20 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Lo zelo di Dio per la sua vigna: La vita dell’uomo sulla terra nasce
per creazione dall’amore di Dio. Vive per il suo grande zelo fino alla
consumazione dei secoli. È sempre Lui che prende l’iniziativa. Lui
chiama, richiama, torna a chiamare. In questo suo amore è
veramente instancabile, divinamente paziente, eternamente
misericordioso. Se uno dovesse definire cos’è la Sacra Scrittura,
dovrebbe dire questa sola frase: “È la storia della pazienza di Dio
sempre alla ricerca dell’uomo da salvare”.
2.
Il suo amore non conosce soste: Quello di Dio è un amore che non
conosce soste, né cedimenti alla stanchezza o alla delusione. Il suo è
un amore sempre pronto a cominciare da capo, come al primo
giorno, anzi con una intensità sempre più grande, fino al dono di
tutto se stesso, nel suo Figlio Unigenito.
3.
La sua pietà verso tutti: Non c’è un uomo che non sia amato da Dio.
Dio ama veramente tutti. Lo attesta la sua volontà salvifica
universale. Egli non vuole che alcuno si perda. Lui vuole che tutti
arrivino alla conoscenza della verità ed entrino nella sua giustizia.
4.
La sua carità libera da ogni vincolo di pensiero umano: Dio non è
condizionato dai nostri pensieri, sovente angusti, spesso miseri in
quanto ad elevazione morale e spirituale, ma anche cattivi, se non
addirittura malvagi. Al malvagio la sua malvagità. A Dio la libertà
di non lasciarsi mai governare da nessun pensiero umano, neanche
dal più santo. Il governo di Dio è la sua divina saggezza e il suo
eterno amore.
5.
L’invidia come regola di comportamento tra gli uomini: L’invidia
non può essere né regola di giustizia, né di altro comportamento
umano tra gli uomini. L’invidia ha la sua radice nel cuore senza
amore dell’uomo. La carità è la sola medicina, il solo ritrovato
contro l’invidia.
6.
La mormorazione come strumento per piegare la volontà degli altri
alla nostra: Quando un uomo vuole piegare Dio e i suoi fratelli alla
sua volontà, ai suoi pensieri, si serve di questo strumento nefasto e
malvagio che è la mormorazione. Essa è grave peccato, perché non
vede la realtà a partire dall’altro, nella verità dell’altro, ma giudica
l’altro ingiusto a partire dalla nostra ingiustizia e dalla nostra
malvagità. Dio è santo, santissimo, vero, verissimo, solo carità ed
amore. A Lui mai si potrà attribuire qualcosa di ingiusto.
7.
Il peso della speranza: Gli operai dell’ultima ora hanno sopportato
il peso della speranza per un’intera giornata. Essi stavano sulla
piazza con il corpo, con il cuore, la mente, il desiderio erano in
qualche campo a lavorare. Il loro desiderio era mosso dalla carità
verso la famiglia. Senza lavoro non si mangia. Senza lavoro la
famiglia non vive. È questo il peso della loro speranza. Questo peso
viene premiato sempre dal Signore.
8.
Il peso del caldo e del giorno: Quelli della prima ora hanno
sopportato il peso della giornata e del caldo. Ma il loro cuore era
nella gioia. Loro la sera avrebbero portato a casa quanto era
necessario per vivere. Anche questo è salario da mettere sul proprio
conto ed anche sul conto della giustizia del padrone.
9.
La vocazione universale del cristiano: La vocazione universale del
cristiano è una sola: il martirio, la suprema testimonianza resa a
Cristo Gesù con il proprio sangue. Il sangue è sparso come sigillo a
verità del Signore. Questa vocazione è di tutti. È già stata assegnata
dal Padre nel momento stesso in cui uno è divenuto cristiano. Si è
cristiani per il martirio.
10.
Vivere ogni cosa partendo dal mistero del Padre: È questa la verità
che dobbiamo scrivere nel cuore giorno per giorno, a causa della
nostra innata superbia che ci spinge a vedere noi e gli altri da una
visione prettamente terrena, umana, egoistica, di pura ricerca del
nostro io. La pace nei cuori e nella comunità dei credenti regna solo
se ogni cosa è vista dal mistero del Padre. Adoriamo il Padre,
viviamo in pace con tutti. Sia fatta la volontà di Dio.
11.
Sdegno cattivo e sdegno santo: C’è uno sdegno buono ed uno sdegno
cattivo. Lo sdegno cattivo è quando noi pensiamo solo a noi stessi e
ci sentiamo lesi dagli altri. Lo sdegno buono è invece il
combattimento per la verità, la carità, la giustizia.
12.
La legge dei re delle nazioni: La legge dei re delle nazioni consiste
nello schiavizzare, nel dominare, nel sottomettere i sudditi. Secondo
questa legge alcuni uomini, pochi in verità, sono in alto, tutti gli altri
sono in basso. Alcuni sono liberi, moltissimi schiavi.
13.
La legge dei discepoli del Signore: Non così è la legge dei discepoli
del Signore. Secondo questa legge ognuno deve divenire servo di
tutti, l’ultimo che si pone per il bene del mondo intero. Ognuno deve
farsi uno strumento di amore e di verità per tutti i suoi fratelli.
14.
La legge di Cristo Gesù: È questa la legge di Cristo Gesù: l’offerta
della propria vita per la redenzione del mondo. Uno solo muore
perché tutti vivano. Uno solo si fa schiavo perché tutti siano liberi.
Uno solo serve perché tutti siamo signori.
15.
Gridare a Dio per se stessi: Tutto discende dal cielo come grazia di
bontà e di misericordia. Tutto si deve chiedere a Dio con grido
incessante. Ognuno sa che la sua ricchezza è nel Cielo e verso il
Cielo deve alzare il suo grido.
16.
Gridare a Dio per gli altri: Nessuno però deve gridare solo per se
stesso. Ognuno deve essere mosso da una grande carità, da un
amore indicibile per gli altri. Ognuno deve farsi voce dei fratelli e
chiedere per loro ogni dono di grazia e di misericordia. Gesù dalla
croce elevò il suo grido al Padre chiedendo perdono per tutti i suoi
persecutori: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”.
Per questo suo altissimo grido noi tutti siamo stati redenti e salvati.
17.
Vera luce e scintille di luce: Solo Gesù è la luce vera che illumina
ogni uomo di pienissima e purissima verità. Nessun altro è luce. Se
qualcuno è luce lo è in Lui, con Lui, per Lui. Quanti non sono in
Lui, con Lui, per Lui, mai potranno essere luce piena e pura, sono
delle piccole scintille il cui fine è uno solo: condurre a Cristo Gesù,
illuminare quel piccolo tratto di strada fino al raggiungimento della
luce piena che è Gesù Signore.
18.
Il vero grande peccato cristiano di oggi: Il vero grande peccato
cristiano è proprio questo: dichiarare Cristo Gesù scintilla di luce al
pari delle scintille create, fare di ogni altra scintilla una luce piena,
in tutto simile alla luce di Gesù Signore. La relativizzazione di tutte
le scintille, l’elevazione di ogni scintilla a luce piena è il vero peccato
del mondo di oggi. Questo peccato altro non fa che precipitare il
mondo in una tenebra sempre più grande. Solo Gesù è la luce vera
che deve illuminare ogni uomo. Solo a Cristo deve essere condotto
ogni altro uomo. Ogni uomo deve sapere la differenza che c’è tra la
luce piena e pura e le piccole scintille, deve sapere la differenza che
c’è tra la Luce eterna, divina che è Gesù Signore e tutte le altre
piccolissime scintille che pretendono di illuminare il mondo intero.
19.
Fremere di pietà e di commozione: Gesù è sempre mosso dalla sua
pietà, commiserazione, compassione, divina carità di cui è ricolmo il
suo cuore. Gesù è l’uomo che sa solo amare. Dinanzi agli uomini mai
lui sa trattenersi dal non amare. Sempre invece si lascia muovere
dal suo amore eterno e divino. Questa è la sua vera essenza. La sua è
però una pietà, una compassione sempre efficace. È una carità che
ricrea la speranza nei cuori.
20.
Vedere Gesù, seguire Gesù: Questa unità deve essere il fine della
nostra vita. Gesù deve essere visto per essere seguito. Deve essere
conosciuto per essere amato. Oggi invece si vive su un duplice
sentiero: si conosce Gesù, ma non si segue; si vede ma non si va
dietro a Lui. C’è come un distacco, una separazione dalla sua
sequela. Oggi c’è come un cristianesimo anomalo. È anomalo in
nostro cristianesimo perché abbiamo creato una fede in Gesù senza
Gesù, una fede in Dio senza Dio, una fede nello Spirito Santo senza
lo Spirito Santo. È anomalo il nostro cristianesimo perché non c’è
più sequela visibile, aggregazione visibile, appartenenza visibile.
Anche se esiste una certa visibilità della fede, questa è per noi, non
certo per Gesù.

