celebra la Messa, sta Gesù.  (beato Luigi Guanella)

Le Messe sono perpetuamente celebrate su l’uno o l’altro punto del globo; io mi unisco a tutte queste Messe, soprattutto durante le notti che trascorro talvolta senza prendere sonno. (santa Bernardetta)

 

Tutti i passi che uno fa per recarsi ad ascoltare la Santa Messa sono da un Angelo numerati, e sarà concesso da Dio un sommo premio in questa vita e nell’eternità.

 (Sant’Agostino d’Ippona)

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Il popolo di Dio iniziato alla fede nell’Eucaristia

La fede nell’Eucaristia

Il novum del mistero pasquale
Istituendo l’Eucaristia Gesù ha dato vita a una novità radicale: ha compiuto in Se stesso
la nuova ed eterna alleanza. Nel contesto della cena rituale ebraica, che concentra nel memoriale
l’evento passato della liberazione dall’Egitto, la sua rilevanza presente e la promessa
futura, Gesù inserisce il dono totale di Sé. Il vero Agnello immolato si è sacrificato una volta
per tutte nel mistero pasquale ed è in grado di liberare per sempre l’uomo dal peccato e dalle
tenebre della morte.
Il Signore stesso ci ha offerto gli elementi essenziali del “culto nuovo”. La Chiesa, in
quanto sposa e guidata dallo Spirito Santo, è chiamata a celebrare il convito eucaristico giorno
dopo giorno “in memoria di Lui”. Inscrive il sacrificio redentore del suo Sposo nella storia e
lo rende presente sacramentalmente in tutte le culture. Questo “grande mistero” è celebrato
nelle forme liturgiche che la Chiesa, illuminata dallo Spirito Santo, sviluppa così nel tempo e
nello spazio.
Nella celebrazione dell’Eucaristia Gesù, sostanzialmente presente, ci introduce tramite
il Suo Spirito nella pasqua: passiamo dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza
alla gioia. La celebrazione dell’Eucaristia rafforza in noi questo dinamismo pasquale e
consolida la nostra identità. Con Cristo possiamo vincere l’odio con l’amore, la violenza con
la pace, la superbia con l’umiltà, l’egoismo con la generosità, la discordia con la riconciliazione,
la disperazione con la speranza. Uniti a Gesù Cristo morto e risorto possiamo ogni giorno
portare la Sua croce e seguirlo, in vista della risurrezione della carne, sull’esempio dei martiri
antichi e dei nostri giorni.
L’Eucaristia come mistero pasquale è pegno della gloria futura e da Essa già nasce la
trasformazione escatologica del mondo. Celebrando l’Eucaristia anticipiamo questa gioia nella
grande comunione dei santi.
Proposizione 4: Il dono eucaristico
L’Eucaristia è un dono che scaturisce dall’amore del Padre, dall’obbedienza filiale di
Gesù spinta fino al sacrificio della croce reso presente per noi nel sacramento, dalla potenza
dello Spirito Santo che, chiamato sui doni dalla preghiera della Chiesa, li trasforma nel Corpo
e nel Sangue di Gesù.
In essa si svela pienamente il mistero dell’amore di Dio per l’umanità e si compie il
Suo disegno di salvezza nel segno di una gratuità assoluta, che risponde soltanto alle Sue promesse,
compiute oltre ogni misura.
La Chiesa accoglie, adora, celebra questo dono in trepida e fedele obbedienza, senza
arrogarsi alcun potere di disponibilità, se non quelli che Gesù le ha affidato perché il rito sacramentale
si eserciti nella storia.
Sotto la croce la Vergine Santissima aderisce pienamente al dono sacrificale del Salvatore.
Per la sua immacolata concezione e pienezza di grazia Maria inaugura la partecipazione
della Chiesa al sacrificio del Redentore.
I fedeli “hanno il diritto di ricevere abbondantemente dai sacri pastori i beni spirituali
della Chiesa, soprattutto gli aiuti della Parola di Dio e dei sacramenti” (LG 37; cf. CIC can.
3
213; CCEO can. 16), quando il diritto non lo proibisca.
A tale diritto corrisponde il dovere dei pastori di fare ogni sforzo perché l’accesso all’Eucaristia
non sia in concreto impedito, mostrando in proposito intelligente sollecitudine e
grande generosità. Il Sinodo apprezza e ringrazia i sacerdoti che, anche a costo di sacrifici talvolta
pesanti e rischiosi, assicurano alle comunità cristiane questo dono di vita e le educano a
celebrarlo in verità e pienezza.

