Soffocare il mormorio interiore

L’anima creata e ricreata con il Battesimo è stata avvolta da un silenzio che è pudore e creazione.

Il Silenzio è musica, è danza estetica in cui Dio colma l’anima vergine della Sua presenza.

Man mano il mondo vi irrompe con il suo “rumore” e con il suo mormorio.. cercando di soffocare la voce di Dio. Ecco perché urge un ritorno al Silenzio Battesimale.

La disciplina del Silenzio compie, congiuntamente alla Grazia, quello che i sedimenti del tempo hanno accumulato sulla nostra anima confusa, obnubilata, disturbata dal rumore esterno ed interno.

Porre le condizioni esterne del Silenzio sono le prime condizioni per un silenzio interno che spegne la fuga da sé e fa ritornare alla consapevolezza battesimale con un cuore da adulti e da bambini allo stesso tempo. Ecco perché Gesù ci dice “se non ritornerete come bambini..” non parla di ritornare infantili, ma bambini.  

   

  1. Il Mormorio dei ricordi.

  Il peccato originale ci ha ferito al punto tale da cristallizzarci sul ricordo del male. Non solo ciò è controproducente ai fini di una crescita ma ci fa perdere una quantità smisurata di tempo ed energia.

Il male è un “nulla”: perché ricordarsene? Occorre pensare solo alla grazia che ci ha salvato, alla Sua eterna giovinezza e fioritura. Dio ha distrutto tutto: Lui non fa collezione di “nulla”!

Serbare per Lui un cuore finalmente contrito, pacifico e tenero: questa è la compunzione.

Altro aspetto significativo è la desatellizzazione dai ricordi. Siamo ancorati come amebe ai ricordi, mentre essi vanno totalmente ridimensionati in Dio. Quel tale ci ha fatto così… mio padre era inesistente.. mia madre mi ha abbandonato.. quel compagno/a mi ha tradito… quei compagni di scuola mi hanno preso in giro… lo stato mi ha tolto tutto…

I ricordi pian piano diventano idolatria, un culto costante delle nostre paure e ansie.. però così facendo dimentichiamo che tutto può essere cambiato dalla Grazia e che, solo se noi viviamo nella Grazia, possiamo cambiare il passato in un futuro fecondo. C’è una forma sottile di lussuria nel coltivare i ricordi, una sensualità disordinata che ci impedisce di aderire al reale e ci incatena per il futuro. Fa silenzio, Taci, dobbiamo dire a questi ricordi, taci nel nome di Cristo. Come Egli, il maestro diceva a satana. Questo è lavoro e fatica, ma è prima ancora scelta, scelta di essere liberi e di fissarci solo in Dio. Come S. Paolo, non guardare a quanto ti sta dietro, ma a ciò che hai davanti: Gesù Cristo.

  Fuggi – nei limiti del possibile – i contatti vivi con quanto ti fa presente ciò che hai lasciato: visite, conversazioni, lettere che ti ravvivano l’immagine di un mondo che si fa tanta fatica a dimenticare! Per quanto l’obbedienza e la carità vere lo permettono riduci i rapporti orali ed epistolari con l’esterno. La memoria è un accumulatore terribile; conserva tesori per future distrazioni. Quanto più il tuo spirito sarà libero da immagini mondane, tanto più risplenderà in te la luce del volto di Dio.

  Consegnare nella tenerezza ogni relazione terrena nel cuore di Dio, anche quella significativa, è l’unico modo di amare con passione e rispetto. Amare tutti e ciascuno in Lui. E’ un amore infinitamente più profondo e più efficace. Augura ai tuoi amici l’amore di Dio: è l’unico vero bene. Glielo otterrà la fedeltà alla tua sequela Christi; il compromesso invece impedirà a Dio di donarsi a coloro che ami. Gesù per salvarci ha abbandonato sua madre. Di fatto, separandosene se l’è unita più strettamente. Si stava bene presso il focolare di Nazaret, e l’andarsene ha spezzato i cuori e fatto scorrere le lacrime. La morte del cuore di Cristo che lascia la propria famiglia per servire il Regno è il continuum scelto e necessario che il Verbo del Padre ha cominciato con l’incarnazione (Fil. 2).. non c’è incarnazione senza desatellizzazione, non c’è desatellizzazione senza silenzio, non c’è peso esatto dei ricordi senza amore.

  1. Disciplina la curiosità

La Curiosità, il sapere e la conoscenza sono cosa buona ma bisogna stare attenti al morbo della concupiscenza che le può inquinare. Dietro il sapere si può nascondere una sottile lussuria “originale” che non pilota la ricerca verso la vita contemplativa, che è il fine  e il principio di ogni battezzato. Conoscere, adorare e amare e lodare Dio è il l’alfa e l’omega di ogni Cristiano prostrandosi dinanzi al trono di Dio cantando, con la voce o con il silenzio: “Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza sono il nostro Dio per i secoli dei secoli”.

  Sono da tener lontane soprattutto tre curiosità:

  quella delle “novità”

  del comportamento altrui

  infine, forse la più temibile, la curiosità intellettuale, che si ammanta di apparenti pretesti e indurisce nell’orgoglio.