Do not risk being shut out

Daily Reading & Meditation

 Wednesday (October 31): Do not risk being shut out
Scripture:   Luke 13:22-30  

22 He went on his way through towns and villages, teaching, and journeying toward Jerusalem. 23 And some one said to him, “Lord, will those who are saved be few?” And he said to them, 24 “Strive to enter by the narrow door; for many, I tell you, will seek to enter and will not be able. 25 When once the householder has risen up and shut the door, you will begin to stand outside and to knock at the door, saying, `Lord, open to  us.’ He will answer you, `I do not know where you come from.’ 26 Then you will begin to say, `We ate and drank in your presence, and you taught in our streets.’ 27 But he will say, `I tell you, I do not know where you come from; depart from me, all you workers of iniquity!’ 28 There you will weep and gnash your teeth, when you see Abraham and Isaac and Jacob and all the prophets in the kingdom of God and you yourselves thrust out. 29 And men will come from east and west, and from north and south, and sit at table in the kingdom of God. 30 And behold, some are last who will be first, and some are first who will be last.”

Meditation: What does the image of a door say to us about the kingdom of God? Jesus’ story about the door being shut to those who come too late suggests they had offended their host and deserved to be excluded. It was customary for teachers in Jesus’ time to close the door on tardy students and not allow them back for a whole week in order to teach them a lesson in discipline and faithfulness.

Who will be invited to enter God’s kingdom?
Jesus told this story in response to the question of who will make it to heaven – to God’s kingdom of everlasting peace and eternal life. Many rabbis held that all Israel would be saved and gain entry into God’s kingdom, except for a few blatant sinners who excluded themselves! After all, they were specially chosen by God when he established a covenant relationship with them.

Jesus surprised his listeners by saying that one’s membership as a people who have entered into a covenant relationship with God does not automatically mean entry into the everlasting kingdom of God. Second, Jesus asserts that many from the Gentile (non-Jewish) nations would enter God’s kingdom. God’s invitation is open to Jew and Gentile alike.

Jesus is the door to the kingdom of heaven
But Jesus warns that we can be excluded if we do not strive to enter by the narrow door. What did Jesus mean by this expression? The door which Jesus had in mind was himself. I am the door; if any one enters by me, he will be saved (John 10:9). God sent his only begotten Son, the Lord Jesus Christ, to open the way for us to have full access to the throne of God’s grace (his favor and blessing) and mercy (his pardon for our sins). Through Jesus’ victory on the cross he has freed us from slavery to sin and hurtful desires and addictions, and he has made us sons and daughters of God and citizens of his heavenly kingdom. We are free now to choose which kingdom we will serve – the kingdom of light and truth ruled by God’s justice and wisdom or the kingdom of darkness and falsehood ruled by Satan and a world system or society of people who are opposed to God and his laws.

Following the Lord requires effort and commitment on our part
If we want to enter God’s kingdom and receive our full inheritance which is stored up for us in heaven, then we must follow the Lord Jesus in his way of the cross through a willing renunciation of our own will for his will – our own life for his life – our own way for his way.

Why did Jesus say we must strive to enter his kingdom of righteousness and peace? The word strive can also be translated as agony. To enter the kingdom of God we must struggle against every force or power of opposition – even the temptation to remain indifferent, apathetic, or compromising in our faith and personal trust in Jesus, our hope in holding firm to the promises of Jesus, and our uncompromising love for God above all else (the “love that has been poured into our hearts through the gift of the Spirit which has been given to us” – Romans 5:5).

The Lord is with us to strengthen us in our trials and struggles
The good news is that we do not struggle alone. God is with us and his grace is sufficient! As we strive side by side for the faith of the Gospel with the help and support of our brothers and sisters in the Lord (Philippians 1:27), Jesus assures us of complete victory! Do you trust in God’s grace and help, especially in times of testing and temptation?