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L’Adorazione Eucaristica, questa sconosciuta

San Pietro Giuliano Eymard

DIRETTORIO PER L’ADORAZIONE IN SPIRITO E VERITÀ

Pater tales quaerit, qui adorent eum (Jo 4, 23).

1. ORIENTAMENTO GENERALE.

L’adorazione eucaristica ha per oggetto la Persona Divina di N. S. Gesù Cristo, presente nel SS.mo Sacramento. Egli c’è, vivente e vuole che noi gli parliamo; a sua volta Egli parlerà a noi.

Tutti Possono parlare a Nostro Signore; non è forse là per tutti? Non disse egli: “Venite a me, voi tutti”?

Questo colloquio che s’intreccia tra l’anima e Nostro Signore è appunto la vera meditazione eucaristica, è l’adorazione.

L’adorazione è una grazia per tutti. Ma per non sprecarla e non cadere nella disgrazia di farla per abitudine, e per evitare l’aridità dello spirito e del cuore, gli adoratori devono ispirarsi all’attrattiva particolare della grazia, ai misteri della vita di Nostro Signore, della SS.ma Vergine, o alle virtù dei Santi, con lo scopo di onorare il Dio dell’Eucaristia per tutte le virtù della sua vita mortale, e per le virtù di tutti i Santi, dei quali egli fu un tempo la grazia e il fine, ed è ora la corona di gloria.

Calcolate quell’ora di adorazione che vi è toccata, come un’ora di Paradiso; andateci come si va al cielo, come si va al banchetto divino, ed essa sarà desiderata, e salutata con trasporto. Alimentatene soavemente il desiderio nel vostro cuore. Dite a voi stesso: “Per quattr’ore, per due, per un’ora io starò ad un’udienza di grazia e di amore, presso Nostro Signore; è stato lui ad invitarmi, ora mi attende, mi desidera”.

Quando vi capitasse un’ora che costa fatica alla natura, rallegratevi, il vostro amore sarà più grande perché sarà più sofferente: è un’ora privilegiata, la quale sarà contata per due.

Quando per infermità, per malattia o per impossibilità non vi è possibile fare la vostra ora di adorazione, lasciate che per un momento il vostro cuore si rattristi, poi mettetevi in adorazione spirituale, in unione con quelli che in quel frattempo si dedicano all’adorazione. Allora nel letto del vostro dolore, in viaggio, o durante l’occupazione che avete tra mano, state in più concentrato raccoglimento; e riceverete il medesimo frutto che se aveste potuto adorare ai piedi del Buon Maestro: quest’ora sarà computata a vostro favore, e forse sarà anche raddoppiata.

Andate da N. Signore così come siete; la vostra meditazione sia naturale. Attingete dal vostro patrimonio individuale di pietà e di amore, prima di pensare a servirvi dei libri; amate il libro inesauribile dell’umiltà amorosa. E’ certo buona cosa che un buon libro vi accompagni , per rimettervi in carreggiata quando lo spirito volesse sviarsi e i sensi assopirsi; ma tenete bene a mente che il nostro Buon Maestro preferisce la povertà del nostro cuore anche ai più sublimi pensieri ed affetti presi in prestito da altri.

Sappiate che Nostro Signore vuole il vostro cuore, non quello degli altri; vuole il pensiero e la preghiera di questo cuore, come espressione naturale del nostro amore per Lui.

Il non voler andare da Nostro Signore colla propria miseria o povertà umiliata, spesso è frutto di un sottile amor proprio, d’impazienza e di pigrizia; eppure è proprio quello che nostro Signore preferisce, ama e benedice più di ogni altra cosa.

Attraversate giornate di aridità? Glorificate la grazia di Dio, senza la quale voi non potete nulla. Rivolgete allora la vostra anima al cielo, come il fiore allo spuntar del sole apre il suo calice, per accogliervi la rugiada benefica.

Vi trovate in uno stato d’impotenza assoluta? Lo spirito è nell’oscurità, il cuore sotto il peso del proprio nulla, il corpo è sofferente? Fate allora l’adorazione del povero; uscite dalla vostra povertà e andate a posarvi in Nostro Signore. Offritegli la vostra povertà affinché egli l’arricchisca: è questo un capolavoro degno della sua gloria.

La tentazione, la tristezza vi travaglia? Tutto vi disgusta, tutto vi porta a tralasciare l’adorazione, sotto il pretesto che offendereste Dio, che lo disonorereste anziché servirlo? Non ascoltate questa speciosa tentazione. In tal caso voi farete l’adorazione del combattimento e della fedeltà a Gesù, contro voi stesso. No, no, che voi non gli fate dispiacere; anzi lo rallegrate, il vostro Buon Maestro che vi guarda, lui che ha permesso a Satana di turbarvi. Egli vuole da voi l’omaggio della perseveranza, fino all’ultimo minuto del tempo che noi dobbiamo consacrargli.

