Noi cerchiamo una nuova Terra come nostra dimora

Apocalisse 21

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;

non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
6 Ecco sono compiute!
Io sono l’Alfa e l’Omega,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente
acqua della fonte della vita.
7 Chi sarà vittorioso erediterà questi beni;
io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.
8 Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte».
9 Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello».

La nostra Nuova Terra

10 L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. 11 Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 12 La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. 13 A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. 14 Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
15 Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. 16 La città è a forma di quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: misura dodici mila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono eguali. 17 Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. 18 Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. 19 Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, 20 il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. 21 E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
22 Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. 23 La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.
24 Le nazioni cammineranno alla sua luce
e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza.
25 Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,

poiché non vi sarà più notte.
26 E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
27 Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette abominio o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

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Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine.

Apocalisse 22

1 Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.
3 E non vi sarà più maledizione.
Il trono di Dio e dell’Agnello
sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;
4 vedranno la sua faccia
e porteranno il suo nome sulla fronte.
5 Non vi sarà più notte
e non avranno più bisogno di luce di lampada,
né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà
e regneranno nei secoli dei secoli
.

6 Poi mi disse: «Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve. 7 Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».
8 Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell’angelo che me le aveva mostrate. 9 Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come coloro che custodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare».
10 Poi aggiunse: «Non mettere sotto sigillo le parole profetiche di questo libro, perché il tempo è vicino. 11 Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.
12 Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. 13 Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. 14 Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. 15 Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna!
16 Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
17 Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita.
18 Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; 19 e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.
20 Colui che attesta queste cose dice: «Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. 21 La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!

 

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Ecco la Dimora di Dio con gli uomini! La nostra Città e Patria!

Apocalisse 21

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;

non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
6 Ecco sono compiute!
Io sono l’Alfa e l’Omega,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente
acqua della fonte della vita.
7 Chi sarà vittorioso erediterà questi beni;
io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.
8 Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte».
9 Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello». 10 L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. 11 Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 12 La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. 13 A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. 14 Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
15 Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. 16 La città è a forma di quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: misura dodici mila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono eguali. 17 Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. 18 Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. 19 Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, 20 il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. 21 E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
22 Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. 23 La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.
24 Le nazioni cammineranno alla sua luce
e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza.
25 Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,

poiché non vi sarà più notte.
26 E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
27 Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette abominio o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

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Gli ultimi due capitoli dell’Apocalisse ci parlano,in simboli,della nostre sorte futura e delle Meraviglie di Dio

Apocalisse

Capitolo 21

[1] E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. [2] E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. [3]Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:
«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
[4] E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
[5] E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere». [6] E mi disse:
«Ecco, sono compiute!
Io sono l’Alfa e l’Omèga,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete
io darò gratuitamente da bere
alla fonte dell’acqua della vita.
[7] Chi sarà vincitore erediterà questi beni;
io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio.
[8] Ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte».
[9] Poi venne uno dei sette angeli, che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». [10] L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. [11] Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. [12] È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. [13] A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. [14] Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
[15] Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. [16] La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. [17] Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. [18] Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo.[19] I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, [20] il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. [21] E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
[22] In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
[23] La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.
[24] Le nazioni cammineranno alla sua luce,
e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
[25] Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
perché non vi sarà più notte.
[26] E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
[27] Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette orrori o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

Capitolo 22

[1] E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. [2] In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.
[3] E non vi sarà più maledizione.
Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello:
i suoi servi lo adoreranno;
[4] vedranno il suo volto
e porteranno il suo nome sulla fronte.
[5] Non vi sarà più notte,
e non avranno più bisogno
di luce di lampada né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà.
E regneranno nei secoli dei secoli.
[6] E mi disse: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. [7] Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».
[8] Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. E quando le ebbi udite e viste, mi prostrai in adorazione ai piedi dell’angelo che me le mostrava. [9]Ma egli mi disse: «Guàrdati bene dal farlo! Io sono servo, con te e con i tuoi fratelli, i profeti, e con coloro che custodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare».
[10] E aggiunse: «Non mettere sotto sigillo le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino.[11] Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.
[12] Ecco, io vengo presto e ho con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. [13] Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine. [14] Beati coloro che lavano le loro vesti per avere diritto all’albero della vita e, attraverso le porte, entrare nella città. [15] Fuori i cani, i maghi, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!
[16] Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
[17] Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta, ripeta: «Vieni!». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda gratuitamente l’acqua della vita.
[18] A chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro io dichiaro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; [19] e se qualcuno toglierà qualcosa dalle parole di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.
[20] Colui che attesta queste cose dice: «Sì, vengo presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. [21] La grazia del Signore Gesù sia con tutti.