“Lord Jesus, may I never doubt your guiding presence and your merciful love towards me. Through the gift of your Spirit fill me with courage and persevering faith to trust you in all things and in every circumstance I find myself. Give me the strength to cling to your promises when the world around me begins to shake or crumble. And when my love and zeal begin to waver, fan into my heart a flame of consuming love and dedication for you who are my All.”

Psalm 13:3-6

3 Consider and answer me, O LORD my God; lighten my eyes, lest I sleep the sleep of death;
4 lest my enemy say, “I have prevailed over him”; lest my foes rejoice because I am shaken.
5 But I have trusted in thy steadfast love; my heart shall rejoice in thy salvation.
6 I will sing to the LORD, because he has dealt bountifully with me.

Daily Quote from the early church fathersTo enter the narrow door, by Cyril of Alexandria (376-444 AD)

“‘Wide is the door, and broad the way that brings down many to destruction.’ What are we to understand by its broadness? …A stubborn mind will not bow to the yoke of the law [the commandments of God]. This life is cursed and relaxed in all carelessness. Thrusting from it the divine law and completely unmindful of the sacred commandments, wealth, vices, scorn, pride and the empty imagination of earthly pride spring from it. Those who would enter in by the narrow door must withdraw from all these things, be with Christ and keep the festival with him.” (excerpt from COMMENTARY ON LUKE, HOMILY 99)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use, please cite credits: copyright (c) 2018 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

Seguiamo la via della verità

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

(Capp. 30, 3-4; 34, 2 – 35, 5; Funk, 1, 99, 103-105)
Seguiamo la via della verità

    Rivestiamoci di pace, di umiltà, di castità. Teniamoci lontani da ogni mormorazione e maldicenza, e pratichiamo la giustizia non a parole, ma nelle opere. È scritto infatti: Chi parla molto, sappia anche ascoltare, e il loquace non creda di salvarsi per le sue molte parole (cfr. Gb 11, 2).
    Bisogna dunque che ci mettiamo di buon animo a fare il bene, poiché tutto ci è dato dal Signore. Egli ci avverte in precedenza: Ecco il Signore, e la sua ricompensa è con lui, per rendere a ciascuno secondo le sue opere (cfr. Ap 22, 12). Perciò ci esorta a credere in lui con tutto il cuore e a non essere pigri, ma dediti ad ogni opera buona.
    Lui sia la nostra gloria e in lui riposi la nostra fiducia. Stiamo soggetti alla sua volontà e consideriamo come tutta la moltitudine degli angeli stia alla sua presenza, a servizio della sua volontà. Dice infatti la Scrittura: «Mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano» e «Proclamavano l’uno all’altro: Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la creazione è piena della sua gloria» (Dn 7, 10; Is 6, 3). Anche noi dunque uniamoci nello stesso luogo nella concordia dei sentimenti, e gridiamo continuamente a lui come con una sola bocca, per essere partecipi delle sue grandi e gloriose promesse.
    È detto infatti: Occhio mai non vide, né orecchio udì né mai entrarono in cuore d’uomo quelle cose che Dio ha preparato per coloro che lo aspettano (cfr. 1 Cor 2, 9).
    Come sono pieni di beatitudine e ammirabili i doni del Signore! La vita nell’immortalità, lo splendore nella giustizia, la verità nella franchezza, la fede nella confidenza, la padronanza di sé nella santità: tutto questo è stato messo alla portata delle nostre capacità. Quali saranno allora i beni che vengono preparati per coloro che lo aspettano? Solo il creatore e padre dei secoli, il santissimo ne conosce la quantità e la bellezza.
    Noi dunque, per aver parte ai doni promessi, facciamo di tutto per trovarci nel numero di coloro che aspettano il Signore. E a quali condizioni potrà avvenire questo, o miei cari? Avverrà se il nostro cuore sarà saldo in Dio con la fede, se cercheremo con diligenza ciò che è gradito e accetto a lui, se compiremo ciò che è conforme alla sua santa volontà, se seguiremo la via della verità, rigettando da noi ogni forma di ingiustizia.