La confidenza, dunque, la semplicità e l’amore vi accompagnino sempre nell’adorazione.

2. L’AMORE SIA LA VOSTRA BUSSOLA.

Volete essere fortunato in amore? – Vivete continuamente nella bontà di Gesù Cristo, che è sempre nuova per voi; seguite in Gesù il dramma del suo amore, contemplate la bellezza delle sue virtù, la luce del suo amore, piuttosto che i suoi ardori: in noi il fuoco dell’amore passa presto ma la verità di esso rimane.

Cominciate tutte le vostre adorazioni con un atto di amore, e aprite deliziosamente la vostra anima alla sua azione divina. Sovente nell’adorazione vi fermate a mezza strada il motivo è che voi avete cominciato da voi stesso; e anche se cominciate da qualche altra virtù che non sia l’amore, voi sbagliate strada. Forse che il bambino non abbraccia la mamma, prima di obbedirle? – L’amore è la sola porta del cuore.

Volete essere nobile in amore? – Parlate all’Amore di lui stesso. Parlate a Gesù del suo Padre Celeste, che egli ama tanto, parlategli delle fatiche da lui intraprese per la gloria del Padre: rallegrerete tanto il suo cuore, ed egli vi ripagherà con altrettanto amore.

Parlate a Gesù del suo amore per tutti gli uomini: si dilaterà il suo cuore, si dilaterà il vostro cuore di felicità e di amore.

Parlate a Gesù della sua santa Madre da lui amata così intensamente; gli rinnoverete la felicità di sentirsi un buon figliolo; parlategli dei suoi santi, per glorificare la sua grazia in loro.

Il vero segreto dell’amore è questo: obliare se stesso, come S. Giovanni Battista, per esaltare e glorificare il Signore Gesù.

Il vero amore non guarda a ciò che dà, ma a quello che l’Amato merita.

Allora Gesù, contento di voi, vi parlerà di voi stessi. Vi dirà l’amore che sente per voi e il vostro cuore si dilaterà ai raggi di questo sole, come il fiore, umido e infreddolito dalla notte, che si schiude ai raggi dell’astro del giorno. La sua dolce voce penetrerà l’anima vostra, come il fuoco penetra un corpo infiammabile. E voi direte, con la Sposa del Cantico: – “La mia anima si è liquefatta di felicità alla voce del mio diletto”, Allora voi lo ascolterete in silenzio, o meglio, voi passerete all’azione più forte e soave dell’amore: voi vivrete in lui.

Ciò che più tristemente impedisce lo sviluppo dell’amore e della grazia in noi è questo, che non appena noi arriviamo ai piedi del Buon Maestro, incominciamo senz’altro a parlargli di noi, dei nostri peccati, dei nostri difetti, della nostra povertà spirituale; ci affatichiamo insomma lo spirito alla vista delle nostre miserie e ci attristiamo il cuore alla vista della nostra ingratitudine e della nostra infedeltà. La tristezza conduce al dolore, il dolore allo scoraggiamento, e occorrerà poi molta umiltà e parecchio sforzo per districarsi da questo labirinto e ritrovarsi liberi in Dio.

Non fate più così. Siccome il primo movimento dell’anima influisce ordinariamente su tutta l’azione, dirigetevi subito verso Dio e ditegli: – “O buon Gesù, quanto sono contento e felice di venire a trovarti; di venire a passare quest’ora con te, per dirti il mio affetto! Quanto sei buono per avermi chiamato! Quanto sei amabile, tu che ami una creatura così povera come me! Oh, sì, io ti voglio tanto bene!”

L’amore allora vi ha già aperta la porta del cuore di Gesù: entrate, amate, adorate!

3. L’EUCARISTIA COMPENDIO DEL CRISTIANESIMO.

Per adorare con frutto bisogna ricordarsi che Gesù Cristo è presente nel l’Eucaristia, in essa glorifica e continua tutti i misteri e tutte le virtù della sua vita mortale.

Bisogna pensare che l’Eucaristia è Gesù Cristo passato, presente e futuro; che l’Eucaristia è l’ultimo stadio dello svolgimento dell’Incarnazione e della vita mortale del Salvatore; che Gesù Cristo ci dà in essa tutte le grazie; che tutte le verità fanno capo all’Eucaristia, poiché essa è Gesù Cristo stesso.

La SS.ma Eucaristia sia dunque il punto di partenza per meditare i misteri, le virtù e le verità della religione. Essa è il fuoco, le altre virtù sono soltanto dei raggi. Partiamo dal fuoco e noi stessi irraggeremo.

