Cosa è il Paradiso

Il Paradiso è il luogo del godimento eterno di Dio ed in Lui di ogni altro bene senza alcun male.

Ma Dio noi non lo conosciamo e di tutti gli altri beni che in Lui godremo non possiamo formarci che pallidissime idee analogiche. Una strana scoperta è stata fatta in quest’ultima guerra. Dirigendo nel buio pesto della notte un fascio degli invisibili raggi infrarossi in una località e tirando su quel punto una foto con lastre particolar­mente sensibili se ne ottiene la fotografia. Se la persona investita dei raggi infrarossi potesse avere un occhio ad essi sensibile, vedrebbe una bella sorgente luminosa e alla sua luce osserverebbe se stesso ed il panorama illuminato.

Ugualmente a noi si nasconde oggi la visione del paradiso. Lo Spirito Santo, col lume della gloria, renderà sensibile l’occhio uma­no e l’anima umana e potremo così contemplare quanto oggi a noi si nasconde.

Il paradiso dev’essere qualche cosa di veramente grande. Lo pos­siamo desumere:

a) Dalla grandezza dei preparativi

I preparativi del Paradiso Dio li ha cominciati da diversi miliardi di anni con la creazione; li ha perseguiti ininterrottamente fino ad oggi attraverso la meravigliosa evoluzione impressa alle galassie, al­la terra, ai vegetali e agli animali, attraverso la provvidenza con cui regge minutamente tutte le creature; li terminerà alla fine del mondo quando saranno pronti i nuovi cieli e la nuova terra con le nuove creature.

Tutte le divine perfezioni sono state impegnate per tale opera. Per darci il Paradiso Dio ha fatto l’impossibile: ha mandato in ter­ra il suo Figliolo, gli ha fatto rivelare i misteri della sua vita, gli ha fatto predicare il vangelo e lo ha fatto morire.

Per darci il Paradiso Gesù ha formato l’apparato grandioso della Chiesa, ha istituito i Sacramenti, si è sacrificato nella Croce e da duemila anni si è rinchiuso in una prigione, ove ogni giorno conti­nua a sacrificarsi.

Bisogna che il paradiso sia estremamente bello, grande, meravi­glioso, beatificante; bisogna che valga la pena dell’infinita potenza, sapienza, misericordia da Dio messe in opera per prepararcelo. Bisogna soprattutto che valga la pena del sacrificio di un Dio. Deve aver pienamente ragione S. Paolo quando dice, dopo aver visto il Paradiso: « Occhio umano non ha visto, mente umana non ha con­cepito, né è balenato nel cuore dell’uomo quello che Iddio ha prepa­rato a coloro che lo amano » (1 Cor. 2,4).

b) Dallo stato soprannaturale

C’è nel creato un crescendo meraviglioso. La forma superiore di vita ha tutte le perfezioni delle forme inferiori e le sorpassa di mol­to. Un fiore ha più perfezioni di tutto il mondo fisico; un animale ha più perfezioni di tutto il mondo fisico e di tutto il mondo vegetale; un uomo ha più perfezioni del mondo fisico, vegetale ed animale.

Egli assomma tutte le perfezioni dei tre regni ed immensamente le sorpassa; egli solo infatti ha nel creato, a somiglianza di Dio, l’intel­ligenza e la volontà. Un uomo vale più del mondo intero e più del mondo intero glorifica Dio, anzi egli solo veramente lo glorifica per­ché egli solo lo conosce e solo comprende il mondo.

Un uomo poi elevato allo stato soprannaturale vale più di tutti gli uomini viventi nello stato di natura messi assieme. Lo stato sopran­naturale lo mette in un livello immensamente superiore all’umano: in quello divino, cioè nella forma più perfetta possibile di vita.

Tale uomo partecipa delle perfezioni divine più dell’umanità inte­ra vivente nello stato di natura e glorifica quindi Dio più di essa. Valeva per Dio la pena d’aver creato il mondo e l’umanità intera pur di partecipare le sue divine perfezioni a un uomo solo, elevan­dolo allo stato soprannaturale, e venire da lui glorificato.

L’uomo soprannaturale comprende e riflette Dio più di tutta l’u­mana natura; conseguentemente egli ha una felicità superiore a quella cumulativa di tutti gli uomini viventi nello stato di natura. Le gioie e i piaceri di tutti gli uomini messi assieme sono inferiori di molto alla felicità di un Santo che gode la visione beatifica di Dio e la comunione dei Santi.