19 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Gesù viene messo alla prova: Quando si va da Gesù non per cercare
la verità che ci salva, che ci dona la volontà di Dio, ma gli si pone
una domanda al fine di accusarlo, o di renderlo non credibile, o
inviso al cuore degli uomini, questo accostarsi a Lui per un fine
cattivo è vera tentazione. Gesù viene messo alla prova dalla nostra
tentazione. L’uomo tenta il suo Signore, il suo Creatore, il suo Dio.
2.
La questione sul divorzio: A Gesù non viene posta una domanda per
conoscere la verità di Dio sulla natura del matrimonio. Questo non è
il loro intento. Viene posta una domanda per far discreditare Gesù
dinanzi agli occhi della gente che è sempre incline al male e al
peccato, sempre pronta a trasgredire la volontà del Signore.
3.
La risposta di Gesù: Gesù però non cade nella loro tentazione. Dona
una risposta saltando tutta la storia, ogni uso e consuetudine di
peccato dell’uomo, ogni modalità di essere che scaturisce dal cuore
di pietra. Gesù porta ogni uomo nella purissima volontà del Padre,
volontà secondo la quale l’uomo e la donna sono stati creati e nella
quale devono sempre vivere.
4.
Si ritorna a prima del peccato: Prima del peccato il cuore era di
carne, anche la donna di carne. Dopo il peccato il cuore è di pietra e
la donna è divenuta agli occhi degli uomini anche di pietra. Cosa se
ne fa uno di una pietra? Se ne serve a gusto, a piacere. La prende
quando gli garba. La lascia quando gli pare. Gesù dice che la pietra
non è stata creata dal Padre suo, ma dall’uomo.
5.
Come si vince la legge del cuore di pietra: Questo cuore si vince in
un duplice modo: con la grazia di Dio, chiedendo al Signore che ci
ricrei il cuore; con la fede nella Parola di Dio che ha promesso che
avrebbe tolto un giorno il cuore di pietra e al suo posto avrebbe
messo un cuore di carne, capace di amare. Questa è l’opera dello
Spirito Santo. Si crede, si prega, il cuore diviene di carne.
6.
La verità cammina con l’uomo storico: L’uomo è essere storico dal
cuore di pietra. Il Signore ha preso quest’uomo non come Lui lo
aveva fatto, ma come la creatura si è fatta, e a poco a poco, con passi
lenti, lo ha condotto nella grazia e nella verità di Gesù Signore. A
quest’uomo ha fatto dono del suo Santo Spirito. Ora l’uomo può
vivere come agli inizi. Anzi può vivere in una modalità ancora più
mirabile degli inizi a causa della sua partecipazione della divina
natura.
7.
Il celibato per il regno: La legge della natura vuole che l’uomo si
sposi, formi con la sua donna una sola carne. La legge nuova di
Cristo Gesù vuole che per il regno dei cieli si possa abrogare questa
legge della natura e si accolga la legge nuova del regno. Si può
rimanere celibi per il regno. Il celibato per il regno è sorretto dalla
grazia di Cristo Gesù.
8.
Vera comprensione nello Spirito Santo: Nello Spirito Santo, per
grazia un uomo comprende che la sua vocazione è al celibato e non
al matrimonio. Ma anche nello Spirito Santo, per grazia, può
rimanere fedele sino alla fine a questa vocazione. La legge della
carne si vince solo con lo Spirito Santo e la grazia di Cristo Gesù.
Per questo bisogna pregare molto, chiedendo allo Spirito Santo che
entri in molti cuori e faccia comprendere loro la vocazione per il
regno, necessaria alla sua vita. Il regno vive di questa vocazione.
9.
Il regno dei cieli appartiene anche ai bambini: Gesù dona ai
bambini pieno diritto di essere regno di Dio su questa terra. Se essi
sono vero regno di Dio, allora è più che giusto investire su di essi
ogni energia spirituale affinché crescano in sapienza e grazia. Più si
spende per loro, più il regno di Dio crescerà saldo, più il suo futuro
sarà assicurato.
10.
Dio è il solo buono: Dicendo Gesù che Dio è il solo buono vuole
rivelarci una sola verità. Chi cerca cosa è buono, mai lo potrà
trovare in un uomo, in molti uomini, nella loro volontà. Il bene viene
da uno solo. Chi vuole sapere ciò che è buono, giusto e santo, lo deve
chiedere a Dio soltanto. Dio lo ha manifestato nella sua Parola. Non
è mai la parola dell’uomo la fonte del vero bene. Non sono le
filosofie, le psicologie, i tratti di legge o di altro. Fonte del vero bene
è solo Dio e la manifestazione della sua volontà. Il vero bene è nella
sua Parola e in essa soltanto.
11.
Vita eterna e perfezione: La vita eterna è un bene personale. La
perfezione invece non è solo un bene personale. È un bene da
perseguire perché da esso nasce il bene per tutta l’umanità. La
perfezione per il regno, o piena libertà, è la via attraverso la quale si
edifica il regno di Dio sulla nostra terra.
12.
Vita eterna per sé: È cosa giusta che uno cerchi la vita eterna per sé
nell’osservanza della Legge di Dio. È cosa buona che sulla vita
eterna ogni giorno ci si interroghi, perché è il bene dei beni per
l’anima. Questo però non è tutto per un uomo.
13.
Vita eterna per gli altri: Non è tutto per un uomo, perché anche gli
altri devono venire a conoscenza di questo bene supremo. Chi lo
farà conoscere loro? Quanti sono disposti a rinunziare ai beni di
questo mondo al fine di dare ad ogni altro uomo il bene supremo,
eterno, divino: la vita eterna. La rinunzia ai beni di questo mondo è
per un atto nobilissimo di carità. La carità è il supremo bene per
tutti. Tutti devono aspirare alla conquista di questo supremo bene.
14.
Il bene supremo attraverso i beni di questo mondo: C’è il bene
supremo della vita eterna che noi dobbiamo conseguire attraverso
l’uso dei beni di questo mondo. Ma c’è anche il bene supremo che
dobbiamo conseguire abbandonando i beni di questo mondo. Questo
bene supremo è la vita eterna per i nostri fratelli. La carità verso di
loro merita questa nostra rinunzia. Gesù tutto ha lasciato per dare a
noi questo bene supremo della vita eterna.
15.
La difficoltà della salvezza: La difficoltà di raggiungere la salvezza è
nella nostra volontà, la quale si rifiuta di camminare sulla via
tracciata da Dio. Questa difficoltà con la grazia di Dio è vincibile.
Per questo motivo Gesù parla di difficoltà, non di impossibilità. È
difficile che un ricco entri nel regno dei cieli, ma non impossibile.
16.
L’impossibilità della salvezza: L’impossibilità della salvezza è data
dalla carenza dei mezzi di grazia e di verità. Questi mezzi però sono
sempre a disposizione dell’uomo. Sempre l’uomo vi può accedere
per se stesso e per gli altri. Accedendovi la difficoltà sparisce e la
salvezza diviene possibile.
17.
La ricompensa sulla terra per chi lascia tutto per il nome di Cristo
Gesù: È verità che Gesù rivela ai suoi discepoli. Una cosa però deve
essere detta con chiarezza: le modalità non sono mai decise
dall’uomo. Esse sono stabilite, volute, pensate da Dio personalmente
per ogni discepolo di Gesù. Le parole di Gesù non devono essere
lette in senso materiale, bensì spirituale e le vie dello spirito le
conosce solo il Signore.

“What God’s kingdom is like”

Daily Reading & Meditation

 Tuesday (October 30): “What God’s kingdom is like”
Scripture:  Luke 13:18-21 

18 He said therefore, “What is the kingdom of God like? And to what shall I compare it? 19 It is like a grain of mustard seed which a man took and sowed in his garden; and it grew and became a tree, and the birds of the air made nests in its branches.” 20 And again he said, “To what shall I compare the kingdom of God? 21 It is like leaven which a woman took and hid in three measures of flour, till it was all leavened.”

Meditation: What can mustard seeds and leaven teach us about the kingdom of God? The tiny mustard seed literally grew to be a tree which attracted numerous birds because they loved the little black mustard seed it produced. God’s kingdom works in a similar fashion. It starts from the smallest beginnings in the hearts of men and women who are receptive to God’s word. And it works unseen and causes a transformation from within.

The transforming power of the Holy Spirit within us
Leaven is another powerful agent of change. A lump of dough left to itself remains just what it is, a lump of dough. But when the leaven is added to it a transformation takes place which produces rich and wholesome bread when heated – the staple of life for humans. The kingdom of God produces a transformation in those who receive the new life which Jesus Christ offers. When we yield to Jesus Christ, our lives are transformed by the power of the Holy Spirit who dwells in us. Paul the Apostle says, “we have this treasure in earthen vessels, to show that the transcendent power belongs to God and not to us” (2 Corinthians 4:7). Do you believe in the transforming power of the Holy Spirit?