Che cosa c’è di più semplice che il vedere le analogie tra la nascita di Gesù nella stalla e la sua nascita sacramentale sull’altare e nei nostri cuori?

Chi non vede che la vita nascosta di Nazaret continua nella Divina Ostia del Tabernacolo e che la Passione dell’Uomo-Dio del Calvario si rinnova nel Santo Sacrificio, in ogni istante della sua durata e in tutti i luoghi del mondo?

Nostro Signore non è dolce ed umile di cuore nel Sacramento, come già lo fu durante la sua vita mortale? Non è continuamente il Buon Pastore, il Consolatore, l’Amico del cuore?

Beata l’anima che sa trovare Gesù nell’Eucaristia e nell’Eucaristia tutte le Cose!

Visto Per delegazione del Superiore. Nulla osta.
Roma, 7, ottobre 1947
D. FORTUNATO DELPOGETTO

Imprimatur.
Alba Pompeia, 12 ottobre 1947
CAN. P. GIANOLIO, Vicario Gen.

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L’Eucaristia è la Presenza Viva di Cristo in mezzo a noi e in noi!

5. Preghiera eucaristica

Antonio Rungi

Gesù dolcissimo, mi prostro davanti a te
a conclusione di un cammino eucaristico,
in cui ho compreso sempre più quanto conta
l’amare te, adorare te, stare vicino a te,
non allontanarsi mai da te, neppure per brevi istanti
della nostra frenetica vita quotidiana.

Gesù amabile, ostia santa, ostia d’amore,
fa di me, mediante te, un’ostia vivente
consacrata all’amore,
capace di donarmi a te nell’amore,
un amore capace di prendere totalmente il mio cuore,
capace di donarsi agli altri senza riserve
e senza alcun pentimento di aver
data la propria vita per gli amici,
come tu ci hai insegnato, fino al sacrificio della croce.

Gesù adorabile, ostia immacolata, pura e senza macchia
fa’ di me, sull’esempio del cuore immacolato di Maria,
un cuore puro ed un’anima pura,
senza falsità, impurità, senza più macchie di peccato,
senza odio e risentimenti,
ma solo con una grande pace della mente,
del cuore e dell’intelletto.

Gesù mite agnello, immolato sull’altare della croce,
per la redenzione dell’umanità,
fa di me uno strumento di perdono e di misericordia
soprattutto quando più difficile si fa il perdono
nel tuo santo nome.

Gesù eucaristia,
mentre ti adoro qui presente
nel santissimo sacramento dell’altare
rinnovando la mia fede in te che sei il Verbo Incarnato
e il Redentore dell’umanità,
fa di tutti noi un cuor solo ed un’anima sola,
nell’immenso amore eucaristico
che fonda la Chiesa come unico popolo di Dio
in cammino verso il banchetto eterno del cielo.
Amen.

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L’Eucaristia, Compendio di tutti i Miracoli

di Padre Giorgio Finotti dell’Oratorio. Davanti agli occhi sbigottiti “nulla vedo, nulla comprendo”, dice San Tommaso d’Aquino eppure la fede mi conferma, mi fa certo che nello Spirito Santo il pane è trasformato sostanzialmente nella Carne di Gesù e il vino nel Sangue di Gesù

L’EUCARISTIA:

“Compendio di tutti i miracoli”

(s. Tommaso)

San Pier Giuliano Eymard (1811-1868) intorno alla tenera età di 15 anni, avendo sentito che Gesù stava dentro la casa d’oro il tabernacolo in chiesa un giorno elusa la sorveglianza della mamma e della sorella, scomparve per lungo tempo. Preoccupate, la mamma e la sorella cercarono il fanciullo dappertutto.  Finalmente alla sorella di Pier Giuliano venne in mente di cercarlo nella vicina chiesa parrocchiale. Ed infatti era proprio là anzi dopo aver preso uno sgabello vi era salito per giungere fino al tabernacolo sopra l’altare. Il fanciullo teneva la piccola testa appoggiata alla porticina d’oro del tabernacolo e diceva: “Gesù sei qui?”.  Divenuto grande, San Pier Giuliano diventerà il santo della DIVINA PRESENZA di Gesù nei nostri tabernacoli e fonderà persino un istituto religioso chiamato dei Sacerdoti del S.S. Sacramento i quali coltivano con ogni zelo l’amore e l’adorazione a Gesù Eucaristia.

Dinanzi a Gesù Eucaristia rinnovo la mia fede e il mio amore qui e adesso e invito tutti i lettori e le lettrici ad andare con la mente al primo Tabernacolo più vicino della vostra chiesa e mandare un saluto filiale a Gesù che vive giorno e notte tra noi.