 

Il Salvatore opera potentemente ogni giorno, attirando persone alla religione, persuadendole alla virtù, istruendole sull’immortalità, spegnendo la loro sete per le cose celesti, rivelando la conoscenza del Padre, ispirando loro forza davanti alla morte, manifestando se Stesso a ciascuno di loro, soppiantando l’irreligione degli idoli, mentre gli dei e gli spiriti malvagi dei non credenti non possono fare alcuna di queste cose, ma anzi diventano morti alla presenza di Cristo, tutta la loro ostentazione diventa sterile e vuota. Col segno della croce, al contrario, ogni arte magica è fermata, ogni stregoneria confusa, tutti gli idoli abbandonati e disertati, tutti i piaceri insensati cessano, mentre l’occhio della fede si alza dalla terra al cielo.

Sant’Atanasio: Dell’Incarnazione del Verbo [31]

 

 

23. LA NUOVA CREAZIONE (Apocalisse 21-22)

 

         Ebbene, siamo infine giunti ad un posto in Rivelazione dove tutti sono d’accordo, giusto? “I nuovi cieli e la nuova terra” – questo ha da essere letterale e riferirsi all’eternità dopo la fine del mondo, giusto? Sbagliato. O, per essere assolutamente precisi, dovrei dire; Sì e no. La verità è che la Bibbia ci dice molto poco del cielo; appena quanto basta, infatti, per permetterci di sapere che stiamo andando lì. Ma l’interesse principale della Scrittura è la vita presente. Sicuramente, le benedizioni dei capitoli finali di Rivelazione fanno effettivamente riferimento al cielo. Non è proprio una questione del tipo “o questo o quello”. Ma ciò che è importante è che queste cose sono vere ora. Il cielo è una continuazione e perfezione di ciò che è vero della Chiesa in questa vita. Noi non dobbiamo semplicemente guardare avanti a queste benedizioni in un’eternità a venire, ma dobbiamo goderle e gioire in esse qui ed ora. Giovanni stava parlando alla Chiesa primitiva di realtà presenti, di benedizioni che già esistevano e che sarebbero cresciute mano a mano che il vangelo si espandeva e rinnovava la terra.

 

        

“Ecco, Io faccio nuove tutte le cose”

 

         Innanzitutto, Giovanni disse di aver visto “un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati” (Ap. 21:1). Per comprendere questa frase, abbiamo bisogno di ricordare una delle lezioni più basilari del tema del paradiso: la salvezza è una ri-creazione. Questo è il motivo per cui la Scrittura impiega linguaggio e simbolismo creazionale ogniqualvolta Dio parla di salvare il suo popolo. Il Diluvio, l’Esodo, e il Primo Avvento di Cristo sono tutti descritti come di Dio che crea un nuovo mondo. Così, quando Dio parlò a Isaia, profetizzando le benedizioni terrene del Regno a venire, Egli disse:

 

Poiché ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra,

e le cose di prima non si ricorderanno piú e non verranno piú in mente.

Ma voi gioite ed esultate per sempre in ciò che creo,

perché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio

e il suo popolo per la gioia

Mi rallegrerò di Gerusalemme e gioirò del mio popolo;

in essa non si udrà piú alcuna voce di pianto né voce di grida,

Non vi sarà piú in essa alcun bimbo che viva solo pochi giorni,

né vecchio che non compia i suoi giorni,

poiché il giovane morirà a cento anni

e il peccatore che non giunge ai cento anni,

sarà considerato maledetto.