“Lord Jesus, fill me with your Holy Spirit and transform me into the Christ-like holiness you desire. Increase my zeal for your kingdom and instill in me a holy desire to live for your greater glory.”

Psalm 126:1-6

1 When the LORD restored the fortunes of Zion, we were like those who dream.
2 Then our mouth was filled with laughter, and our tongue with shouts of joy; then they said among the nations, “The LORD has done great things for them.”
3 The LORD has done great things for us; we are glad.
4 Restore our fortunes, O LORD, like the watercourses in the Negeb!
5 May those who sow in tears reap with shouts of joy!
6 He that goes forth weeping, bearing the seed for sowing, shall come home with shouts of joy, bringing his sheaves with him.

Daily Quote from the early church fathersThe Word of God operates in us like leaven, by Cyril of Alexandria (376-444 AD)

“The leaven is small in quantity, yet it immediately seizes the whole mass and quickly communicates its own properties to it. The Word of God operates in us in a similar manner. When it is admitted within us, it makes us holy and without blame. By pervading our mind and heart, it makes us spiritual. Paul says, ‘Our whole body and spirit and soul may be kept blameless in the day of our Lord Jesus Christ’ (1 Thessalonians 5:23). The God of all clearly shows that the divine Word is poured out even into the depth of our understanding… We receive the rational and divine leaven in our mind. We understand that by this precious, holy and pure leaven, we may be found spiritually unleavened and have none of the wickedness of the world, but rather be pure, holy partakers of Christ.” (excerpt from COMMENTARY ON LUKE, HOMILY 96)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite: copyright (c) 2018 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

Dio è fedele alle sue promesse

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

(Capp. 24, 1-5; 27, 1 – 29, 1; Funk, 1, 93-97)
Dio è fedele alle sue promesse

    Consideriamo, o carissimi, come il Signore ci mostri continui esempi della risurrezione futura, della quale ci ha dato una primizia in Gesù Cristo, risuscitandolo dai morti.
    Osserviamo la risurrezione che avviene nella legge del tempo. Il giorno e la notte ci fanno vedere la risurrezione. La notte si addormenta, il giorno risorge. Il giorno se ne va, la notte sopravviene.
    Prendiamo come esempio i frutti. Il seme cos’è, e come si genera? Il seminatore è uscito e ha sparso sulla terra ciascuno dei semi. Questi, caduti per terra secchi e nudi, marciscono. Poi Dio grande e provvidente li fa risorgere dallo stesso disfacimento, e da un solo seme ne ricava molti, e li porta alla fruttificazione.
    Le nostre anime stiano attaccate a lui con questa speranza, a lui che è fedele nella promessa e giusto nei giudizi. Colui che ha proibito di mentire, molto meno mentirà egli stesso. Niente infatti è impossibile a Dio, fuorché mentire. Facciamo dunque rivivere la nostra fede in lui e consideriamo come tutte le cose sono a lui congiunte.
    Con una parola della sua maestà ha stabilito ogni cosa e con una sua parola può tutto distruggere. Chi potrebbe domandargli: Che hai fatto? O chi potrebbe opporsi alla potenza della sua forza? (cfr. Sap 12, 12). Le sue opere egli le farà tutte quando vorrà e come vorrà, e nulla cadrà di quanto egli ha stabilito. Tutto gli sta davanti e nulla sfugge alla sua volontà. «I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio, e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole di cui non si oda il suono» (Sal 18, 2-4).
    Poiché dunque tutto è aperto ai suoi occhi e alle sue orecchie, rigettiamo ogni torbida fantasia ed evitiamo i sentieri del male per meritare il sostegno della sua misericordia di fronte al giudizio futuro. Dove infatti potremmo sfuggire dalla sua mano potente? Quale altro mondo potrebbe accogliere uno che è fuggiasco da lui? Dice infatti la Scrittura: Dove andrò e dove mi occulterò dalla tua presenza? Se salgo al cielo, là tu sei; se mi recherò alle estremità della terra, mi afferra la tua destra; se mi adagerò in fondo all’abisso, là è il tuo spirito (cfr. Sal 138, 7-11).
    Dove dunque ritirarsi, o dove fuggire da lui che tutto abbraccia?
    Accostiamoci invece a lui nella santità dell’anima, leviamo a lui le mani pure e senza macchia, amiamo il nostro Padre, buono e misericordioso, che ha fatto di noi la sua eredità.

