LA MORTIFICAZIONE

MORTIFICAZIONE

«Apri, o Signore, la mia bocca, affinché possa benedire il Tuo Santo Nome. Purifica il mio cuore da cattivi ed inutili pensieri. Illumina la mente, accendimi il cuore, affinché da questa medi­tazione possa ricavare frutti duraturi ed abbondanti per la mia anima. Maria, Madre di grazia, aiuta­mi a diventare un vero amico del Tuo Gesù»!

– Brr!…

Eppure è necessaria! E quando una cosa è necessaria, la si fa. Se tu hai male al ventre e il dottore ti ordina l’olio di ricino, lo prendi, anche con le boccacce. E perché? Perché è necessario. Se hai mal di denti e il dentista ti dice: «Bisogna cavarlo questo dente», te lo lasci cavare, anche gridando, perché è necessario! Se ti viene la voglia di bere una certa bottiglia, ma la mamma ti grida: «Lascia stare! Non vedi che è la bottiglia dell’acido borico? E’ veleno!» tu la lasci subito, perché è necessario se non vuoi morire avvelenato.

E pensa tu ad altri esempi.

Dunque, se Gesù e la Chiesa (che ne sanno più di me e di te) ti dicono: devi mortificarti, devi fare un po’ di penitenza: tenere a freno la gola, gli occhi, la lingua, il corpo che vuole tutti i comodi, ecc. vuol dire che è necessario: ne va di mezzo la salute dell’anima, come ha detto Gesù stesso: «Se non farete penitenza, perirete tutti!».

Ma vedi come siamo… stupidi noi, almeno qualche volta.

Per il corpo, che oggi è bello e fresco, e domani va a marcire in una fossa del cimitero, noi sappiamo fare tutti i sacrifici, anche lasciarci cavare i denti, tagliare dal dottore e prender l’olio di ricino; per l’anima, invece, che vale infinitamente di più, perché è lei che ci porta o in Paradiso o all’Inferno, tutto ci sembra difficile, pesante, gravoso.

Ti sembra ragionare questo?

Tu hai visto ancora il contadino a potare le viti. Se uno avesse detto: «Ma che stupido!… guarda come taglia, come sforbicia quelle povere viti! Prima, c’erano tanti tralci e adesso sembran dei pezzetti di legno! Ah! quel contadino lì rovina la vigna!». A costui cosa avresti risposto, tu? «Do­mandi il perché? Prova a ripassare a primavera: che fiorita di tralci nuovi!… che vigneto! e che bei grappoli rigonfi in estate!». Ah sì quella potatura era proprio necessaria!

E’ così in tutto! Se vuoi correre in bicicletta, devi prima allenarti, far fatica.

Per conquistare il Paradiso, per vincere le gare dello spirito, devi far fatica: e la fatica, qui, si chiama “mortificazione”.

– Non arricciare il naso e fare le smorfie. Adesso hai capito che è necessaria la mortifi­cazione, per tutti. Lo ha detto Gesù, lo dice la Chiesa. E sai perché?

Il peccato originale ci ha fatti deboli contro il demonio, contro il mondo e contro le nostre passio­ni. Noi, quindi, a fare il bene sentiamo difficoltà.

Fare il bene, cioè, costa! Per vincere le tentazio­ni, quindi, dobbiamo metterci tutta la buona volontà. Ma questa volontà quante volte, invece, si sente fiacca, debole, indecisa, incostante! Sempre per colpa del peccato originale. E allora bisogna rin­forzarla, bisogna fare l’allenamento. E l’allena­mento della volontà si fa con la mortificazione.

E tu ti mortifichi?

La prima mortificazione, necessaria per tutti, è questa: astenersi da tutta ciò che può offendere Dio e macchiare l’anima: astensione, quindi, da diver­timenti, compagni, libri occasioni che mettano in pericolo la bella virtù. Il Signore ci ha creati non per godere in questa vita, ma per conoscerLo, amarLo e servirLo con spirito di sacrificio in questo mondo, per poi goderLo, nell’altro, in Paradiso.