Che Gesù donasse la sua vita per me questo lo so perché conoscendo il suo Cuore misericordioso comprendo il suo amore infinito fino a giungere al dono di tutta la sua vita per ciascuno di noi: ma chi avrebbe mai pensato che Egli Gesù, inventasse nel suo amore il modo di restare sempre – sempre – con noi?

Questo è il dono mirabile della sua PRESENZA VERA, anche se misteriosa, in mezzo a noi!

 

IL MIRACOLO QUOTIDIANO

Ogni giorno, non importa l’ora se all’alba o se nel pieno meriggio o se sul far della sera quieta o addirittura nella notte devota anch’io come tutti gli altri sacerdoti sparsi nel mondo compio un miracolo stupendo dì grazia di vita, d’amore.

Il sacerdote ha le mani, la bocca, il cuore portentosi; ad un loro cenno, ad una loro parola, ad un loro gesto d’amore i sacerdoti quando sono all’altare per celebrare la messa, compiono ogni giorno, ad ogni ora del giorno, in tutto il mondo, il miracolo quotidiano di rendere vivo e vero Gesù, presente nel pane e nel vino consacrati.

Quando salgo l’altare rivestito dai sacri paramenti e nel momento più culminante dell’intero sacrificio di Cristo, prendo fra le mani ancor tremanti un pezzo di pane bianco che raccoglie le fatiche e il sudore dell’uomo e pronuncio le parole immortali: “Questo è il mio corpo”, allora proprio in quel momento avviene il grande miracolo; così quando prendo il calice del vino e dico con voce sommessa: “Questo è il mio sangue”, allora il miracolo è pieno, perfetto.

Questo è il MIO corpo, questo è il MIO sangue!

Mio?  Sì, o potente mio Signore: è mio questo corpo impastato, è mio questo sangue versato, perché tu, Signore, hai detto che ogni sacerdote è tè, perché è stato consacrato da te ad essere tuo sacerdote, per sempre.

Ma dimmi, o altissimo mio Signore, che cosa è avvenuto?

Proprio così: un poco di pane bianco è diventato il tuo corpo candido; un poco di vino genuino è diventato il tuo sangue vermiglio!

Un miracolo! Un miracolo!

Questo pane che vedo e tocco non è più pane, ma Gesù tutto intero; questo vino che vedo e bevo, non è più vino, ma Gesù tutto intero.  Un miracolo dunque è avvenuto e si è compiuto fra le mie mani qui, su quest’altare, sotto i miei occhi e dinanzi agli occhi di tutti i fedeli che tengono le mani giunte e i cuori adoranti pieni di intima gioia e fede.

Il miracolo eucaristico è così quotidiano che quasi quasi non ci accorgiamo più del suo sconvolgente evento di grazia e di amore.

Ma quand’è che, sacerdoti e fedeli apriamo gli occhi alla fede per “vedere” quello che effettivamente avviene sull’altare?

Pensate: ogni altare è circondato da migliaia d’angeli adoranti che cantano: Santo, Santo, Santo, mentre lo stesso Spirito Santo, invocato e posto sulle offerte con la imposizione delle mani sacerdotali, trasforma transustanzia il poco pane nel mirabile Corpo del Signore Gesù, e il poco vino nel prezioso Sangue dello stesso Gesù, come una volta dal grembo verginale di Maria S.S. diede la carne e il sangue al Verbo Divino fatto uomo!

Davanti agli occhi sbigottiti “nulla vedo, nulla comprendo”, dice San Tommaso d’Aquino eppure la fede mi conferma, mi fa certo che nello Spirito Santo il pane è trasformato sostanzialmente nella Carne di Gesù e il vino nel Sangue di Gesù.

Fratelli e sorelle è Cristo vivente che si offre per noi e si consegna come cibo e bevanda che danno la VITA IMMORTALE!

L’Eucaristia “omnium miracolorum maximum: il più grande di tutti i miracoli!”  (S. Tommaso d’Aquino)

Miracolata ne è la sostanza: Gesù stesso, ne è la quantità: sta tutto Gesù, ne è la qualità: è invisibile, ma reale, ne è l’azione: è la transustanziazione, ne è la specie del pane e vino: è sorretta da Gesù stesso.

“Devotamente vi adoro, o Divinità nascosta sotto queste specie a Voi tutto sì dona il mio cuore e tutto si strugge nella contemplazione del vostro amore”.  (S. Tommaso d’Aquino)

Eppure davanti a così grande miracolo quotidiano, non tutti credono, non tutti sanno, non tutti accettano, non tutti mangiano e bevono la vera vita che è Cristo Gesù Eucaristia!