Costruiranno case e le abiteranno

pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.

Non costruiranno piú perché un altro vi abiti,

non pianteranno piú perché un altro mangi;

poiché i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli alberi;

e i miei eletti godranno a lungo dell’opera delle loro mani.

Non faticheranno invano

né daranno alla luce figli per una improvvisa distruzione,

perché saranno la progenie dei benedetti dall’Eterno

e i loro discendenti con essi.

E avverrà che prima che mi invochino io risponderò,

staranno ancora parlando che io li esaudirò.

Il lupo e l’agnello pascoleranno insieme,

il leone mangerà la paglia come il bue

e il serpente si nutrirà di polvere.

Non faranno piú alcun danno né distruzione su tutto il mio santo monte.

(Isa. 65: 17-25)

 

Questo passo non può parlare del cielo, o di un tempo dopo la fine del mondo perché in questi “nuovi cieli e nuova terra” c’è ancora la morte (ad un’età molto avanzata: i giorni degli alberi), le persone costruiscono, piantano, lavorano e hanno figli. Potremmo impiegare  il resto di questo capitolo ad esaminare le implicazioni di questo passo di Isaia, ma il solo punto che farò è che questo è inequivocabilmente una dichiarazione riguardo a questa epoca, prima della fine del mondo, e mostra ciò che le generazioni future possono aspettarsi mano a mano che il vangelo permea il mondo, restaura la terra al Paradiso, e porta a fruizione gli obbiettivi del Regno. Isaia sta descrivendo le benedizioni di Deuteronomio 28 in ciò che probabilmente è il loro più grande compimento terreno. Così. Quando Giovanni ci dice di aver visto “un nuovo cielo e una nuova terra”, dovremmo riconoscere che il significato primario di quella frase è simbolico, e ha a che vedere con la benedizione della salvezza.

         Giovanni vide poi “la santa città, la nuova Gerusalemme che scendeva dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.” (Ap. 21:2). No, non è una stazione spaziale. È qualcosa che dovrebbe essere molto più eccitante; è la Chiesa. La Sposa non è semplicemente nella Città; la Sposa è la Città (cf. Ap. 21:9-10). Noi siamo nella Nuova Gerusalemme ora. La prova? La Bibbia ci dice categoricamente: “Ma voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’assemblea universale e alla chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli …” (Eb. 12: 22-23; cf. Ga. 4:26; Ap. 3:12). La Nuova Gerusalemme è una realtàpresente; è descritta scendere dal cielo perché l’origine della Chiesa è celeste. Noi siamo “nati da alto” (Gv 3:3s) e siamo ora cittadini della Città Celeste (Ef. 2:19; Fl. 3:20).

         Questo concetto è sviluppato nella susseguente dichiarazione di Giovanni. Egli udì una gran voce dal trono, che diceva: “Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed Egli abiterà con loro; ed essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio” (Ap. 21:3). Come Paolo, anche Giovanni connette questi due concetti: noi siamo cittadini del cielo, e noi siamo la dimora di Dio, il suo Tempio santo (Ef. 2:19-22). Una delle benedizioni Edeniche promesse da Dio in Levitico era: “Io stabilirò la mia dimora in mezzo a voi” (Le. 26:11), questa è compiuta nella Chiesa del Nuovo Testamento (2 Co. 6: 16). La voce che Giovanni udiva continuò:

        

E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà piú la morte né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate».Allora colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio tutte le cose nuove”. Poi mi disse: “Scrivi, perché queste parole sono veraci e fedeli”. E mi disse ancora: “E’ fatto! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita.” (Ap. 21: 4-6).