18 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Convertirsi: Si entra nella comunità dei discepoli di Gesù attraverso
la conversione. Si abbandonano i pensieri degli uomini, si accolgono
i pensieri di Dio. Si lasciano le nostre vie, si percorrono le vie del
Signore, che mai potranno essere le nostre vie.
2.
Diventare come bambini: Si diventa come bambini, attendendo ogni
cosa dal Signore come un dono di grazia. Tutti nella comunità di
Cristo Gesù sono per grazia di Cristo Gesù. Se tutti siamo per
grazia, la grazia si accoglie e si dona. Se si è per grazia, non ci sono
grandezze umane e terrene. Ognuno è ciò che Dio vuole che sia per
mezzo della sua grazia. Si vive di perfetta armonia e santità.
3.
Accogliere i piccoli: Si accolgono i piccoli, aiutandoli, sostenendoli,
incoraggiandoli, mettendosi ognuno a disposizione di ogni loro più
piccola necessità. Si accolgono i piccoli presentandosi loro come un
buon esempio di santità cui si può sempre guardare per conoscere
qual è la via da seguire.
4.
Evitare lo scandalo: Lo scandalo è la trasgressione dei
Comandamenti fatta alla vista di tutti, pubblicamente. Lo scandalo
è vera piaga di morte in seno alla comunità. Il discepolo di Gesù
dovrà mettere ogni impegno perché scandali per mezzo di lui mai
avvengano in seno alla comunità dei figli del regno.
5.
Guardarsi dal disprezzare uno solo di questi piccoli: Si disprezzano
i piccoli nella comunità dei figli di Dio quando non si pone
attenzione alla loro condizione di fragilità nella fede, nella carità,
nella speranza. Il disprezzo è vivere come se loro non esistessero. È
pensare di poter fare ciò che si vuole. Niente deve essere fatto senza
considerare la condizione fragile della fede degli altri.
6.
Alla ricerca della pecora smarrita: La comunità cristiana vive di
missione. La prima missione non è verso i lontani. È proprio verso
coloro che hanno abbandonato la via della giustizia e della verità;
verso coloro che si sono smarriti nella fede e nell’amore del Signore.
Nessuno deve andare perduto per causa nostra. Tutti invece devono
essere cercati dal nostro amore.
7.
La gioia del cielo deve essere gioia della terra: Il Padre celeste ha
mandato il suo Divin Figlio a cercare ciò che era perduto. Lui è nella
grande gioia quando un peccatore si converte. Ogni buon discepolo
del regno non solo deve andare a cercare chi si è allontanato, deve
anche gioire per il suo ritorno a Dio. Una sola gioia deve esserci:
quella del Padre Celeste che regna nei nostri cuori. È per dare gioia
a Dio che dobbiamo cercare chi è perduto, smarrito, confuso.
8.
Correggere chi ha commesso una colpa: Non solo si deve cercare chi
è fuori della comunità. Si deve riportare nella verità anche chi
rimane con il corpo nella comunità, ma non con lo spirito, a causa
della trasgressione dei Comandamenti. La correzione fraterna è
vera via per la perfetta appartenenza alla comunità dei discepoli del
Signore.
9.
I diversi gradi della correzione: La correzione vuole che tutto sia
fatto con amore, ma anche con grande verità. Amore e verità sono
essenziali perché vi sia vera correzione fraterna. È la verità che esige
la presenza dei due testimoni ed anche della comunità, nel caso il
peccatore si ostini nel suo peccato.
10.
L’esclusione dalla comunità: L’esclusione dalla comunità è per
carità verso tutti coloro che ne fanno parte. Tutti potrebbero essere
inquinati dal peccato di uno solo, specie se questo peccato si
trasforma in grave forma di scandalo per gli altri. Dichiarando
l’altro come un pagano e un pubblicano, tutti sanno che l’agire
dell’altro non è retto, non è santo e possono così guardarsi da ogni
imitazione.
11.
Legare e sciogliere: Nella comunità tutti devono sapere ciò che è
bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, ciò che è
luce e ciò che è tenebra. Gesù dona ai suoi discepoli il potere di
sciogliere e di legare vero e falso e così ognuno può sempre sapere
quale via percorrere per vivere di più grande santità. Questo potere
però va sempre esercitato in perfetta comunione. Il solo e i soli non
sono garanzia. Il solo, i soli possono divenire lupi rapaci, seminatori
di dottrine perverse. Questa verità è attestata dalla storia.
12.
La comunione nella preghiera: Poiché la comunità vive di ogni
grazia che discende dal cielo, Gesù dona una particolare grazia dalla
quale è ogni altra grazia. È la grazia dell’esaudimento quando due
cuori, divenendo un solo cuore, chiedono a Dio ogni altra grazia per
il bene loro e di tutta la comunità dei figli di Dio.
13.
Dove è presente Gesù: Gesù è presente dove due o tre sono riuniti
nel suo nome. Si è riuniti nel suo nome quando si cerca la sua verità,
la sua santità, la sua carità, il suo amore, la sua giustizia. Quando si
cerca la sua gloria, allora si è riuniti nel suo nome e Lui è presente
in mezzo a noi.
14.
Quante volte si deve perdonare: Nella comunità deve regnare la
legge del perdono perenne, sempre per sempre. Il perdono deve
essere sempre dato. Il perdono diviene efficace quando è chiesto con
sincero e vero pentimento.
15.
Debito impossibile da restituire: Per aiutarci a perdonare sempre
Gesù ci insegna che il nostro debito verso Dio è sempre un debito
inestinguibile. Nessuno di noi lo potrà mai restituire. È un debito
infinito. Noi abbiamo sempre bisogno del suo perdono.
16.
Debito possibile da restituire: Il debito dei fratelli nei nostri
confronti è sempre possibile di essere estinto. Basta qualche attimo,
un niente. Se noi non perdoniamo, neanche Dio ci perdona. Se noi
non condoniamo, neanche Dio ci condona il nostro debito.
17.
La vera pietà: La verità si mostra e si dimostra nel perdono. Chi è
grande nel perdono è ricco di grazia e di misericordia. Chi è povero
nel perdono è povero di grazia e di misericordia. Se uno vuol sapere
quanto grande è la sua pietà, si osservi nella capacità di perdonare
sempre e per sempre.
18.
Il servo spietato: Questo servo è senza pietà non solo perché non
condona il debito del suo compagno, ma anche perché lo afferra per
il collo e sta quasi per soffocarlo. Il padrone aveva usato verso di lui
una grande carità, un grande amore. Prima di tutto lo aveva
trattato con grande dignità. Secondariamente al primo grido di
pietà gli aveva condonato il debito che in nessun modo avrebbe mai
potuto estinguere.
19.
Il servo malvagio: Questo servo è anche malvagio. È malvagio
perché sa pensare solo il male per il suo compagno. È malvagio
perché ha subito dimenticato il grande bene che gli era stato fatto
qualche secondo prima. Dio non vuole nessun malvagio nella sua
comunità. Si è sempre malvagi quando si chiede perdono a Lui e poi
lo si nega ai fratelli, inveendo e imprecando contro di loro.
20.
Il nostro perdono dona a Dio la misura per il suo: Senza il perdono
di Dio per noi si aprono le porte dell’inferno eterno, della perdizione
perpetua. Noi non possiamo estinguere il debito contratto contro il
Signore. Dio ce lo può solo condonare. Dio ce lo condona, se noi
condoniamo a coloro che hanno contratto dei debiti verso di noi.
Questa è la sua legge eterna. Chi non perdona non sarà perdonato.
Chi perdona sarà perdonato nella misura del suo perdono.