È così pieno di luce ineffabile questo miracolo che molti non apprezzano, non accolgono, non adorano.

Quanto piccola e languida è la nostra fede!

Lo si vede come si celebra, come si adora, come ci si prepara e come si ringrazia!

Freddezza, stanchezza, abitudini, fretta, distrazione, indifferenza, sono tra i difetti più comuni di una fede smorta.

E per questo che Gesù stesso, ogni tanto lungo i secoli della nostra storia umana, appare e si fa visibile e palpitante sotto i nostri occhi increduli e distratti, per rinnovare la nostra fede languida e il nostro cuore tiepido.

Sono i miracoli eucaristici straordinari, sono la realtà eucaristica visibile e tangibile della mirabile Presenza del Signore.

 

I MIRACOLI EUCARISTICI

Lanciano, Trani, Ferrara, Alatri, Firenze, Bolsena, Offida, Valvasone, Cascia, Macerata, Bagno di Romagna, Torino, Asti, Morrovalle, Veroli, Siena, Patierno sono le sedi privilegiate in Italia che il Signore Gesù ha scelto come luoghi dei suoi prodigi per manifestare attraverso segni concreti che davvero Egli è presente quando il pane e il vino sono consacrati nel Corpo e nel Sangue suo.

I miracoli eucaristici accertati sono di varie forme:

–         ostie sanguinanti come nel famoso miracolo di Bolsena (1263) avvenuto più volte anche altrove (Lanciano, Ferrara, Firenze e fuori Italia anche a Berlino);

–         ostie prodigiosamente conservate, come quelle di Siena (1730);

–         ostie luminose come quelle di Torino;

–         ostie irradianti l’immagine di Gesù, come quelle di ULMES in Francia (1668);

–         ostie che guariscono i malati/ come a Lourdes…

Padre NICOLA NASUTI, frate minore conventuale ha curato un volume dal titolo: “L’Italia dei prodigi eucaristici” (edizioni Cantagalli – Siena) in cui con ricchezza di notizie storiche, di suggerimenti ascetici e culturali, offre la presentazione in forma ordinata dì ben 17 miracoli eucaristici avvenuti in maniera straordinaria nei vari luoghi della nostra Italia.

Questo volume, di quasi 270 pagine con molte fotografie che arricchiscono la storia dei fatti, è stato preparato proprio in vista del periodo di preparazione al XXII Congresso Eucaristico Nazionale, svoltosi nel 1994 a Siena.

Nell’Introduzione, p. Nasuti ricorda che a PARAY LE MONIAL, in Francia, (patria di S. Margherita Maria Alacoque devota e apostola del Sacratissimo Cuore di Gesù) “c’è una grande carta geografica con l’indicazione di 132 luoghi, sparsi nel mondo, dove si sarebbero verificati i miracoli eucaristici”.

Sono tutti i segni tangibili dell’amore misericordioso di Gesù per portarci “ad una più attenta, attiva, consapevole e fruttuosa partecipazione alla Messa”, che, “come memoriale dell’altissima carità di Dio per noi”, deve ancora “stupirci, meravigliarci, inebriarci”.

“Dobbiamo ricuperarci all’esercizio di una più sentita e solida pietà eucaristica. Occorre passare dai miracoli al Miracolo della presenza reale nel Sacramento”.

Sta proprio qui il senso ultimo e compiuto della presente narrazione che svolgerò soffermandomi solo ai segni prodigiosi avvenuti in Italia.

San Filippo Neri, il mio santo patrono, sapeva stare anche 40 ore ininterrotte davanti al S.S. Sacramento ed otteneva, alla fine, ogni grazia che chiedeva.

A New York sta per sorgere, per mezzo di p. Walter e p. Mariano una iniziativa stupenda: ogni notte in un’ora a propria scelta, due persone stando nella propria casa, ma unite col filo del telefono, adorano il S.S. Sacramento, presente nei milioni di tabernacoli sparsi nel mondo.

E tu che mi hai letto/ che cosa farai per diventare davvero un’ANIMA EUCARISTICA? Il tuo amore per Gesù Eucaristia ti sospinga amabilmente/ ma decisamente a compiere un proposito santo.

Quanti nella notte sono in adorazione davanti al televisore!

Tu anima fedele, tu sacro confratello sacerdote invece sei capace di offrire un’ora del tuo riposo per adorare il Signore del Cielo e della terra e del tuo cuore?

Si riposa non solo dormendo/ ma anche stupendamente, pregando!

Come è bello sapere che mentre molti dormono, alcuni invece con il volto rivolto verso il più vicino tabernacolo, adorano Gesù.