 

Alla fine, nella sua estensione massima, questo sarà compiuto in cielo. Ma dobbiamo riconoscere che è già vero. Dio ha asciugato le nostre lacrime. La prova l’abbiamo nell’ovvia differenza tra i funerali cristiani e quelli pagani: noi siamo contristati, ma non come gli altri che non hanno speranza (1Te. 4:13). Dio ha rimosso il dardo della morte (1 Co. 15: 55-58).  E colpisce ancor di più la frase seguente: “Le cose di prima sono passate … ecco, io faccio tutte le cose nuove”. Dove lo abbiamo letto in precedenza? Proviene da 2 Corinzi 5:17; “se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, tutte le cose sono diventate nuove.” È questa una realtà ora? Certamente! La sola differenza reale tra il soggetto di 2 Corinzi 5 e di Rivelazione 21 è che Paolo sta parlando dell’individuo redento, mentre Giovanni sta parlando della comunità redenta. Ma sia l’individuo che la comunità sono restituiti al Paradiso nella salvezza, e quella restituzione è già cominciata. L’acqua della vita ci nutre generosamente ora, dando vita all’individuo e ri-sgorgando per dare vita al mondo intero (Gv. 4:14, 7. 37-39). “Chi vince erediterà tutte le code,” Dio dice, “E io sarò per lui Dio, ed egli sarà per me figlio” (Ap. 21:7). Il figlio di Dio è caratterizzato dalla vittoria contro l’opposizione (1Gv. 5:4). Il linguaggio qui usato “Io sarò il suo Dio” è la basilare promessa pattale della salvezza. (cf. Ge. 17: 7-8; 2 Co. 6: 16-18). Il compimento più alto avverrà in cielo per l’eternità. Ma definitivamente e progressivamente, è già presente. Noi stiamo vivendo nei nuovi cieli e nella nuova terra, siamo cittadini della Nuova Gerusalemme. Le cose vecchie sono passate, tutte le cose dono diventate nuove.

 

Città sulla Collina

 

         Giovanni è trasportato nello Spirito “su di un grande ed alto monte” (Ap. 21:10) perché vedesse la bellezza di questo Paradiso completato, che splende con la gloria di Dio. Le dodici porte della Città hanno incise su di esse i nomi delle dodici tribù d’Israele, e sui dodici fondamenti ci sono i nomi dei dodici apostoli (Ap. 21: 12-14) Questo simbolismo è forse troppo difficile da comprendere? Esso rappresenta chiaramente il fatto che la Città di Dio contiene la Chiesa intera, l’intero popolo di Dio che comprende i credenti sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, che, come ha scritto Paolo, è edificata sul fondamento degli apostoli e dei profeti (Ef. 2:20).

         L’assurdità della mala interpretazione “letteralista” è pietosamente evidente quando essi tentano di trattare con le misure che Giovanni dà della Città (Ap. 21: 15-17). Giovanni dice che la Città è una piramide (o cubo) di 12.000 stadi ogni lato, con un muro alto 144 cubiti. I numeri sono ovviamente simbolici, essendo i multipli di dodici sono un riferimento alla maestà, vastità e perfezione della Chiesa. Ma i “letteralisti” si sentono obbligati a tradurre quei numeri in misure moderne, ottenendo un muro lungo 1500 miglia e alto 216 piedi. I chiari simboli di Giovanni sono cancellati, e lo sfortunato lettore della Bibbia è lasciato solamente con un guazzabuglio di numeri senza significato. I “letteralisti” si trovano nella ridicola posizione d’aver cancellato i numeri letterali della parola di Dio e di averli rimpiazzati con simboli senza senso!

         Giovanni prosegue a descrivere la Città con termini di gioielleria: ciascuna delle pietre di fondamento è adorna di pietre preziose, ciascuna delle porte è “una singola perla”, il muro è fatto di diaspro, e la città e le strade sono “d’oro puro, come di cristallo trasparente” (Ap. 21:18-21). Dal nostro studio sui minerali collegati col Giardino d’Eden, comprendiamo che questo è ancora una volta linguaggio simbolico che parla della restaurazione e del compimento del Paradiso nella salvezza. Ottocento anni prima, Isaia aveva descritto la salvezza che stava per venire nei termini di una città adorna di gioielli:

 

O afflitta, sbattuta dalla tempesta, sconsolata,

ecco, io incastonerò le tue pietre nell’antimonio

e ti fonderò sugli zaffiri.