L’hai tu questo spirito di sacrificio? Sei pronto a negarti tutto quello che può farti del male all’ani­ma facendoti commettere un peccato?

I piaceri del corpo non danno la felicità, ma anzi ci lasciano il cuore vuoto, amaro: mentre invece se vinci te stesso, che gioia provi nella tua anima! E’ la gioia della vittoria, è la gioia di ricevere il premio da Gesù, di esserti avvicinato di più a Lui!

Che pensano, oggi, i Santi delle loro sofferenze su questa terra? Che pensa, oggi, S. Luigi della sua rinuncia a una vita comoda e brillante?

E tu vuoi forse farti santo a modo tuo? Difatti, fai spesso come vuoi; ubbidisci quando ti è comodo; trovi sempre mille e una giustificazione per tutto.

No, no! la cosa più importante è di imitare Gesù. Tutto il resto non vale nulla! Una sola è la strada che porta in Paradiso: la via della Croce, che è la via della mortificazione.

Tu hai lo spirito di mortificazione, quindi, se sai rinunciare a quelle cose illecite, e anche qualche volta alle lecite, per il bene dell’anima tua e per amore di Gesù!

Quando tu dici: «Voglio essere puro!» devi saper rinunciare non solo a quelle cose (cinema, giornali e compagni non buoni, occasioni, ecc.) che portano al male, ma devi abituarti a mortificare i tuoi occhi, le tue mani, la tua curiosità, anche in quelle cose che, per sé non sono cattive; sarà un esercizio utilissimo alla tua volontà!

E poi, tu devi fare queste mortificazioni anche perché sono mezzi per convertire le anime. La Madonna, ai Pastorelli di Fatima (hai letto la bella storia?) disse: «Tanti poveri peccatori si perdono perché non c’è nessuno che voglia fare penitenza (mortificazione) per essi!». E un altro giorno ag­giunse: «Se non si farà penitenza, verranno grandi castighi!». La mortificazione, dunque, ferma i ca­stighi di Dio e ottiene da Dio anche i miracoli!

Ama dunque la mortificazione!

Mortificando, soprattutto, i sensi: gli occhi, il tatto, l’udito, la gola. Ma mortificati anche nei piaceri leciti: così sarai pronto sempre a rinunciare agli illeciti; per esempio: non fare il ghiottone a tavola: mangia adagio e mangia tutto quello che ti dà la mamma, anche se non ti piace. Mortifica i tuoi occhi per la strada, non guardando mai, per es. i cartelloni del cinema… Abituati a ubbidire senza protestare quando non ti piace, e cento altre mortificazioni che tu stesso puoi trovare.

Così diventerai veramente, fin da giovane, un imitatore di Gesù, la cui vita fu «tutta croce e martirio!».

PROPOSITO: Pensa subito quale mortifi­cazione vuoi fare quest’oggi per amore di Gesù. Offrila al Signore e… sii generoso!

«Ti ringrazio caro Gesù, delle buone ispirazioni e grazie concessemi durante la meditazione. Ti presento umilmente il mio proposito affinché mi aiuti a mantenerlo con la Tua santa Grazia. Maria, Mamma di Gesù, San Giuseppe, Angelo mio custode, e miei santi Protettori, fate che possa rimanere sempre amico di Gesù!»

Vi dò un comandamento nuovo, ed è che vi amiate gli uni gli altri”! (Giovanni XIII, 34)

“L’uomo non è mai tanto grande come quando è in ginocchio in atto di preghiera”! (A. Manzoni)

“La Carità é una forza, certo più potente della forza atomica”. (L. V.)

“Ogni albero che porta frutto sarà potato perché ne porti di più”. (Vangelo)

“Le anime grandi hanno una volon­tà; le anime deboli hanno solo desideri”. (Proverbio cinese)

“La pazienza é il coraggio che sa soffrire e attendare”. (Descartes)