“Freedom from bondage for eighteen years”

Daily Reading & Meditation

 Monday (October 29):  “Freedom from bondage for eighteen years”
Scripture:  Luke 13:10-17   

10 Now he was teaching in one of the synagogues on the Sabbath. 11 And there was a woman who had had a spirit of infirmity for eighteen years; she was bent over and could not fully straighten herself. 12 And when Jesus saw her, he called her and said to her, “Woman, you are freed from your infirmity.” 13 And he laid his hands upon her, and immediately she was made straight, and she praised God. 14 But the ruler of the synagogue, indignant because Jesus had healed on the Sabbath, said to the people, “There are six days on which work ought to be done; come on those days and be healed, and not on the Sabbath day.” 15 Then the Lord answered him, “You hypocrites! Does not each of you on the Sabbath untie his ox or his ass from the manger, and lead it away  to water it? 16 And ought not this woman, a daughter of Abraham whom Satan bound for eighteen years, be loosed from this bond on the Sabbath day?” 17 As he said this, all his adversaries were put to shame; and all the people rejoiced at all the glorious things that were done by him.

Meditation: Is there anything that keeps you bound up or oppressed? Infirmity, whether physical, emotional, or spiritual, can befall us for a variety of reasons and God can use it for some purpose that we do not understand. When Jesus encountered an elderly woman who was spent of her strength and unable to stand upright, he gave her words of faith and freedom and he restored her to health. She must have suffered much, both physically and spiritually for eighteen years, since Jesus remarked that Satan had bound her. How can Satan do this? The Scriptures indicate that Satan can act in the world with malice and can cause injuries of a spiritual nature, and indirectly even of a physical nature. Satan’s power, however, is not infinite. He cannot prevent the building up of God’s kingdom or reign in our lives.

Jesus wants to set free us from oppression
Jesus demonstrates the power and authority of God’s kingdom in releasing people who are oppressed by physical and emotional sickness, by personal weakness and sin, and by the harassment of the evil one in their lives. It took only one word from Jesus to release this woman instantly of her infirmity. Do you believe in the power of Jesus to release you from affliction and oppression?

The Jewish leaders were indignant that Jesus would perform such a miraculous work on the Sabbath, the holy day of rest. They were so caught up in their ritual observance of the Sabbath that they lost sight of God’s mercy and goodness. Jesus healed on the Sabbath because God does not rest from showing his mercy and love, ever. God’s word has power to change us, spiritually, physically, and emotionally. Is there anything that keeps you bound up or that weighs you down? Let the Lord speak his word to you and give you freedom.

“Lord Jesus, you grant freedom to those who seek you. Give me freedom to walk in your way of love and to praise and worship you always. Show me how I can bring your mercy and healing love to those in need around me.”

Psalm 1:1-6

1 Blessed is the man who walks not in the counsel of the wicked, nor stands in the way of sinners, nor sits in the seat of scoffers;
2 but his delight is in the law of the LORD, and on his law he meditates day and night.
3 He is like a tree planted by streams of water, that yields its fruit in its season, and its leaf does not wither. In all that he does, he prospers.
4 The wicked are not so, but are like chaff which the wind drives away.
5 Therefore the wicked will not stand in the judgment, nor sinners in the congregation of the righteous;
6 for the LORD knows the way of the righteous, but the way of the wicked will perish.

Daily Quote from the early church fathersJesus overcomes death and destruction, by Cyril of Alexandria (376-444 AD)

“The incarnation of the Word and his assumption of human nature took place for the overthrow of death, destruction and the envy harbored against us by the wicked Serpent, who was the first cause of evil. This plainly is proved to us by facts themselves. He set free the daughter of Abraham from her protracted sickness, calling out and saying, ‘Woman, you are loosed from your infirmity.’ A speech most worthy of God, and full of supernatural power! With the royal inclination of his will, he drives away the disease. He also lays his hands upon her. It says that she immediately was made straight. It is now also possible to see that his holy flesh bore in it the power and activity of God. It was his own flesh, and not that of some other Son beside him, distinct and separate from him, as some most impiously imagine.” (excerpt from COMMENTARY ON LUKE, HOMILY 96)

Meditations may be freely reprinted for non-commercial use – please cite: copyright (c) 2018 Servants of the Word, source:  www.dailyscripture.net, author Don Schwager

 

Non andiamo contro la volontà di Dio

Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

(Capp. 21, 1 – 22, 5; 23, 1-2; Funk, 1, 89-93)
Non andiamo contro la volontà di Dio

    Badate, carissimi, che i benefici di Dio, così grandi e numerosi, non abbiano a convertirsi in condanna per noi, se non viviamo in maniera degna di lui, vale a dire se non facciamo concordemente ciò che è buono e accetto davanti a lui. Dice infatti in un certo passo: «Lo Spirito del Signore è come una fiaccola che scruta tutti i segreti recessi del cuore» (Pro 20, 27 volg.).
    Pensiamo quanto ci sia vicino, e come a lui nulla resti nascosto dei nostri pensieri e dei nostri propositi. Perciò non andiamo mai contro la sua volontà. Piuttosto che offendere Dio, non esitiamo a metterci in conflitto con gli uomini stolti e senza giudizio, tronfi e superbi e ricchi solo di parole bugiarde.
    Adoriamo il Signore Gesù Cristo, il cui sangue fu versato per noi, portiamo rispetto a quelli che ci governano, onoriamo gli anziani e istruiamo i giovani nella scienza del timor di Dio, indirizziamo le nostre spose sulla via del bene. Appaiano amabili nella loro vita morale, diano prova della loro disposizione alla dolcezza, manifestino con il tacere di saper moderare la lingua, offrano uguale amore, senza preferenza di persone, a tutti quelli che santamente servono Dio.
    I nostri figli facciano tesoro degli insegnamenti di Cristo; imparino quale forza abbia davanti a Dio l’umiltà, che cosa possa presso di lui un amore casto, e come il suo timore sia buono e grande. Esso salva tutti quelli che lo praticano santamente nella purezza dell’anima. Dio infatti scruta i pensieri e le intenzioni della mente. Il suo soffio è in noi e ce lo toglierà quando vorrà.
    Tutto questo è confermato dalla fede che abbiamo in Cristo. Egli infatti per mezzo dello Spirito Santo così ci sprona: «Venite, figli, ascoltatemi; vi insegnerò il timore del Signore. C’è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene? Preserva la lingua dal male, le labbra da parole bugiarde. Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, cerca la pace e perseguila» (Sal 33, 12-15).
    Compassionevole e largo di benefici verso tutti, egli è Padre che porta amore speciale verso quanti lo temono. Con dolcezza e bontà egli spande le sue grazie su coloro che si accostano a lui con cuore semplice. Perciò non abbiamo il cuore diviso, e l’anima nostra non insuperbisca per i suoi doni incomparabili e magnifici.