Farò i tuoi merli di rubini,

le tue porte di carbonchio

e tutto il tuo recinto di pietre preziose. (Isa. 54. 11-12).

 

         È interessante che la parola tradotta antimonio (fair colors nella KJ) è, in ebraico: ombretto per gli occhi. Sembra pazzesco, no? I muri sono intesi per protezione, questo muro è meramente decorativo. Chi costruirebbe un muro digioielli usando cosmetici come “malta?” Qualcuno favolosamente ricco, e supremamente sicuro contro gli attacchi. Questo, dice Isaia, è il futuro della Chiesa, la Città di Dio. Ella sarà ricca e sicura dai nemici, come anche il resto del passo spiega:

 

Tutti i tuoi figli saranno ammaestrati dall’Eterno,

e grande sarà la pace dei tuoi figli.

Tu sarai stabilita fermamente nella giustizia;

sarai lontana dall’oppressione perché non dovrai piú temere,

e dal terrore, perché non si avvicinerà piú a te…

Nessun’arma fabbricata contro di te avrà successo,

e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai.

Questa è l’eredità dei servi dell’Eterno,

e la loro giustizia viene da me», dice l’Eterno.

(Isa. 54: 13-17)

 

         Giovanni vide che in questa nuova Città di Dio non c’è tempio: “ Perché il Signore Dio onnipotente e l’Agnello sono il suo tempio. E la città non ha bisogno del sole né della luna, che risplendano in lei, perché la gloria di Dio la illumina e l’Agnello è il suo luminare.” (Ap. 21:22-23). Anche questo è basato su Isaia ( Isa. 60. 1-3, 19-20), che enfatizza che la Chiesa è illuminata dalla gloria di Dio, abitata dalla Nuvola, splendente con la Luce originale. Questa è la Città sulla Collina (Mt. 5:14-16), la luce del mondo che risplenda davanti agli uomini cosicché glorificheranno Dio il Padre. Attingendo allo stesso passo in Isaia (Isa. 60. 4-18), Giovanni parla dell’influenza della Città nelle nazioni del mondo:

 

E le nazioni di quelli che sono salvati cammineranno alla sua luce, e i re della terra porteranno la loro gloria ed onore in lei. Le sue porte non saranno mai chiuse durante il giorno, perché lí non vi sarà notte alcuna. In lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni. E nulla d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità vi entrerà mai, ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello. (Ap. 21: 24-27; cf. Sl. 22:27; 66:4; 86:9; Isa. 27:6; 42:4; 45: 22-23; 49: 5-13; Ag. 2: 7-8).

 

Questo è scritto è per un tempo in cui le nazioni esisteranno ancora come nazioni; eppure le nazioni sono tutte convertite, confluiscono nella Città a vi portano le loro ricchezze. Mano a mano che la luce del Vangelo risplende sul mondo attraverso la Chiesa, il mondo è convertito, le nazioni sono fatte discepoli, e la ricchezza dei peccatori diventa eredità dei giusti. Questa è una promessa basilare della Scrittura dal principio alla fine. Questa è la forma della storia, la direzione in cui si sta muovendo il mondo. Questo è il nostro futuro, il retaggio di generazioni a venire.

 

Il Fiume della Vita

 

         Noi guardiamo avanti al ritiro della maledizione in ogni area di vita, sia in questo mondo che nel prossimo, mentre il Vangelo dilaga in tutto il mondo. Abbiamo studiato in uno dei capitoli precedenti come l’immagine del Fiume Eden sia utilizzata attraverso tutta la Scrittura per indicare la benedizioni del Paradiso che ritornano alla terra per la potenza dello Spirito per mezzo della Chiesa (cf. Ez. 47. 1-12; Za. 14:8). Giovanni appropriatamente chiude il suo quadro della nuova Creazione con quest’immagine, presa dalla visione di Ezechiele riguardo alla Chiesa:

 

         Poi mi mostrò il fiume puro dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. E in mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trovava l’albero della vita, che fa dodici frutti e che porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. E qui non ci sarà alcuna maledizione; in essa sarà il trono di Dio e dell’Agnello e i suoi servi lo serviranno; essi vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla loro fronte. E qui non ci sarà piú notte alcuna e non avranno bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà, ed essi regneranno nei secoli dei secoli (Ap. 22: 1-5).