  Conosci il mondo ma per pregare per esso, “senza voltarti indietro”. L’amore di Dio (che abbraccia quello del prossimo) è la sola realtà che ti può trascinare alla sequela di Gesù, e con te il mondo. A questa azione efficace nulla aggiunge quanto sai di esso. Pochi però sono capaci di capirlo. Tra i mali peggiori dell’uomo vi è la mormorazione che nasce da una “lussuriosa” curiosità, dal gossip salottiero; dinamica deviante delle relazioni su cui, purtroppo, si imposta buona parte della televisione e dei mass-media. Quello che ascolti circa una persona, le sue entrate o uscite, risveglia in te immagini, riflessioni, critiche, valutazioni interiori: è questo che Dio non ama.

Fissare lo sguardo sull’eterno, o su quanto ti riflette automaticamente la sua bellezza: la natura e le anime nelle quali si riflette. Ti basta sapere che Dio ama tanto gli uomini, che tiene nelle sue mani il loro cuore e ha effuso su di loro il frutto dei meriti dei santi. I contemplativi “salvano” il mondo proprio perché lo portano costantemente a Dio e lasciano a Lui il potere della storia. Potere che è sempre attivo ma che desidera l’assenso del contemplativo e del non-mormoratore per operare efficacemente in tante micro e macro situazioni.

  Prega per chi ne ha incarico. Servi chi serve; prima di criticare o di aver coscienza critica abbi coscienza orante e adorante verso coLui che tutto può e tutto sa. Se Dio è la tua unica preoccupazione (Mt. 6,24-34) tu ti occupi del mondo e servi fratelli e le sorelle.

  Avere la brama delle confidenze con la scusa di servire nasconde la lussuria di porsi al posto di Dio. Servi con il silenzio e quando Dio vuole con l’ascolto, impara da Maria che è l’immagine della perfetta silente adoratrice di Cristo.

Chi ha servito Cristo meglio di Maria? Chi ha cambiato la storia meglio di Maria discepola silente di Cristo? Chi ha lodato e restituito il potere al Padre meglio di Maria silente alla Passione?

  Se vuoi conservare limpido lo specchio della tua anima, non permettere che lo turbi il pensiero inutile del prossimo. Se non sei incaricato del comportamento altrui, non cercare di sapere come fanno; non formulare giudizi interiori nei loro confronti, soprattutto circa i loro difetti o le loro colpe. Prega perché Dio sia amato e servito da tutti.  Sta in pace quando gli altri non fossero quel che devono essere: fa’ in modo di esserlo tu. Sii specchio di Dio e null’altro. Solo Dio basta (S. Teresa).

  Il tuo libro preferito sarà la sacra Scrittura. Lì sarai illuminato dal Verbo. E’ cibo prelibato. Leggila con cuore umile – come ti comunichi -, con lo stesso scopo: trovare Dio. Assaggiala, assaporala, versetto per versetto, come avviene in clima di preghiera. Ogni lettera dettata da Dio è colma di Lui. Adoralo nella lettera. Gusterai l’ebbrezza della comunione alla Luce, al Verbo che Dio ha pronunciato nel tempo con parole dalle risonanze eterne. Lì troverai la scienza dei santi; l’altra scienza vale solo se sorretta da questa. Lo scientismo svanirà e rimarrà solo la scienza che è adorazione di coLui che tutto può e sa e che tutto governa con le Sue mani di Padre amoroso.

  1. Non dare spazio alle Preoccupazioni

  Gesù che conosce bene il nostro cuore ci invita a non caricarci della preoccupazione (Mt. 6,24-34).

Egli sa bene come la preoccupazione ci avvolge come una morse e inquina tutta la nostra esistenza. Essa non dipende solo da una predisposizione psicologica e da ferite del nostro passato affettivo-genitoriale ma anche da una poca fiducia in Dio. La preoccupazione è legata strettamente allo scrupolo e al bisogno di perfezione e tranquillità che ci portiamo dentro e pertanto spesso essa è una reale mancanza di fede e di abbandono in Dio. I santi, cultori dell’Infanzia spirituale, hanno ben compreso che la chiave della crescita è legata la silenzio delle preoccupazioni, all’abbandono confidente nelle mani di Dio. Tutto accade per ché Dio o lo vuole o lo permette.. solo nel silenzio possiamo comprendere quando Dio ci chiama ad accogliere e quando invece ci chiama ad agire per trasformare la realtà che ci ha consegnato. Se non c’è il silenzio ci sono mostri deformi nati dalla preoccupazione che alimentano la preoccupazione.

Dal silenzio c’è l’ascolto della voce di Dio: “Dum medium silentium tenerent omnia, et nox in suo cursu medium iter haberet, omnipotens sermo tuus, Domine, de coelis a regalibus sedibus venit: Mentre un profondo silenzio avvolgeva ogni cosa e la notte era a metà del suo percorso, la tua onnipotente parola venne dai cieli, dal trono regale”.

  Dio viene quando dorme ciò che appartiene alla terra.