Lo possono fare tutti: il prete giovane, il prete anziano, la donna umile, l’uomo fedele, il sano o l’infermo, il carcerato o il libero, la vedova o la sposata, il povero o il ricco, il semplice o il dotto, il vescovo e il contadino, io e tu…

Buona adorazione.

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Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo!

 Ecco io sono con voi

Charles de Foucauld

Sempre con noi mediante la santa Eucaristia,
sempre con noi mediante la tua grazia,
sempre con noi mediante la tua provvidenza
che ci protegge senza interruzione,
sempre con noi mediante il tuo amore…
O mio Dio, quale felicità! Quale felicità!
Dio con noi. Dio in noi.
Dio nel quale ci muoviamo e siamo…
O mio Dio, che cosa ci manca ancora?
Quanto siamo felici!
«Emmanuele, Dio-con-noi»,
ecco per così dire la prima parola del Vangelo…
«Io sono con voi fino alla fine del mondo»,
ecco l’ultima.
Quanto siamo felici! Quanto sei buono…
La santa Eucaristia è Gesù, è tutto Gesù!
Nella santa Eucaristia tu sei tutto intero,
completamente vivo, o mio beneamato Gesù,
così pienamente come lo eri
nella casa della Santa Famiglia di Nazareth,
nella casa di Maddalena a Betania,
come lo eri in mezzo ai tuoi apostoli…
Allo stesso modo tu sei qui,
o mio Beneamato e mio tutto…
E facci questa grazia, o mio Dio,
non a me soltanto ma a tutti i tuoi figli,
in te, per mezzo di te e per te:
«Dacci il nostro pane quotidiano»,
dallo a tutti gli uomini,
questo vero pane che è l’Ostia santa,
fa’ che tutti gli uomini l’amino,
lo venerino, l’adorino,
e che il loro culto universale
ti glorifichi e consoli il tuo Cuore.
Amen

Inghilterra

Sant’Ignazio di Antiochia ci parla dell’ Adorazione Eucaristica

Gli albori dell’adorazione

 

Dalle lettere

…Il principe di questo mondo vuole rovinare e distruggere il mio proposito verso Dio.

…Nessuno di voi qui presenti lo assecondi. Siate piuttosto per me, cioè di Dio. Non parlate di Gesù Cristo, mentre desiderate il mondo. Non ci sia in voi gelosia. Anche se vicino a voi vi supplico non ubbiditemi. Obbedite a quanto vi scrivo. Vivendo vi scrivo che bramo di morire. La mia passione umana è stata crocifissa, e non è in me un fuoco materiale.

…Un’acqua viva mi parla dentro e mi dice: qui al Padre. Non mi attirano il nutrimento della corruzione e i piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di David e come bevanda il suo sangue che è l’amore incorruttibile.

…Il tempo presente esige che tu tenda a Dio, come i naviganti invocano i venti e coloro che sono sbattuti dalla tempesta il porto. Come atleta di Dio sii sobrio; il premio è l’immortalità, la vita eterna in cui tu credi. In tutto sono per te una ricompensa io e le mie catene che tu hai amate.

…Vedete di riunirvi più frequentemente per celebrare l’Eucarestia e rendere gloria a Dio.

…spezzando un solo pane, che è farmaco di immortalità, antidoto per non morire ma vivere in Gesù Cristo per sempre.

…Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, nato dalla stirpe di Davide; voglio per bevanda il suo sangue, che è la carità incorruttibile.

….uniti insieme, ci sia una sola preghiera, una sola supplica; una sia la mente, una la speranza nella carità ……accorrete all’unico Gesù Cristo, il quale è uscito dall’unico Padre, è rimasto unito a Lui e a Lui è tornato.

…Quanti si convertono ed entrano nell’unità della Chiesa, saranno anch’essi di Dio, per essere persone che vivono secondo Gesù Cristo.

…Abbiate cura di prendere parte all’unica Eucarestia. Una è la carne del Signore nostro Gesù Cristo; uno il calice per essere uniti nel sangue di lui; uno l’altare, come uno solo è il vescovo con il collegio dei presbiteri e con i diaconi, miei conservi. Affinchè, qualunque cosa facciate, lo compiate secondo Dio.

…con queste catene che porto celebro le chiese e prego che in esse vi sia l’unità di carne e di spirito di Gesù Cristo, nostra vita per sempre; l’unità di fede e di carità, che è il dono più prezioso; e soprattutto l’unità di Gesù e del Padre.

…Nessuno si inganni…..il tutto sono fede e carità, e nulla è da preferirsi a queste virtù.

…L’Eucarestia è la carne del salvatore nostro Gesù Cristo, quella carne che ha patito per i nostri peccati e che il Padre, nella sua benevolenza, ha resuscitato.