 

         Il fiume della vita sta scorrendo ora (Gv. 4: 14; 7: 37-39), e continuerà a fluire in un continuo crescere del flusso della benedizione alla terra, guarendo le nazioni, mettendo fine alle trasgressioni della legge e alla guerra per mezzo dell’applicazione della legge biblica (Mi. 4:1-3) Questa visione del glorioso futuro della Chiesa, terreno e celeste, ripara la tela che fu strappata in Genesi. In Rivelazione vediamo l’Uomo redento, ricondotto alla Montagna, sostenuto dal Fiume e dall’Albero della Vita, riguadagnare il suo dominio perduto e regnare come un sacerdote-re sulla terra. Questo è il nostro privilegio e il nostro retaggio ora, definitivamente e progressivamente, in questa epoca, e sarà nostro pienamente nell’era a venire. Il Paradiso è in via di restaurazione.

 

157

Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Apocalisse 1-5

1,1 Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. 2 Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. 3 Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.
4 Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, 5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, 6 che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
7 Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà;
anche quelli che lo trafissero
e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto
.

Sì, Amen!
8 Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!
9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù. 10 Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: 11 Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Efeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. 12 Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro 13 e in mezzo ai candelabri c’era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro. 14 I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, 15 i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. 16 Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.
17 Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo 18 e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. 19 Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo.20 Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese.

2,1 All’angelo della Chiesa di Efeso scrivi:
Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro:2 Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova – quelli che si dicono apostoli e non lo sono – e li hai trovati bugiardi. 3 Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. 4 Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima. 5 Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto. 6 Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti, che anch’io detesto.
7 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio.
8 All’angelo della Chiesa di Smirne scrivi:
Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita: 9 Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – tuttavia sei ricco – e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana. 10 Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.
11 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte.
12 All’angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi:
Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli: 13 So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di satana. 14 Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balaàm, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione. 15 Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti. 16 Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.
17 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve.
18 All’angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi:
Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente.19 Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. 20 Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabèle, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli. 21 Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza. 22 Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato. 23 Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere.24 A voi di Tiàtira invece che non seguite questa dottrina, che non avete conosciuto le profondità di satana – come le chiamano – non imporrò altri pesi; 25 ma quello che possedete tenetelo saldo fino al mio ritorno.26 Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere,
darò autorità sopra le nazioni;
27 le pascolerà con bastone di ferro
e le frantumerà come vasi di terracotta
,

28 con la stessa autorità che a me fu data dal Padre mio e darò a lui la stella del mattino. 29 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

Apocalisse

3,1 All’angelo della Chiesa di Sardi scrivi:
Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle: Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei morto. 2 Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. 3 Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te. 4 Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi mi scorteranno in vesti bianche, perché ne sono degni. 5 Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. 6 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.
7 All’angelo della Chiesa di Filadelfia scrivi:
Così parla il Santo, il Verace,
Colui che ha la chiave di Davide:
quando egli apre nessuno chiude,
e quando chiude nessuno apre
.

8 Conosco le tue opere. Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. 9 Ebbene, ti faccio dono di alcuni della sinagoga di satana – di quelli che si dicono Giudei, ma mentiscono perché non lo sono -: li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho amato. 10 Poiché hai osservato con costanza la mia parola, anch’io ti preserverò nell’ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra. 11 Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona. 12 Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo. 13 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.
14 All’angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi:
Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: 15 Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 16 Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Tu dici: «Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla», ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. 18 Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. 19 Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. 20 Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. 21 Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

4,1 Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito. 2 Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto. 3 Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono. 4 Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. 5 Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio. 6 Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d’occhi davanti e di dietro. 7 Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d’uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola. 8 I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere:
Santo, santo, santo
il Signore Dio, l’Onnipotente
,

Colui che era, che è e che viene!
9 E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, 10 i ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono, dicendo:
11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, l’onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose,
e per la tua volontà furono create e sussistono».