16 – OSSERVAZIONI SUL VANGELO

1.
Il significato della trasfigurazione: Nella trasfigurazione la divinità
di Cristo si manifesta in tutto il suo splendore. Gesù manifesta ai
discepoli la sua verità, quella eterna, quella nascosta nella sua carne
mortale, al fine di aiutarli a credere nella sua Parola, che non è
solamente parola di uomo, è soprattutto Parola di Dio.
2.
La presenza di Elia e di Mosè: Sono la Legge e i Profeti che rendono
testimonianza della verità interpretativa di ogni Parola detta da
Cristo Gesù. Cristo Gesù, Elia e Mosè sono una sola verità e questa
verità è quella che sta proclamando ed insegnando Gesù Signore.
3.
La tentazione di Pietro: Le parole di Pietro sono tentazione perché
dicono il contrario di ciò che sta dicendo Gesù Signore. Gesù deve
andare in Gerusalemme per compiere il suo mistero di morte e di
risurrezione. Pietro invece vuole fermare Cristo e se stesso sul
monte.
4.
La nube e l’ombra: Sono segni della presenza di Dio. A volte sono
immagini di Dio stesso. Sul monte Dio è veramente presente. Sul
monte i discepoli sono stati avvolti da Dio.
5.
La voce del cielo: È la conferma suprema della verità di Cristo
Gesù. La Parola di Cristo Gesù e la Parola del Padre sono una sola
Parola. La voce di Cristo è voce del Padre. La verità di Cristo è
verità del Padre. Chi vuole conoscere la volontà del Padre lo può in
un solo modo: ascoltando Cristo Gesù.
6.
Gesù è il Figlio prediletto del Padre: Gesù è Il Figlio del Padre,
perché da Lui generato prima di tutti i secoli. Gesù è dal Padre in
modo unico, eterno, per generazione. Solo Lui, nessun altro. Tutti
gli altri figli sono per creazione e per adozione.
7.
Il Padre parla per mezzo di Gesù: Ogni interpretazione che Gesù
dona della sua Persona e della sua missione è purissima verità, in
tutto conforme alla rivelazione che il Padre ha dato per mezzo dei
profeti. Se per assurdo tutti gli uomini pensassero in modo
differente da Cristo Gesù, la verità del Padre è solo quella di Cristo
Gesù.
8.
Gesù deve essere ascoltato: Gesù deve essere ascoltato perché la sua
Parola è verità. Il mistero che avvolge la sua persona non è da
intendersi come gli uomini lo intendono. Deve essere inteso come
Cristo lo intende, perché Cristo lo intende come lo intende il Padre.
9.
Le regole della prudenza e il silenzio: Molteplici sono le regole della
prudenza. Una di queste è il silenzio. Il silenzio è sempre
obbligatorio ogni qualvolta una sola nostra parola potrebbe portare
lo scompiglio in molti cuori. Chi è prudente sa quando si deve
parlare, come si deve parlare, quali parole usare. Sa anche quando
tacere e conservare ogni cosa nel cuore.
10.
L’uso di Gesù: Gesù è sempre “usato” quando si viene a Lui, ma
non per il bene supremo che Lui deve darci, bensì per beni di questo
mondo, compresa la guarigione del nostro corpo. Gesù è usato
perché si va a Lui per un bene minore, mentre non si va a Lui per
darci cose che solo Lui ci può dare e nessun altro: la redenzione
della nostra anima.
11.
La sopportazione di Gesù: Gesù è stato mandato dal Padre per
salvare l’umanità schiava del peccato e della morte. La cecità
spirituale è vera schiavitù dell’uomo. Noi non vogliamo la vera luce
e tuttavia Gesù ci ama. Questo amore da Gesù è chiamato
sopportazione. Lui ci deve amare nonostante la nostra volontà di
non voler essere amati o di non sapere qual è il vero amore.
12.
L’autorità di Gesù: È l’autorità della sua Persona divina. Questa
autorità è manifestata anche dalla sua vera umanità. È l’autorità del
Creatore dinanzi alla sua creatura. È l’autorità dinanzi alla quale
nessuno potrà mai opporsi.
13.
La pochezza della fede: È questa la vera causa di ogni nostra
deficienza nella costruzione e nella manifestazione del regno di Dio.
La pochezza della fede indica che in noi la fede è come morta. C’è.
Ma è inefficace.
14.
La piccolezza della fede: Nella piccolezza della fede, questa c’è ed è
anche efficace, capace di grandi cose. Nella piccolezza la fede è viva.
Se è viva è anche nella santa condizione di poter sempre crescere ed
abbondare in ogni opera buona.
15.
Il valore della preghiera e del digiuno: Con la preghiera si ottiene
dal Signore una fede viva, capace di governare l’intera nostra storia.
Con il digiuno si tiene il corpo sempre sotto il dominio dello spirito e
dell’anima. Con il digiuno si sottrae il corpo alle passioni, ai vizi,
alla concupiscenza, ai disordini e lo si consegna all’anima perché lo
governi interamente secondo la volontà di Dio.
16.
L’unità nel mistero di Cristo Gesù: Il mistero di Cristo è di morte e
di risurrezione, di passione e di gloria, di croce e di esaltazione.
Questa unità deve essere sempre conservata intatta dalla mente
credente, perché è in questa unità che la vita di ogni discepolo del
Signore si compie.
17.
Gesù vero Figlio di Dio: Nell’episodio della tassa per il tempio Gesù
rivela di essere vero Figlio di Dio. In verità Lui è Dio da Dio, Luce
da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa
sostanza del Padre. Questa è la vera identità di Cristo Gesù. Questa
identità è necessario che oggi venga annunziata in tutto il suo
splendore di rivelazione, di comprensione, di interpretazione ed
anche in ogni sua conseguenza. Tutto è dalla Figliolanza del Verbo
per generazione eterna. È questa figliolanza che fa la differenza tra
Gesù e ogni altro uomo. Ogni altro uomo è uomo, è creatura, è stato
fatto. Gesù invece colui che ha fatto ogni altro uomo. La differenza
non è piccola, non è poca.
18.
Le soluzioni per evitare lo scandalo: La retta fede è sempre
minacciata dallo scandalo. Ognuno è obbligato a porre in atto ogni
risorsa perché lo scandalo non avvenga. Gesù ci insegna che si può
chiedere anche un miracolo al fine di evitare gli scandali.