…Voi rivestitevi della mitezza d’animo e rigeneratevi nella fede, che è la carne del Signore, e nella carità, che è il sangue di Gesù Cristo.

…Come il Signore nulla fece senza il Padre col quale è uno, nè da solo nè con gli apostoli, così voi nulla fate senza il vescovo e i presbiteri. Nè cercate che appaia lodevole qualche cosa per parte vostra, ma solo per la cosa stessa: una sola preghiera, una sola supplica, una sola mente, una sola speranza nella carità, nella gioia purissima che è Gesù Cristo, del quale nulla è meglio. Accorrete tutti come all’unico tempio di Dio, intorno all’unico altare che è l’unico Gesù Cristo che procedendo dall’unico Padre è ritornato a lui unito.

…Riguardo a coloro che professano una dottrina diversa sulla grazia di Gesù Cristo, grazia che è venuta a noi, rendetevi conto quanto siano contrari al pensiero di Dio. Non si danno cura della carità, non della vedova, non dell’orfano, non di chi soffre, non di chi è prigioniero o libero, non di chi patisce la fame o la sete.

…Coloro che negano il dono di Dio muoiono nelle loro stesse discussioni. Sarebbe meglio per loro praticare la carità così da poter anche risorgere.

…Nessuno si inganni: chi non è intorno all’altare, resta privo del “pane di Dio”. Se, infatti, la preghiera di una o due persone ha tanta efficacia, quanto più quella del vescovo e di tutta la chiesa! Colui che non prende parte alla medesima celebrazione ha il cuore superbo e si è già giudicato, perché sta scritto: “Dio resiste ai superbi.” Cerchiamo, quindi, di non opporci al vescovo, per essere sottomessi a Dio.

…Se alcuni hanno voluto ingannarmi secondo la carne, lo spirito, invece, che viene da Dio non è stato ingannato. Egli sa donde viene e dove va e rivela i segreti. Quando ero in mezzo a voi gridai e a voce alta, con la voce di Dio: state uniti al vescovo, ai presbiteri e ai diaconi. Quanto a quelli che hanno sospettato che io gridai prevedendo lo scisma di alcuni mi sia testimone colui per il quale sono incatenato che non ne ebbi notizia da carne di uomo. Fu lo spirito che me lo annunziò dicendo: non fate nulla senza il vescovo, custodite la vostra carne come tempio di Dio, amate l’unità, fuggite le faziosità, siate imitatori di Gesù Cristo come egli lo è del Padre suo.

…E’ bene per voi procedere insieme d’accordo col pensiero del Vescovo, cosa che già fate. Infatti il vostro collegio dei presbiteri, giustamente famoso, degno di Dio, è così armonicamente unito al Vescovo come le corde alla cetra. Per questo nella vostra concordia e nel vostro amore sinfonico Gesù Cristo è cantato. E così voi, ad uno ad uno, diventate coro, affinché nella sinfonia della concordia, dopo aver preso il tono di Dio nell’unità, cantiate a una sola voce.

…Io offro la mia vita per quelli che sono sottomessi al Vescovo, ai presbiteri e ai diaconi. Possa io con loro avere parte con Dio. Lavorate insieme gli uni per gli altri, lottate insieme, correte insieme, soffrite insieme, dormite e vegliate insieme come amministratori di Dio, suoi assessori e servi. Cercate di piacere a Colui per il quale militate e dal quale ricevete la mercede. Nessuno di voi sia trovato disertore. Il vostro Battesimo rimanga come uno scudo, la fede come un elmo, la carità come una lancia, la pazienza come un’armatura.

….Scrivo a tutte le Chiese e annunzio a tutti che io muoio volentieri per Dio, se voi non me lo impedite. Vi prego di non avere per me una benevolenza inopportuna. Lasciate che sia pasto delle belve per mezzo delle quali mi è possibile raggiungere Dio. Sono frumento di Dio e macinato dai denti delle fiere per diventare pane puro di Cristo. Piuttosto accarezzate le fiere perché diventino la mia tomba e nulla lascino del mio corpo ed io morto non pesi su nessuno. Allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo, quando il mondo non vedrà il mio corpo. Pregate il Signore per me perché con quei mezzi sia vittima per Dio. Non vi comando come Pietro e Paolo. Essi erano apostoli, io un condannato; essi erano liberi io a tuttora uno schiavo. Ma se soffro sarò affrancato in Gesù Cristo e risorgerò libero in lui. Ora incatenato imparo a non desiderare nulla.

…Vi riunite…..spezzando un solo pane, che è farmaco di immortalità, antidoto per non morire ma vivere in Gesù Cristo per sempre.

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