5,1 E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. 2 Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». 3 Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. 4 Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. 5 Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
6 Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. 7 E l’Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. 8 E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. 9 Cantavano un canto nuovo:
«Tu sei degno di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione
10 e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti
e regneranno sopra la terra».
11 Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia 12 e dicevano a gran voce:
«L’Agnello che fu immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione».
13 Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano:
«A Colui che siede sul trono e all’Agnello
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli».
14 E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E i vegliardi si prostrarono in adorazione.

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Nel Cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di Sole

Apocalisse 12

1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. 6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. 9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. 10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
11 Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.
12 Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».
13 Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. 14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. 15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. 16 Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.
17 Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.
18 E si fermò sulla spiaggia del mare.

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Ecco la Dimora di Dio con gli uomini!

Apocalisse 21

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;

non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
6 Ecco sono compiute!
Io sono l’Alfa e l’Omega,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente
acqua della fonte della vita.
7 Chi sarà vittorioso erediterà questi beni;
io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.

8 Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte».
9 Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello». 10 L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. 11 Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 12 La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. 13 A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. 14 Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
15 Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. 16 La città è a forma di quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: misura dodici mila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono eguali. 17 Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo.

18 Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. 19 Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, 20 il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. 21 E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
22 Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. 23 La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.
24 Le nazioni cammineranno alla sua luce
e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza.
25 Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,

poiché non vi sarà più notte.
26 E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
27 Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette abominio o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.

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Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo

Apocalisse 22

1 Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.
3 E non vi sarà più maledizione.
Il trono di Dio e dell’Agnello
sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;
4 vedranno la sua faccia
e porteranno il suo nome sulla fronte.
5 Non vi sarà più notte
e non avranno più bisogno di luce di lampada,
né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà
e regneranno nei secoli dei secoli
.

6 Poi mi disse: «Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve. 7 Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».
8 Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell’angelo che me le aveva mostrate. 9 Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come coloro che custodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare».
10 Poi aggiunse: «Non mettere sotto sigillo le parole profetiche di questo libro, perché il tempo è vicino. 11 Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.

12 Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. 13 Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. 14 Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. 15 Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna!
16 Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
17 Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita.
18 Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà qualche cosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; 19 e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.
20 Colui che attesta queste cose dice: «Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. 21 La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!

Copyright Sandro Damiano

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Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine

Apocalisse

Capitolo 22

[1] E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. [2] In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.
[3] E non vi sarà più maledizione.
Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello:
i suoi servi lo adoreranno;
[4] vedranno il suo volto
e porteranno il suo nome sulla fronte.
[5] Non vi sarà più notte,
e non avranno più bisogno
di luce di lampada né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà.
E regneranno nei secoli dei secoli.
[6] E mi disse: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. [7] Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».
[8] Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. E quando le ebbi udite e viste, mi prostrai in adorazione ai piedi dell’angelo che me le mostrava. [9] Ma egli mi disse: «Guàrdati bene dal farlo! Io sono servo, con te e con i tuoi fratelli, i profeti, e con coloro che custodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare».
[10] E aggiunse: «Non mettere sotto sigillo le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino. [11] Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.
[12] Ecco, io vengo presto e ho con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. [13] Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine. [14] Beati coloro che lavano le loro vesti per avere diritto all’albero della vita e, attraverso le porte, entrare nella città. [15] Fuori i cani, i maghi, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!
[16] Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
[17] Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta, ripeta: «Vieni!». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda gratuitamente l’acqua della vita.
[18] A chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro io dichiaro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; [19] e se qualcuno toglierà qualcosa dalle parole di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.
[20] Colui che attesta queste cose dice: «Sì, vengo presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. [21] La grazia del Signore Gesù sia con tutti.

 

In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni messe; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. E non vi sarò più maledizione.
Ap 22,2-3

Come vivere questa Parola?
Questo brano dell’ultimo libro della Bibbia è colmo di realtà consolanti anche se disseminato di avvisi che richiamano alla vigilanza in ordine a un Dio che, essendo Padre tenerissimo ma non bonaccione, ci chiederà il rendiconto della nostra vita. La città di cui qui si parla allude alla Chiesa, ma anche a tutto il mondo dove scorre un fiume le cui acque sono vivificanti. Ma nella pericope qui riportata l’attenzione è attirata da uno splendido albero che è così fecondo da offrire i suoi frutti puntualmente ogni mese. Le sue foglie contengono una qualità di energia terapeutica che guarisce le malattie (in gran parte di ordine morale) della gente di ogni nazione, etnia, colore. Un’affermazione chiude in splendore di speranza: non ci sarà più maledizione, cioè quelle conseguenze del tutto deteriori di chi, commettendo il male ha inquinato la terra, saranno superate dalla vittoria di Gesù che, risorgendo da morte, dissolverà la maledizione, perché in tutti e in tutto prevalga un’energia di benedizione – gioia infinita.

O Maria, che stai sulla soglia dell’Avvento come una mamma davanti alla casa, aiutaci a contemplare con Te l’albero della Vita che rappresenta Gesù Crocifisso e Risorto. Ravviva in noi la fede perché con Lui e in Lui la nostra vita porti frutti di amore.

La voce di un fisico e filosofo
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato’.
Albert Einstein

Pulpito-Duomo-di-Barga-3

I am the Alpha and the Omega, the first and the last, the beginning and the end

Revelation

Chapter 22

1

Then the angel showed me the river of life-giving water, 1 sparkling like crystal, flowing from the throne of God and of the Lamb

2

down the middle of its street. On either side of the river grew the tree of life 2 that produces fruit twelve times a year, once each month; the leaves of the trees serve as medicine for the nations.

3

Nothing accursed will be found there anymore. The throne of God and of the Lamb will be in it, and his servants will worship him.

4

They will look upon his face, 3 and his name will be on their foreheads.

5

Night will be no more, nor will they need light from lamp or sun, for the Lord God shall give them light, and they shall reign forever and ever.

6

4 And he said to me, “These words are trustworthy and true, and the Lord, the God of prophetic spirits, sent his angel to show his servants what must happen soon.”

7

5 “Behold, I am coming soon.” 6 Blessed is the one who keeps the prophetic message of this book.

8

It is I, John, who heard and saw these things, and when I heard and saw them I fell down to worship at the feet of the angel who showed them to me.

9

But he said to me, “Don’t! I am a fellow servant of yours and of your brothers the prophets and of those who keep the message of this book. Worship God.”

10

Then he said to me, “Do not seal up the prophetic words of this book, for the appointed time 7 is near.

11

Let the wicked still act wickedly, and the filthy still be filthy. The righteous must still do right, and the holy still be holy.”

12

“Behold, I am coming soon. I bring with me the recompense I will give to each according to his deeds.

13

I am the Alpha and the Omega, the first and the last, the beginning and the end.” 8

14

Blessed are they who wash their robes so as to have the right to the tree of life and enter the city 9 through its gates.

15

Outside are the dogs, the sorcerers, the unchaste, the murderers, the idol-worshipers, and all who love and practice deceit.

16

“I, Jesus, sent my angel to give you this testimony for the churches. I am the root and offspring of David, 10 the bright morning star.”

17

The Spirit and the bride 11 say, “Come.” Let the hearer say, “Come.” Let the one who thirsts come forward, and the one who wants it receive the gift of life-giving water.

18

I warn everyone who hears the prophetic words in this book: if anyone adds to them, God will add to him the plagues described in this book,

19

and if anyone takes away from the words in this prophetic book, God will take away his share in the tree of life and in the holy city described in this book.

20

12 The one who gives this testimony says, “Yes, I am coming soon.” Amen! Come, Lord Jesus!

21

The grace of the Lord Jesus be with all.

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